Satyricon – Gp Europa

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Dalle tasche del grembiule di “Chiacchiera” ne escono a grappoli. Di tutti i colori. Blu metallizzati, rossi, grigi, verdi, bianchi. Manca il viola, il suo colore preferito. Quando mancano pochi secondi al giro di riscaldamento “Tiramisu’” e la sua pompetta rossa sono rapidi, sorridenti ed efficaci. La trasformazione da semplici pezzi di gomma a palloncini lunghi un metro si completa nello spazio di un paio di accelerate e frenate sotto agli occhi divertiti dell’ orsetto Tonno, inseparabile compagno d’avventure di “Zucchina”.

La piccola televisione e l’antenna portatile nell’ angolo della stanza faticano a ricevere il segnale di Mamma Rai. Poco importa. Mentre “Birba” alza il volume, “Chiacchiera” fornisce a tutti i piccoli spettatori un palloncino ed una sola, divertita istruzione :

Quando si spegneranno i semafori , lasciateli volare via !!! “

Nel porto che fu dell’ America’s Cup il Capo Pagliaccio Charlie avvia la sequenza di partenza.

Là tute ignifughe fresche di bucato, cinture strette a puntino, visiere del casco chiuse, prima marcia inserita, dita sulla frizione, occhi sbarrati sui semafori, 28 gradi.

Qua pigiami con troppe notti alle spalle, cerotti adesivi impegnati a trattenere drenaggi, tapparelle abbassate nel tentativo di contrastare il sole estivo tristemente ammiccante da dietro le spesse controfinestre, pompa digitale della flebo correttamente impostata, due dita a stringere il lungo palloncino, occhi sulla piccola televisione, aria condizionata onnipresente.

Allo spegnimento dei semafori Sebastian schizza via come il palloncino blu del colpito dal supervirus intestinale Samir, per nulla intimorito dal festoso spernacchiamento di tutti gli altri attorno a sè. Anche il palloncino grigio McLaren viene colpito. Di striscio, seminando pezzettini di carbonio qua e là. L’altro palloncino blu invece si affloscia sul più bello, facendosi sorpassare a destra e a manca. Proprio come Webber e la sua RedBull, uccellino con il sale sulla coda che in un giro secco riesce a a far perdere le sue tracce persino alla regia internazionale.

In partenza un solo palloncino viene bucato, un palloncino color verde british impegnato a festeggiare le 500 partecipazioni al circus della f1. Jarno e la sua Lotus inaugurano la corsia box con il muso rotto in qualche contatto al via, per tornarci un paio di giri più tardi. Ne uscirà quattro minuti dopo, ovviamente ultimo, con l’unico pensiero del ramato da pompare nei suoi vigneti.

Entrare nei pensieri di Giada, dei suoi 14 anni e 31 chili portati stancamente a spasso per la corsia Ë cosa ben più impegnativa. Giada parla con un filo di voce, Giada difficilmente alza lo sguardo dal pavimento, Giada butta un occhio distratto alla tv forse chiedendosi il motivo per cui tutte quelle macchine strane girino senza meta apparente in quello che sembra un vecchio porto tirato a lucido.O forse pensando alle due stramaledette fette di prosciutto e alla mela che dovrà per forza mangiare stasera …

Webber invece in testa ha una sola domanda : “ Perchè ?” Da secondo a nono dopo otto giri. Mentre li davanti il compagno Sebastian riempie di numeri viola tutti i monitor, per Mark la decisione di cambiare strategia arriva dopo un paio di occhiate al muretto. Dopo aver fatto a botte con la pistola dell’ anteriore destra esce dalla pit lane con un avvilente “19°” affianco al suo nome e un 19 verde british da mettere subito nel mirino.

Non ci pensa un attimo ad entrare in scia del dimenticato Kovalainen. Poi, in diretta, tra lo stupore generale di tutti i bambini presenti nella stanza, Mark passa dallo status di pilota a quello di passeggero. La sua RedBull decolla sfruttando il trampolino Lotus, punta al cielo, raccoglie i 50 punti bonus del tabellone ( un punto al metro ), effettua il più severo dei crash test al suo rollbar e finisce la sua cavalcata impazzita schiantandosi a muro.

Il viso sin qui sorridente di “Chiacchera”, Dottor-Clown dalla parlantina spigliata e dalle tasche del camice ricolme di ogni cosa utile a strappare almeno un sorriso, s’incupisce per un momento. La botta è stata di quelle pesanti, di quelle che una trentina d’anni fà probabilmente non avrebbero lasciato scampo. Il volante che un paio di secondi dopo viene gettato lontano dall’ abitacolo assume i contorni dell’ aria fresca, del sospiro di sollievo, dell’incubo finito.

