WEC – Bahrain, prove libere: la Toyota si impone nella prima sessione. L’Audi risponde nella seconda

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a cura di Alessandro Roca

Il confronto tra le due case nel mondiale endurance, assume sempre di più la forma di un battibecco, un botta e risposta a suon di primati e giri veloci.

Inizia il conflitto velocistico Alexander Wurz che “spreme” la sua Toyota TS030 – Hybrid prendendosi la prima posizione nelle libere 1. Alla casa di Inglostadt non resta che inseguire e limitare i danni, e piazza la prima delle sue vetture, precisamente la #2, in seconda posizione  a quasi un secondo di distacco. Terza l’Audi R18 E-Tron Quattro #1 a circa 1″4 di distacco. Tra le private il primato l’ha ottenuto lo Strakka Racing seguito dalla Lola del Rebellion Racing. Nella classe riservata alla Lmp2, primeggia l’OAK Racing, marcata stretta dall’ Oreca 03-Nissan #49 del Pecom Racing. Chiude il podio di categoria l’HPD ARX-03b #44 dello Starworks Motorsports. Tra i professionisti delle GT, al vertice della classifica troviamo la vettura #51 dell’AF Corse condotta da Vilander e Fisichella seguita dalla Porsche 997RSR #77 del team Felbermayr-Proton e a chiudere l’Aston Martin. Tra gli amatori ancora dominio AF Corse che lascia nelle i gradini più bassi del podio alle due Corvette.

Nella seconda sessione di prove libere l’Audi si riprende di forza il suo primato mettendo ben due vetture davanti la Toyota e circa 1″ di distacco. La vettura del Sol Levante non è riuscita a migliorare il suo best lap a causa di un problema di pescaggio della benzina. Tra le vetture a benzina il primato va al solito Strakka Racing che precede la vettura gemella portar in pista dal team JRM. Terza di categoria la vettura del Rebellion guidata da Prost-Jani. In Lmp2 l’OAK Racing si impone sullo Starworks Motorsport distaccandolo di soli 18 millesimi di secondo. Tra i professionisti con le GT, si rovescia tutto: primeggia l’Aston Martin seguita dalla Porsche e chiude il podio la Ferrari. Nella classifica riservata agli amatori, prima piazza per la Porsche di Roda e Ruberti, seguita dalla Ferrari 458 di Michele Rugolo e dalla Ferrari #38.

Twitter: @AlessandroRoca

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