Spina Rosario

Le migliori gomme estive per auto sportive del 2020

Le migliori gomme estive per auto sportive del 2020

Se ancora non avete fatto il cambio gomme estive, un pò per dimenticanza, un pò perché le solite scadenze previste dalla normativa che disciplina l’alternanza tra gomme invernali e pneumatici estivi hanno subito una proroga al 15 giugno 2020 a causa dell’emergenza COVID-19, sappiate che è consigliabile adeguarvi il prima possibile.

Quando si effettua la sostituzione degli pneumatici la scelta delle gomme da montare non è sempre cosa facile già quando si parla di auto normali, figuriamoci nel caso che il cambio gomme riguardi le auto sportive, veri bolidi con tanti cavalli che hanno bisogno di un’aderenza all’asfalto eccezionale, caratteristica che solo le migliori coperture presenti sul mercato possono garantire.

Prima di scegliere quale modello di pneumatici estivi montare sulla propria supercar, magari optando per l’acquisto online su siti specializzati come Gomme Planet per non correre il rischio che l’officina addetta al cambio gomme si trovi sprovvista di quelle specifiche coperture, sarebbe davvero utile dare un’occhiata alla classifica delle migliori gomme estive per auto sportive del 2020 redatta dall’autorevole rivista tedesca Autobild.

Gli esperti della testata, dopo un impegnativo test svolto sotto l’implacabile sole del Texas che ha visto come “protagonisti” 10 diversi pneumatici da 19 pollici, nelle misure 245/35 R19 e 265/35 R19, hanno stilato una graduatoria che ha visto primeggiare le gomme Continental Sportcontact6, risultato forse un pò “favorito” dal fatto che le prove si siano svolte sul circuito Uvalde Proving Grounds della stessa Continental, anche se bisogna ammettere che gli pneumatici vincitori si sono comunque rivelati al top per quanto riguarda le doti dinamiche.

Ecco, dunque, la classifica completa con tutti i pro e i contro di ogni modello di pneumatico.

  1. CONTINENTAL SPORTCONTACT6
    • Pro:
      • doti dinamiche;
      • frenata ridotta in qualsiasi condizione dell’asfalto;
      • stabilità in curva su bagnato.
    • Contro:
      • prezzo;
      • comfort nella media.
  2. MICHELIN PILOT SPORT 4S
    • Pro:
      • guida su bagnato e asciutto;
      • precisione dello sterzo;
      • controllo dell’aquaplaning;
      • distanze di frenata ridotte.
    • Contro:
      • prezzo più alto tra i 10 modelli del test.
  3. GOODYEAR EAGLE F1 SUPERSPORT
    • Pro:
      • stabilità in curva;
      • guida su asciutto;
      • precisione di sterzo;
      • distanza di frenata su asciutto e bagnato;
      • comfort.
    • Contro:
      • rumore;
      • resistenza al rotolamento.
  4. HANKOOK VENTUS S1 EVO²
    • Pro:
      • prestazioni equilibrate;
      • stabili su asciutto e bagnato;
      • poco rumorosi;
      • bassa resistenza al rotolamento;
      • prezzo adeguato.
    • Contro:
      • risposta dello sterzo meno pronta.
  5. VREDESTEIN ULTRAC VORTI
    • Pro:
      • stabilità in curva;
      • buon comportamento dinamico;
      • precisione sterzo;
      • controllo dell’aquaplaning;
      • spazi di frenata ridotti su asciutto;
      • prezzo.
    • Contro:
    • resistenza al rotolamento.
  6. FALKEN AZENISS FK510
    • Pro:
      • precise sul bagnato;
      • distanza di frenata breve su asciutto e bagnato;
      • comfort;
      • prezzo.
    • Contro:
      • sottosterzo su asciutto;
      • resistenza al rotolamento.
  7. YOKOHAMA ADVAN SPORT V105
    • Pro:
      • prestazioni bilanciate e frenata breve su asciutto;
      • maneggevolezza su bagnato.
    • Contro:
      • spazi di frenata su bagnato;
      • resistenza al rotolamento;
      • comfort;
      • prezzo.
  8. TOYO PROXES SPORT
    • Pro:
      • spazi di frenata su asciutto;
      • controllo acquaplaning;
      • prezzo.
    • Contro:
      • sottosterzo su asciutto e bagnato;
      • sterzo meno pronto;
      • comfort discreto.
  9. MICHELIN PILOT SPORT CUP 2
    • Pro:
      • ottime prestazioni su asciutto;
    • Contro:
      • prestazioni su bagnato.
  10. NANKANG NOBLE SPORT NS-20
    • Pro:
      • sicurezza in aquaplaning;
      • prezzo.
    • Contro:
      • spazio di frenata eccessivo su asciutto e bagnato;
      • poca maneggevolezza;
      • resistenza al rotolamento.

