LMS e ALMS – Pagenaud,un 2009 d’altri tempi

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Simon Pagenaud, pilota francese che domani compirà 25 anni, rappresenta il personaggio più in voga sulle pagine dei giornali automobilistici nonchè il pilota attualmente più forte della Le Mans Serie e dell’American Le Mans Series. Dopo aver disputato la stagione 2005 nel World Series Renault, il 2006 nella Champ Car Atlantic Championship (campionato da lui vinto) e nel 2007 nella Champ Car, nel 2008 per Simon Pagenaud avviene il debutto nelle gare dell’America Le Mans Series con l’Acura ARX-01b di categoria LM P2 del Team De Ferran Motorsport.

Dopo aver mostrato buone cose con i prototipi leggeri P2, con il passaggio nel corso di questa stagione all’Acura ARX-02 di classe LM P1, sempre con la scuderia di Gil De Ferran, Pagenaud ha compiuto un vero salto di qualità, vincendo la gara di Long Beach in ALMS lo scorso mese, dopo aver sempre ben figurato sia nelle qualifiche che nei test programmati in precedenza. Questa buone prestazioni hanno convinto il Team Peugeot Total ad offrire il volante della 908 Hdi turbodiesel a Simon per la 1000 km di Spa Francorchamps.

 Il transalpino, ripagando con gli interessi la fiducia del gruppo PSA, ha guidato da consumato campione sulla difficile pista belga con una vettura provata per la prima volta solo la settimana precedente durante un test al Paul Ricard di Le Castellet. Davvero un qualcosa fuori dall’ordinario, una performance di assoluto spessore tecnico per il pilota, considerata anche la totale inesperienza nella guida di auto turbodiesel, in quanto l’Acura utilizzata in ALMS è dotata di tradizionale motore a benzina sovralimentato.

Nelle giornate successive al trionfo belga, Pagenaud ha calorosamente ringraziato i compagni di team Stephane Sarrazin, Franck Montagny e Sebastien Bourdais per i preziosi consigli tecnici per adattare al meglio la Peugeot al proprio stile di guida; vettura con la quale Simon si è da subito adattato alla perfezione, giudicandola dotata di un grande telaio che richiede fermezza, calma e decisione nell’affrontare le curve al meglio. L’equilibrio complessivo del telaio, aggiunge Pagenaud, viene esaltato dalla poderosa coppia motrice del turbodiesel, che consente al pilota di esprimere una guida che si avvicina molto al suo modo ideale di condurre l’auto da corsa. Tutto questo porta Pagenaud ad essere fiducioso per la 24 ore di Le Mans, dove la 908 HDi potrà, grazie a lui, Minassian, Montagny, Bourdais e Klien, cercare di contrastare l’Audi R15 Tdi favorita d’obbligo.

Fa piacere che ancora oggi, nonostante le auto da corsa siano sempre più evolute e sofisticate, ci siano piloti che nel giro di una settimana cambiano vettura, varcano l’oceano e vincono da una parte e l’altra del mondo come nei tempi gloriosi degli eroi di epoche passate.

                 C.J.

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