I pneumatici della Formula 1

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In molti lo possono immaginare, ma forse non tutti lo sanno: nonostante sembrino simili alle normali gomme ed adottino un nome conosciuto e diffuso tra gli automobilisti come Pirelli PZero, i pneumatici di Formula 1 sono completamente differenti rispetto agli altri tipi di gomme.
Il motivo per cui i pneumatici progettati per la F1 sono differenti va cercato non solo nelle più elevate velocità (e quindi nel maggiore calore) che devono sopportare, ma anche della differenza di peso e struttura dell’auto.

La cintura dei pneumatici

I pneumatici destinati alle auto ordinarie, infatti, sono realizzati con cinture di metallo pesante in acciaio o kevlar e, soprattutto, sono progettati per essere utilizzati per circa 50mila chilometri. I pneumatici che vediamo fornito alle auto da Formula 1 da Pirelli in ogni weekend di gara, invece, vengono realizzati in materiali che sono allo stesso tempo più resistenti e leggeri e, soprattutto, vengono progettati considerando una tenuta perfetta per 120 chilometri.
Naturalmente, questa differenza nella struttura porta anche ad una elevata disparità nelle caratteristiche principali, i due tipi di pneumatico devono sopportare pesi, velocità e resistenze completamente differenti.

Le mescole ed il battistrada

I pneumatici di Formula 1 sono costruiti da una miscela di composti che rendono le gomme molto morbide e che allo stesso tempo permettono un grip perfetto sul fondo stradale. Tuttavia, questa formulazione per i pneumatici porta anche ad più una veloce usura, per cui diventa fondamentale che le gomme delle auto di F1 vengano cambiate molto più spesso rispetto ai pneumatici ordinari.
Recentemente la FIA e Pirelli hanno introdotto volutamente pneumatici dalla durata inferiore per conferire maggiore spettacolo alle gare obbligando i partecipanti alla gara a soste multiple per la sostituzione delle gomme.
La ‘composizione’ degli attuali pneumatici è il frutto di un lungo processo di ricerca nella tecnologia delle gomme, iniziato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio anni Settanta. In questo periodo, infatti, vengono introdotti i pneumatici slick, ossia pneumatici da corsa senza battistrada, caratteristica che ha permesso di incrementare enormemente il grip di questo tipo di gomme. Nella Formula 1, i pneumatici slick sono stati utilizzati fino al 1997/1998, anno in cui sono stati introdotti i pneumatici con scanalature, che hanno permesso di ridurre e quindi controllare al meglio la velocità in curva, spesso causa di incidenti. Dal 2009 la Federazione Automobilistica Internazionale (FIA) ha nuovamente ammesso le gomme slick introducendo nuove regole su di un diverso fattore che permette di controllare la velocità in curva, ossia la portanza, una componente della forza aerodinamica.

I pneumatici ribassati

Curiosamente mentre nel settore dei pneumatici per uso quotidiano c’è stata una forte spinta verso i pneumatici ribassati con diametri molto elevanti, da 17 fino a 22 pollici, in Formula 1 vengono ancora utilizzati cerchi da 13 pollici.
Il motivo principale sono le fortissime spinte laterali in curva, che producono una accelerazione tale da deformare e spingere potenzialmente il pneumatico fuori dal cerchio a meno che questo non abbia una geometria della spalla ben precisa. Pneumatici ribassati con cerchi di diametro di 18 pollici sono stati testati recentemente da Pirelli e potrebbero essere introdotti nel campionato mondiale presto. Il motivo principale è puramente commerciale.
Fino a qualche anno fa il regolamento della Formula 1 proibiva espressamente cerchi di diametro maggiore, per impedire l’adozione di dischi dei freni di diametro più grande, ma oggi la dimensione dei dischi dei freni è stata regolata esplicitamente ed è quindi ipotizzabile che da 13 pollici nel giro di qualche anno si arrivi effettivamente ad un diametro maggiore.

Il singolo fornitore

Dal 2007, inoltre, ogni team di Formula 1 riceve i pneumatici da un singolo fornitore (attualmente Pirelli). Ad ogni Grand Prix ogni squadra viene fornita di due differenti tipologie di gomme, che vengono selezionate dalla Pirelli a seconda delle condizioni del circuito. La differenza principale tra i due tipi di pneumatici è nella durezza della mescola, un primo tipo è più duro e resistente all’usura ed un secondo è più morbido ed offre maggiore aderenza a discapito della durata.
A meno che le condizioni di tempo non siano proibitive, ossia soprattutto bagnate dalla pioggia, i piloti di Formula 1 devono fare uso di entrambi i tipi di gomme durante la gara. Inoltre, durante tutta la competizione, includendo quindi anche le qualificazioni, ogni pilota ha a disposizione 11 set di pneumatici, composti da 6 set di gomme dure e 5 di gomme morbide. Per le condizioni di cattivo tempo, invece, sono messi a disposizione 4 set di pneumatici per pioggia leggera e 3 set per condizioni di pioggia intensa.
Il risultato è che ogni casa automobilistica ed ogni pilota devono controllare con attenzione l’utilizzo delle gomme durante i diversi round di qualificazione per avere la certezza di disporre di gomme nuove per le competizioni di maggiore rilevanza.

Le strategie

Nonostante ogni team disponga dello stesso numero di set di pneumatici, diventa evidente che uno dei fattori fondamentali della Formula 1 resta la corretta scelta nell’utilizzo degli stessi, visto che, come si evidenziava in apertura, questi pneumatici perdono più velocemente le proprie caratteristiche di aderenza rispetto ai normali pneumatici per le auto ordinarie. Poter disporre di pneumatici che mantengono un buon grip, quindi, può fare la differenza in termini di velocità finale e quindi di vittoria di un’auto piuttosto che di un’altra.

Infatti, l’esperienza delle prestigiose case automobilistiche che partecipano e dei loro qualificati piloti ha evidenziato che un’auto leggermente più lenta, ma con pneumatici nuovi, può anche sorpassare un auto teoricamente più veloce ma su cui sono stati montati pneumatici già usurati.

Per controllare la distribuzione e l’utilizzo dei pneumatici della Formula 1, la FIA ha disposto che essi siano caratterizzati da un codice a barre, che viene regolarmente controllato durante le competizioni per evitare imbrogli.

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