Satyricon – Gp Spagna

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La telefonata arriva il venerdi sera, precisa, puntuale, fredda come la pioggerellina mista a cenere vulcanica  che impertinente continua a sporcare l’auto appena lavata. L’ Id chiamante è nascosto. E’ il boss. “Chi vuoi che chiami il venerdi sera in questo modo…”
Il tono della risposta è sempre lo stesso, da anni. Dimostrare di avere altro da fare, di non vivere per lavorare bensi di lavorare per vivere.
” Fammi pensare … no dai … ci sarebbe il Gp …Spagna si,  ma lo posso registrare … ok dai … per Sabato e Domenica in squadra  ci sono anch’io”
Mentre il pollice fisico chiude la chiamata, il pollice mentale del Gianca, elettricista del Nord Est industrializzato, visualizza come uno slideshow dati vitali quali  impegni della moglie, inviti a compleanni dei bimbi, condizioni meteo del NordEst, condizioni meteo Spagnole, livello della benzina nel serbatoio della moto, aumento dell’ altezza dell’ erba in giardino direttamente proporzionale ai millimetri di pioggia caduta in settimana.
Ad aspettare il Gianca ci saranno  Roby, Luca e Federico. Tutti elettricisti come lui, colleghi da una vita,  chiamati a risolvere un sudoku impiantistico creato dal precedente passaggio a volo radente di quattro ditte negli stessi uffici dirigenziali di una tra le più importanti società della provincia. Un’ accrocchio indescrivibile di cavi abbandonati nei controsoffitti, cablaggi incomprensibili che gestiscono impianti all’ apparenza perfetti.
Perlomeno cosi penserà sicuramente Marilena, stando a quanto recita la targhetta nominale posta sullo stipite dell’ ufficio n. 12.
Impiegata dall’ ufficio ordinato, metodico, asettico, il monitor Lcd della postazione vagamente assomigliante ad una margherita sotto LSD, merito di una collezione mai vista prima  di PostIt di ogni forma e colore. Alle due e cinquantacinque di un sabato lavorativo qualunque un piccolo spazio della scrivania di Marilena viene occupato da un gioiello della tecnologia, il cellulare del Roby. Dual Sim, touch screen, una marca difficile da ricordare. Il Roby estrae l’antennina e preme il tasto TV. In tutto l’ufficio e nei corridoi vicin rieccheggiano le voci di Carletto e Ivan. Il Gianca non crede ai suoi occhi e alle sue orecchie. Non esistono Melafonino,  Smartfon Romani, Coreani o Svedesi. Non esiste ufficio n.13, regno di Renato e dei suoi faldoni sovrapposti a strati, delle matite colorate con la punta all’ insù, delle gomme da cancellare metodicamente bucherellate, del cestino della carta rigorosamente appallotolata messo a 3 metri dalla scrivania. C’è solo un piccolo ma grande telefonotv, una stratosferica RedBull, quella sbagliata delle due, davanti a tutto e tutti. Sarà il monitor, sarà il KaiserSchumi, sarà il circuito spagnolo ma per la prima volta Rosberg ne esce ridimensionato.
Nel piccolo lcd è impossibile notare i nuovi aggiornamenti aerodinamici delle scuderie, puntualmente arrivati con il ritorno del Carrozzone del Circo della F1 nel vecchio continente. L’unica cosa che si nota a occhio nudo è la sparizione del prezzo sul cofano della Ferrari.
“Meglio cosi, meglio rossa. Oddio, rossarossa da anni non lo è più ..”
L’ impianto elettrico dell’ ufficio di Marilena viene sistemato da Roby e Luca in modo altrettanto asettico nello stesso sabato in cui la Marea Rossa Catalana  e il Gianca in modalità “TestDinamicoPoltroncinaGirevoledellaMari” esultano per il quarto posto strappato con i denti dal Fernando Furioso.
L’ombra gettata sul povero Calimero-Felipe con l’ultimo sorpasso in pit lane continua inesorabilmente ad allungarsi. A Roby e a Luca non gliene frega niente di Pippo e faticano a condividere la passione del Gianca. Vogliono solamente finire il sudoku di quarto livello con meno cancellature possibili. A enigma completato,l’unica cosa che Marilena potrà riuscire a notare sarà la mancanza di alcune caramelle LatteMenta dalla ciotola vicina all LCDLSD.

