F1 – L’OPINIONE: Tutti felici, tutti contenti

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kimi_raikkonen

Viaggia sul binario Oviedo-Maranello la stagione 2010 della Ferrari. Finalmente, dopo tanta attesa, il treno partito qualche tempo fa dalla Spagna, arriva in Italia. Arriva portando con sè 45 milioni di euro annui firmati Santander. Arriva portando con sé 2 titoli iridati. Destin vuole che questi titoli iridati siano stati conquistati contro Raikkonen e contro la Ferrari. Raikkonen e la Ferrari appunto. Rapporto finito. Forse mai iniziato.

E pensare che proprio il finlandese doveva guidare la riscossa rossa contro un nuovo ciclo che stava iniziando. Quello di Alonso alla McLaren. Poi sappiamo tutti come è finita. Raikkonen ha vinto un mondiale insperato ed Alonso ha cominciato a tifare per quella che sarebbe stata la sua futura scuderia. D’altronde se non puoi battere il tuo nemico ti allei con lui. Chi ci guadagna? Tutti. Chi ci perde? Nessuno. Tutti e nessuno quindi, come ad accordare qualcosa che non va più. Come una chitarra che necessita di qualche modifica per tornare a suonare a dovere. Raikkonen torna in McLaren, magari cominciando a progettare un piano di vendetta verso coloro che lo hanno scaricato. La McLaren scarica Kovalainen per un (ex) campione del mondo. La Ferrari assume un (ex) bicampione del mondo a cui verrà affiancato un Massa da valutare. Sì, perché il brasiliano avrà un ruolo chiave nella prossima stagione. Punto primo Alonso ha dimostrato che non sa reggere la pressione di un forte compagno di squadra. Punto secondo Massa ha fatto da gregario solo a Michael Schumacher nel suo primo anno in rosso. Schumacher, poi, rappresenta anche una chiave di lettura. Nei tre anni in rosso di Raikkonen il paragone tra il plurititolato superconsulente della Ferrari e il finnico è stato continuo e pesante. Troppa differenza tra i due. Di stile e di carattere. Istintivo e orgoglioso il primo. Introverso e freddo il secondo.

In Italia però Kimi non è stato valutato per il pilota che è. Per una piazza calda il finnico non è stato il massimo, ma le corse son fatte di risultati e i risultati dicono che in tre anni (ove soltanto due hanno dato la possibilità di lottare per il mondiale) Kimi ha portato a casa un mondiale. Ma le cose in Ferrari son cambiate. Soprattutto da quando ha lasciato Todt. Poi un anno di sistemazione e di (ri)organizzazione che certamente ha influito sui risultati. A Kimi è andata male anche per questo. Alonso dovrà fare da collante, da pattex per rilanciarsi e rilanciare una scuderia allo sbando. Soltanto a quel punto potrebbe arrivare un titolo mondiale. Raikkonen permettendo.

Valerio Lo Muzzo

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Autore

5 commenti

  1. Finalmente il miglior pilota di questa formula 1 torna a lottare per le vittorie e non per un sesto posto…perchè sinceramente era deprimente vedere Alonso costretto ad arrabbattarsi con questa Renault…su Raikkonen ha corso tre anni (non tre gp), quindi non ci vedo niente di male a cambiarlo…anche perchè dopo l’Ungheria era chairo a tutti che la Ferrari non poteva di certo scaricare Massa (almeno che Massa non fosse considerato non idoneo a tornare al volante)…Raikkonen secondo me è un buon pilota, che và dove lo porta la macchina…certo, se Schumacher è il metro di paragone con cui valutare i piloti di formula 1, saranno tutti delle pippe; ma comunque non ci vedo nulla di male a cambiare Raikkonen…

    PS: Ma non era Schumacher il robot freddo e insensibile?

  2. liongalahad il

    anche mia nonna sa che Schumache quella volta non pianse per la morte di Gislimberti (non lo sapeva ancora) ma perchè con quella vittoria raggiunse Senna a quota 41.

  3. Sì vero. Andando a rivedere la stagione il motivo non fu la morte del pompiere. Tenevo più a sottolineare il pianto che la natura dello stesso.
    Errata Corrige!

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