Clay al Nurburgring

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4 agosto 1974, circuito del Nurburgring fra le verdi colline dell’Eifel.
Il tempio della Formula 1, se mai ce n’è stato uno.
Si corre il Gran Premio di Germania, valido per la venticinquesima edizione del Mondiale di F1.
La lotta in testa alla classifica, dopo i primi dieci Gran Premi, quindi a due terzi del campionato, é incertissima: in testa c’é il nuovo asso della Ferrari, l’austriaco Niklaus Lauda, che tutti chiamano Niki. Denti da coniglio, cuore di leone, cervello da computer.
Lauda ha 38 punti frutto di due vittorie, tre secondi ed un quinto posto.

Lo tallona, ad un solo punto, Emerson Fittipaldi, detto “el rato”.
Brasiliano, già campione del Mondo due anni prima con la Lotus e protagonista anche nella stagione precedente, è passato, non senza qualche polemica, alla McLaren ed ha subito fatto capire di voler essere ancora il numero uno.
A 35 punti sono appaiati il ferrarista Clay Regazzoni, baffi da sparviero, che quest’anno é regolarissimo nonostante la sua fama di discontinuo sia seconda solo a quella di “tombeur de femme”, e Jody Scheckter che alla Tyrrell, rinnovata dopo l’ultimo mondiale vinto con il ritiro di Stewart e la tragica scomparsa di Cevert, cerca di redimersi dopo che l’anno prima ne aveva combinate di tutti colori.
Nelle prove c’è un brutto incidente per Howden Ganley, uscito rovinosamente ad Hatzenbach, in un tratto veloce, dopo che una sospensione ha ceduto.
Sopravvive ma le fratture riportate non gli permetteranno più di correre.
In prova Lauda é magistrale: conquista la “pole”, ma a soli 3/10 c’é Clay Regazzoni che ha il baffo giusto e lo sguardo assassino. Prima fila tutta Ferrari, quindi, ma gerarchia rispettata: in seconda fila ci sono infatti Fittipaldi e Scheckter.
Il tempo al via é incerto, sulla parte alta del circuito si segnalano scrosci di pioggia. La corsa é stata presentata come la sfida decisiva fra Lauda e Fittipaldi: chi dei due vince diventa il favorito per il titolo, anche nella considerazione degli appassionati.
Il Nurburgring, d’altra parte è l’università della Formula 1, corrervi un Gran Premio decisivo per il Mondiale e la carriera non può lasciare indifferenti, neppure se si é gelidi.
Lauda, infatti, appare nervoso, Regazzoni invece scherza e sorride mentre lo riprendono in TV.
Quando viene dato il via, Lauda parte male, Fittipaldi ancora peggio.
Regazzoni sfila Lauda e prende la testa della gara, anche Scheckter supera l’austriaco, mentre dietro di loro, nel folto del gruppo,  Ickx e Hulme attaccano Fittipaldi che é quasi fermo.
Dopo pochissime curve arriva il fattaccio: Lauda  attacca Scheckter, tocca malamente con l’anteriore destra la monoposto del sudafricano e vola nelle reti di protezione.
Un errore che lui stesso definirà “da stupido”.
Peggio ancora va a “el rato” che si trova stretto fra il compagno di squadra Hulme  e la Lotus di Ickx.
Dopo duecento metri le due McLaren si toccano rovinosamente: Hulme é costretto immediatamente al ritiro, Fittipaldi lo sarà dopo tre giri nei quali arranca malinconicamente in fondo al plotone.
In testa vola Regazzoni, alle sue spalle inseguono Scheckter e la Brabham di Reutemann
Clay é in una delle sue giornate sì, una di quelle in cui diventa imbattibile.
Nei primi quattro giri, nonostante le difficili condizioni sul tratto alto del tracciato dove piove a tratti anche forte, migliora sempre il giro più veloce ed al sesto passaggio, quando fa segnare ancora una volta il tempo record, i cronometristi si guardano perplessi aspettando per oltre 29″ l’arrivo di Scheckter. E’ un distacco d’altri tempi, o meglio di altri sport, quasi da tappone dolomitico.
Quello di Clay é un autentico show, sui saliscendi del Nurburgring disegna il suo Gran Premio perfetto, non cede mai neppure un decimo al suo inseguitore, anzi, ad ogni giro il vantaggio aumenta. Quando Jody Scheckter all’undicesima tornata fa segnare il miglior tempo sul giro, Clay ha già oltre 45″ di vantaggio e dai box di Maranello non gli segnalano l’exploit del giovane sudafricano perché hanno paura che “si rimetta a tirare”.
Ma quel giorno Clay non si fa prendere dall’irruenza e quando taglia il traguardo la classifica del Mondiale ha clamorosamente cambiato volto: in testa ora c’é lui, Gian Claudio “Clay” Regazzoni che il “Drake” definirà anni dopo – ingenerosamente -“viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota” .
Dall’alto dei suoi 44 punti sopravanza Scheckter con 41 e stacca Lauda e Fittipaldi rimasti entrambi al palo.
Analizzando la classifica si nota anche un’altra cosa: Regazzoni é andato a punti in nove Gran Premi su undici, é il suo rendimento é il più continuo del Campionato.
Nessuno ha fatto meglio: Scheckter vanta una striscia positiva di otto risultati consecutivi, ma nei primi tre Gran Premi non ha preso punti, Lauda, il computer, é rimasto a bocca asciutta per cinque volte, Fittipaldi per quattro.
Non solo ma in Sud Africa lo aveva tradito la pompa dell’olio quando era saldamente al terzo posto (ed in testa al Mondiale), mentre in Svezia sia a lui che a Lauda si era rotto il cambio. Mai, quindi, in quella stagione è fin lì emersa la sregolatezza di Regazzoni anzi, in quella giornata coperta di inizio agosto, Clay sembra aver messo l’ipoteca sul titolo di Campione del Mondo sfrutatndo gli errori altrui e laureandosi all’università della Formula 1.
Purtroppo alla Ferrari nessuno si accorge di questi numeri e nessuno, fino alla fine, penserà davvero di puntare sul “viveur” anziché sul “computer”, così alla roulette del Mondiale, per la decima volta consecutiva, non uscirà il rosso.

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Pedro59
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