F1- “Da 0 a 10”- Le pagelle del Gp di Germania

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 Doveva essere il gran premio chiave della stagione, ed il gp chiave è stato. Doveva essere il gp della Brawn, almeno a detta loro, e così non è stato. Non lo è stato perché il buon Ross ci ha messo del suo, perché la Ferrari ha giocato in difesa, perché la RedBull ha messo le ali e non gliele leva più nessuno.

Doveva essere il gp di Barrichello, autore di un ottima qualifica, ma il brasiliano si conferma l’eterno secondo che è. Doveva essere la domenica decisiva per la McLaren, ma una foratura ho compromesso tutto. Doveva essere il giorno di Sutil, ma la dea bendata con il tedesco sembra vederci bene, fin troppo. Adesso saremo noi a vederci chiaro, con i soliti voti, ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 9: Germania.

VOTO 0 A ROSS BRAWN

Il miglior stratega del lotto ha sbagliato. E non di poco. Tre soste, nessun podio, ed è la prima volta in stagione che un pilota Brawn non stappa lo spumante. Massa e Rosberg balzano davanti Button e Barrichello, conseguenza di una strategia sbagliata. L’unica attenuante a favore di Ross riguarda la prima sosta di Barrichello. Se il brasiliano fosse rientrato davanti Massa dopo il primo rifornimento a quest’ora staremo parlando di un’altra gara. Però con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Per il ciclo: “Nessuno è perfetto”.

STONATO

VOTO 1 AL PIT STOP DI BARRICHELLO

Problema tecnico o inconveniente voluto? Mistero della fede. Le male lingue si scaldano, Barrichello è una furia a fine gara, e la lingua batte dove il dente duole. Duole da inizio stagione il dente del brasiliano, ma se Rubens bazzica ancora nelle zone alte della classifica questo lo deve a Ross. Sì, Ross l’onnipotente. Chissà se i bocchettoni della benzina subiscono l’influenza di Mr. Banana.

OSCURO

VOTO 2 A KAZUKI NAKAJIMA

Pronti. Via. Boom! Un Killer? Sì, Nakajima. Dopo i ritiri dei predecessori Sato e Coulthard il premio miglior Killer dell’anno spetta al giapponese, ancora protagonista dei botti di mezza estate. Mentre il compagno di squadra conquista un quarto posto degno di nota, lui gioca all’autoscontro colpendo il povero Trulli, compromettendo la gara di entrambi.

CRIMINALE

VOTO 3 A ROBERT KUBICA

L’anno scorso lottava per il mondiale, quest’anno fa veramente pena. Chiude quattordicesimo dopo una gara inesistente, facendo peggio di Heidfeld. Considerando gli inconvenienti di Hamilton, Trulli e Sutil, a quest’ora poteva vantarsi di un penultimo posto. Nient’altro da dire, sarebbe superfluo.

INVISIBILE

VOTO 4 A NELSON PIQUET

Probabilmente sul podio stavano festeggiando il suo addio alla F1 piuttosto che la vittoria di Webber. Stavolta la Germania non porta tanta fortuna al brasiliano che fa sì una buona qualifica, ma è autore di una gara delle sue. Tredicesimo con l’ombra di Grosjean alle porte, e stavolta nessuna safety-car tedesca lo salverà.

ADDIO

VOTO 5 A GIANCARLO FISICHELLA

Francamente l’undicesimo posto in altri tempi sarebbe stato oro, ma vista l’incommensurabile prestazione di Sutil, la domenica di Fisico rimane oscurata dall’ombra del compagno di team. In qualifica va fuori in Q1, a differenza del compagno di squadra che conquista un ottimo sesto posto, in gara non fa male, ma si sa, in Formula Uno il primo rivale è il ragazzo della porta accanto. Per il ciclo: “Si può dare di più”.

RIMANDATO

VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

Più alla partenza che ad altro. Ottimo in prova e in qualifica, poi allo start il bottone magico lo proietta verso una prima posizione con uno scatto degno del miglior Usain Bolt. Peccato per la foratura, rimediata probabilmente in un micro contatto con Webber, che gli costa una bella gara. Per il ciclo: “Ritenta sarai più fortunato”.

CENTOMETRISTA

VOTO 7 A NICO ROSBERG

Da quindicesimo a quarto, davanti le Brawn. Il tedesco in casa è una furia, parte a razzo con la vettura più pesante sulla griglia, guida una petroliera e un’ottima strategia lo issa dietro Massa. Che sia arrivato l’anno giusto? Ad Abu Dhabi l’ardua sentenza.

COSTANTE

VOTO 8 A FELIPE MASSA

Finalmente a podio dopo il tragico finale del mondiale scorso in Brasile. Il brasiliano gioca in difesa, alla Trapattoni. Tiene dietro Vettel e Barrichello pur avendo un mezzo inferiore, conqusitando un ottimo terzo posto. Più di così non poteva fare.

TENACE

VOTO 9 AD ADRIAN SUTIL

Ancora una volta l’angelo biondo gli rompe le uova nel paniere, e allora tanto angelo non è. Conduce una gara stupenda, prova la brezza della seconda posizione per qualche istante, poi, dopo la prima sosta, un contatto con Raikkonen frantuma ogni sogno. Ancora una volta nessun punto, stavolta però non per colpa sua.

SFORTUNATO

VOTO 10 A MARK WEBBER

La prima volta è sempre la più bella. Se poi la vittoria arriva dominando, dopo aver scontato un drive trough allora c’è più gusto. C’è più gusto perché l’ultimo a vincere scontando una penalità è stato Michael Schumacher. Non certo uno qualunque. Insuperabile per tutto il week-end, pole e vittoria. Se nemmeno il talento di Vettel riesce ad opporsi alla furia australiana, allora è fatta. A 32 anni vincere il mondiale è ancora possibile.

IMPRENDIBILE

Valerio Lo Muzzo

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