F1- Diario da Monza- 10/09/09: Sindrome da autografi

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Chiamiamola sindrome da autografi, caccia alla foto o allo scarabocchio del giorno. Il giovedì pre gp a Monza viene vissuto intensamente dai tifosi, soprattutto quelli della rossa.
La vittoria di Spa e l’ingaggio di Fisichella hanno rialimentato le speranze dei tifosi del cavallino, ammucchiati, nel vero senso della parola, nel box che più li identifica nel circus.  Il vero ricercato del giorno è stato lui: Giancarlo Fisichella.

Si parla sempre e solo di lui in tutti gli angoli, in tutti i bar. Fisico qua fisico la, come Figaro che però faceva il barbiere. La vettura di Fisico, appunto,  è già stata benedetta dalla marea rossa che con immenso calore cercava di vedere, di toccare e di portare a casa l’attimo fuggente che può regalare una visione o una carezza. Il tutto grazie alla sessione autografi introdotta da quest’anno. E a dirla tutta non è stata nemmeno una sessione ben organizzata. Piloti usciti a rate e settorializzati, cercando di dare un po’ di gloria a tutti, han causato enormi affollamenti. Alle 17 cominciano i piloti in rosso a lasciare segni con un pennarello indelebile, salvo poi sparire dopo un quarto d’ora lasciando a bocca asciutta molti tifosi che non han saputo farsi largo nella calca. Gli spagnoli, in coro festanti davanti il box Renault, hanno circondato il loro idolo Fernando Alonso, fuori dalle 17.15 per il solito quarto d’ora.  Poi Vettel, Liuzzi, Barrichello e tutto il circus, per chiudere con i piloti McLaren negli ultimi dieci minuti disponibili prima delle 18. Forse un tutti fuori per un’ora avrebbe evitato l’accalcarsi della gente, pronta a tutto pur di ricevere un segno dai piloti. Magliette, cappelli, bandiere, foto, cartoncini, fogli bianchi…tutto è utile al momento di scriverci su. Oltre i rossi Barrichello, Vettel ed Hamilton sono stati i più richiesti. Quest’ultimo perchè è campione del mondo, gli altri perchè con l’Italia hanno qualcosa in comune, o almeno l’hanno avuta in passato. E’ stata quindi una caccia e quando si caccia si sa,si pensa solo al bottino. Quindi tutti in bagarre, come avverrà domenica alla prima curva.

E proprio in vista di domenica i meccanici si esibiscono in pit-stop a motore spento, con le vetture spinte a mano. La gente è in tripudio nel vedere il cambio gomme in pochi secondi e tutti son li con telecamere, fotocamere, cellulari e quant’altro sia in grado di riprendere quello che offriva la realtà odierna. Oggi, infatti, si è visto quanto il popolo sia vicino il mondo della Formula 1, che spesso proprio al popolo ha fatto tanti torti. E’ andata bene quindi, almeno in qualche modo. Con un po’ di organizzazione in più si sarebbe potuto evitare il rischio di vedere transenne, quasi abbattute dalla calca, tenute in piedi dagli addetti della situazione. In tutto questo le vetture che prenderanno parte alla gara son passate alle verifiche tecniche. La prima veniva effettuata da Giorgio Piola, sempre pronto a notare ogni minimo particolare. La seconda, e più importante, veniva effettuata dei giudici di gara. I team però si nascondono sempre. Non c’è stato un attimo in cui i diffusori  siano stati lasciati liberi alla vista sia degli appassionati, sia degli occhi di lince in stile Piola. Ma in ballo c’è un titolo mondiale, quindi è anche giusto nascondere quel poco di nuovo che c’è, o potrebbe esserci.

Il resto è folla e niente più. Basta una sessione autografi per capire quanta gente sia interessata ad un circus ove ancora figurano i cartelli “lavori in corso”. E quando il tutto è reso accessibile da un prezzo modico (35€ per assistere alle prove libere del venerdì garantiscono l’ingresso alla sessione autografi del giovedì) il popolo non manca mai. Ecco gli effetti della sindrome appena descritta.

Valerio Lo Muzzo

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