IndyCar – Indianapolis, Practice Day 3: Volano Andretti e i motori Chevrolet

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Continua il dominio dell’Andretti Autosport in queste prime giornate di prove ad Indianapolis. Il miglior tempo nella terza giornata è stato fatto segnare da Marco Andretti alla media di 225.100 mph, scendendo sotto i 40” sul giro e precedendo di appena quattro millesimi il tre volte vincitore della gara Helio Castroneves. Continua pure il predominio dei motori Chevrolet, che hanno occupato tutta la top 5 e dieci dei primi 12 posti, con Ryan Hunter-Reay terzo, Will Power quarto e JR Hildebrand quinto. Migliore dei motori Honda Takuma Sato, sesto. “Ovviamente è utile quando si può simulare una mini-gara, così noi abbiamo intenzione di sfruttare questo lusso, e personalmente sono convinto che questo è uno dei motivi per cui i ragazzi di Ganassi ci ha battuto l’anno scorso“, ha detto Andretti. “Era la prima volta che avevo la pole position a portata di mano, così ho speso troppo tempo a cercare la prestazione piuttosto che avere il giusto bilanciamento per la gara. Tutti mi hanno detto ‘L’anno scorso eri veramente forte in gara’, ma in realtà la macchina era molto instabile, specialmente verso la fine. Quindi sapevamo che dovevamo sistemare qualcosa, ed è ciò che abbiamo fatto finora. Ma ovviamente sappiamo come è Indy, ed è ancora presto per parlare.” Va comunque sottolineato come tutti i tempi migliori sono stati realizzati grazie al gioco delle scie, e molti dei piloti Chevrolet sono scesi in pista alla fine della giornata, quando le condizioni erano migliori. In totale sono stati percorsi 1733 giri, senza incidenti. Conor Daly ha completato regolarmente il suo Rookie Orientation Program, mentre Pippa Mann ha fatto il suo esordio con queste vetture. “Sento di vivere un sogno“, ha detto Daly. “E’ stato davvero bello. Prima di tutto, erano tre anni che non scendevo in pista su un ovale. I primi giri mi sono serviti per prendere confidenza. Una volta che mi sono liberato di quella primo periodo di adattamento, siamo stati in grado di cominciare a lavorarci su. Quando si effettua il proprio Rookie Orientation Program ci si sente già bene e si vorrebbe andare in pieno, ma quando la velocità comincia a salire cominci a pensare: ‘Aspetta, a loro non piace questo.’ Ti devi trattenere un pò.

Marco Strazzulla

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