European F3 Open – Il caso: è giusto vietare i test nelle stesse piste in cui si disputa il campionato?

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a cura di Silvano Taormina

É giusto imporre ai piloti il divieto di effettuare dei test nelle piste dove si svolge il campionato? Questo è uno dei quesiti che in molti si sono posti durante l’ultimo week-end dell’European Formula 3 Open a Monza. Raccogliendo le varie opinioni dei piloti impegnati nella serie è stato possibile constatare che in molti non gradiscono questa regola. La GT Sport, la società che organizza il campionato, vieta ai piloti che vi corrono di effettuare dei test, anche con vetture di altre categorie, nei circuiti inclusi nel calendario. Almeno fino a quando non si è disputato l’intero week-end.

Cosa vuol dire ciò? Se un pilota vuole effettuare una giornata di prove, ad esempio con una vettura di GP3 o della Renault World Series, per valutare un eventuale impegno in ottica 2012 o semplicemente per tenersi allenato è impossibilitato a farlo, pena l’esclusione dal week-end di gare. Il caso ha voluto che le ultime tre prove della European Formula 3 Open si disputassero a Monza, Jerez e Barcellona, tre tracciati che solitamente vengono scelti per effettuare prove private. La gara di Jerez è prevista per il 16 ottobre, a meno di un mese dai test della Gp2 svolti sulla stessa pista il 28 e il 29 settembre. L’appuntamento di Barcellona sarà addirittura il 30 ottobre impedendo ai giovani piloti di provare le vetture della World Series, categoria alla quale in molti ambiscono, nelle giornate dell’11 e 12 ottobre. Inoltre alcuni piloti avrebbero voluto partecipare alla tappa italiana della GP3 Series, ma naturalmente è stato vietato.

Riformulando il quesito iniziale possiamo chiederci: in che misura è giusto limitare i test? La soluzione ideale sarebbe quella di imporre un numero massimo di giornate (o kilometri) nel corso della stagione in cui poter effettuare le prove con le stesse vetture utilizzate nel campionato, così come avviene nel Campionato Italiano Formula 3 o in quello inglese in cui vengono svolti tra i 15000 e i 20000 km di test, lasciando piena libertà per quanto riguarda le altre monoposto. Se un pilota ha le risorse necessarie per provare altre tipologie di vetture è giusto concedergli questa opportunità così da poter aumentare il proprio bagaglio di esperienza. Allo stesso modo sarebbe corretto dare la possibilità di gareggiare in altre categorie sulle stesse piste in cui si svolge il campionato.

Ciò che ha fatto discutere maggiormente è stata la presenza a Monza di Zoel Amberg, in questa occasione al volante di una vettura del team di Emilio De Villota, che lo scorso settembre ha preso parte sullo stesso tracciato all’ultima prova della GP3 Series. Senza nulla togliere al talentuoso pilota austriaco, giunto secondo nella prima gara, tutto ciò appare poco corretto. Amberg ha tolto punti ad alcuni piloti coinvolti nella lotta per il titolo, ad esempio a Fontana in gara 1 precedendolo sul podio o a Fumanelli in gara 2 quando la sua vettura in testacoda all’esterno della Roggia ha fatto perdere tempo prezioso al milanese.

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