Il dopo Honda: Mclaren Lamborghini-Chrysler

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Nell’ Agosto 1993 si parlò di un connubio McLaren-Lamborghini. La stampa italiana annunciava che il team inglese stesse costruendo una vettura per la Chrysler. Non si trattò soltanto di un’ipotesi avallata senza fondamento, perchè gli americani volevano per davvero investire nel mondo della F1. Il risultato fu la nascita di una test-car.
Mauro Forghieri progettò un motore Lamborghini V12 che vide la competizione in F1 dalla stagione 1989.Inizialmente fu montato sulle vetture Lola-Larousse nel 1989-1990, e nel 1990 dalla Lotus. Nel 1991 nacque il team Lambo Modena e il propulsore divenne il motore del team ufficiale della casa italiana. Team che falli’ a fine stagione dopo l’abbandono dello sponsor ufficiale, i messicani della GLAS. La Ligier acquista la stessa fornitura per quell’anno, nel 1992 fu la volta della Minardi avvalersi dei potenti motori italiani. La Chrysler inizia ad investire sulla Lamborghini e un nuovo motore , più leggero fu prodotto nel 1993, e la stessa Larousse rimase coinvolta nell’affare italo-americano.

Dubbiosi circa il potenziale e la velocità della vettura francese, la Chrysler coinvolge la Mclaren per un test. Lamborghi e Mclaren intrattengono già una partnership grazie all’elettronica TAG montata sulle vetture di Woking nel 1992 e 1993, anni non proprio felici dopo il dominio negli anni ottanta e primissimi anni novanta. Il nuovo motore progettato per il 1993 ebbe delle proporzioni meno ingenti, e pertanto più leggero rispetto al V12 tradizionale, e attrasse l’attenzione di molte altre scuderie. Una vettura fu modificata in modo tale per permettere al colosso della Chrysler di decidere e giudicare la vera potenzialità della LamboV12 e fare previsioni ottimistiche circa un impiego vincente in F1. Una fornitura massiccia di Laborghini V12 furono recapitati a Ron Dennis , che provvide a modificare adeguatamente una Mp4/8 in una versione alternativa “B”, specificatamente per proseguire e perseverare nei tests.
Il primo test si tiene il 20 Settembre 1993 a Silverstone, con Ayrton Senna al volante di una vettura priva di sponsor dalla livrea rigorosamente bianca latte. Il vice presidente della Chrysler Francois Castaing colse l’occasione di un evento di promozione nel mercato europeo per assistere al test.Certamente la collaborazione con Mclaren, rendeva il possibile sbarco in F1 molto più intrigante rispetto ad una partnership con un team di medio-basso livello come la Larousse, perlaltro in difficoltà finanziarie. E d’altra parte l’ avventura stimolava gli stessi motoristi del colosso americano, che sarebbero stati impiegati in un mondo , quello della F1, ai massimi livelli, visti i passi in avanti che la tecnologia faceva grazie alla competizione , ed alla posizione di vertice della Mclaren stessa. Scuderia inglese che usciva da due anni tormentati, in cui solo la bravura di un pilota come Ayrton era emersa. Di certo la leggenda di Senna come uno dei piloti più forti della storia della F1 nasce proprio in questo contesto, le vittorie leggendarie nonostante una vettura non proprio performante rispetto alle concorrenti.
Il primo test pubblico avviene sul circuito portoghese di Estoril, nell’ottobre dello stesso anno. Ayrton Senna stesso era fiducioso e positivo nel giudicare il motore nonostante alcune pecche -“E’ veramente una buona base di partenza, perchè abbisogna di più potenza e poi non è tanto sofisticato. Sono sicuro che sarà un elemento a nostro vantaggio per la prossima annata”. E a proposito di un impiego nella stessa stagione in corso il brasiliano aveva auspicato un possibile impiego in Giappone a Suzuka. L’anno seguente Senna non avrebbe corso in F1 con il suo team storico, ormai stanco di aspettare una vettura vicente, e approfittò del ritiro di Prost per accasarsi in Williams. Suzuka 1993 , tra l’altro, sarà caricato di una importanza storica e nostalgica per tutti gli appassionati della F1: rappresenterà l’ultimo trionfo del brasiliano a casa della Honda.
Dennis comunque fu rapido a smentire le dichiarazioni di Senna negando una futura collaborazione motoristica con Chrysler. E durante i tests, lo stesso motore Lamborghini perse la sua nomenclatura, e gli addetti ai lavori stessi lo ribattezzarono Chrysler V12. Nonostante Dennis, Mika Hakkinen continuava a girare molto velocemente con questo motore rispetto al Ford di cui era dotato in partenza la vettura. E la Chrysler incoraggiata dai risultati era intenzionata a costruire un V12 per la stagione 1994.

Nel frattempo, anche la Peugeot voleva fare il suo ingresso in F1 con un meno potente V10 derivato dalle competizione del Gruppo C. Nell’ottobre stesso del 1993, Larousse si affrettò a concludere l’ affare con i francesi, ma Woking spiazzò tutti con un contratto ufficiale per il 1994. Dura fu la reazione, misto a stupore e rammarico degli americani della Chrysler. Lo stesso team francese ripiegò sui motori Lamborghini V12 e lo stesso Audetto, divenuto responsabile dopo Forghieri della progettazione motori Lambo, disse che avrebbero avuto pieno supporto….ma anche che collaborare con Larousse sarebbe stato molto diverso che intraprendere un’avventura al fianco della Mclaren, se solo avesse firmato…

Fu cosi’ che tramontarono i sogni di un arrivo della Chrysler in F1: delusi dal comportamento e dalla poca fiducia dimostrata dalla Mclaren, la compagnia americana liquidò la Lamborghini che fu venduta al figlio del presidente indonesiano Suharto nel novembre 1993. In seguito la stessa Larousse spinta dagli stessi sponsors transalpini Kronenbourg e Tourtel ebbe la poco felice intuizione di avvalersi anch’essa dei motori Ford Cosworth, certamente più economici ma poco prestanti, nonostante conservassero la nomea di motori vincenti nelle annata ormai lontane.. Risultati poco convincenti, mancate qualificazioni, problemi finanziari, e piloti paganti furono gli elementi caratterizzanti la stagione 1994 dei francesi.

La Lamborghini scomparve assieme alla Chrysler dalla faccia della F1…anzi la Chrysler non era mai comparsa !
Alla Larousse sarebbe toccata la stessa fine di li’ a poco, mentre la Mclaren dopo aver perso la Chrysler e Senna si accontentò di Brundle e della Peugeot prima di passare anni dopo alla Mercedes per riverdire gli anni d’oro della Honda. Intanto Senna aveva mantenuta la promessa fatta a Sir frank Williams nel lontano 1983.


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