Indycar- Oriol Servia indeciso sul suo futuro

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Intervistato circa il suo impiego agonistico in un futuro prossimo, Oriol Servia risponde di rimanere concentrato su quello che è ormai l’ obiettivo personale principe di quest’anno: ottenere un sedile da titolare per il   campionato di Indycar Series. Lo spagnolo, che ha corso per KV Racing Technology lo scorso anno risultando il migliore in assoluto fra i piloti ex-Champ Car,  è stato uno dei tanti piloti di alto calibro rimasti a piedi quest’anno, molti dei quali avvistati nel paddock di Homestead la scorsa settimana in occasione dei tests pre-stagionali. Assieme a lui Ryan Hunter-Reay, Tomas Scheckter e Bruno Junqueira stanno cercando di ottenere un contratto con qualche squadra per correre a tempo pieno.

Servia dal suo canto, conta di rimanere nella squadra di Vasser per un’altra stagione, dopo le eccellenti prestazioni messe in cascina nel 2008 . Tuttavia, come è ormai noto, la scuderia sta cercando di reperire piloti “con la valigia” per assicurarsi il budget necessario per una seconda vettura. Anche l’esperienza dello spagnolo è ben voluta su altre sponde, e rappresenta un’ opzione valida per molte compagini che hanno  un posto vacante. Ad oggi , però, nessuno si è ancora fatto avanti veramente promettendo un impegno serio.

“E’ una situazione difficile per i piloti, e lo stesso vale per le scuderie. Lo scorso anno le migliori scuderie di transizione hanno dovuto cambiare radicalmente il loro parquet piloti, e questo denota quale tipo di situazione ci si è trovati ad affrontare allora come oggi . Io sono qui perchè voglio esserci, non ho mai pensato di emigrare altrove, perchè credo nel progetto Indycar e nel prodotto. Ora c’è la crisi e magari questo può essere un apparente valido argomento per giustificare un licenziamento e dirti in maniera più edulcorata ‘Scusa non c’è più posto per te’. Non è vero tutto ciò, o meglio ha un fondo di verità, ma non può essere una scusa dietro la quale ci si debba parare sempre e comunque.  Nonostante la situazione  nell’economia mondiale sia poco piacevole , tutti sanno che è utopico pensare ad un anno di stop per gli sport motoristici. La gente vuole lo show,  gli organizzatori vogliono speculare sulla passione per le corse, noi  ci impegniamo a fornire un buon livello per questo spettacolo offerto ed io ritengo di poter rientrare appieno come piccolo elemento di questa transazione bilaterale” – la dura reprimenda dello spagnolo.

Continua poi parlando delle reali possibilità di vederlo in azione nella Indycar nel 2009  – “La situazione di oggi? Ogni giorno si presenta uno spiraglio che si apre a tal punto da trasformarsi in una luce gialla, come il semaforo. Non diventa mai verde però, perchè ogni volta all’ultimo momento c’è sempre qualcosa che va storto. All’ inizio si tratta sempre di un piccolo problema, un’ inezia che sorge quasi trascurata  e che poi diventa l’ostacolo insormontabile. Ci sono almeno due scuderie, oltre quella con cui ho corso recentemente, con cui sto trattando. Quando sarà l’ora,   se mi daranno il via libera, fermo restando il rapporto contatti con KV, potrei anche alzare la cornetta e dire loro – ‘ Si, accetto!’.  Allo stato di cose oggi questa luce verde ancora non si è vista, non l’abbiamo scorta nè io, nè la KV Racing, nè le altre scuderie. Il motivo? Almeno due: il budget ed i rivolgimenti di mercato, conferme e sostituzioni di piloti”.

MN

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