Indycar – Kentucky, prime libere:”Dixon subito leader, arranca Castroneves”

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Simply the best, Scott Dixon. Il neozelandese controlla la situazione e si piazza subito in testa dopo le prime libere dell’appuntamento del Kentucky. Pressioni che si moltiplicano per Castroneves, rivale diretto del Ganassi’s boy, che riesce a malapena a strappare un settimo posto. Ma a seguire il neozelandese ci pensa Wheldon, il quale è stato reso protagonista in settimana di varie voci di mercato che lo vedono tuttora fuori dal team Ganassi; ma il britannico non molla la presa e contrattacca, tanto da avvicinarsi in maniera spaventosa al compagno di squadra, con la voglia di ribadire chi è il più forte sugli ovali. Di sicuro non la penserà della stessa maniera, ma la Patrick ha un sogno nel cassetto che vorrebbe estrapolare quando ogni singolo italiano sarà alle prese con i cuscini, mentre gli americani avranno da gustarsi i vari snack, rigorosamente sull’amata poltrona. La milady di Motegi accarezza il sogno di portare a casa una seconda vittoria, quasi a voler ribadire la sua fama e talentuosità in un team, l’Andretti Green Racing, sempre più in crisi e con la mania di rendersi protagonista nel mercato estivo. Campionato che è oramai avviato verso la conclusione ma Mutoh, piazzatosi quarto, sembra progredire tanto da guadagnarsi l’appellativo di pilota più promettente in questa stagione. Scotta la poltrona per il tifoso medio statunitense, ma lo stesso si può dire di Briscoe che si accontenta del quinto tempo ma non riesce a credere ai propri occhi di poter perdere quel sedile tanto caro che Penske a inizio stagione gli diede col sorriso pieno, svanito e ritornato dopo i vari alti e bassi stagionali dell’australiano. Molti piloti in pista, quasi invisibile invece Andretti. Ottavo, alle spalle dei big, grugnisce e lotta nel vuoto. Pazienza, ci saranno altre prove in questo week-end per ritornare come d’incanto il genio della lampada che fu in altre più ambite occasioni. Infine, per quanto riguarda gli ex Champ- Car, il migliore è stato Power con il solo quattordicesimo tempo acciuffato. Mancano le insidiose curve del Glen e di Mid-Ohio, sono svanite le pericolose larghe strade che eravamo soliti gustarci ad Edmonton. La musica cambia, ma il destino di questo appuntamento forse rimarrà lo stesso, quindi a voi signori inviati dagli Dei l’ardua sentenza…

Stefano Chinappi

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