I due amici/colleghi ancora non lo sanno, ma l’interruttore generale abbassato per lavorare in sicurezza nel regno incontaminato della segretaria del direttore stà avendo effetti collaterali imprevisti altrove.
E’ solo la voglia di Maxibon del Federico a salvare i quattro dall’ eterno sfottò, dal Cazziatone del capo con la C Maiuscola.
Poco prima delle 17  scende di due piani e mezzo nel salottino riservato ai distributori automatici in pieno stile “Camera Cafè”
Tutto è stranamente silenzioso. Tutto è stranamente spento.
L’urlo di richiamo del Fede parte come un relè a 24Volt al quale è appena stata applicato “per vedere l’effetto che fà” un trifase a 380V. Tanto automatico quanto esplosivo. Mentre nei box catalani scatta l’ora di allenamento al pit stop, con vetture spinte a mano e pistole fumanti , nel salottino dipendenti scatta il “brainstorming”.
“Era già cosi quando siamo arrivati … no ?”
“No Fede. Te lo ricordi il caffè che hai bevuto stamattina ? Veniva da là. Roby, cos’hai staccato oltre all’ufficio della Mari ? Niente vero ?”
Il punto di domanda che appare sulla testa di Roberto sfonda il controsoffitto. L’unico interruttore giù è quello della Mari, ci potrebbe scommettere la busta paga. ” A meno che …”
Marilena non lo poteva sapere, ma il suo pc, il suo LCDLSD, la macchina del caffè, il distributore dei suoi amati yogurt magri dal fermento lattico vivo e degli odiati Maxibon “tuttocicciaebrufoli” erano legati da un filo comune. Nel senso letterale del termine.
Il fermento lattico soppravvive per miracolo, mentre il Gianca entra in modalità “TestCompattezzaMaxibon” tra le risate di tutti i presenti.
La domenica mattina arriva sul circuito  catalano e sugli uffici di Renato, Chiara e Patrizia ancora da sistemare. I quattro amici, piantina dell edificio e schemi elettrici alla mano decidono il piano d’attacco per la giornata.
Anche ai box si decidono le strategie. Fermarsi al sedicesimo o al ventesimo giro ? Considerati i curvoni  veloci a destra del circuito spagnolo la gomma anteriore sinistra sarà la più soggetta a usura. Poco importa, nella F1 odierna vince chi si ferma il meno possibile. Ovviamente tutti partiranno con le morbide, per poi tenere le dure fino alla fine. Charlie e la sua scatola dei bottoni sono pronti.
Anche il Gianca è pronto. L’ ispezione all’ edificio ha portato buoni frutti. All’ ultimo piano l’ufficio del Presidente è accessibile. Acciaio e vetro ovunque, sinonimi universali di forza nel tempo misti a trasparenza, si sposano con divanetti in alcantara e illuminazione riflessa. Al Gianca interessano solamente due cose : le caramelle latteemiele qui presenti in quantità industriali e il plasma a 70 pollici appeso al muro. Semplicemente spaziale, nel senso che occupa un sacco di spazio.
Il “TestDinamicoPoltronaFrauOxfordversionePresident” ha inizio quando il plotone si muove sonnolento per il giro di riscaldamento. Federico e Luca sono pronti, il Roby e il suo telefonino pure. Nel momento esatto in cui Charlie spegne i semafori, FedericoilBastardo spegne tutto l’ultimo piano.
Per qualche strano motivo, forse un filo comune, anche nel cervello di Nico Rosberg qualcosa si spegne. Le urla del Gianca provenienti dall’ inanimato ufficio del megadirettore si fondono con l’urlo dei motori a diciottomila giri provieniente dal cellulare del Roby e con le urla di Brawn provenienti dalle cuffie di Nico.
Lo spinotto svolazzante della radio del biondino rischia seriamente di esser risucchiato dalla nuova presa d’aria laterale della Mercedes nell’ esatto momento in cui dall’ abitacolo del vecchio leone tedesco spunta un dito medio di dimensioni inusitate.
