Rally Raid – Dakar 2010 al via

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Venerdi 1 gennaio prenderà il via, dal centro di Buenos Aires, la trentunesima edizione della Dakar (32 considerando l’edizione del 2008 che fu cancellata), il Rally Raid più famoso e affascinante. Le vicende politiche che interessano la zona dell’Africa occidentale la tengono ancora lontana dai suoi terreni naturali, ma comunque già nel 2009 lo scenario sudamericano si è rivelato all’altezza della tradizione dakariana, regalando una delle edizioni più dure che si siano viste nel recente passato. Al via 184 tre moto e quad, 138 auto e 50 camion.

L’edizione 2010 presenta diverse novità. La principale è probabilmente, nella categoria auto, l’uscita di scena della Mitsubishi. La casa giapponese, vincitrice di 12 edizioni (di cui 7 consecutive), ha deciso di abbandonare ufficialmente la Dakar. Al via saranno presenti comunque 5 Lancer, schierate dal nuovo team, JMB Stradale, del team manager Dominique Serieys, vincitore nel 1993 come co-pilota di Bruno Saby, e guidate da alcuni piloti di grande esperienza come Orlando Terranova e Carlos Sousa. La lotta per la vittoria dovrebbe essere così ristretta ad un derby tedesco Volkswagen-BMW. La Volkswagen, finalmente vincitrice nel 2009 dopo una lunga rincorsa, si presenta  con un team rafforzato. Il team infatti presenta un nuovo arrivato, Nasser Al Attiyah, proveniente proprio dalla BMW, e anche quest’anno c’è, naturalmente, Carlos Sainz, che cercherà finalmente di vincere la Dakar, quasi venti anni dopo il titolo WRC, e soprattutto c’è campione in carica Giniel De Villiers, certamente il più tranquillo dei tre, la cui velocità, costanza ed esperienza gli hanno permesso di trionfare nel 2009 e dare alla Volkswagen il tanto atteso successo. “Fino ad ora, non c’è un numero 1. Carlos Sainz vuole la gara così fortemente, e lo stesso si può dire di Nasser (Al Attiyah). Sono molto orgoglioso di partire da campione in carica, ma la fame è la stessa. La differenza è che sono forse più rilassato“, queste le considerazioni di De Villiers. Per sfidare questo squadrone, la BMW ha messo su due grandi colpi ingaggiando Stéphane Peterhansel (vincitore di 9 edizioni, 6 in moto e tre in auto) e Nani Roma (vincitore di una edizione in moto), orfani della Mitsubishi, che affiancheranno il pilota storico del team Guerlain Chicherit. “Il loro contributo è notevole“, ha detto Chicherit. “Con il loro arrivo abbiamo creato qualcosa che è molto più professionale. Per esempio, ci hanno dato un grosso impulso per lo sviluppo della macchina. Con la loro grande esperienza ci hanno potuto dare delle importanti opinioni durante le sessioni di test che abbiamo fatto insieme. E’ una fortuna poter correre la Dakar al loro fianco. Se uno di loro sarà in grado di vincere, io farò tutto quanto in mio potere per aiutarlo e sono certo che loro faranno lo stesso per me, se la situazione si presenterà.” Attenzione andrà posta anche su Robby Gordon e il suo possente Hummer, terzo nella scorsa edizione con una macchina che forse si adatta meglio ai terreni sudamericani che non a quelli africani.

Novità anche tra le moto. Per molti anni si è assistito ad una lotta interna tra i piloti KTM, con i rami spagnolo e francese del costruttore contrapposti tra di loro. Ma la crescita costante delle 450 cc ha portato gli organizzatori ad optare per queste moto per il futuro, dal momento che sono ora più affidabili, più ragionevolmente economiche, più sicure e consumano molto meno rispetto alle loro controparti più potenti. Le nuove regole, introdotte quest’anno, che limitano la potenza delle 690cc, potrebbero favorirle già da quest’anno. La KTM si presenterà ancora con le vecchi moto per i due grandi rivali degli ultimi anni, Cyril Despres e Marc Coma, che però probabilmente dovranno attingere ancora di più sulla loro preparazione fisica e sulle loro abilità di guida e navigazione per avere la meglio sui loro rivali. Tra questi, il più ambizioso è probabilmente David Frétigné terzo l’anno scorso su una Yamaha 450cc, ma grande attenzione è posta sulla nuova Aprilia 450cc, schierata ufficialmente da Aprilia Italia. Per puntare alla vittoria il team italiano ha firmato Francisco “Chaleco” Lopez, idolo locale che correrà sui terreni di casa nel deserto di Atacama, che sarà affiancato dallo spagnolo Gerard Farres Guell. Attenzione anche a Frans Verhoeven, vincitore di due tappe nel 2009, alla guida di una BMW 450cc, e ai francesi del Team Sherco, esperti di enduro e desiderosi di conquistare anche il mondo dei rally raid, che schiereranno David Casteu, secondo nel 2007 e quarto l’anno scorso. “La lotta per le prime posizioni sarà accesissima. Ho la sensazione che alla fine della giornata, l’aspetto mentale sarà il più importante. Spero di poter finire nei primi cinque. Dopo tutto, ora ho una certa esperienza e so cosa fare. E’ stato molto istruttivo poter correre in questi anni accanto a Cyril. Ho imparato che cosa significa essere professionisti e disciplinati“, afferma il franco-maliano Alain Duclos, “guardiaspalle” di Despres.

Tra i camion invece sembra più difficile che i piloti Kamaz possano essere sconfitti, e la lotta sembra ristretta ai due piloti del team russo, Vladimir Chagin e Firdaus Kabirov. Chagin ha già vinto 4 edizioni (2000, 2002, 2004, 2006), ed è un pilota che non esita a spingere il suo camion fino ai suoi limiti, il che a volte lo ha portato a commettere degli errori che probabilmente gli sono costati la vittoria in tre edizioni della Dakar (2005, 2007, 2009). Kabirov è invece un pilota più tranquillo e costante, qualità che gli hanno permesso di trionfare nel 2005 e nel 2009. Il ceco Ales Loprais, alla guida del Tatra, cercherà di essere un serio rivale per i Kamaz dopo le continue rotture meccaniche che lo hanno bloccato nel 2009.  Assente invece l’olandese Gerard De Rooy, che negli ultimi anni è stato il rivale più duro per i russi, che sta recuperando da un infortunio subito in Turkmenistan. Tra gli outsider vanno segnalati André de Azevedo (Tatra), Wulfert Van Ginkel (Ginaf) e la famiglia Sugawara (Hino).

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