Con un tempismo degno del miglior meccanico di F1, dalle tasche di “Zucchina” fa la sua apparizione una di quelle padelle che fino a qualche tempo fà si potevano osservare sotto ai letti d’ospedale. Umorismo sottile quello di “Zucchina”, in grado di strappare sorrisi al pubblico più adulto e di scatenare domande da parte di quello meno esperto.

In pista invece il momento è di quelli destinati a lasciare il segno in tutta la gara e oltre.

Uno scalpitante Bernd Maylander, seguito a ruota dalla Mercedes del Primario, accendono i motori ed escono dalla pit lane nel momento esatto in cui arriva il secondo classificato Luigino. 3 motori Mercedes nello spazio di pochi metri, uno dei quali in grado di raggiungere e superare i quindicimila giri in un batter d’occhi. Ad Hamilton, fin qui sorvegliato a vista dall’evidentemente in palla coppia Ferrarista, basta una piccola carezza all’ acceleratore per seminare una Safety Car che fatica a contenere nell’ lcd in plancia tutto quel RossoFerrari.

Rosso.

Rosso come il naso dei pagliacci animatori della sala giochi del Reparto Pediatria, rosso come il naso dei pagliacci travestiti da arbitri ai Campionati del Mondo di Calcio, rosso come il naso del CapoPagliaccio Charlie,dei commissari ed ex piloti rinchiusi in sala controllo nel circuito spagnolo/europeo. A pensarci bene uno come Frentzen e la sua camicetta inamidata loggata FIA, ex pilota eternamente ricordato per essersi fatto fregare la donna dal Campione e per esser stato cacciato anche dal DTM, fa quasi più ridere di “Tiramisù” e dei suoi capelli invisibili…

Davanti ai loro monitor si susseguono immagini di vetture che precipitosamente fanno il loro ingresso in PitLane, di collisioni mancate per un pelo, di due palloncini rossi fin qui gonfi e pimpanti che vengono incautamente dimenticati sotto al sole spagnolo , di semafori accesi all’ uscita dalla pitlane in grado di far scoppiare all’ unisono i due sempre più piccoli palloncini pluriridati del settevoltecampione Michael.

Una saturazione d’informazioni tale da far assomigliare la Direzione Gara ad un vecchio flipper al quale hanno dato troppe botte. I display e tutte le simpatiche lucine si spengono, le facce restano sgomente aspettando che la pallina finisca la sua triste corsa nel buco lasciato colpevolmente indifeso dai due respingenti privi di vita.

Il tempo che passa prima che la Direzione di Gara esca dallo stato di “Tilt” viene scandito dai pallonciniacchiappabolle abilmente confezionati da “Chiacchera”, dalla chitarrina malinconica di “Birba”, dalla pompetta multifunzione di “Tiramisù” e dalle superbolledisapone della simpatica “Zucchina”.

Con le due Ferrari improvvisamente decima e diciassettesima, ormai chiaramente impossibilitate a raggiungere la zona dei punti che contano, la televisione della sala giochi diventa un’ oggetto privo di significato per grandi e piccini. Qualcuno và al bagno, qualcuno approfitta per andare a rimettere sotto carica la pompa dosatrice della flebo, qualcun altro discute sulla paura che deve avere la bambina cinese che urla non appena vede qualcuno con il camice bianco avvicinarsi, altri ancora osservano il bizzarro vestito della mamma senegalese che , tenendo tra le braccia un neonato febbricitante, chiede informazioni alla capo sala.

Anche a Valencia succede qualcosa di bizzarro : Kobayashi è terzo. Non fermarsi a cambiare le gomme in regime di SafetyCar gli ha permesso di salire dal diciottesimo al terzo scalino del podio. Il giusto mix di determinazione, serbatoio sempre più vuoto, gomme dure e velocità gli permettono inoltre di tenersi dietro una muta di cani inferociti.

Il buco che si crea tra sé e i primi due assomiglia molto al buco dei pantaloni di “Birba”. E’ li, invitante, sai che ci potresti infilare dentro un braccio intero. Ma sai anche che ti vedrebbero tutti mentre ci provi.

Al momento della penalizzazione ricevuta dal Flipper in Tilt e dai suoi pagliacci a Whitmarsh non gliene frega niente di esser visto, ne tanto meno di esser sentito. Ordina a Lewis di smagrire la miscela, di tirare al massimo per i successivi due giri in modo tale da allargare il più possibile quel buco, fino a farlo diventare cosi grande da riuscirci a farci stare l’intera MP4-25 dell’ inglesino.

Cosa che puntualmente accade al ventisettesimo giro tra lo stupore di molti e l’incazzatura di pochi.

Capitan Colajanni, che dovrebbe prendere lezioni da “Chiacchiera”, si ritrova con un microfono sotto al naso mentre con la canna da pesca si aggira in pit lane. Difficile pescare le parole giuste per definire lo stato d’ incazzatura generale di tutto il team.

Tiramisù”, pensaci tu.