Li davanti tutti, tranne NicoilLento e BrunoLaStampo, partono bene mantenendo le posizioni acquisite il sabato. Felipe guadagna addirittura due posizioni nello spazio di un Amen . Oltre a Carletto e Ivan anche i sassi sanno  che qui chi parte bene arriva bene, che qui è difficile superare, che oggi in pista c’è il top della tecnologia aerodinamica. Qui l’anno scorso si aprivano buchi nel diffusore posteriore.  Quest’ anno si tappano buchi all’ interno del cockpit. L’anno scorso si cercava la velocità in curva con il doppio diffusore, quest’anno si
cerca la velocità in rettilineo con l’alettone stallato. Negli ultimi anni di  F1 pare che velocità faccia rima con  buchi.
A Renato, titolare dell’ ufficio con l’impianto elettrico più incasinato del mondo, non gliene deve fregare un granchè del guanto tappabuchi di Fernando. A Renato interessano il basket, le donne e i paesi lontani. Foto e cartoline guardano stupite da dietro i magneti che le tengono appese alla lavagna la matassa di cavi intricati sviscerati dall’ apparentemente infuriato Gianca che sottosotto se la ride. Il videoregistratore a casa stà facendo, anche lui, il suo sporco lavoro, come  sempre all’ oscuro dei colleghi.
Le voci provenienti dal cellulare del Roby parlano di una cavalcata solitaria dell’ Australiano Webber, seguito a ruota dal compagno Sebastian che fatica fin da subito a mantenerne il ritmo, dall’ ex campione Lewis e dal padrone di casa Fernando che in versione gara pare andare meglio che in versione qualifica. L’unico pit stop previsto và in scena attorno al sedicesimo giro.
NicoilLento entra e prova ad uscire, ma lo riportano indietro per fissargli l’anteriore destra che non ne vuole sapere di stare al suo posto.
Quasi spettacolare, ma niente in confronto a quanto riesce a produrre il suo compagno di squadra nonchè seventimesworldchampion Michael. Rientra ai box due giri prima rispetto al suo diretto avversario ed esce dalla pit lane stampando il tempo di percorrenza più basso di tutta la giornata. Decimi, attimi, istanti che sommati riescono a metterlo davanti al Campione in carica Jenson di un niente. Lo “Yesss” sparato a tutto volume nelle cuffie di Michael sortisce l’effetto di riportare indietro il calendario biologico del tedesco di 4 anni in un colpo
solo.

Mentre il compagno perde posizioni con il sempre più difficile gioco dei pitstop, Lewis esce dal box con il coltello tra i denti. Anche Federico ha qualcosa tra i denti, l’inseparabile cercafase. Pratico, maneggevole. Per sistemare le prese dell’ ufficio di Chiara è l’ideale. A giudicare dalla foto in cui sorride con la figlia, Chiara sembra essere un’ ottima madre. Pochi fronzoli sulla scrivania, caramelle all’
arancia e un paio di graffette metalliche piegate ad arte per strappare l’ennesimo sorriso alla figlia. Meglio l’arancia del latteemiele…
Al rientro in pista Hammy accompagna l’arrembante Sebastian all’ esterno. Tra un salto e l’altro sui tipici dissuasori da centro città gli soffia cosi la seconda posizione.
Posizioni.
Il povero Luca ne ha provate di migliori. Incastrato dentro al controsoffitto, tra i condotti dell’ aria condizionata, l’impianto antincendio e i cavi dati dei pc si sente come un’ elefante in un negozio di cristalli. L’unico desiderio di Luca è quello di capire il motivo per cui la lampada di emergenza dell’ ufficio di Patrizia si spegne quando si attiva la porta a vetri scorrevole …
Misteri dell’ elettronica ?
L’ipotesi più accreditata è quella dello scherzo, della burla, dell’ elettricista satirico. Un po’ come Smedley, ingegnere dell’ impalpabile Felipe. Dopo aver piegato addosso a Chandok un’ appendice dell’ alettone ant. sx. , Rob trova il tempo per informare il brasiliano molleggiato ( nel senso che forse la molla ha lasciato il segno …) che non c’è niente di cui preoccuparsi. Anzi , che cosi si guadagna pure un secondo al giro.
