F1- “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp d’ Ungheria

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E’ stato il week end della paura, quello di una molla saltata via sulla testa di Felipe, di cui non si sa ancora nulla sull’eventuale recupero delle condizioni fisiche. E’ stato il week end delle sorprese, del ritorno al passato, con la pole di Alonso, la vittoria di Hamilton, il secondo posto di Raikkonen. E’ stato il primo gran premio dell’anno in cui non ha vinto una Brawn o una RedBull, ora che gli avversari son lì, ora che son pronti a dire la loro. Siam pronti anche noi a dire la nostra, con i soliti giudizi, le solite pagelle, ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 10: Ungheria

VOTO 0 AL PIT STOP RENAULT

Son bastati 14 giri ad Alonso per uscire di scena, e non per colpa sua. Aveva dato tanto lo spagnolo, sia in qualifica che in gara, ma il team, proprio nel momento cruciale, ha commesso un errore fondamentale. Gomma montata male, rientro in pista e gara gettata alle ortiche. Fernando si ritira qualche giro dopo a causa del fondo danneggiato, ma ormai la sua gara era stata compromessa, e non di poco.

SUPERFICIALE

VOTO 1 ALLA PARTENZA DI VETTEL

E’ la copia di Michael Schumacher in tutto e per tutto, nel bene e nel male. La sua partenza è ridicola, da secondo a settimo in men che non si dica. Attenuanti? Qualcuna. Come il Kers montato da Kovalainen, Hamilton e Raikkonen, oltre alla manovra del finnico che lo ha ostacolato alla prima curva. Il tedesco si ritirerà a metà gara per noie alla sospensione, ma non è sembrato per niente al top.

MOVIOLA

VOTO 2 ALLA BRAWNGP

La pacchia è finita, adesso non resta che giocare in difesa per vincere quanto meno il mondiale piloti. Senza aggiornamenti la vettura ha perso tutta la competitività. Barrichello non va a punti, Button ne conquista due complici i ritiri di Vettel e Alonso. Di questo passo venti punti possono essere pochi, perché mancano sette gare al termine e team come Ferrari, McLaren, Williams, oltre ai rivali della RedBull possono competere con il team di Ross. Le risorse scarseggiano e gli sviluppi sono un miraggio. Solo un’altra furbata potrà risollevare le sorti del team. Con Brawn non si sa mai.

DECADENTE

VOTO 3 A NELSON PIQUET

Non ne vuole proprio sapere. Di andar via ovviamente. Il suo compagno di team fa sfracelli, conquista la pole, mentre lui risulta essere il primo eliminato in Q2. In gara chiude 13esimo, anonimo come al solito. Il cognome che porta vale più delle prestazioni offerte nel corso della stagione. Lo davamo già via, ma intanto è ancora nel circus.

RACCOMANDATO

VOTO 4 A ROBERT KUBICA

L’attenuante di una vettura poco efficiente non lo giustifica del tutto. Perde nuovamente il duello con il compagno di box, chiude dietro Piquet e non sembra dare alcun sintomo di risveglio. Almeno dentro il team dovrebbe essere il numero uno.

SVOGLIATO

VOTO 5 AD HEIKKI KOVALAINEN

Con una McLaren così poteva fare meglio. Parte bene, seppur agevolato dalla manovra di Raikkonen, chiude quinto dietro Rosberg mentre il suo compagno di box si avvia verso la prima vittoria dell’anno. Il destino di eterno secondo comincia a modellarsi sul Terence Hill della Formula 1, chissà, se nel corso della sua carriera, riuscirà a battere il principe dei secondi. Barrichello docet.

RINUNCIATARIO

VOTO 6 A BERNIE ECCLESTONE

L’immagine di un vecchietto che firma autografi a giovani ragazzini non si vede all’ordine del giorno. Il buon Bernie ha pure notevoli difficoltà fisiche nell’abbassarsi, complice l’età ormai da pensione. Restano comunque le carezze e i sorrisi che i bambini, forse, non fimenticheranno mai. Per il ciclo: “Momenti di Gloria”.

IMMORTALE

VOTO 7 A MARK WEBBER

Non è stato il week end migliore dell’anno, ma forse quelle più proficuo. Guadagna su Vettel e su Button, chiude a podio e si rilancia in ottica mondiale. Perde la seconda piazza ai box per un’esitazione dei meccanici, mentre rinuncia la vittoria per la poca opposizione offerta ad Hamilton nel corso del sorpasso. Un po’ di cattiveria in più non farebbe male.

RAGIONIERE

VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

Cinico, efficace, vincente. E’ il primo pilota a rompere il dominio Brawn-RedBull, conquistando una vittoria di cuore e di testa. In palla sin dal venerdì, parte alla grande e liquida Webber con un colpo di Kers dopo pochi giri. Si getta all’inseguimento di Alonso e gira più veloce dello spagnolo pur essendo più pesante. Per il resto gestisce la gara come sa fare. Da campione del mondo. Per il ciclo: “A volte ritornano”. Bentornato.

PRAGMATICO

VOTO 9 A KIMI RAIKKONEN

Sì, più di Hamilton. Non tanto per la prestazione quanto per il clima presente in casa Ferrari. Unico rappresentante del cavallino in pista, conquista un’ottima seconda piazza, sfruttando un momento di amnesia dei meccanici RedBull. Parte alla grande, seppur in maniera non limpidissima. Non perde da Webber e lo passa in corsia box in un duello da “far west”. Per il resto gira su ottimi tempi, seppur un piccolo problema allo scarico gli fa perdere qualche secondo di troppo nel corso della seconda sosta. Secondo, con i tempi che corrono, è un ottimo risultato. Vedremo se la costanza lo accompagnerà da qui a fine stagione.

RINATO

VOTO 10 AL CASCO DI FELIPE MASSA

Spesso la vita è fatta di attimi, di centimetri. Vi sono attimi e centimetri che cambiano l’esito di una gara, come vi sono attimi e centimetri che cambiano la vita e la carriera di un pilota. Un colpo in testa, una molla, come un proiettile vagante per aria, per un attimo, per un secondo che ti cambia la vita. Viene colpito lì Felipe, nel punto più debole, la visiera, che per fortuna regge all’urto ed evita al pilota una fine peggiore. Il voto è quindi un omaggio all’impegno messo in mostra dalla F1 per la sicurezza dei piloti. Con un casco diverso, oggi staremo a parlare di Massa col verbo al passato.

SALVAVITA

Valerio Lo Muzzo

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