International GT Open: per BMW e Ferrari una vittoria a testa

International GT Open: per BMW e Ferrari una vittoria a testa, ma dopo Monza è ancora la Rossa a guidare la classifica di campionato

Mikkel Mac e la sua Ferrari, vincendo questo pomeriggio gara 2, si riprendono il comando della generale, respingendo l’attacco della BMW, che si era imposta ieri in gara 1. Un folto pubblico ha affollato l’impianto, tanti appassionati nel ricco paddock. Tutti i risultati delle undici gare in programma.

Monza, 23.09.2018 – L’avvincente battaglia per la conquista del primato nel Campionato International GT Open ha richiamato al Monza Eni Circuit un pubblico numeroso in questo caldo primo fine settimana d’autunno. Oltre alla serie regina del week end, che ha visto un bel duello fra Ferrari e BMW che si sono spartite la posta – con vantaggio della Casa di Maranello che mantiene la testa della classifica piloti con il britannico Mikkel Mac – altre 9 gare di 4 interessanti campionati hanno entusiasmato gli appassionati.

Nell’International GT Open, la BMW M6 #47 del team Teo Martìn si afferma in gara 1 con lo spagnolo Fran Rueda il quale resiste al ritorno di uno scatenato Andrea Montermini che con la sua Ferrari 488 RS Racing #11 alla fine si deve accontentare della seconda posizione a soli 6 decimi – dopo 70 minuti di gara! – dal vincitore. Ma iniziamo il racconto dalla partenza che vede in prima fila proprio la Ferrari #11 con Daniele Di Amato che aveva fatto registrare il miglior tempo nelle qualifiche precedendo di soli 5 millesimi la Lamborghini Huracan #63 Imperiale Racing di Giovanni Venturini. Di Amato difende la testa alla prima variante, nonostante un contatto con Venturini, mentre Riccardo Agostini (Lamborghini Huracan #25 Imperiale Racing), partito in seconda fila con il terzo tempo, si ritrova in fondo al gruppo a causa di un tamponamento subito dalla Huracan #90 Target Racing guidata da Loris Spinelli. Le posizioni sono quindi: Di Amato, Venturini, Damiano Fioravanti (Huracan #12 Ombra Racing), il britannico Tom Onslow-Cole (Mercedes AMG #20 SPS), Bertrand Baguette (Honda NSX #8 JAS), Spinelli, mentre Agostini riesce a risalire varie posizioni.

A causa di due uscite di pista fra il 5° e il 10° giro (dell’Audi #96 Optimum e della Ferrari #71 Luzich Racing) interviene due volte la safety car. Di Amato rimane saldamente al comando. All’8° giro Venturini momentaneamente rallenta scendendo al sesto posto, per poi uscire alla prima variante nel corso dell’11° giro innescando nuovamente l’entrata della safety car. Si riparte al 14° giro quando si apre la pit line per i cambi pilota. Durerà cinque minuti in più del previsto proprio a causa della lunga presenza della safety car. A questo punto si ritrova prima la #47 di Rueda, che aveva sostituito il guatemalteco Andrés Saravia, che precede Montermini, la #25 con l’olandese Breukers e la #12 di Stefano Gattuso. Doppio duello fra Rueda e Montermini e fra Breukers e Gattuso. Rueda guadagna un paio di secondi che poi gli consentono di contenere il ritorno di Montermini, così come Breukers riesce a conservare la terza posizione lasciando Gattuso a poco più di 7 decimi di secondo. In quinta posizione la Ferrari #51 Luzich Racing, giunta a Monza da capoclassifica con il danese Mikkel Mac che divide il volante con Alessandro Pier Guidi. Sesto il danese Nicklas Nielsen con la Ferrari 488 #52 Luzich Racing condotta nella prima parte di gara da Eddie Cheever III.

