Eventi Extra – Make It your race: Intervista ad Alberto Fontana

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A cura di Vincenzo Carlesimo

In esclusiva eRaceMotorBlog ha l’occasione di poter intervistare Alberto Fontana, fresco vincitore del talent show andato in onda su skysport2 tutti i mercoledì sera “Make It Your race” organizzato dal team Abarth.

Congratulazioni Alberto! Sei riuscito a vincere questo talent show superando una selezione di 30.000 candidati che si è ridotto ai 105 delle dirette televisive e sei riuscito a prevalere su tutti con una gara eccezionale. Qual è il segreto, se c’è, del tuo successo?

Grazie! Sono molto felice di aver vinto.
La gente pensa ci siano chissà quali segreti dietro una vittoria simile. La pura è semplice realtà è che (oltre a evidenti capacità di guida, altrimenti non sarei mai arrivato in finale, chiaramente) la chiave del mio successo consiste semplicemente in tre fattori: voglia, impegno e nessuna paura di mettersi in gioco.

All’inizio del talent ho conosciuto tantissime persone che intendevano iscriversi (la prima eliminatoria consisteva nell’inviare un bel video che motivasse la giuria). Il 99% di esse, però, non ha preparato un video, oppure ha preparato un video fatto in 5 minuti e privo di brio, o addirittura ha rinunciato a iscriversi trovando scuse banali del tipo “non mi piace andare in televisione”

E’ chiaro che queste persone non volevano realmente partecipare o avevano paura di mettersi in gioco! Se sin dall’inizio la voglia manca, o la paura domina, non si raggiungerà mai nessun risultato.

Cosa ti rimarrà impresso nella mente di quest’esperienza? Immagino avrai creato delle nuove amicizie, gli insegnamenti di Arturo Merzario, la gara e la vittoria della coppa e della vettura Abarth. Cosa non ti dimenticherai mai di questo talent show?

Di questo Talent Show ricorderò ogni singolo momento dall’inizio alla fine. E’ stata un’esperienza indescrivibile, irripetibile e unica che non potrò mai dimenticare. Dalle giornate in pista, alle giornate di allenamento presso Formula Medicine, dai viaggi in pullman con tutti i concorrenti, alle riprese, ai confessionali, alle serate a festeggiare in hotel tutti insieme e alla notte passata nei box di Varano alle battute e i racconti di Merzario. Tutti momenti stupendi che non scorderò mai.

Chiaramente il momento più bello è stata la bandiera a scacchi dell’ultima prova (la gara) dopo la quale ho finalmente potuto liberarmi dalla tensione accumulata durante tutto il talent show e realizzare che il vincitore ero proprio io.

A chi dedicheresti questo successo? C’è qualcuno che ti ha sostenuto maggiormente in questa tua candidatura che ti ha portato poi a vincere Make it your race?

Questo successo lo dedico a chiunque mi conosce, in quanto tutti quanti mi sono stati vicino e mi hanno accompagnato in ogni modo durante l’esperienza e ciò è stato davvero fantastico.

Una persona in particolare merita una dedica: Cesare Manfredini. Mio grande amico di sempre, nonché organizzatore di uno dei più ardui campionati italiani di guida simulata, il Master Challenge su webrace.org. Per chi non lo sapesse è stato un pilota reale di F3000 e ha bastonato molti dei nomi che poi sono finiti in F1.

Lui più di tutti mi ha seguito durante l’esperienza, mi ha allenato, mi ha dato consigli preziosissimi, frutto della sua esperienza, ed è venuto personalmente a Franciacorta a vedermi durante le libere e a correggere alcuni errori di guida (oltre a notare un difetto della turbina che nessuno aveva notato, soltanto sentendo il rumore del motore!). E’ stato sicuramente una salvezza!

Il merito è stato anche di Merzario, com’è avere un istruttore come lui? Non capita tutti i giorni di avere un personaggio che ha fatto la storia della F1 che ti da consigli sulla tua guida!

