F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del GP di Abu Dhabi

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Ci siamo persi tra i meandri arabi, così a bocca aperta osservando l’hotel che cambia colore, il circuito illuminato e quell’immensa struttura su cui campeggia un cavallino gigante lì a simboleggiare il Ferrari Theme Park. Ci siamo persi, anzi si è persa questa Ferrari, bocciata ancora una volta nel giorno in cui Vettel e RedBull vengono promossi a pieni voti.

Ci siamo persi un Lewis Hamilton che poteva dire la sua anche in quest’ultima gara, come ha fatto Kobayashi che sembra guidare questa Toyota da una vita. Non ci siamo persi la figura di Jean Todt, non più al muretto, ma in veste ufficiale da nuovo presidente Fia. Ci siamo persi, purtroppo, uno spettacolo, anzi è lo spettacolo che si è perso deludendo quelle che erano le aspettative iniziali. Del resto non abbiamo perso alcun dettaglio, ed eccoci ancora qua, per l’ultima volta ad esaminare l’ennesimo gran premio dell’anno. Ovviamente col solito stile. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 17: Abu Dhabi.

VOTO 0 AL FINTO PIT STOP DI ALGUERSUARI

Al giro 19 accade l’incredibile. In RedBull aspettano Vettel per il rifornimento, mentre Alguersuari accusa qualche problema e si avvia in pitlane per un controllo. Lo spagnolo però, causa elevata somiglianza tra Toro Rosso e mamma RedBull, sbaglia piazzola convinto che quelli siano i suoi meccanici. Per fortuna i meccanici si accorgono dell’errore e lasciano sfilare il pilota. Chissà cosa sarebbe successo se nessuno si fosse accorto dell’errore. Probabilmente Vettel non avrebbe vinto.

CONFUSO

VOTO 1 A ROIMAN GROSJEAN

E’ vero che la Renault non lo asseconda un minimo, ma dal francese in questo finale di stagione si attendeva di più. Complice la tattica sull’unica sosta, peraltro ritardata visto che la sua vettura era la più pesante in griglia, Grosjean ha girato su tempi bassi, lottando con Sutil e Fisichella fino all’ultimo. Il romano lo passa nel finale, e a lui rimane soltanto l’ultimo posto. A fine gara commenta la sua esperienza: “Ora e’ finita la stagione e posso dire di aver imparato molto grazie anche al mio compagno di squadra Fernando Alonso”. Riuscirà a mettere in mostra i consigli dello spagnolo in futuro?

BASTONATO

VOTO 2 AD ADRIAN SUTIL

Probabilmente la sua testa è rimasta in Brasile, ripensando alla diatriba con Trulli. Il tedesco chiude il gran premo arabo penultimo e doppiato, perdendo nettamente il duello con Tonio Liuzzi che guida la Force India da Monza.  Questo basta e avanza per giustificare una simil prestazione.

ANONIMO

VOTO 3 A BERNIE ECCLESTONE

Questo è il circuito più bello del mondo. Cosa mi piace? Tutto” Forse quel tutto è sinonimo di dollari o di business. Sta di fatto che gli unici contenti della domenica son stati i petrolieri arabi dal sorriso a 32 denti degno di una pubblicità della Mentadent. Per il resto consultare Voto 5.

BUGIARDO

VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

Niente da fare, per l’italiano non c’è stato niente da fare. In difficoltà per tutto il week end, come logica vuole per una vettura che è ferma da fine luglio, e vittima di un drive trough reo di aver oltrepassato il limite di velocità in corsia box. Dal canto suo dichiara: “Mi dispiace di non essere riuscito a dare un contributo alla squadra in termini di punti e di non aver dimostrato pienamente il mio valore. Purtroppo la F60 è molto difficile da guidare”. Almeno un po’ di umiltà.

SFIANCATO

VOTO 5 AL CIRCUITO DI YAS MARINA

E’ il voto che deriva dalla media tra il 10 ottenuto dal fascino estetico, e dallo 0 dal punto di vista tecnico. L’albergo con camere avente vista sul circuito è un capolavoro di architettura, così come l’impianto di illuminazione, le tribune e i box. Insomma, spettacolare.  La pista, invece, è da riciclare. E’ impensabile che in un’area deserta venga sbagliata la progettazione del circuito rendendolo anonimo, poco tecnico e senza alcuna caratteristica. Tutti lamentano l’assenza di un curvone veloce, poi l’uscita della pitlane è un vero e proprio sottopassaggio cittadino bocciato all’istante. Già gli organizzatori parlano di modificare il tracciano, forse anche loro han capito che un albergo non basta.

ANOMALO

VOTO 6 A JARNO TRULLI

Rappresenta il paradosso di questa F1. Parte sesto con un carico di benzina minore rispetto al compagno di team, che in questo modo gli balza davanti grazie alla strategia. Guida bene Jarno, ma problemi di trazione lo limitano un po’ nel corso della gara. Chiude settimo, ma più che questo non poteva fare.

LOTTATORE

VOTO 7 A NICK HEIDFELD

Nel giorno dell’addio alla F1 della Bmw, il tedesco si conferma di essere un pilota di un certo spessore. Chiude quinto dietro RedBull e Brawn,  stravincendo il duello con Kubica, decimo. Chissà se questa prestazione gli farà guadagnare un sedile per la prossima stagione. Sicuramente lo merita tutto.

MASTINO

VOTO 8  A KAMUI KOBAYASHI

Ai limiti dell’impossibile. Questo giapponese sale sulla Toyota per la prima volta in Brasile sorprendendo gli addetti ai lavori. Alla seconda apparizione ufficiale Kamui porta a casa tre punti, partendo dalla dodicesima piazza e chiudendo quinto, passando Button come nulla fosse e risultando l’unico pilota a punti che ha puntato sulla singola sosta. A dir poco strepitoso.

SAMURAI

VOTO 9 (IN FIDUCIA) A LEWIS HAMILTON

Bastano le prove del venerdì, quelle del sabato, le qualifiche e i primi venti giri per capire che questo Lewis Hamilton avrebbe chiuso sicuramente a podio. Non c’è storia, l’ormai ex campione del mondo si conferma un fenomeno, in grado di tener testa a RedBull e Brawn. Dall’Ungheria ad oggi è stato il pilota che ha conquistato più punti di tutti. Soltanto l’impianto frenante è più forte di lui, anzi più debole visto che lo lascia a piedi.

GALATTICO

VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

Ormai è una certezza. Il tedesco è maturo per il titolo. Conquista la testa dopo la prima sosta, poi stacca tutti e si avvia verso la vittoria, la quarta stagionale. A fine gara esulta ripetutamente mostrando il dito indice. Saltella sul podio, ma lo Special One quest’anno non è lui. Di questo passo però lo diventerà ben presto.

FENOMENALE

Valerio Lo Muzzo

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2 commenti

  1. E non tutti son raccomandati come Nakajima. Io fossi il giapponese mi preoccuperei. La Toyota lo ha sempre tirato avanti perchè portacolori nipponico, adesso il talento del connazionale Kobayashi va a suo sfavore. Poi ricordiamoci che l’anno scorso a Macao vinse un giapponese (tale Kunimoto)… Infine una piccola preoccupazione: in F1 manca un serio ricambio di piloti italiani! (Facciamoci una domanda e diamoci una risposta, io questa risposta in parte me la son data)

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