F1- Nurburgring, analisi gara: RedBull uber alles

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NURBURGRING 12.07.2009 RedBull uber alles, RedBull al di sopra di tutto. Al di sopra delle Brawn, incappate in una giornata no, adesso più impaurite che mai. Impaurite perché Webber parte male, fa a sportellate con Barrichello, sconta un drive trough e si avvia verso una facile vittoria. Perché i tempi delle tre soste son finiti, anche per Brawn.

Son finiti perché la vettura inglese non ha più quella superiorità eclatante vista ad inizio stagione, perché gli altri si son dati da fare, vedi Massa terzo e Rosberg quarto, perché le RedBull sembrano aver bevuto la bevanda magica e non sembrano avere più confini. Lo dimostra il secondo posto di Vettel, partito male, e costretto dietro Massa per tutto il primo stint. Come detto dal tedesco il bottone magico, alias Kers, della rossa non gli ha permesso di passare il brasiliano; poi, nel gioco delle soste, son bastati pochi giri fatti bene per guadagnare  la posizione sul ferrarista. Il ferrarista, appunto, ha condotto una gara delle sue. Primo stint super lungo, difesa arguta della posizione sui rivali, e allungo decisivo quando tutti son ben carichi di benzina. Catenaccio e contropiede per dirla in termini calcistici. Il catenaccio maggiore è stato fatto su Barrichello, ultra leggero e pronto all’attacco, ma mai in grado di sferrare quello decisivo. L’attacco decisivo l’aveva sferrato Hamilton in partenza. Pronti, via e l’inglese balza dalla quinta alla prima posizione, va lungo alla prima curva, rimedia una foratura, e la sua gara è già segnata.

 

RICORDI Segnata come sembrava essere la domenica di Sutil, perennemente in zona punti per metà gara. L’aria di casa al tedesco fa bene, accarezza il secondo posto per qualche istante, poi dopo la prima sosta, al rientro in pista, un contatto con Raikkonen rievoca dispiaceri amari, vedi Monaco 2008. Il danno all’alettone anteriore è evidente, un altro stop è necessario e per Sutil la zona punti rimarrà un ricordo. Ma chi di spada ferisce di spada perisce e al 32esimo giro il motore tradisce Raikkonen che colleziona così l’ennesimo ritiro stagionale. Nello stesso istante un piccolo inconveniente ai box pregiudica la gara di Barrichello. Il brasiliano, sempre davanti il compagno di squadra,  perde quei secondi necessari per far si che Button gli balzi davanti alla terza ed ultima sosta. Fatto apposta o meno il leader del mondiale viene avvantaggiato dalla situazione. D’altronde la gara dell’inglese ad eccezione dei sorpassi iniziali su Massa ed Heidfeld, è stata abbastanza anonima, peraltro condotta a centro gruppo, mentre in testa Webber distruggeva la barriera spazio temporale, e issava la propria candidatura al titolo vincendo la prima gara della carriera  proprio in terra tedesca, la terra di Vettel, la terra che ha consacrato la RedBull come la migliore vettura del lotto.  Di questo passo vedere la casa austriaca al di sopra di tutto anche a fine stagione non è soltanto un sogno.

 

Valerio Lo Muzzo

 

 

Classifiche mondiali dopo 9 gare:                
 
Piloti:                     Costruttori:             
 1.  Button        68        1.  Brawn-Mercedes        112
 2.  Vettel        47        2.  Red Bull-Renault       92.5
 3.  Webber        45.5      3.  Toyota                 34.5
 4.  Barrichello   44        4.  Ferrari                32
 5.  Massa         22        5.  Williams-Toyota        20.5
 6.  Trulli        21.5      6.  McLaren-Mercedes       14
 7.  Rosberg       20.5      7.  Renault                13
 8.  Glock         13        8.  BMW Sauber              8
 9.  Alonso        13        9.  Toro Rosso-Ferrari      5
10.  Raikkonen     10       
11.  Hamilton       9       
12.  Heidfeld       6       
13.  Kovalainen     5       
14.  Buemi          3       
15.  Kubica         2       
16.  Bourdais       2    
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