FIA GT3 – Intervista a Francesco Castellacci: “La conquista del titolo FIA GT3 è un sogno che si realizza ma la strada per il professionismo è ancora lunga”

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intervista a cura di Silvano Taormina

A meno di due settimane dalla prova conclusiva del campionato europeo FIA GT3, terminato sul circuito olandese di Zandvoort, abbiamo incontrato Francesco Castellacci, il giovane portacolori del team AF Corse che insieme a Federico Leo ha conquistato il titolo piloti al volante della nuova Ferrari 458 Italia. Insieme a Castellacci abbiamo ripercorso l’intera stagione, scoprendo come è maturato questo successo e gettando anche un occhio al futuro alla luce dei risultati conseguiti.

Partiamo subito dall’ultimo week-end di Zandvoort? Quali sono state le tue emozioni appena ti sei reso conto di aver conquistato il titolo? “L’emozione è stata grande! Non ci credevo e pensavo che fosse veramente un sogno!”

Ripercorriamo l’intero week-end. Quali erano le tue aspettative alla vigilia? Hai sofferto un po’ la pressione oppure eri abbastanza rilassato? “Devo ammettere che la pressione c’era ed era tanta, ma si trattava di una pressione positiva che mi ha aiutato a rimanere concentrato. Nel corso del week-end non ho mai smesso di pensare al mio obbiettivo finale, ovvero vincere. Questa era l’unica aspettativa possibile”.

In gara 1 avete amministrato il vostro vantaggio in classifica, quanto è stato difficile non poter spingere al massimo? “Era importante amministrare bene e con intelligenza il nostro vantaggio. Bisognava cercare di gestire la gara tenendo sotto controllo il nostro diretto rivale Mike Parisy che ha concluso in ottava posizione proprio davanti a noi”.

Nel corso del week-end hai mai temuto di non potercela fare? “Assolutamente no, ho sempre pensato positivo. La gare si concludono sotto la bandiera a scacchi, quindi ci dovevamo giocare il tutto per tutto convinti vincere”.

Facciamo un passo indietro e torniamo all’inizio della stagione. É stato difficile abbandonare le monoposto per passare alle Gran Turismo? Quali sono le principali motivazioni che ti hanno spinto a cambiare categoria?No, non è stato poi così traumatico. Credo che il vero professionismo sia nel Gran Turismo, anche in Formula 1 sono al massimo otto i veri professionisti, gli altri portano del budget. E che budget! Nel Gran Turismo credo che esista veramente la possibilità di sviluppare una vera e propria carriera da professionista ed era quindi giunto il momento di fare questo passo dopo aver fatto molta gavetta per anni nelle formule minori”.

Prima dell’inizio del campionato avevi mai immaginato di poter vincere il titolo al primo tentativo? “Fin dall’inizio il mio obiettivo è sempre stato quello di vincere il campionato e di aggiudicarmi il premio Michelin come miglior pilota FIA GT3 che consente il passaggio in GT1 nel 2012”.

Quanto è stato importante debuttare con un team con una grande esperienza alle spalle come AF Corse? “Il team AF è veramente magnifico sotto ogni aspetto, è stato come una famiglia per me sul campo di gara. É un team veramente professionale dove si può imparare moltissimo”.

Quali difficoltà hai incontrato nel corso dell’anno? Hai riscontrato dei problemi nel correre in coppia con un altro pilota? “No, non ci sono stati problemi nel correre in coppia. Federico Leo è stato un ottimo compagno, ci siamo trovati subito in sintonia e non abbiamo fatto altro che motivarci a vicenda per vincere insieme”.

Qual’è l’insegnamento principale che hai tratto nel corso della stagione? “Ho imparato che talvolta bisogna accontentarsi di un buon risultato anche se non si tratta di una vittoria o di un piazzamento a podio”.

C’è qualche aspetto dove pensi ancora di dover migliorare? “Si, c’è sempre da imparare. Secondo me devo migliorare ancora alcuni particolari sulla gestione della gara e soprattutto sulla gestione delle gomme nel finale di gara perché è importantissimo con questo tipo di vettura”.

Qualche anno fai hai lasciato l’Italia per andare a correre nel campionato britannico Formula 3 con il team ADR, una scelta piuttosto insolita per un giovane pilota cresciuto in Italia. Cosa ricordi di quella esperienza e cosa ti ha insegnato? “E’ stata un esperienza fantastica. Sono andato in Inghilterra, la patria del motorsport, per imparare ed apprendere il più possibile. Perché il campionato di F3 Inglese è il più competitivo che esista”.

Dal 2008 al 2010 hai gareggiato nel Campionato Italiano Formula 3, cosa non ha funzionato in questo triennio? Hai qualche rimpianto? “É stata una bella gavetta, in ognuno dei tre anni in cui ho gareggiato in questo campionato ho imparato delle cose diverse. Nel corso del primo anno, con il team Lucidi, ho imparato la velocità; durante il secondo anno, con il team Prema, ho imparato la messa appunto della vettura; infine nel terzo, con il team RC Motorsport, ho imparato a non mollare mai in qualsiasi situazione dato che non si è trattato di una delle migliori stagioni per me”.

Facciamo un passo avanti: quali sono i tuoi obiettivi in ottica 2012? Hai già in programma dei test? Punti a gareggiare in qualche categoria in particolare? “Con la vincita del premio Michelin passerò sicuramente nel nuovo FIA World GT nel quale verranno utilizzate anche le vetture in configurazione GT3 che rappresentano il futuro di questa categoria”.

Pensi che la vittoria nel Campionato Europeo GT3 possa aprirti le porte per un impegno ufficiale con un costruttore? “Si, è possibile, ma non voglio montarmi la testa. La strada per il professionismo è ancora molto lunga e difficile ma di certo, con la vittoria nel FIA GT3, ho fatto un bel passo avanti rispetto ad altri piloti della mia età che hanno obiettivi simili ai miei”.

Chi è Francesco Castellacci fuori dagli autodromi? Come trascorri le tue giornate? Hai qualche hobby o passione particolare? “Mi alleno tutti i giorni. La mattina vado in bici, il mio grande hobby, oppure vado a correre sulla spiaggia vicino al mare. Il pomeriggio lo trascorro in palestra. Ovviamente durante la sera, se non sono troppo stanco, esco con i miei amici”.

Desideri ringraziare qualcuno? “Desidero ringraziare tutto il team AF Corse, il mio ingegnere Massimo Pollini, il mio compagno Federico Leo, il mio Manager e grande amico Giampaolo Matteucci ed ovviamente i miei genitori che non mi hanno mai lasciato da solo per un istante. Dedico a loro la mia vittoria”.

 

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