Misteri dell’ Aerodinamica ?
Mentre la strada e il musetto di Chandok vengono tagliati dall’ irruenza dell’ incompetente Alguersuari,  il Gianca non crede alle sue orecchie. In uno  dei suoi interventi dai box, dopo esattamente venti minuti di commenti  a vario titolo sul danno subito dal piccolo Felipe, Stella Bruno avvisa tutti che proprio Felipe ha l’alettone davanti danneggiato ma che su consiglio del suo ingegnere può continuare senza fermarsi. Dallo sconforto la forbice superprofessionale dal valore di 27 euro iva inclusa, fino a quel momento saldamente tenuta in pugno
scivola, sbatte, rotola e finisce la sua corsa ( proprio come Chandok, preso a botte da chiunque, virus intestinale compreso ) dietro all’armadio della Contabilità.
Il suo cervello non fa in tempo a realizzare l’accaduto che è già in modalità ” ComeTiSmontoUnArmadioChiusoAChiave”
Per riprenderla ci impiega quasi 15 giri in cui in pista, a parte il sacrosanto DriveTrough ad Alguersuari , il ritmo gara impressionante di Fernando, le alette motorizzate di Sebastian fuori uso e il ritiro “tantopècambià” di Buemi non succede niente. Una volta riavuta la sua adorata forbice, il Gianca fa appena in tempo ad andare a trovare il collega con il telefonino più incredibile del
mondo ripetendo a sè stesso che in fin dei conti un bravo elettricista deve sempre mantenersi aggiornato.
Le immagini mostrano Vettel nel momento in cui prende la strada della pit lane per la seconda volta, complice la posteriore destra dechappata, lasciando cosi spazio al FernandoFurioso.
Il pubblico sugli spalti,  il Gianca e le “tracas” a bordo pista esplodono all’ unisono per festeggiare il gradino piu’ basso del podio appena conquistato dal pilota di casa. Che immediatamente trasforma il suo piede destro in incudine nel tentativo di mettere pressione al poco lontano Hamilton.Avvisato via radio dell’ arrivo della furia rossa, Lewis risponde a suon di giri veloci , mettendo alla frusta il mezzo e le gomme. Cinque giri più tardi si verifica l’ennesima esplosione della giornata.
Quella del Gianca non fà più testo. Quella dell’ anteriore sinistra di Luigino si. In piena curva a destra, in totale appoggio e accelerazione.
Con l’unico effetto di portare il passeggero inglese fuori per la tangente, lontano, ad impattare sul muro che gli strappa via l’intera sospensione e un secondo posto fin qui ampiamente meritato.
La domenica lavorativa dei 4 si chiude poco più tardi, mentre Webber Alonso e Vettel sono già sotto la doccia.
Si chiude con il rapportino delle lavorazioni eseguite, con il sottofondo delle partite di serie A, con Fede Luca e Roby incollati al telefonoradiotv. InterRomaScudettoSiScudettoNoScudettoDomenicaProssima …
Al Gianca non gliene frega niente di calcio e si dirige verso l’ufficio di Renato, il numero 14. Sposta un paio di cartoline, ritagliandosi cosi un piccolo spazio in tutto quel Mondo riassunto nello spazio di una lavagnetta.
Il pennarello nero si sposa bene con la lavagnetta bianca squadrettata, la voglia di lasciare il segno prende il sopravvento. Al ritorno al lavoro lunedi mattina Renato nota subito che qualcosa non è al suo posto. I Caraibi erano vicini alle Maldive, non a Miami. Sulla ciotola c’era qualche caramella in più, i faldoni non erano cosi all’angolo della scrivania … e …  ” Che cosa c’è scritto là in mezzo ???”

“Ciao Renato !!!  Se una botte pesa 100 kg e quando ho finito di riempirla pesa 80 kg, di cosa l’ho riempita ?   W LA F1  by el G. !!! ”
by http://www.pierpaologelussiphotographer.com/

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