Il caso Nelsinho Piquet

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Fenomeno o bufala? Pilota o figlio di papà? Nel corso di questi primi otto GP il dubbio è venuto a molti, e non poche sono state le critiche dopo le prime prestazioni sottotono. A differenza di quanto fatto in precedenza con il caso Massa ( “Processo a Massa – Parte I e II ” ), non mi prodigherò per scagionare il tanto discusso pilota Renault, ma mi limiterò a fornire a voi lettori dei parametri di giudizio più ampi rispetto alle poche gare disputate nella massima serie.

Nelson Piquet Jr, classe 1985, dopo anni di svezzamento nei kart approda alle monoposto partecipando al campionato Sudam di F3. Vince il campionato a suon di Pole e vittorie. Nel 2003, conscio che l’automobilismo che conta è in Europa lascia la terra natia e con famiglia al seguito si trasferisce in Inghilterra per affrontare la locale serie di F3, da sempre una delle più difficili e prestigiose del mondo. Supportato dal Team di papà ( Piquet Sports) Nelsinho sbaraglia la concorrenza cogliendo ben 12 successi e aggiudicandosi la serie nel 2004 a soli 19 anni, un record per la categoria britannica. A fine anno la Williams F1 lo chiama per una tre giorni di test a Jerez in compagnia di Nico Rosberg. Nel 2005 difende i colori del team Brasile nella A1Gp, tenendosi costantemente nelle parti alte della classifica. Sempre nello stesso anno, disputa anche il neonato campionato GP2 cogliendo il successo nella gara di Spa. Il 2006 è l’ anno della glorificazione: quattro successi gli regalano il secondo posto in campionato dietro ad un certo Lewis Hamilton, battagliando per il titolo fino all’ ultima gara. Per quanto sempre supportato e coccolato dal del padre, il talento è evidente. Briatore se ne accorge e gli fa firmare subito un contratto come test driver, dopo che anche l’allora Bar-Honda si era dimostrata interessata. Il resto è storia recente.

Come tutti avrete potuto constatare, Nelsinho vanta un palmares di tutto rispetto, che sarebbe un errore sminuire solo per un inizio di stagione non troppo brillante.  La formula 1 è una categoria molto strana, dove per emergere serve si il talento ma anche un’ ottima squadra alle spalle che, oltre a fornirti una macchina competitiva, abbia fiducia nel tuo lavoro. Non è semplice debuttare in un team in crisi di risultati e per lo più affianco ad un bicampione del mondo come Alonso. Ci terrei a ricordare che altri piloti hanno “steccato” alla prima, non per ultimo proprio quell’ Heikki Kovalainen dal quale ha ereditato il seggiolino…

( Nella foto, un giovane Piquet sfida un altrettanto giovane Hamilton… GP2 2006)

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Autore

Studente di ingegneria meccanica a Perugia

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