Indycar- KV Racing spera di aggiungere una seconda vettura a partire da Indianapolis

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kvracingJimmy Vasser, co-proprietario della scuderia KV Racing si dice ottimista sul fatto che il team possa presto contare su un secondo apporto in termini di vetture per il campionato della Indycar Series, ma solo a partire dalla seconda parte della stagione. Si spera infatti di portare in pista una seconda Dallara da affiancare all’unico pilota titolare, Mario Moraes, già dalla prestigiosa gara dell’Indiana in programma a fine Maggio. Tra i nomi dei candidati che circolano, quelli più probabili sono i soliti, gli stessi che ormai da qualche settimana a questa parte gravitano insistentemente  attorno all’orbita del team co-gestito da J.Vasser e K. Kalkhoven.  Legati imprescindibilmente ai destini della scuderia infatti sono lo spagnolo Oriol Servia ed il canadese Paul Tracy.

“Forse possiamo per davvero avvalerci di un’altra monoposto già da Indy”- ha detto lo stesso ex-campione 1996 all’ emittente radio locale  “1070 The Fan”, dimostrandosi maggiormente speranzoso al contrario delle dichiarazioni rilasciate un paio di mesi orsono – ” Da Indianapolis o forse più avanti. Non penso possiamo averne due per l’intera stagione, ma sono davvero fiducioso che il progetto si possa realizzare veramente anche se part-time”.

Riguardo le voci che lo vogliono addirittura al volante di una vettura per la 500 Miglia, a fronte delle recenti dichiarazioni di nomi celebri come quelli di Gil De Ferran, Arie Luyendyk, Buddy Lazier e Tony Stewart, ha eclissato rispondendo cosi’ – ” Ho sempre pensato di fare ciò che le mie finanze mi hanno permesso di realizzare. Da Novembre la situazione si è evoluta maggiormente in questo senso e immaginarmi dentro l’abitacolo ora come ora sarebbe pura utopia. Sto invece lavorando affinchè questa possibilità sia data ad Oriol Servia ed a Paul Tracy. Ci sono davvero poche possibilità di scorgere nella lista dei tempi delle pre-qualifiche quello di ‘Jimmy Vasser’ “.

Sulle potenzialità di vittoria in qualche gara da parte di  Moraes, ribadisce – ” Se qualcuno è sorpreso dalle sue prestazioni in positivo nei tests di Homestead, bè dico loro che lo stavano sottovalutando. Mi ha invece impressionato molto lo scorso anno sui circuiti misti permanenti e non. E’ stato più veloce di Bruno che non è proprio un “fermo”, e lo avete visto anche a Chicago: quanta determinazione e coraggio ci ha messo  dentro in quella gara. Non voglio parlare a sproposito senza cognizione di ragione e dire che Mario può arrivare dovunque quest’anno, ma mi sembra già di conoscerlo bene , e scommetto con tutti voi che sarà davanti a giocarsela per i punti che contano. Ha soltanto vent’anni ed è palese che ha alcune peculiari abilità, certo “naturali” che possono essere affinate con il tempo. Può aiutarci molto a sviluppare la vettura gara per gara e dare il suo apporto, e potrebbe anche vincere una gara”.

MN

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