Moto GP: il giorno dopo Shangai

0

cina-2008.jpg

Rossi c’è. C’è sempre stato a dire il vero, anche se perso in gomme che non gli davano più fiducia e una moto con evidenti problemi di motore. Ha cambiato gomme, ha fatto la voce grossa e ad Iwata lo hanno accontentato, al punto da creare quella che adesso è la miglior moto del lotto. Trovatemi infatti un’altra moto che abbia le carte in regola per stare sempre nei primi dieci montando indifferentemente Bridgestone o Michelin. Non ci riesce la Honda, che vede come fanalino di coda i loro gommati Bridgestone, ovvero il Team Gresini, passato da uno status di ufficale a quello di privato che fatica a finire la stagione in pochi anni. Le altre case giapponesi calzano solo Bridgestone e manca quindi il confronto, ma vedendo ciò che hanno fatto in passato e ciò che continuano a non fare nel presente si capisce che non è il caso di infierire. Poi c’è la Ducati, anch’essa fidata Bridgestone, la prima a mollare i gommisti di Clemond Ferrand per tentare la via che portava in oriente. Un paio di gare di apprendistato, difficili anche per Bridgestone ed ecco Rossi, il vecchio Rossi, quello abitituato a vincere. Non ha potuto nulla Pedrosa, prova comunque tangibile che la Michelin e che ci sarà anche su quelle piste sulla carta meno amichevoli. Non ha potuto nulla nemmeno Stoner, staccatosi subito ma comunque terzo solitario. Resta da chiedersi quanto questa brutta prova sia sua e quanto del pacchetto tecnico, sopratutto alla luce della bella prova di Melandri, finalmente davanti e quinto sul traguardo, e di Elias, ottavo con la GP8 D’Antin, che ha lasciato la coda della classifica. Dopo il volo del venerdì, ottimo quarto Lorenzo che ha offerto un’altra prova convincente, adatta a chi vuole diventare campione del mondo. Altra prova convincnete è stata quella di Andrea Dovizioso anche se la posizione al traguardo, undicesimo, non gli rende merito. Il forlivese ha infatti lottato a lungo con il gruppo che comprendeva tra gli altri Melandri, Lorenzo, Hayden, Edwards e Capirossi, cedendo solo nel finale con le gomme finite. Prove sufficienti per Hayden, Capirossi, Nakano e Toseland, evidentemente in difficoltà su un tracciato sul quale non ha mai girato. Finalmente accettabile la prova di Edwards che dopo aver dimostrato di valere in qualifica riesce a piazzare una buona prestazione in gara. Ci vediamo tra due settimane a Le Mans, a casa delle Michelin dove l’anno scorso vinse Vermeulen sotto l’acqua.

Andrea Massari

Condividi in

Autore

Lascia un Commento

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Anti-spam image