F1 – “Da 0 a 10″ – Le pagelle del Gp d’Italia

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E’ passato da Monza questo mondiale, così come è passato Alonso, il suo ottimismo e la sua voglia di rilanciarsi. E’ passato Button, anche lui riscattatosi dal ritiro belga, mentre non è passato Hamilton, autoeliminatosi alla seconda variante. E’ passata anche l’ultima gara europea del 2010; adesso il circus vira verso i mari orientali. Ma prima passerà sotto il nostro giudizio. Ovviamente il solito. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 14: Italia.

VOTO “MENO DI ZERO” ALLE BANDIERE LEGHISTE SOTTO AL PODIO

Non si può trasformare un evento sportivo in un comizio politico. Non è da persone civili. Le verdi bandiere leghiste stonano con quelle della Ferrari e soprattutto con quelle italiane. Ci sono altri modi e altre forme per farsi sentire. Sport e politica hanno poco da dividere.

VERGOGNOSE

VOTO 0 A LEWIS HAMILTON

Dopo aver dichiarato il suo amore per Monza, l’inglese, la commette grossa e riapre la lotta al titolo. In qualifica non brilla, e la sua scelta di non montare l’F-Duct pesa come un macigno. In gara azzarda troppo, al punto di danneggiare irriparabilmente la sospensione anteriore destra in un contatto con Massa. La sua domenica finisce lì, salvo poi ammettere che “queste cose succedono quando si spinge al limite”. Stavolta però, il limite, è stato oltrepassato.

INCOSCIENTE

VOTO 1 AD ADRIAN SUTIL

Dopo l’undicesimo posto conquistato in qualifica, il tedesco della Force India sciupa tutto al primo giro, quando andando largo dopo un contatto, viene sfilato da tutto il gruppo. Chiude 16esimo una gara vissuta tra i vari Glock e Kovalainen.

PASTICCIONE

VOTO 2 ALL’ORGANIZZAZIONE DELLA SESSIONE AUTOGRAFI

Che la F1 sia strana è cosa ovvia, ma che senso ha introdurre una sessione autografi ove ogni pilota ha disposizione soltano dieci minuti per concedersi al pubblico? Ovviamente si creano situazioni di pericolo, che costringono i commissari a fare gli straordinari. Tra i box più affollati quello della Ferrari e quello della Mercedes (lato Schumacher). Botte, gomitate e calci non devono far parte del gioco.

RIDICOLA

VOTO 3 ALLA PARTENZA DI WEBBER

Lo start per il pilota australiano è sempre un trauma. Stavolta, dalla quarta posizione, è stato scavalcato da Hamilton, Rosberg, Kubica, Hulkenberg, Vettel e Schumacher. Non c’è mai fine al peggio.

LENTISSIMA

VOTO 4 A JAIME ALGUARSUARI

Lontano da Buemi e lontano dalla gara che si aspettavano in casa Toro Rosso. Rimedia un drive trough per i numerosi tagli di chicane. Il resto è acqua di rose.

ASTRATTO

VOTO 5 A RUBENS BARRICHELLO

Il brasiliano non riesce ad esser performante quanto il compagno di box. In partenza perde due posizioni a favore di Buemi e Schumacher, poi conduce una gara anonima alle spalle del tedesco, chiudendo decimo sotto la bandiera a scacchi.

SCIAPITO

VOTO 6 A MICHAEL SCHUMACHER

Dopo i verdetti del venerdì e del sabato, si riscatta in gara, quando grazie ad una buona partenza riesce ad entrare in zona punti. Subisce il sorpasso di Webber al quarto giro, poi chiude nono alle spalle di Kubica. Rosberg è più avanti, ma non è una sorpresa.

ORGOGLIOSO

VOTO 7 A FELIPE MASSA

Una bella gara, senza ombra di dubbio, ma il suo obiettivo non è andato in porto. Tiene il ritmo di Alonso e Button per i primi giri, poi molla, e quando si sveglia è troppo tardi. In Ferrari speravano in una doppietta che per poco non è arrivata. Lui si giustifica con un ritardo nel pit-stop, ma è imputabile nel concorso di colpa. Niente di grave alla fine, però Button ringrazia.

SUPERFICIALE

VOTO 8 A NICO ROSBERG

Quinto, con questa Mercedes vale tanto. Fa bene in qualifica, poi in gara ci da dentro. Ottimo il suo start, così come il suo ritmo. Lotta fino alla fine con Vettel per il quarto posto, non riesce nell’impresa, ma la sua gara rimane splendida per com’è.

RUGGENTE

VOTO 9 A JENSON BUTTON

Lo aveva detto alla vigilia che puntava alla vittoria, soprattutto dopo aver conquistato la prima fila. Si è visto fin dal venerdì il feeling con Monza, e per pochi centesimi ha sperato di vincere. Ottimo in qualifica, splendido alla partenza quando infila Alonso alla prima variante. Poi tra lui e lo spagnolo è un testa a testa. Ne esce sconfitto, ma con merito. Per la lotta al titolo c’è anche lui.

SCATTANTE

VOTO 10 A FERNANDO ALONSO

Pole e vittoria nel gran premi di casa, e stavolta è una vittoria sua. Dopo la fortuna in Bahrain e il caso Hockenheim il buon Fernando tira fuori il coniglio dal cilindro in qualifica, salvo poi giocare il jolly in partenza. Ringrazia il pubblico, ringrazia i meccanici e ringrazia anche Hamilton. Senza il ritiro dell’inglese questo trionfo non avrebbe avuto lo stesso sapore.

CONDOTTIERO

Valerio Lo Muzzo

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Autore

3 commenti

  1. La scelta di Hamilton di usare una diversa configurazione aerodinamica (senza F-duct) mi sembrava più che sensata… aveva delle velocità sul dritto elevatissime, e se non fosse stato per l’ errore in gara avrebbe fatto vedere grandi cose…

  2. Nelle libere3 son rimasto stupito dal risultato, in qualifica invece la scelta non ha pagato. Lo stesso Hamilton ha ammesso che la decisione in qualifica non ha fruttato. Però non mi spiego l’evidente differenza tra lui e Button rispettivamente senza e con F-duct.
    A pelle Monza è un circuito da F-duct, il resto non me lo spiego.

  3. Si spiega molto semplicemente… Hamilton aveva un ala dalla corda ridottissima, mentre Button montava un ala da Montecarlo (seppur di incidenza minima)… un interpretazione opposta del compromesso aerodinamico. Sono tuttora convinto che in gara Hamilton avrebbe potuto dire la sua. L’ F-duct è efficace tanto più quanto è alto il “drag” (resistenza all’ avanzamento) generato dall ala. Un ala di corda ridotta genera un basso drag, rendendo l’uso del dispositivo quasi “superfluo”: è come usare l’ombrello quando è nuvoloso ma non piove…

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