F1- Le aspettative di Jarno

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Vi proponiamo l’intervista ufficiale rilasciata dal pilota pescarese della Toyota in occasione della presentazione della T109.

Quali sono le tue aspettative per la stagione che verrà?
Voglio sperare che la Toyota conservi quella competitività che è sembrata recuperata l’anno scorso. Al di là di questo non posso dire molto, dobbiamo aspettare e vedere come si evolverà la situazione nelle prime gare del 2009.  Io da parte mia sono ottimista sulla nostra riuscita e per quest’anno ho grandi aspettative, ma d’altro canto, dall’alto della mia esperienza, ho imparato che qualunque cosa accada nei tests invernali non ha un peso significativo rilevante per la stagione . L’unica cosa che conta è essere prestanti negli appuntamenti iridati, nelle gare ufficiali. Io spero di vedermi almeno una volta vincitore di un gran premio, questo è il mio sogno, ben conscio del valore degli altri. Il campionato si prospetta molto competitivo al momento , quindi tutti ci daremo battaglia l’un l’altro. Sarà una lotta interessante, e sono ansioso di iniziare presto.

Credi che la Toyota possa farcela a vincere una gara?
Dobbiamo costruire le nostre prestazioni sulla base dei progressi che ci siamo lasciati alle spalle nel 2008. La Formula Uno è uno sport di squadra, si vince e si perde assieme e la Toyota ha mostrato le sue potenzialità esprimendole al meglio la scorsa stagione. Abbiamo davvero fatto un bel lavoro. Questo mi ha permesso di essere spesso al top e lottare per le posizioni che contano. Sono carico di aspettative, non lo lego. Devi prima convincerti psicologicamente di essere forte per poterlo dimostrare in pista. Bisogna essere molto pragmatici,  è come costruire una casa: non puoi non iniziare dalle fondamenta, altrimenti crollerebbe. Nel 2008 abbiamo messo un tassello importante in vista del futuro prossimo che sarebbe giunto, ora quel futuro è il presente. Mi sento forte, convinto delle mie potenzialità: se la Toyota ci concederà, a me ed a Timo, una vettura prestante, io cercherò di colpire nel segno quante volte mi sarà possibile.

Che rapporto hai con il tuo compagno di scuderia Glock? Oramai siete al secondo anno di convivenza..
E’  stato davvero piacevole lavorare assieme a Timo. Da parte mia sono contento di poterlo fare ancora una volta quest’anno. Nella stagione passata ci siamo divertiti assieme lavorando in armonia, i risultati in pista ne hanno sicuramente beneficiato. Ho un gran rapporto di stima nei suoi confronti  e quest’anno abbiamo l’occasione di rafforzare questa relazione . Si è dimostrato un pilota che non si intimorisce nello spingere a fondo il pedale dell’accelleratore e quel che conta, ha dimostrato di essere un bravo ragazzo. Ripeto, se la vettura sarà quella “giusta”, lotteremo per essere fra i primi della classe.

Quale è la tua opinione sulle nuove regole?
Si tratta di un cambiamento radicale, ed ogni qual volta ci si trova davanti ad un evento del genere, di regola è abbastanza complicato stabilire quanto ciò vada a condizionare ogni scuderia nella resa effettiva del mezzo.Toyota ha la capacità di adattarsi a  queste nuove imposizioni regolamentari cosi’ come cerca di fare lo stesso qualsiasi altro team, ma ora come ora non possiamo stabilire chi ha lavorato meglio e chi peggio. Io spero che questo piccolo terremoto, o grande, vedremo, possa darci qualche chances in più per dimostrare ancora una volta il nostro valore come squadra. Una cosa è certa, ci saranno  gaps più grandi tra le scuderie e maggiori differenze fra le une e le altre in termini di performances. Forse davvero potremmo assistere a cambiamenti radicali nelle gerarchie del campionato costruttori .

Con le nuove regole sorpassare  sarà più facile?
In teoria dovrebbe accadere ciò, quel che do per sicuro è che sarà sicuramente più facile farlo rispetto alle recenti stagioni. Fino all’anno scorso si doveva essere molto vicini all’avversario e nonostante ciò questo ancora non bastava, perchè anche la velocità era un elemento primario da tenere in considerazione. Alcune volte era possibile effettuare un sorpasso. Ad esempio, l’anno scorso ho fatto delle belle manovre comunque non facili da portare a termine. A Melbourne ne sapremo di più e tuttosommato spero che le regole progettate ‘ad hoc’ facciano il loro dovere. A me piace lottare in pista ed è frustrante vederti più veloce di un altro pilota che ti è davanti , ma impossibilitato a sorpassarlo solo perchè è l’ aerodinamica a farla da padrona. E’ un paradosso, in teoria dovremmo essere nella categoria regina delle ruote scoperte dove è il pilota a fare la differenza, ma è la macchina a non permettertelo.

Sei contento del ritorno delle slick?
Contento? Sono davvero entusiasta. Per me si tratta di un ritorno alle origini. Ci sono molti aspetti positivi, ad esempio, danno maggiore senso di sicurezza al pilota e sono più divertenti da controllare rispetto alle scanalate. Provate a pensare a come ci si sente in pista a quelle velocità nei giri di qualifica con un nuovo set di gomme: aspetto di rivivere quella sensazione fantastica!

Hai trentaquattro anni ormai, sei dentro dal 1997, come ti descrivi a questa età? Quali motivazioni hai dentro ancora..
Prima di tutto, credo che sia l’età che il numero dei gran premi disputati non conti molto. Sono solo numeri indicativi per la statistica, ma non sono interessato a queste tipologie di primati. Io amo la sensazione che si prova nel guidare una monoposto, competere qui in F1. Questo sport è stata la ragione della mia vita e tutto è ruotato finora attorno ad essa. Oggigiorno la competizione è molto serrata ed è difficile riuscire ad avere successi e soddisfazioni, non basta la sola volontà: anche quando sei al massimo della forma e della concentrazione, hai fame di vittorie, la voglia di regalarti soddisfazioni personali, tutto ciò non basta perchè ci sono molte incognite , molte varianti oggettive che non dipendono strettamente da te stesso. Le stesse da cui, nolente o volente,  dipendi irrimediabilmente. Dimostrarsi veloci non basta, essere veramente motivati  dentro è il primo gradino “per costruire l’abitazione”, riprendendo la metafora di prima.

Quali sono i tuoi obiettivi che non hai ancora realizzato in carriera?
Ne sono pieno di sogni da realizzare prima di ritirarmi. Per esempio vincere la mia prima gara in Toyota. Nel 2005 ci sono andato vicino più di una volta, ed era il primo anno in questa scuderia. Da allora è passato del tempo e la Toyota è stata assieme a Renault il team in cui sono restato più a lungo. In questi anni ho visto dei progressi notevoli in seno al team. E’ stato un viaggio lungo, abbiamo avuto alti e bassi, ma non abbiamo mai perso la voglia di rialzarci nei momenti difficili conservando la speranza e l’ottimismo. Ritornare sul podio lo scorso anno è stata una emozione unica, come quella che provi quando sei tu a guidare il gruppo dall’alto della tua prima posizione. Il mio obiettivo? Godermi ancora una volta tutte queste sensazioni assaporandole lentamente.

Traduzione di MN

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