Tiramisù” invece non ce la fa più.

E’ piegato in due dalle risate, fatica a respirare. Subito “Zucchina” stacca la maschera dell’ossigeno dal muro nel tentativo di rianimarlo. Tra un boccata d’aria e l’altra s’insinuano un paio di parole “Stella Bruno … Freni …. Rosberg …. Oh My God … voglio assumerla … “

Sarà il suo personalissimo fuso orario sballato, sarà che deve ancora regolare l’ora legale, sarà che nelle sue cuffie gira l’ultimo dei Chemical Brothers anziché l’ audio dei suoi colleghi, sarà … Stella entra a gamba tesa da dietro, in nettissimo ritardo sulla cronaca di Mazzoni, ri-annunciando al Mondo che i freni di Rosberg sono in crisi. Lo sapevano tutti già da venti giri.

Fossimo in SudAfrica il cartellino rosso sarebbe d’obbligo.

Oggi di rosso per Lei c’è solo un’ altro naso a pallina, attaccato al volo da “Zucchina” sull’ lcd della sala giochi con la gomma da masticare. Le risate dei bambini non si contano, l’aria ridiventa frizzante, il Gran Premio si rianima grazie a Stella e Zucchina.

Pagliaccio di professione la prima. Pagliaccio per vocazione la seconda.

In pista invece c’è poco da ridere.

Dopo quarantaquattro giri le gomme di Kobayashi resistono bene agli attacchi di Button, Alonso non riesce ad impensierire Buemi, Massa fa lo stesso con Liuzzi, Hulkemberg attacca a fumare dal posteriore subito imitato da “Birba” che sale a cavalcioni della sua vuvuzela piena di farina e comincia a correre come un cavallo impazzito tra le risate finalmente spensierate dei bimbi presenti. Il Flipper Impazzito e il suo CapoPagliaccio Charlie gli rubano la scena sparando fuori dai monitor una serie di numeri apparentemente indecifrabili, rendendo pubblica la decisione che tutti i furbastri rientrati di gran carriera in pit lane al momento del volo del frastornato Webber saranno indagati a fine gara.

Tiramisù” si riattacca al respiratore. Prevenire è meglio che curare…

In pista invece la notizia viene accolta con gioia anche dal sorprendente Koba che strappa di violenza il biglietto del record nel secondo settore, subito cancellato a più riprese da Lewis prima e da Vettel per tutta risposta poi.

Quando mancano tre giri alla fine i meccanici del giapponese vengono risvegliati dalla siesta e fatti preparare per l’unico pit stop. Il Giap rientra in pista con gomme morbide, poca benzina, sciarpa di seta con il SolLevante annodata al braccio destro e un nono posto dietro ad Alonso che nulla può fare per contrastarlo. Anche Buemi subisce l’attacco del tostissimo Kamui.

Il Gran Premio finisce con gli applausi a scena aperta a Samir e al suo palloncino loggato Red Bull al quale ha sapientemente fatto aggiungere da “Zucchina” un numero 5 dorato.

I palloncini grigio metallizzato occupano la seconda e terza posizione, mentre le Bandiere brasiliane sventolano per un Barrichello insospettatamente quarto.

Alle 19 e 29 della sera valenciana le tribune provvisorie sono ormai vuote, la poca gente ancora in giro cerca refrigerio in una birra fresca da sorseggiare con il fischio nelle orecchie, mariti e mogli aspettano il tramonto sulla vicina spiaggia ammirando da lontano le opere di Calatrava.

Alle 19 e 29 della sera veneziana il letto accanto a quello di Cristina è ancora vuoto. Attraverso la flebo lentamente sorseggia Glucosio, mentre la Mamma lontana rincuora la sorella minore che a casa piange aspettando il ritorno di Cricri e Papà.

Alle 19 e 30 dismessi gli abiti da pagliacci Birba, Tiramisù, Zucchina e Chiacchiera stanno facendo progetti sul dove mangiare e bere qualcosa, discutendo della prossima sessione di esami da affrontare prima delle vacanze estive.

Alle 19 e 30 Charlie e l’Allegra Brigata della Direzione Gara estraggono dal cilindro l’ennesimo coniglio ponendo le loro firme sull’ordine di arrivo ufficiale del Gp. Infliggono la bellezza di 5 secondi di penalizzazione a tutti i furbetti del rientro veloce in pit lane in regime di safety car riconsegnando ad Alonso l’ottavo posto che gli spettava di diritto.

Nasi rossi per Passione.

Nasi rossi per Professione.

PS

Dedicato a mia figlia Cristina, a tutto il reparto Pediatria dell’Ospedale di Mestre e ai ragazzi dell’ Associazione “ Il Piccolo Principe”.

Come già detto, siete Grandi.

http://www.dottorclown.it/

http://www.pierpaologelussiphotographer.com/


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