On the Road:”La storia di Edmonton”

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NOME: FINNING CITY CENTRE AIRPORT
NATO: 17 LUGLIO 2005
A: Edmonton, Alberta
LUNGHEZZA: 3175 metri
SEGNI PARTICOLARI: Primo tracciato aereoportuale a far parte della Indycar.
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E’ un mercoledì il 2 luglio del 2003. Jacques Rogge in diretta planetaria annuncia che ad ospitare le olimpiadi
del 2003 sarà… Vancouver, Canada. So che penserete… “che cavolo c’entrano Vancouver e le Olimpiadi? Pensavo che questo fosse un articolo su Edmonton!”.
Invece c’entra, eccome se c’entra. Perchè, questa è la storia di una favola nata per caso, e di un brutto papero che si è trasformato in cigno. E come ogni favola parte da molto lontano. E allora ecco che la città olimpica per prepararsi al meglio al grandissimo evento ha dovuto abbandonare tutte le manifestazioni che si svolgevano in città. Ecco che, nella gioia senza fine di Vancounver, nasce il miracolo di Edmonton. Perchè la Champ Car si ritrova improvvisamente senza la terza gara in Canada, territorio di grandi piloti e di grandi appassionati, che hanno fatto la storia della serie. Parte così la ricerca per trovare una terza città capace di ospitare un evento di tanta importanza. C’è tempo fino al 2005, il contratto com Vancouver scade nel 2004.
Scartati subito Mont-Tremblant e Mosport (troppo vicino a Montreal il primo, il secondo troppo pericoloso), la scelta ricade giocoforza su un cittadino. Si fa, con insistenza il nome di Quebec City e Ottawa, ma non se ne fa niente. Ad un tratto però a quelli della cittadina in Alberta viene a mente di aver avuto un bellissimo circuito una volta (L’Edmonton International Speedway) di avere un aereoporto praticamente in disuso
nel centro città. Detto, fatto. Contattati quelli della Champ, si scopre subito che al Finning City Centre Airport nel 1999 si è corso una gara della CASCAR, la parente povera della NASCAR americana. Il passo è breve. La prima proposta ricalca grosso modo quella del 1999, ma non convince. Ne viene adottata un’altra, completamente differente, che è quella oggi usata, molto piu vicina al bordo esterno dell’aereoporto dove poter posizionare tribune immense. Ed ecco cosa accade: il 15 luglio 2005 quando i piloti si affacciano sull’aereoporto mai avrebbero immaginato un successo tale: visuale ottima, tracciato altamente impegnativo e stancante a causa dei numerosi sobbalzi. Il tutto contornato da una vittoria incredibile di Sebastien Bourdais, partendo dalla 10° posizione, viene sospinto da oltre
200.000 persone al primo posto.

Da quel 17 luglio di 4 anni fa poco è accaduto: il circuito è il solito, ha cambiato 3 volte denominazione in nome di quella logica tutta americana per cui anche un cittadino deve essere definito Speedway. Di nuovo c’è solo una corsia box costruita più vicina al larghissimo rettilineo di partenza, per permettere la costruzione di nuove tribune.
Nel 2006 a vincere fu Wilson, lo scorso anno Bourdais. E quest’anno, forse l’impresa più grossa da parte degli organizzatori quella di convincere Tony George che con i loro 170.000 spettatori di media sono un tracciato da Indy. Loro, ultimi arrivati e adesso unica gara, con Motegi, al di fuori dei confini americani.
Ecco il successo, su tutti i fronti, la scommessa per caso che non ti aspetti, che mai sarebbe arrivato se su quella busta quel giorno ci fosse stato il nome di Whistler Mountain.

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