F1 – Test-Gate: Anche la Ferrari è sotto inchiesta.

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Ancora novità e scalpore sul caso Test-Gate che in quest’ultimi giorni sta sconvolgendo l’intero mondo della F1.

Stando alle dichiarazioni della Pirelli, accanto al nome Mercedes compare in questo intrigante caso niente di meno che il nome della scuderia che vanta di essere la più corretta del Circus, ossia la Ferrari.

A ciò la FIA ha emanato subito un comunicato nel quale specifica:

“La FIA ha convocato il Team Mercedes AMG Petronas F1 e la Scuderia Ferrari, che hanno preso parte ai test di sviluppo gomme durante la stagione 2013, per rispondere a un’inchiesta disciplinare.

Questo segue il rapporto dei commissari del GP di Monaco e la necessità di ulteriori informazioni per la FIA dopo le risposte ottenute dalla Pirelli, che è stata convocata il 28 maggio.”

A quanto pare anche la scuderia italiana ha effettuato in segreto un test con la Pirelli con la F150° Italia gestito dal reparto Corse Clienti.

Fin qui tutto in regola per il Cavallino rampante, ma il dubbio persiste sul fatto di quante squadre erano a conoscenza di tale test.

Un’altro elemento che potrebbe mettere in difficoltà la Ferrari  sta nell’articolo sportivo 22.1 il quale definisce “Test” quello effettuato con  vetture che si adattano sostanzialmente all’attuale Regolamento Tecnico della F1, oltre a quelle dell’anno precedente o dell’anno successivo.Dunque la F150° Italia potrebbe essere giudicata come una vetture 2013.

In merito a questa situazione la Ferrari ha emanato subito un comunicato in cui afferma:

“In riferimento ai numerosi commenti e interpretazioni circolate nei giorni scorsi, la Ferrari non intende fare ulteriori commenti. La situazione è piuttosto semplice, perché c’è una squadra che ha violato un regolamento molto chiaro. Si tratta dell’articolo 22 del regolamento sportivo che non consente l’uso di auto della stagione in corso o precedente per ogni tipo di test effettuato durante la stagione. Questo è l’unico aspetto sostanziale. Tutto il resto è un dettaglio irrilevante.”

Per la serie “l’abito non fa il monaco” in una F1 in cui tutti sembrano nascondere schelitri nell’armadio, per porre fine e avere chiarezza sul Test-Gate bisogna attendere solo il responso del Tribunale Internazionale.

 

Bartolomeo De Stefano

 

 

 

 

 

 

 

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