Indycar – Barber Test giorno 1- Il circuito piace ai piloti, sarà inserito in calendario?

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patrick

I tests nel circuito di Barber Motorsport Park sono iniziati, ed il primo giorno di lavoro ha prodotto fra gli addetti ai lavori una sensazione positiva. Il tracciato è stato promosso a pieni gradi e questo ha dato adito ad una voce, per ora infondata, per cui i piloti si starebbero attivando per avere il circuito disponibile nel futuro prossimo in qualità di evento ufficiale previsto in calendario. Si era già parlato di Barber come possibile sostituto del cittadino di Detroit Belle Isle, cancellato precocemente ed inaspettatamente dagli organizzatori della serie, ma almeno per quest’anno resterà un buco che non sarà riempito da nessun appuntamento a fine Settembre.

Il rapporto con la Indycar Series è principiato nel 2008, quando qui per la prima volta le Dallara Honda del campionato di Tony George hanno potuto accendere i motori, allora come adesso in occasione di tests pre-stagionali. Il circuito fu scelto indipendentemente da quello che sarebbe successo di li’ a poco, cioè quella che viene comunemente indicata come “unificazione” fra Champ Car e IRL. E proprio per questo motivo, a maggior ragione, sarebbe un circuito fortemente indicato per perseguire quella politica che vuole far assomigliare  il campionato ” per anelli”, alla vecchia “Cart”, dove all’opposto, la presenza di circuiti permanenti e semi-permanenti (stradali, aeroportuali,cittadini) era compendiata con l’introduzione di tracciati ovali.

Quest’anno,  sedici piloti di quelli che prenderanno parte alla prossima stagione hanno già avuto l’occasione di testare il circuito lo scorso anno, alcuni di essi si dicono favorevoli ad una possibile new-entry il calendario che abbia come protagonista proprio il tracciato di Birmingham.

“Cosa penso al proposito? Sarebbe fantastico correre qui in futuro” – si lascia scappare Marco Andretti – “Il posto mi piace molto, anche se ritengo si debba migliorare l’ hospitality per poter organizzare un qualche evento di larga risonanza. Alcune zone lontane dal paddock sono ancora troppo vuote e desolate. Bisognerebbe collegarle in maniera più sistematica e funzionale cosi’ da rendere veloci anche gli interventi dei commissari di pista. Il punto che preferisco di meno è la curva 5, è un bel punto ma i sorpassi sono difficoltosi. Per il resto è un circuito unico. Si alternano curve veloci a curve più impegnative. E’ molto simile a Sears Point e Watkins Glen. Watkins ha dei curvoni che si snodano per tanti metri, Sonoma invece il giusto compromesso, curve di più veloce percorrenza ed entrambi hanno saliscendi. La prima curva di Barber invece mi ricorda molto Mid-Ohio”.

Danica Patrick, invece appare meno entusiasta e ci fornisce un commento sulle qualità del circuito che appare scevro dell’entusiamo con cui si è fatto trasportare il suo compagno di scuderia – ” Credo che la prima cosa a cui si deve prestare attenzione quando si valutano i circuiti per correre, è il grado di sicurezza. Qui è pieno di guar-rails. E poi il tracciato in se per sè mi lascia insoddifatta. E’ bello si, questo non lo posso sconfessare, ma ci sono curve cieche pericolse, ed un pilota deve sapere e vedere cosa gli potrà accadere dopo aver percorso un lembo di asfalto”.

MN

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