Satyricon – Gp Malaysia

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“E adesso dimmi KammaDomenic, raccontami. Com’è andata ? Com’è andata veramente … e attento a quello che dici”

Un brivido corre lungo la schiena del povero Stefano, ancora madido di sudore dopo la lunga battaglia. L’uomo che faceva tale insidiosa domanda è alto, magro ma giovanile per la sua età, ciuffo ribelle portato sull inconfondibile doppiopetto gessato blu. I gemelli d’oro massiccio con intarsiato il cavallino in madreperla sono sinonimi di potenza, classe e lusso in tutto il mondo conosciuto. E terrore, Terrore Nero. La scimitarra argentata appesa al fianco, dono del Grande Vecchio, racconta storie  di teste tagliate, di tecnici scomparsi, di nemici lasciati agonizzanti su campi di battaglia dai nomi impronuciabili. Le cicatrici sul corpo del povero Luca Baldisseri, graziato per testimoniare a tutti la sua magnanimità mista a ferocia, sono immagini indelebili nelle menti di tutta la ciurma della “Cavallino”.
Adesso è arrivato fino a qui per lui. E pretende spiegazioni.

Lo sguardo di Stefano fissa istintivamente un punto indefinito nell’ orizzonte infuocato mentre la mente ripercorre le  ultime 24 ore, conscio del fatto che la sua vita adesso non è più nelle compassionevoli mani  di Brahma Shiva e Visnu’. Tutto sè stesso è come sempre nel palmo della mano destra del Grande Capitano LucaCordero de Montezuma.

“Mio Capitano, nuvole rapide portate dal monsone  imperversavano da mesi su quella dannata penisola. Quasi tutti gli sciamani locali erano stati fatti prigionieri e astutamente dislocati ai 4 angoli del campo di battaglia , le loro famiglie rapite mentre le loro case assaggiavano le torce del fidato YanezSmedley. Assicurarsi il loro servizio Meteo era fondamentale per la vittoria finale !!! ”
La mano destra del Capitano scorre amorevole sui diamanti incastonati nell’ elsa della sua scimitarra, quasi a placarne la sua sete di sangue. “Calma … calma Luca… calma … ”

“Purtroppo in quest’isola dimenticata da tutti gli Dei neanche gli sciamani riescono a capirci qualcosa. Può piovere per due minuti o per due ore. Puo’ piovere con o senza il Sole, con o senza il vento. Pioggia fine come rugiada, pungente come  mille piccole api o grossa come palle di moschetto. Puo’ esserci sole per tutto il giorno ed un’ attimo prima di partire può rannuvolarsi e grandinare. Si ricorda l’anno scorso ? Non c’è stata nemmeno battaglia !!! ”

“Fattostà che  non eravamo i soli a vedere la linea di partenza col monocolo. Anche gli sciamani rapiti dalla McLaren parevano impazziti.  Mentre PedritoDeLaRosa veniva colpito a tradimento ancora prima di cominciare la battaglia, SebasKan partiva dal terzo posto. Si ricordi che per due battaglie consecutive il suo pugnale agitato ai quattro venti non ha mietuto nessuna vittima, non ha visto nessuna bandiera se non quella gialla . I miei tigrotti mi hanno riferito che sotto l’elmo  i suoi occhi fissavano il punto di corda all’interno della prima curva, determinati come mai prima d’ora, gli Occhi della Tigre. Prima di entrare nell’ abitacolo c’è  addirittura chi giura di averlo visto camminare con  una palla di cannone ancorata alla punta del suo piede destro. Forse un’ altra invenzione del solito, stramaledetto Newey … indaghero’ Signore ”

Alle spalle di KammaDomenic i tigrotti del Cavallino spostavano casse, catalogavano barili,  riavvolgevano tubi e cavi, spazzavano per terra. Il morale che fin qui aveva volato alto come ali di gabbiano adesso razzolava nell’ immondizia come ratto di campagna. La stretta sull’ impugnatura della scimitarra divenne forte tanto quanto la fitta che lo colpi al cuore alla vista dei suoi uomini affranti. ” Calma… calma Luca… calma …”