International GT Open

Gara 2 vede in pole la BMW M6 #47 di Rueda che ha al fianco la Ferrari 488  #51 di Pier Guidi. Alla partenza si confermano le loro posizioni, seguiti da tre Lamborghini: la #63 Imperiale Racing con l’olandese Jeroen Mul, la #25 con Breukers e la #90 Target Racing con Alberto Di Folco. La battaglia si sviluppa a suon di giri più veloci che consentono a Rueda di accumulare un vantaggio di 2 secondi circa sugli inseguitori, a posizioni invariate, prima dell’apertura della corsia dei box per cambio pilota. Dopo la girandola dei cambi, al 20° giro, si ritrova in testa la Ferrari #51 con Mikkel Mac che precede la BMW  #47 ora guidata da Saravia. Poi, come prima, tre Lamborghini: la #63 con Venturini seguita dalla #90, con Spinelli, e dalla #25, con Agostini, che hanno invertito le posizioni. Mac accumula un consistente vantaggio, fino a 16 secondi, che viene bruciato dalla safety car resasi necessaria per il recupero dell’Audi R8 #96 di Oliver Wilkinson ferma sul rettifilo prima della Parabolica. Riprende la gara a 8 minuti dal termine ma per poco: nuova safety car per un’altra uscita di pista – la Mercedes #74 dell’austriaco Alexander Hrachowina (HTP Motorsport). Rimane poco più di un giro: grande bagarre ma le posizioni di testa non cambiano. Vittoria quindi per la Ferrari del Luzich Racing, grazie alla quale Mikkel Mac riconquista la testa della classifica del campionato. Al termine, dopo la bandiera a scacchi, uscita di pista con forte impatto contro le barriere per la Mercedes #16 del team Drivex School giunta undicesima: il brasiliano Alan Hellmeister, sempre cosciente, è stato stabilizzato presso il centro medico dell’impianto per poi essere trasportato all’Ospedale San Gerardo.

Fra le monoposto di formula 3 dell’Euroformula Open è proseguito a Monza il dominio in campionato del brasiliano Felipe Dragovich (RP Motorsport) che ha colto in questo fine settimana le vittorie numero 9 e 10 della stagione. In gara 1 Drugovich parte dalla seconda fila, preceduto in prima dai due piloti che soli sono riusciti a conquistare quest’anno, una a testa, le due gare lasciate “libere” dal brasiliano: l’olandese Bent Viscaal (Race), in pole position, e l’argentino Marcos Siebert (Campos Rracing). Al via Viscaal tiene la testa, mentre Drugovich sale al secondo posto. Al quinto giro il brasiliano conquista il primo posto che difende prima da Viscaal, a cui è fatale la prima variante all’11° giro con un’uscita di pista che gli pregiudica la gara, e poi da Marcos Siebert – staccato al termine di più di 4 secondi. Terzo arriva, a 4 decimi, l’austriaco Lukas Dunner (Drivex School), primo fra i rookie. Quarto Leonardo Lorandi (RP Motorsport).

formula 3

In gara 2, Drugovich parte in pole e conserva sempre la prima posizione: dominio totale; gli unici problemi gli vengono posti da Viscaal, al via e alla ripartenza dopo l’ingresso della safety car a un terzo di gara, e da Lorandi prima del 12° giro. Quest’ultimo, particolarmente sfortunato, viene tamponato da Siebert ed è costretto ad arrivare al traguardo – dove giunge sesto – privo dell’ala posteriore. Dietro Drugovich e Viscaal (primo fra i rookie), bella lotta per la terza posizione: arrivano nell’ordine due piloti Carlin Motorsport, lo statunitense Cameron Das e il brasiliano Mattheus Iorio, che precedono tre piloti RP Motorsport: lo statunitense Kaylen Frederik, Lorandi e il brasiliano Guilherme Samala.

