Superleague – Robin Webb: “La Superleague Formula è la migliore alternativa alla F1”

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La quarta stagione della Superleague Formula si sta preparando per essere al via. Alla vigilia di un intenso anno di lavoro abbiamo incontrato Robin Webb, responsabile delle attività in pista del progetto, per ottenere tutte le informazioni sul campionato che prenderà il via in primavera.

1. Qual è la situazione attuale della Superleague Formula?

“Il progetto Superleague Formula sta attraversando una fase molto interessante. Abbiamo terminato la scorsa stagione ottenendo tanti ottimi riscontri, e non dobbiamo dimenticare che si trattava della terza edizione della serie, che è stata quella della maturità. Sono state disputate dodici prove per un totale di trentasei gare (35 in realtà, a causa delle condizioni meteo che hanno portato alla cancellazione di una gara nella tappa di Pechino) e abbiamo messo a disposizione di team e piloti il più grande montepremi al di fuori della Formula 1. Abbiamo avuto il nostro primo campione che si è aggiudicato un milione di euro, al termine di una stagione che è rimasta in sospeso fino all’ultima gara e con i primi due classificati divisi da appena due punti. Abbiamo anche avuto la nostra migliore griglia di partenza in termini di qualità dei piloti, ed i primi eventi extra-europei grazie alla lunga trasferta Cinese. Ci sono molti club di calcio, circuiti, team e piloti che hanno manifestato l’interesse di entrare nel progetto SF. Quindi, dal mio punto di vista, Superleague Formula è in questo momento in un buono stato di salute”.

2. Crede che la conclusione sfortunata dell’A1GP abbia rafforzato il progetto Superleague Formula o indebolito l’idea di un campionato internazionale ad altro livello?

“Quando le voci di difficoltà sulla situazione dell’A1GP sono giunte al culmine, ho pensato che non fosse un bel segnale anche per il nostro progetto, perché molte persone hanno pensato che ci attendesse lo stesso destino. Non è mai un bel momento quando vedi un progetto come quello A1GP terminare il suo cammino, ma oggi, con il senno di poi, devo dire che il tutto ci ha aiutato. C’era molta confusione sul mercato, e sia SF che A1GP occupavano la stessa posizione. Oggi il contesto è differente, sul mercato per tipologia di categorie non abbiamo una reale concorrenza, abbiamo avuto anche un rinnovamento nella proprietà e sul fronte del title-sponsor, la Sonangol, che ha manifestato di approvare il nostro progetto. Quindi devo ammettere che Superleague Formula ha beneficiato di quanto accaduto negli ultimi due anni. Siamo ormai l’unica vera alternativa internazionale alle monoposto di F1”.

3. Il montepremi di 5 milioni di euro, è stato determinante per incrementare il numero di team e piloti al via della serie?

“Si, il montepremi per il nostro progetto è di fondamentale importanza. Fornisce ai nostri piloti, ai manager, agli sponsor ed a tutte le squadre, la possibilità di recuperare internamente, od in grossa parte, il budget necessario per essere al via del campionato. Ad esempio, nel 2010 il pilota ed il team campione hanno complessivamente ricavato dai premi ben 1.8 milioni di euro. Ho parlato con John Martin e Craig Dolby. Lo sponsor di Dolby ha fatto un investimento anticipando i costi della stagione e ricavandone a fine anno un profitto. Non credo che ci siano altri contesti del genere nel Motorsport attuale, e poi c’è anche il benefit di guidare per un grande club di calcio con cui è possibile definire strategie di mercato. John Martin è stato finanziato dalla sua famiglia, ma lui è sempre stato in grado di restituire quanto anticipato gara dopo gara. E’ stata una esperienza unica anche per suo padre! Anche i budget per essere al via della Superleague Formula sono molto competitivi. Consideriamo che un pacchetto comprendente ben 36gare, lo shoot-out di qualificazione e le prove libere, comporta complessivamente un bilancio di due volte e mezzo meno della GP2”.