“Signore” prosegui KammaDomenic “il balzo iniziale del nostro TremalFelipe è stato coraggioso, astuto, superiore alle nostre aspettative. Ok, forse con le nostre gomme potevamo partecipare ad una gara di Pentole a Pressione sul Ghiaccio da quanto erano dure e fredde. Ma i nostri sciamani al muretto, dopo ripetuti lanci di ossa di pollo e lettura dei fondi del caffè, avevano garantito un buon risultato finale. Degli sciamani io mi fido, e Lei ? ” Chiese timidamente, mentre cercava nel suo interlocutore un benchè minimo gesto di approvazione.

Nessuno segno, Brutto segno.

“La palla di cannone ha fatto il suo effetto, Signore. Già alla prima curva, senza dimenticare che partiva anche dalla parte pulita, SebasKan è letteralmente volato sopra a Nico il Principino e al compagno venuto dalla terra dei Canguri. Una furia della natura, Signore. Una tigre mangiatrice di Uomini, Cronometri e Kilometri. Efficace, rapida, spietata. Nessuno l’ha più nè  vista nè sentita fino al traguardo finale. Ma mi dia soltanto un paio di mesi e vedrà che quando torneremo in Terra Europea la nostra Vendetta sarà tremenda !!!”
Una goccia di sudore ad inumidire il colletto impeccabile, una rapida ed invidiosa occhiata agli uomini dell’ armata inglese del ToroRosso ebbri di gioia e champagne, un’ altra occhiata al vicino MotorHome McLaren.
Poi, come fulmine di tempesta tropicale, accade.” Soccmell !!! ”
Attimo che sembra eterno, cuore che  smette  di fare il suo onesto e silenzioso lavoro, mente  che si annebbia,  ricordi di gioventù che si infrangono contro la scogliera  apparentemente insormontabile delle sue primavere.

CapitanCordero è preda di una Visione. Una Dea.

“Anche l’altro ragazzino, quello dalla pelle color dell’ alabastro venuto dalla Santa Madre Inghilterra, ha fatto un buon lavoro, Signore.  Anche lui aggressivo, tenace. Dopo una bella serie di sorpassi ha percorso tutto un rettilineo con il CosaccoPetrov, altra brutta bestia da non sottovalutare,  incollato ai tubi di scarico. Deve aver preso ispirazione dal suo Kriss , il pugnale a triplice curva, per l’ estemporanea traiettoria antisorpasso. Ho subito fatto reclamo, Signore, come Lei mi ha insegnato. Ma si è beccato solamente un cartellino giallo, il Bastardo. Signore … mi segue ??”

Il corpo, l’anima, l’essenza stessa di CapitanCordero. Tutti rapiti. Le parole del disperato Stefano scivolano via come sabbia portata dal vento. Alle spalle del fido KammaDomenic un fruscio di fresco lino rosa pastello appena tessuto, un profumo di rose d’oriente, capelli come seta, un ticchettio di sandali appena pronunciato.

“Quel Tedesco poi, Signore, quello a cui ha regalato la macchina … si ricorda ?  E’ finito, Signore, finito. Vent’anni fa c’era un guerriero che senza una ruota riusciva a percorrere tutto un campo di battaglia e quando scendeva dalla macchina la prendeva a calci per smontare il resto. Il Vecchio ne andava matto, ForghieriSan un po’ meno, si ricorda Signore ? Beh, dopo neanche dieci giri che capita al Tedesco ? Perde il bullone della ruota e lui che fa ? Parcheggia nel prato !!! Inguardabile Signore, inguardabile !!!  Signore … mi sente ?”

“S .. si … ti seguo .. ma dimmi … lo Spagnolo ?”