Stiamo parlando di una leggenda vivente della F1! L’uomo che tirò Lauda fuori dalle fiamme. Passare dei giorni al suo fianco è stato davvero bello! Indubbiamente ha avuto anche lui un grosso merito, in quanto mi ha motivato al punto giusto e mi ha dato anch’esso consigli preziosi.

L’esperienza al suo fianco è stata fantastica e i suoi racconti son talmente belli e son talmente tanti che si potrebbe passare ore ad ascoltarli.

Merzario, però, tranne che per l’ultima prova, è stato il nostro giudice, non il nostro mentore. Pertanto non ha dispensato molti consigli all’inizio, in quanto il suo ruolo era quello di giudicare le nostre capacità senza influenzare nessuno di noi. Per questo, sicuramente Cesare è stato più importante complessivamente.

Tu sei un appassionato di sim-racing. Partecipi a vari campionati come il Master Challenge di webrace.org o i campionati organizzati dal portale Simracingzone.net dove detieni il titolo di rf2, pensi che il virtuale abbia influito sul successo in questo talent show?

Il simulatore ha costituito il 90% del successo in questo talent show. Il restante 10%? Siamo in tv, quindi il restante 10% consiste di telegenicità e spigliatezza.

Non mi stancherò di dire (e dopo questo successo credo che finalmente la gente inizierà a credermi) che sul simulatore, se settato bene, si può imparare a guidare una vera auto da corsa. Se impari a guidare sul simulatore, hai già fatto l’80% del necessario per imparare a guidare un’auto vera (il restante 20% consiste nell’abituarsi alle sollecitazioni fisiche che nella realtà son presenti, ma che il simulatore non riproduce).

Cosa ti ha insegnato il simulatore?

In primis, il simulatore ti permette di imparare la tecnica di guida (traiettorie, frenata, marce, usura gomme) cosa non da poco, in quanto costituisce la base fondamentale per fare buoni tempi!

In secondo luogo, il simulatore, se si partecipa a campionati online, è un allenamento eccezionale per la concentrazione, per la costanza in gara e per le tattiche di attacco/difesa nei confronti degli avversari!

Nei campionati in cui si fanno 50 giri a gara risulta evidente che per vincere è fondamentale avere un buon passo gara e non perdere mai la concentrazione! Risulta anche evidente che applicare una buona tattica e saper aspettare il momento giusto per un sorpasso è un altro elemento fondamentale.

Un fattore molto importante da considerare è che nella prova finale di Make It Your Race (la gara di Franciacorta), mentre i miei amici erano tutti in ansia per me, io ero incredibilmente rilassato e tranquillo, proprio come se stessi uscendo a bermi una birra.

Affrontare una gara rilassati e tranquilli permette di tirare fuori il massimo ed evita di fare errori stupidi causati da troppa tensione! Tutta questa tranquillità interiore non è una mia qualità innata, ma è stata merito delle centinaia di gare sul simulatore fatte in questi anni.

Molte volte, sul simulatore, mi son trovato a giocarmi 6 mesi di campionato e grossi premi in un unica gara, la gara finale. E, a forza di affrontare simili stress, mi sono abituato a non aver paura di perdere e ad affrontare le finali di qualunque ambito nella vita con tranquillità e serenità.

Questa è stata senza dubbio una delle chiavi del mio successo ed è stata unicamente frutto dell’allenamento sul simulatore.

Nel simulatore però spesso c’è poco realismo..

Un fattore che tengo a precisare è che prima della gara di Franciacorta ho effettuato esattamente 18 giri in prove libere e 8 giri in qualifica. Un totale di 26 giri. Dopodichè dritti in pista per la gara. Mentre spesso nelle gare simulate si vede gente che fa migliaia di giri in preparazione di una gara. Il che è totalmente irrealistico!!

Se si vuole simulare la realtà e prepararsi a una gara vera, fare campionati in cui servono migliaia di giri per vincere è totalmente inutile, oltre che controproducente.

