Extra – Superbike: il fantastico mondo a due ruote delle derivate di serie

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Quattro giorni tra gli addetti ai lavori dell’ Hannspree World Superbike Championship e ancora faccio fatica a crederci! Una bellissima, fantastica opportunità per me, finora semplice appassionata di questo sport e ora con la possibilità di esplorare questo mondo da dentro, incontrando tutti i protagonisti che ogni fine settimana mi regalano e ci regalano grandi emozioni.

Sinceramente, sono partita un pò prevenuta: una mia esperienza nello stesso paddock della Moto Gp non mi aveva entusiasmato particolarmente, erano tutti troppo impegnati a mantenere le distanze. Ben presto, però, ho scoperto che i due mondiali a due ruote più seguiti dal pubblico hanno ben poco in comune: agli appassionati di Superbike, infatti, viene data la possibilità di incontrare i propri beniamini in più occasioni, sia attraverso l’ acquisto di pass, sia il giovedì durante l’open paddock, ossia l’entrata al circuito senza cacciare un euro e senza nessun tipo di pass. Gironzolando in autodromo, ho visto molta gente (e moltissimi bambini!) felice di esserci: è questo che dovrebbe essere un sport, umano, a portata di tutti!

Ovviamente io bel bella me ne stavo per un pò rintanata in sala stampa con la magnifica aria condizionata, e così ho avuto occasione di intercettare gossip, voci e molti pettegolezzi, il pane quotidiano di fotografi e giornalisti, ma anche degli stessi team manager che, quando sono rilassati, si lasciano tranquillamente andare in chacchiere. Molte voci da me “intercettate” si riferivano, anche qui, al mercato piloti della Superbike: alcuni, infatti, affermerebbero la dipartita di un pilota Yamaha Sterilgarda, come di uno dei due piloti in casa BMW Motorrad Motorsport. Sicuramente, però, il pilota sulla bocca di tutti in questo periodo è Max Biaggi, non per motivi di mercato, ma per il dominio assoluto che sta esercitando con la sua Aprilia RSV4. Certo che pilota italiano su moto italiana fa entusiasamare proprio tutti, che sia di buon auspicio anche per qualcuno in Moto Gp?

A proposito di Moto Gp, anche nel mondiale Superbike l’attenzione agli “antagonisti” è altissima: si parla anche qui dell’infortunio di Valentino Rossi, del suo futuro chiacchierato in Ducati, di Lorenzo che stravince e di Melandri che si fa male. Con un pò di sorpresa, però, ho intercettato anche commenti per così dire poco “simpatici” verso il  Dottore, sarà per la sua eterna rivalità con Biaggi al momento re della SBK? L’obiettività a volte, secondo me, manca anche ai veri addetti ai lavori, insomma tutto si può dire di Rossi tranne che sia non il più grande, ma uno dei più grandi piloti della classe regina, questo sì.

E proprio un pilota del futuro della Moto Gp resta per tutti il riferimento della Superbike: Ben Spies. Molti commentavano la diversità del campionato 2009, dove c’era sempre “Spies da andare a prendere” e l’attuale 2010, dove dopo Biaggi e Haslam “c’è il vuoto” in termini di competitività. Texas Terror ha segnato veramente un solco nella storia di questo sport: pilota semplice, di poche parole, che sembra sorridere poco per la sua riservatezza, concentrato, velocissimo. Un vero rappresentante degno della Superbike, un futuro campione di Gp con tantissimi “aficionados” che fanno il tifo per lui nel suo ex-regno.

Quattro giorni che sono volati, ma finalmente ho capito perché la Superbike non soffre di certo il calo di ascolti e di spettacolarità dell’eterna rivale Moto Gp: i suoi budget milionari non valgono niente in confronto alla gente che si sposta per circondare d’affetto i propri seguitissimi e fortunatissimi piloti.

Beatrice Moretto

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Autore

reporter Moto Gp-Superbike

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