Moto2 – Sepang, Gara: “Quando il sogno diventa realtà”

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Ci sono un sammarinese, un australiano, un inglese e un malese. No, non è una barzelletta. Sì, è la gara della classe Moto2 a Sepang. Dopo che la partenza della corsa è stata rinviata di circa mezz’ora per attendere la fine di uno dei tipici temporali che caratterizzano la stagione malese delle piogge, la gara è cominciata con i soliti protagonisti della categoria a guidare la gara su un circuito pieno di insidie reso scivolosissimo dall’acqua appena caduta. Ma ecco che cominciano a notarsi i primi cambiamenti nella classifica quando dopo i primi cinque-sei giri gli “specialisti della pioggia”, piloti misconosciuti, considerati dai più nient’altro che semplici riempitivi,  comparse da contorno alla gara, con funambolici sorpassi e traiettorie più rischiose che immaginabili, risalgono la classifica con il coltello tra i denti.

E così, mentre Pol Esparagarò si danna per un tredicesima posizione, mentre il leader Marc Marquez cade rovinosamente a terra, mentre Scott Redding e Bradley Smith perdono posizioni a raffica, mentre Tomas Luthi, unico tra i top riders riesce a malapena a tenere il passo degli sconosciuti prima di rovinare al suolo coreograficamente, spuntano i nomi di Anthony West, australiano, Gino Rea, inglese, Alex De Angelis, sammarinese e Hafiz Syahrin, wild-card malese, che si installano nelle prime quattro posizioni creando il vuoto alle loro spalle. Le loro storie, il loro passato, i loro successi sono oscuri a gran parte degli spettatori e solo i più attenti ricorderanno West e De Angelis, ma solo pochi li conoscono davvero.

Alex De Angelis, 28 anni da San Marino, ha esordito nel motomondiale, classe 125, nel 1999 con il fratello William. Da lì in poi gli anni si sono succeduti con alterna fortuna: nono nel 2002, secondo nel 2003 in 125, il passaggio in 250, in cui ha militato per tre anni giungendo quinto, settimo, terzo e terzo nel mondiale. In seguito, dopo 2 anni deludenti nella classe regina è tornato in Moto2, con tanta esperienza e voglia di dimostrare il suo valore. Alex è purtroppo tristemente ricordato, insieme all’inglese Scott Redding, per essere stato coinvolto suo malgrado nell’incidente che ha visto morire Shoya Tomizawa, durante la gara di Misano Adriatico nel 2010. Da quel momento sono arrivate due vittorie, entrambe in Australia, senza considerare Sepang però…

Anthony West, 31 anni, australiano, ha esordito anche lui nel 1999 ma in 250, dopo una gara da wild-card nel 1998 in 125. Dopo una parentesi non fortunata nel 2001 in 500, Anthony torna in 250 dove in cinque anni ottiene una sola vittoria, ad Assen, ovviamente sotto una pioggia battente, e pochi altri risultati di rilievo. Dopo un 2008 disastroso in MotoGP con la Kawasaki, Anthony torna nel 2010 in Moto2, con il team qatariota alla guida di una MZ. I risultati non arrivano ed il biondo australiano si espone alla telecamere solamente quando il cielo si rannuvola e scarica pioggia a volontà sulla pista, ottendendo solo due quarti posti. Fino alla gara malese, almeno…

Gino Rea, 23 anni, britannico, ha cominciato la sua carriera nel 2007 in Superstock, dimostrando in breve tempo di avere la stoffa del campione. Il passaggio nel 2010 in Moto2 lo ha però nascosto dai riflettori per lungo tempo, a causa di un difficile rapporto con la nuova moto ed il differente stile di guida. Solo a Sepang, dove ha potuto dimostrare di essere tra i migliori piloti al mondo sul bagnato, qualcosa è cambiato…

Hafizh Syahrin, appena 18 anni, malese, ha vissuto un sogno ad occhi aperti: partecipare ad una gara del motomondiale, lui, abituato a semplici campionati nazionali in Malesia e da poco approdato al CEV. Per la verità, il giovane pilota era già stato wild-card a Sepang nel 2011, ma non era neppure giunto al traguardo. Quest’anno qualcosa è cambiato, e la sua moto azzurra con il numero 86 al traguardo ci è arrivata eccome, facendo persino brillare gli occhi di tutti coloro che erano lì a sostenerlo…

Con un pizzico di dispiacere annunciamo, per dovere di cronaca il risultato finale, che ha premiato l’esperienza in primis dei piloti, piuttosto che l’esuberanza giovanile. La vittoria è andata ad Alex De Angelis, davanti ad Anthony West, a Gino Rea ed a Hafiz Syahrin.

Purtroppo a vincere la gara è stato uno solo di loro e ancor più tristemente solo tre hanno potuto assaporare la dolcezza del podio, ma una cosa è certa: nessuno di loro non ha potuto considerarsi soddisfatto della propria prestazione, consapevole di aver dato il massimo, felice di aver fatto battere il cuore a chiunque li stesse guardando toccare il cielo con un dito, raggiungere ognuno il loro sogno.

Perchè, ebbene sì, stiamo parlando di sogni, sogni divenuti realtà.

Fabio Valente (twitter @hwfabio)

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Autore

16 anni e tanta passione per il mondo delle corse. Appassionato in maniera particolare di NASCAR, Indycar, F1 e SBK.

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