4. Quanto è cambiata la Superleague Formula dai primi passi fino ad oggi?

“Penso che all’inizio del nostro cammino abbiamo un po’ sottovalutato l’importanza dei club che abbiamo avuto la fortuna di coinvolgere nel progetto Superleague Formula. Ed anche il valore dei piloti che hanno scelto il nostro campionato. Ero con un direttore marketing club di calcio la scorsa settimana e mi ha confermato che il valore aggiunto del progetto SF è l’utilizzo del pilota nell’ambito delle attività di marketing del club. Mi ha spiegato che è lo stesso principio per cui Tiger Woods indossa un Tag Heuer, ed ha così coinvolto il loro pilota in tutti gli eventi di marketing della squadra di calcio. Questo scelta ha pagato grazie ad un incremento di spazio sulla stampa nazionale, grazie all’ingresso in spazi che normalmente non sono interessati al solo calcio. Tornando a ciò che è cambiato nella serie mi viene in mente quando ci hanno contestato l’idea di inserire nella seconda gara del weekend la griglia invertita totale, ovvero in base all’ordine totalmente capovolto di gara-1. C’era chi diceva che era una trovata eccessiva, ma abbiamo sempre creduto nelle nostre idee e fortunatamente siamo andati avanti ottenendo ottimi riscontri. Così come quando abbiamo deciso di inserire la SuperFinale nel weekend, una novità assoluta che è stata apprezzata dalle televisioni e dai telespettatori. Tutto è confermato anche per il 2011, perché il nostro obiettivo è quello di offrire uno spettacolo che appassioni il pubblico che ci segue sia in circuito che da casa”.

5. Ci sono dei cambiamenti che vedremo nella stagione 2011?

“Nel 2011 abbiamo intenzione di aumentare la nostra esposizione globale. È ciò che i club di calcio ci hanno chiesto, ed è quello che proveremo a fare. Al di fuori del contesto Europeo ci sono molte opportunità di crescita. Ci sono molti circuiti in territori che normalmente il mondo del motorsport fa fatica a prendere in considerazione, e devo dire che ci piace provare ad essere i pionieri di progetti inediti. Il nostro piano per il campionato 2011 è di avere 7 gare europee e 5 ‘fly-away’, al di fuori del vecchio continente. Abbiamo già degli accordi firmati ed altri in via di definizione. Stiamo anche terminando il lavoro mirato ad avere una griglia composta da venti monoposto ed in più alcuni nuovi club di calcio. Maggiori dettagli saranno svelati nelle prossime settimane”.

6. Quali pensi siano i più grandi successi ottenuti finora dalla Superleague Formula?

“Ci sono stati molti momenti cruciali nella costruzione di questo campionato. Il primo è stato sicuramente il giorno che mi sono svegliato e ho deciso di farlo! Tutti mi dissero che era impossibile e che ero….pazzo. A distanza di tempo sono felice di aver dimostrato che si sbagliavano, ma ci è voluto più di quanto immaginassi. E’ stato un momento fondamentale anche quello che ha visto l’accordo con i nostri investitori spagnoli, quando hanno deciso di sostenere il progetto accettando anche la tipologia di vettura e motore. Che momento! Poi un altro passaggio importante è stato quello dell’accordo con un top-sponsor, che ci ha dato stabilità. Infine quando sono iniziati ad arrivare nel nostro campionato i piloti ex-Formula 1, e devo dire che sotto certi aspetti questa è stata la soddisfazione maggiore”.

7. Dove crede che il progetto Superleague Formula possa arrivare nei prossimi 5 anni?

“Il prossimo passo sarà la fase di stabilità. Un passaggio molto importante. Ogni progetto per prima cosa avanza e si propone sul mercato, ma poi serve tempo per cementare un suo spazio e per ripararsi dagli inevitabili attacchi della concorrenza. Se saremo bravi ed attenti a non commettere troppi errori (tenendoci sempre aperta la possibilità di qualche piccolo rischio) mi aspetto che la Superleague Formula possa avere sempre di più una sua identità, una sua validità economica ed un successo ampio e stabile. Se sarà così…..(forse) potrò pensare di andare in pensione!”.

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Autore

Studente di ingegneria meccanica a Perugia

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