Gp2 – L’attesa che pesa

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Per il momento niente da fare. Natale non ha portato il regalo sperato, Capodanno è trascorso, probabilmente infarcito di buoni propositi per l’anno nuovo, mentre la Befana sembra essersi dimenticata di passare dalle parti del Veneto per consegnare un po’ di carbone, quello dolce, al campione in carica della GP2 Series Giorgio Pantano.

Che cosa farà a questo punto il pilota originario di Candiana e quali saranno le prossime mosse del suo staff per assicurargli un posto al sole nel mondo dell’automobilismo sportivo 2009? Dal capriccioso Circus della Formula Uno, sempre più in difficoltà di fronte alla crisi economica mondiale che toglie di giorno in giorno risorse a piloti, squadre e sponsor, tutto tace. Pochi mesi or sono, quando eravamo ancora nel 2008, si vociferava di un possibile test con Toro Rosso, Gerhard Berger in particolare sembrava voler considerare questa ipotesi con l’intenzione di costruire nel tempo forse qualcosa di più concreto. Da allora molte cose sono cambiate. L’ex pilota austriaco ha lasciato il team con sede a Faenza e la proprietà della squadra è passata di mano in modo drastico, tant’è che a questo punto, anche a causa del taglio operato da Red Bull, sarebbe una vera sorpresa vedere dal prossimo Gran Premio, a marzo in Australia, le Toro Rosso ai livelli cui ci avevano abituato sul finire della scorsa stagione. Discorso a parte merita il toto-piloti. Al novantanove per cento, perso un Sebastian Vettel in grande spolvero ormai approdato in via (per adesso) definitiva alla corte della sorella maggiore Red Bull, a fare le valigie sarà anche Sebastien Bourdais. Il quattro volte campione della ChampCar World Series non ha convinto, inoltre l’anno nuovo porta in casa Toro Rosso la necessità di trovare piloti dotati di buoni budget alle spalle, quindi a maggior ragione per il francese non dovrebbe più esserci spazio. Si dà per certo l’ingaggio di Sebastien Buemi, pupillo di Dieter Mateschitz con un curriculum ancora tutto da scrivere, salgono intanto le quotazioni di Takuma Sato che però, visti i recenti e ben noti episodi, dovrà fare a meno dell’appoggio finanziario della Honda.

E Giorgio Pantano? Avete già capito, alla Toro Rosso nuova gestione cuore e piede sono sì graditi ma non ritenuti indispensabili. Resta credibile e auspicabile la possibilità di un passaggio definitivo alle gare Usa, quelle stesse gare che il padovano già conosce avendone disputate un paio nel 2005, quando l’IndyCar Series si chiamava ancora Indy Racing League. Forse con il team Panther Racing, squadra di buon livello che incoronò Sam Hornish jr prima che l’americano cedesse alle allettanti lusinghe di Roger Penske, dispensatrici peraltro di una vittoria alla Indy 500 nel 2006. Come in ogni inverno da un po’ di stagioni a questa parte, il mercato piloti dell’IndyCar Series ammutolisce o quasi, restano poche le conferme e ancora parecchi i sedili da assegnare. Meglio così per il nostro Pantano, l’importante è non lasciarsi sfuggire quell’occasione capace di dare un senso all’intera carriera di un pilota.

Ermanno Frassoni

www.frassoni.com/angolo.htm

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