24h Le Mans- Pagelle:”Il trionfo dei numeri”

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Il giorno prima eravamo tutti in estasi per la conclusione entusiasmante della 24 ore di Le Mans, ma ora è arrivato il momento di dare dei voti, positivi o negativi che siano.

T. Kristensen, voto 10: Ma come si fa a non dare un voto così alto al danese. Fenomenale nelle ore in cui deve spingere a fondo, ma allo stesso tempo gioca con la sua esperienza ed astuzia, facendo ammattire gli uomini di Casa Peugeot. Nella mattina ha dimostrato quanto vale essere un 8 volte campione di Le Mans, recuperando una miriade di secondi su Villeneuve mentre diluviava. Nell’ultima ora va forte allo stesso modo con le stesse condizioni atmosferiche, regalando pochi secondi ad uno scatenato Minassian.

F. Montagny, voto 9: E’ una goduria vederlo al volante di giorno, quando guida rende l’idea di come la Peugeot abbia fatto bene a scegliere un pilota come lui. Spinge come un indiavolato con la sua 908 Hdi, rovina i pronostici a chi dava l’equipaggio n° 9 fuori dalla lotta ed invece, solo grazie a lui che il podio è arrivato. Semplicemente fenomenale, in odore di riscatto in futuro con molte chance di vittoria.

L. Luhr, voto 8,5: Non sarà poi così giovane come i suoi colleghi Rockenfeller e Premat, ma quanto fa viaggiare la sua R10 non in giornata di grazia. Stritola la concorrenza sempre più spietata della gemella n° 1, corre col suo passo molto costante e quando piove sembra trovare il suo habitat. Nella notte si concede un testacoda ad Arnage, ma che sarà mai se poi porti al quarto posto un prototipo che nelle performance aveva il suo tallone d’achille.

N. Minassian, voto 7: Si, diciamolo, nell’ultima ora ha perso tutto ciò che aveva seminato prima. Ma nulla toglie che soprattutto nella fase pomeridiana, viaggia con piacere e tiene al limite costantemente la sua 908 Hdi Fap. Peccato per il finale, vittima anche di una tattica in casa Peugeot molto tonta e di alcuni suoi errori di conseguenza, ma in compenso il podio è arrivato e anche gli applausi da parte del suo capo Berge.

S. Sarrazin, voto 10: Ditemi tutto, ma non toccatemi il francese, autore di una qualifica fenomenale, andando su ritmi e tempi da capogiro, imprendibile insomma. In gara, nel suo stint iniziale, stacca la concorrenza, anche delle altre 908, e regala a Wurz il colpo di grazia finale. Purtroppo si trova nella vettura sbagliata al momento giusto e ne paga le conseguenze. Problemi al cambio, tecnici e qualsiasi altro problema hanno afflito la Peugeot n° 8, e alla fine il podio è già da dimenticare nel Sabato pomeriggio. Non si perde d’animo ed è principalmente lui a far volare per 20 ore i suoi compagni, addirittura superando l’Audi n° 1.

D. Capello, voto 9: Ebbene sì, Dindo è sempre Dindo e nessuno ce lo potrà mai togliere. Grande successo per lui che non ha mai sofferto in pista, anche quando aveva alle spalle un mucchio di Peugeot. Ma se un pilota ha classe, inutile inventare altro perchè sarà questi a darti soddisfazioni.

Peugeot, voto 4: Il voto è totalmente dimezzato per la solita perdita di lucidità nei momenti importanti, che sono costati a MInassian il titolo più ambito. Tutto era filato liscio ma con il solito repentino cambiamento di clima nell’ultima ora, non sapevano più che fare. Meccanici stanchi e i capi che erano più fuori che dentro, e alla fine la concentrazione è venuta a mancare. Lo stesso vale per Klien, autore di un testacoda mentre aveva la leadership in tasca. La 908 va forte ed è affidabile, ma l’anno prossimo sarà meglio evitare certe figuracce.

J. Villeneuve, voto 7: Bravissimo, nessuno si aspettava da lui tanto coraggio e velocità ma la classe rimane intatta sempre, perciò non c’era da meravigliarsene se la 908 con lui non risentiva di nessun calo di prestazioni. Purtroppo la fase mattutina con la pioggia decide il tutto però allo stesso tempo non attacchiamolo, in fin dei conti si è evoluto decisamente.

A. Mcnish, voto 8: Straordinario, tiene testa a Marc Genè nella mattina con condizioni incredibili. Resiste a long run pazzeschi, tiene sveglia la squadra ed è la figura perfetta per simbolizzare questa stupenda squadra che non si è mai persa d’animo ed ha lottato, nonostante le prestazioni erano molto inferiori.

Verstappen, Bleekemolen, voto 8: Ma chi se lo sarebbe mai aspettato, due olandesi che con l’endurance non hanno mai avuto a che fare, hanno conquistato Le Mans senza alzare la voce, lavorando duramente con una Porsche Lmp2 che mancava solo di piloti all’altezza. I due sono stati la rivelazione di Le Mans, segno che non c’è solo F1 a far sognare i piloti, ma ben altro.

M. Papis- Corvette, voto 6: Tiene quanto può con una Corvette precisa, resistente e compatta. Alla fine il terzo posto non è male ma l’Aston Martin si è dimostrata superiore quel poco che basta per andare su quel podio sospeso tra cielo e terra, e trionfare a suon di champagne. Il pilota varesino non ha mai perso di vista la corsa, ha corso con molta aggressività, solo che è mancato un pizzico di fortuna che in questi casi, specie in gt1, serve.

Ferrari, G. Bruni voto 10: In Gt2 è solo dominio rosso con ben 5 Ferrari F430 nei primi, appunto, 5 posti della classifica generale. Ma a trionfare alla 24 ore di Le Mans è anche un’altro italiano, Gimmi Bruni, che insieme a Melo e Salo ha corso una gara fenomenale, dotata sul passo costante e senza strafare, elementi importanti per vincere ma allo stesso tempo sono stati aiutati dall’eliminazione a vicenda delle due Porsche 997 dei team Imsa e Flying Lizard Motorsport, che erano le favorite al titolo. Il resto è pura classe dei piloti che dopo aver sfumato la possibilità di vincere a Sebring, d’ora in poi potranno gustarsi un trionfo che vale due volte quello di una 12 ore.

Stefano Chinappi

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