Gabriele Volpato entusiasta del test Formula Abarth: “Le monoposto non sono un capitolo chiuso”

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A cura di Ermanno Frassoni

Fornitegli un mezzo provvisto di motore e lui di certo non si farà pregare. Gabriele Volpato, 17enne pilota italiano impegnato a tempo pieno nella divisione Open del campionato Euro-Racecar Nascar Touring Series 2013 nelle file del team Gonneau/OverDrive sotto la meticolosa supervisione della società di management Pistone Motorsport, che ne gestisce gli aspetti cruciali della carriera, è stato infatti selezionato dai vertici della Scuola Federale ACI CSAI e di Ferrari Driver Academy, ovverosia il prestigioso programma giovani del Cavallino Rampante, per una full immersion di due giorni sul circuito di Vallelunga, vicino Roma, da sublimare al volante di accattivanti monoposto di Formula Abarth messe a disposizione dagli istruttori.

L’iniziativa, inserita nell’ambito del Progetto Giovani sostenuto da ACI CSAI in collaborazione con Ferrari Driver Academy per la valorizzazione dei talenti del motorsport nostrano, ha permesso a Volpato, kartista e poi formulista per quanto attiene alla propria formazione agonistica, di trascorrere una prima giornata di acclimatamento tra sessioni virtuali al simulatore, prove psico-attitudinali, attività in palestra e predisposizione ottimale del posto guida in attesa di scendere finalmente in pista venerdì 14 giugno insieme agli altri tre giovani piloti selezionati, in rigoroso ordine alfabetico Francesco Iacovacci, Alessio Piccini e Cristopher Zani.

Il ruolo di sapienti angeli custodi intervenuti nella due giorni di Vallelunga è spettato a personaggi di spicco quali Gian Carlo Minardi, Raffaele Giammaria, Andrea Piccini ed Enrico Toccacelo, un eterogeneo parterre pronto a dispensare piccole astuzie e suggerimenti all’indirizzo degli scalpitanti virgulti scelti in virtù di un promettente pedigree da corsa.

«La convocazione per lo stage in Formula Abarth è arrivata un po’ a sorpresa – spiega Gabriele Volpato – sapevo che l’ACI CSAI stava seguendo gli sviluppi della mia carriera anche perché c’era stato un interessamento già l’anno scorso quando correvo nella Kia Green Scout Cup, ciononostante devo ammettere che la chiamata l’ho ricevuta soltanto due settimane fa. Sì, è stata una bella sorpresa!».

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«Questo è il secondo anno consecutivo in cui mi dedico anima e corpo alle ruote coperte – ricorda il pilota torinese – obiettivamente non è stato semplice ritrovare subito il feeling visto che la Chevrolet Camaro dell’Euro-Racecar è tutt’altra cosa rispetto a una monoposto di Formula Abarth. Credo comunque di essermela cavata bene e sono soddisfatto dell’opportunità di effettuare un test valutativo patrocinato da ACI CSAI e Ferrari Driver Academy. È un fatto positivo non soltanto per il sottoscritto ma anche per il motorsport italiano in generale».

In predicato di tornare al volante della propria Stock Car nel quarto appuntamento dell’Euro-Racecar in programma sull’ovale di Tours, in Francia, il 6/7 luglio, Volpato non ha dubbi quando si parla di differenze di guida tra una Chevrolet da 400 cavalli e una monoposto di Formula Abarth: «Riadattarsi alla frenata rappresenta sempre la sfida maggiore. Con le formule si frena molto più tardi di quanto non avvenga nell’abitacolo della mia Camaro. Il carico aerodinamico, unito alla risposta delle mescole degli pneumatici, consente al pilota di impostare una staccata brutale, niente a che vedere insomma con le reazioni di una macchina dell’Euro-Racecar».

«Con i colleghi Iacovacci, Piccini e Zani il confronto è stato completo – prosegue Gabriele – abbiamo cominciato il giovedì con una serie di test preparatori, dopodiché pur partendo da basi diverse i riscontri cronometrici del giorno successivo ci hanno visti tutti abbastanza vicini. Conosco bene il circuito di Vallelunga, dove in passato ho girato con un Prototipo, una monoposto e un paio di vetture Turismo. Il tracciato è veloce e al tempo stesso probante sotto il profilo della guida, senza contare le infrastrutture all’avanguardia. È stata, ancora una volta, un’esperienza bellissima: mi auguro di poter cogliere presto un’altra occasione del genere».

«Le monoposto non sono un capitolo chiuso, qualunque categoria si scelga l’ambiente è molto formativo e spero un domani di poter pianificare almeno un paio di stagioni nel mondo delle ruote scoperte. Purtroppo il budget riveste un ruolo determinante e al momento costituisce un ostacolo non da poco. Se devo essere sincero, mi sarebbe piaciuto maturare da subito qualche esperienza in più sulle monoposto e passare in seguito alle ruote coperte. Ora, però, intendo mettere a frutto il «tirocinio» in una serie altamente competitiva qual è l’Euro-Racecar. Vedremo cosa mi riserverà il futuro, qualora intravedessi una chance concreta in monoposto la valuterei con attenzione insieme alla mia famiglia, agli sponsor e al mio manager».

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