Nella realtà si ha a disposizione un numero ridicolamente basso di giri e in quei pochi giri devi imparare TUTTO! Proprio per questo l’unico campionato che davvero può prepararti a una gara vera è il Master Challenge by webrace.org.

Lì tutti i piloti hanno esattamente 30 minuti per imparare la pista, dopodichè si va in gara. Esattamente come nella realtà. L’allenamento del Master Challenge, quindi, è stata la vera chiave del successo. Lo dimostra anche il fatto che dopo 18 giri di libere ero già a 1.5s di vantaggio sul secondo concorrente, proprio perchè sono diventato in grado di imparare la pista e la vettura all’istante.

Alcuni piloti, ad esempio Kimi Räikkönen, considerano il simulatore un semplice videogioco, qual è la tua opinione sui simulatori di guida come rFactor, iRacing?

Chi dice cose simili è perché non ha mai provato un simulatore oppure lo ha provato soltanto offline. Quello che molto non capiscono e che ho già evidenziato nella risposta precedente è che il simulatore non serve per imparare a guidare esattamente UNA DETERMINATA macchina nella realtà, in quanto è quasi impossibile riprodurre esattamente il comportamento di una precisa vettura, ma serve per imparare le tecniche di guida e soprattutto imparare a mantenere la concentrazione in gara e imparare il comportamento giusto da adottare in gara per vincere!

E’ questa la chiave del successo. Se si vuole essere bravi piloti nella realtà bisogna fare tante tante tante gare online con poco allenamento di preparazione. Evidentemente Räikkönen non ha mai sperimentato una gara online con un simulatore serio.

Ora che hai vinto questo reality sui motori e vista la tua passione per il sim-racing qual è il tuo sogno? Diventare pilota di F1 o di altre categorie(FIA GT, DTM, WTCC e simili..) oppure guidare è solo una passione e vorresti fare un altro lavoro?

Il sogno è ovviamente quello di continuare, in quanto le emozioni che provo su un’auto da corsa non le provo da nessun’altra parte. Ma come tutti sanno l’automobilismo non è uno sport ma un hobby riservato a pochi miliardari.

Per correre in Formula 1 non bastano 15 milioni di euro l’anno…basta farsi un giro su google per scoprirlo. Quella dei piloti pagati per correre è una favola che vale solo per una decina di uomini al mondo (Mclaren, Ferrari, Red Bull e pochi altri…). Servono solo soldi per correre, nient’altro.

Oltretutto, soprattutto in italia, gran parte delle persone che corrono e che fanno correre i propri figli lo fanno prevalentemente per riciclare denaro in nero della propria azienda, mentre trovare sponsor che ti diano soldi per correre e per puro scopo pubblicitario e basta è quasi utopia al giorno d’oggi, a meno che non si parli di campionati di altissimo livello, in cui c’è moltissima visibilità.

E’ dura da accettare, ma purtroppo l’automobilismo è una delle più grosse “lavanderie” al mondo, ed è l’hobby in cui il talento conta meno in assoluto in confronto al denaro.

Lo dimostra il fatto che, nonostante abbia vinto un talent show su 30000 candidati, non mi si è aperta neanche mezza porta per il mondo dell’automobilismo.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Non avendo soldi per correre continuo la mia vita e torno a fare gare online, il che resta l’unico vero sport automobilistico al momento, in quanto tutti possono correre e vince solo il talento e non i soldi.
Inoltre, continuo nei miei studi (ingegneria informatica) con l’obiettivo di aprire un’azienda che possa fruttarmi i soldi necessari con cui pagarmi le corse!

Grazie dell’intervista, complimenti ancora per aver vinto il talent show Make it your race, in bocca al lupo per la tua carriera da pilota, sia reale sia quella virtuale nel sim-racing!

Grazie a voi!
Alla prossima

Trovi altri articoli qui: Facebook/Twitter: @Vincy85

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