F1 – “Da 0 a 10” – Le pagelle del Gp di Silverstone

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Ci siamo esaltati con le curve di Silverstone, al punto di cadere giù dal divano, o dalle nubi come recentemente recitato da qualcuno. Gli attori in terra inglese, invece, son stati tutt’altri, abili prima sull’umido, poi sull’asciutto, confermando quanto di bello ha offerto, sta offrendo e offrirà questo mondiale, giunto quasi al giro di boa. E’ tornata la Ferrari, insieme ad Alonso, proprio nel momento in cui la FIA, vestita da Zeus, ha mandato in terra una setta regolamentare, anzi due, facciamo tre. Noi, invece, di saette ne daremo undici, come ormai consueto fare. “Da 0 a 10” capitolo 9: Gran Bretagna.

 

VOTO 0 AI PLURICAMBI REGOLAMENTARI

Si è capito poco o nulla in questo week end inglese. Il regolamento è stato sovvertito prima venerdì, concedendo una deroga ai motori Renault, salvo poi fare dietrofront il sabato. A fine gara, viste le polemiche, la Federazione, in accordo con i team, ha deciso di tornare alla situazione vista a Valencia già dal prossimo gp. Chissà se da qui a due settimane le cose non cambieranno ancora (e ancora…).

RATEIZZATI

 

VOTO 1 AL TEAM MCLAREN

Nella gara di casa al box McLaren ne combinano di tutti i colori. L’anteriore destra di Button non avvitata nel corso dell’ultimo cambio gomme è l’emblema della confusione che sembra regnare dalle parti di Woking. In più Hamilton è stato costretto a mordere il freno pur di finire la gara, visto l’esiguo carico di carburante.

DESAPARECIDO

 

VOTO 2 AL TEAM FORCE INDIA

Sciupano una ghiotta occasione con Di Resta, al quale fanno perdere la zona punti sbagliando il set di gomme e prendendo quello di Sutil. Fortunatamente se ne sono accorti in tempo evitando così la squalifica, ma la gara è andata persa.

CONFUSO

 

VOTO 3 A PASTOR MALDONADO

Tanto fantastico in qualifica quanto deludente in gara. Paga eccessivamente l’umido allo start, per il resto tenta di recuperare, ma chiude malinconicamente 14esimo alle spalle di nonno Barrichello.

SCIUPONE

 

VOTO 4 ALL’AFFIDABILITÀ LOTUS

Brutta gara per Kovalainen e Trulli, rispettivamente vittime di un problema al cambio e di una perdita d’olio. Uscire di scena in questo modo nella gara di casa non è certo il massimo.

FRAGILE

 

VOTO 5 A FELIPE MASSA

Continuiamo ad essere cattivi con il pilota brasiliano, ma considerata la super prestazione di Alonso, un quinto posto del genere è poco tollerabile. Il passo gara non è paragonabile a quello dello spagnolo e nemmeno la grinta nell’attaccare un Hamilton in evidente difficoltà. Manca cattiveria al ragazzo di San Paolo. La cattiveria dei vincenti.

TIMIDO

 

VOTO 6 A MICHAEL SCHUMACHER

Movimenta la gara al solito suo: provandoci. Recupera subito quattro posizioni nei giri iniziali prima di speronare Kobayashi e demolire il proprio alettone anteriore. Azzarda per primo la gomme soft che si rivelano una scelta vincente, in grado di fargli recuperare il tempo perso, ma commissari lo puniscono pesantemente (forse troppo) con uno stop&go. Riesce ad ogni modo a recuperare e chiudere nono al traguardo.

FRIZZANTE

 

VOTO 7 A MARK WEBBER

Vive a corrente alternata l’australiano, sciupando la pole e sparendo nell’anonimato a metà gara. Si risveglia nel finale, quando la sagoma di Vettel lo infuria come un Toro alla vista del rosso. Trasforma così la semplice amministrazione del tedesco in un duello vero e proprio, poi dai box lo richiamano onde evitare un altro caso Turchia 2010. Lui, però, dice di aver disobbedito agli ordini. La verità, come sempre, sta nel mezzo.

OSCILLANTE

 

VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

Grande, grandissima gara del pilota inglese, confermandosi il più spettacolare del circus. Non ci pensa due volte Lewis a fare un sorpasso, e in un giro e mezzo ne fa ben 5 risalendo dalla decima posizione. Sull’umido è un portento, sull’asciutto paga il gap tecnico della McLaren, ma vende cara la pelle prima con Alonso poi con Vettel e Webber. Nel finale, in modalità risparmio energetico, resiste alla grande con Massa vincendo il fotofinish dopo un duello fatto di ruotate e spallate di altri tempi. Simpatico anche a fine gara aspettandosi una convocazione da parte dei commissari dopo l’acceso duello: “Mi sto recando dai direttamente dai commissari – dichiara a caldo – così evito di fare avanti e indietro. Ormai ho la platinum card” .

SHOWMAN

 

VOTO 9 A SEBASTIAN VETTEL

Corre di astuzia e di amministrazione il tedesco. Brucia Webber alla partenza poi allunga su Alonso e sul compagno di squadra. L’errore al box gli fa perdere la vittoria, ma non la testa. Attacca Hamilton senza esagerare, poi si accontenta del secondo posto, seppur dal muretto non gli abbiano fatto notare il ritorno di Webber che poteva esser gestito meglio. Dal suo punto di vista ha guadagnato punti sul secondo in classifica.

RAGIONIERE

 

VOTO 10 ALLA FERRARI E A FERNANDO ALONSO

Rispettivamente il pennello e il pittore. Le curve di Silverstone vengono dipinte ad arte dallo spagnolo, che approfitta dell’errore ai box di Vettel interponendo quanti più secondo possibili tra lui e il tedesco. La rossa d’altronde glielo permetteva, e per la secondo gara consecutiva si vede una gestione pulita e tranquilla da parte del muretto. La gestione Fry comincia a dare i suoi effetti, così come la Z di Zorro, la prima del 2011, tracciata tra gli umidi prati inglesi.

IMPECCABILI

 

Valerio Lo Muzzo

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