“Lui è partito un pò meno bene, Signore. Anche lui in partenza aveva le stesse pentole a pressione dure e fredde di TremalFelipe, ma le ha usate mooooolto di più. Ha combattuto come un leone con e contro quelle gomme per 37 giri, Signore. Quand’è entrato a cambiarle siamo stati rapidi come furetti, silenziosi ed efficaci come gli Strangolatori del Borneo, scattanti come solo il  Cobra sà essere. In 3 secondi e rotti era già ripartito. I nemici ci temono per questo, Signore. Lo sappiamo, questo da solo non basta a vincere le battaglie. E’ la Guerra che conta.
E noi siamo dannatamente bravi a fare la Guerra, Signore !!  Ad ogni modo Signore, quand’è uscito con le gomme morbide ha subito demolito a martellate il cronometro, macinato asfalto e azzerato il distacco dal Campione del Mondo in neanche sei giri. L’ha preso, Signore. Come da copione aveva il coltello tra i denti e ha provato subito a trafiggerlo. Come ha tentato di fare l’altro Inglesino con l’IndianoSutil. Tutti e due per dieci giri, in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi… Signore. Fino a quando i Cavalli della bancata di destra non hanno ceduto di schianto ad un solo, banalissimo, stramaledetto giro dalla fine, Signore.Lo so’, Signore, è già il terzo motore che buttiamo via, Marmorinik ci stà lavorando giorno e notte. Mi … mi segue , Signore ?”

Il sorriso di Jessica “Perla di Labuan” Michibata, ricopre di ridicolo l’umido tramonto malese. Un pensiero sfiora l’incantato da tanta bellezza Luca : “Che avrà voluto intendere Stefano con modi,luoghi elaghi ?  Non avevo proibito il Lambrusco in PitLane ? ”
Il volto di CapitanCordero è tra il perplesso e l’estasiato mentre la mano destra abbandona definitivamente l’impugnatura della scimitarra.

Buon Segno ?

KammaDomenic non può saperlo. Se vuole salvare la sua testa questo è il momento migliore per  mettere sul piatto tutto quello che ha.  ” TremalFelipe è arrivato settimo,Signore ma è PRIMO in classifica. Nico il Principino è arrivato terzo ma a parte lui non s’è n’è accorto nessuno, proprio come accadeva con suo padre Keke. Il Polacco è arrivato quarto senza colpo ferire, ma non mi preoccupa. Siamo ancora in corsa, Signore. Siamo PRIMI anche tra i Costruttori !!! Gli avversari si nutrono delle briciole che lasciamo loro. Lo giuro Sul mio Onore. Ce la faremo, Signore !!!

D’improvviso come la marea che tutto copre,la Visione si dilegua sottobraccio al BottoneCampione nello stesso momento in cui la linea passa dalla studio virtuale ai retrobox.
Una voce ancora lontana  reclama la sua attenzione. Capelli di un colore indefinito, carnagione bruciata dalle troppe doccie solari, un pizzetto spavaldo, dolci ma ormai lontani ricordi racchiusi nel significato di un cognome, microfoni alla mano. La visione lascia spazio all’incubo.

“Lui e Lei, assieme ??? Stella e Capelli, con magari l’ingegner Bruno in collegamento  ??? No !!!”

Nè i Thugs, nè la loro assassina Dea Kali’, nè gli scogli sommersi al largo di Sumatra, nè i Pugnali Volanti, nè le Tigri Tamil,tantomeno la Peste Nera. Mai prima d’ora aveva indietreggiato.
Uno sguardo pietoso, un sussurro appena impercettibie all’orecchio del compagno di mille battaglie KammaDomenic.
“Io salvo te,per questa volta. Tu adesso salva me”

Il motore esploso dello Spagnolo giace abbandonato in un angolo del box malese, assieme ad un mucchio di trucioli di legno. Mentre la cassa piena di buchi che doveva far arrivare l’Otto Cilindri al Reparto Revisioni viene caricata con la massima cura sul Praho, i riflettori in pitlane si spengono avvolgendo nelle tenebre Stella, Ivan e tutta la piantagione malese.

I sorrisi di Stefano e di tutti i suoi tigrotti si accendono.
“Per questa volta …”

by http://www.pierpaologelussiphotographer.com/

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