F1 – Analisi tecnica della nuova Ferrari F60

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La presentazione della nuova Ferrari F60 ha svelato quelle che saranno nel 2009 le forme delle nuove monoposto di F1, anche se già in dicembre la Bmw aveva fatto girare a Jerez una versione ibrida conforme ai nuovi regolamenti. Indubbiamente, a saltare subito all’ occhio sono i nuovi alettoni anteriore e posteriore, che a causa delle nuove norme tecniche hanno radicalmente modificato l’impatto estetico (oltre che aerodinamico) delle vetture.

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All’ anteriore, l’ala è stata abbassata di ben 10 cm rispetto ai regolamenti 2008, estendendone la larghezza a tutti i 180 cm della carreggiata. Come è possibile vedere dalla foto inoltre, la zona centrale del profilo alare è libera dai flap, creando così al di sotto del lungo e appuntito muso un tunnel d’aria che andrà ad alimentare il fondo della vettura. Da notare la particolare forma delle paratie laterali, dalla disegno particolarmente incurvato verso l’ esterno al fine di evacquare al di fuori delle ruote anteriori il flusso d’ aria che passa sotto l’ ala.

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Al posteriore, l’alettone è stato portato ad un altezza massima di 95 cm dal piano di riferimento ( dove per piano di riferimento intendiamo un piano immaginario, parallelo al suolo, passante per il punto più basso della vettura, nella fattispecie il fondo ), riducendo però di 25 cm la larghezza totale. Sempre al posteriore, è da notare la completa rivisitazione dell’ estrattore posteriore, ora più alto in uscita e lineare nel disegno.

Sempre grazie alle nuove norme tecniche, il corpo vettura è stato quasi completamente ripulito dalle nuomerosi appendici, ciminiere e branchie che caratterizzavano le vetture delle ultime stagioni. Nonostante l’ introduzione del Kers, il quale impone maggiori ingombri interni sia per l’allogiamento che per il raffreddamento del sistema, le fiancate risultano incredibilmente scavate nella zona della “coca-cola” , conferendo un grande senso di compattezza all’ intero retrotreno ( tanto da stupire lo stesso Massa, che l’ha paragonato a quello di una F3 ). A tal scopo, grande attenzione è stata prestata al gruppo cambio-trasmissione, ulteriormente “limato” per migliorare l’efficenza del retrotreno.

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Parlavamo di Kers. Il sistema di recupero di energia ha rappresentato senza dubbio uno dei più grossi grattacapi del progetto 660, come ammesso dalla stessa casa di Maranello. Il risultato è un congegno veramente compatto, disposto in posizione strategica davanti subito davanti al motore. Riguardo al suo funzionamento specifico già molto è stato detto, e per chi volesse maggiori dettagli invito i lettori a visitare la sezione del blog dedicata alla tecnica.

Riviste le sospensioni, in passato dotate di vistose carenature vietate a partire di quest’anno. A completare il quadro delle modifiche, il ritorno alle gomme slick e il nuovo motore V8, limitato nel regime massimo a 18.000 giri e che adesso eroga oltre 700 cv. Sono comunque attesi ulteriori sviluppi ( soprattutto aerodinamici ), che saranno testati nelle settimane precedenti il Gp d’Australia.

Davide Mainò

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Autore

Studente di ingegneria meccanica a Perugia

2 commenti

  1. nelle ricostruzioni della f60 c’è un errore: gli specchietti non vengono dal basso, ma dalla pancia laterale…

  2. Si è vero, hai ragione. Il fatto è che era stata preparata in anticipo rispetto alla presentazione della macchina, basandosi su “supposizioni” di come sarebbe stata la vettura 2009. Anche il muso non è al 100% fedele, ma serviva più che altro per mettere in evidenza i cambi regolamentari.

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