Nella TCR Europe doppia vittoria per il francese Jean-Karl Vernay (Audi RS3 Leopard Lukoil). In gara 1 Vernay, partito in pole, si fa sorprendere alla prima variante dallo spagnolo Mikel Azcona (Cupra PCR Sport), ma riprende la testa nel corso del 5° giro. Il loro duello è condizionato anche dall’uscita due volte della safety car e si conclude al suono della Marsigliese. Terzo il britannico Josh Files (Honda Civic Type KCMG). Ottavo un ottimo Fabrizio Giovanardi (Alfa Romeo Giulietta Mulsanne) che aveva preso il via dalla decima fila. Gara 2 vede in pole il portoghese Francisco Abreu con la Peugeot 308 (Sports & You), accanto a lui Benjamin Lessennes a bordo di una Honda Civic (KCMG). Abreu tiene la testa alla partenza, mentre lo svizzero Stefano Comini (Honda Civic Autodis Racing), partito in seconda fila, rallenta e si sfila dal gruppo. Lessennes perde la seconda posizione a causa di un’uscita del serbo Dusan Borkovic (Hyundai i30 Target). Vernay, partito dalla quinta fila, risale inesorabilmente posizioni e conquista il comando all’inizio del 3° giro. La safety car deve entrare un paio di volte, l’ultima a causa di un contatto fra Lessennes e Abreu alla Ascari. Il ricompattamento del gruppo non mette in difficoltà Vernay che vince con mezzo secondo su Files e sull’ungherese Attila Tassi (Honda Civic Hell Energy Racing).

Caterham Cup

Il fine settimana è stato animato anche da due gare della Caterham Cup, vinte da Antoine Miquel e da Henri Bizet e da tre gare del Radical European Master, vinte le prime due da Manhal Allos e la terza da Mark Crader, entrambi del Radical Works Team.

ACI Racing Weekend

Prossimo appuntamento in calendario sarà l’ACI Racing Weekend previsto dal 5 al 7 ottobre quando saranno in pista piloti e vetture del Campionato Italiano Gran Turismo, del TCR Italy Touring Car Championship, oltre a Mini Challenge, Seat Leon ST Cup, Trofeo Abarth Selenia e Supercup. Tulle le informazioni su www.monzanet.it (p.r.)

GP di Aragón: un altro podio per Andrea Dovizioso

GP di Aragón: un altro podio per Andrea Dovizioso che chiude al secondo posto la gara spagnola. Jorge Lorenzo scivola alla prima curva ed è costretto al ritiro.

Andrea Dovizioso ha chiuso al secondo posto il GP di Aragón dopo una entusiasmante battaglia con Marc Marquez, che ha vinto la gara.

Scattato bene dalla prima fila, il pilota romagnolo del Ducati Team è uscito dalla prima curva al comando della gara ed è rimasto in testa fino al tredicesimo giro, sempre tallonato dal pilota Honda, che lo ha poi superato nella tornata successiva. Ripresa la leadership del GP al sedicesimo passaggio, Andrea si è difeso dagli attacchi di Marquez ma ha subito il sorpasso decisivo a tre giri dalla fine ed ha tagliato il traguardo con un distacco di 648 millesimi dal vincitore.

Gara decisamente sfortunata per Jorge Lorenzo, che scattava dalla pole position. Il pilota maiorchino è andato lungo alla frenata della prima curva, finendo sullo sporco, ed ha perso il posteriore cadendo pesantemente dopo un highside. Rialzatosi zoppicante, Jorge è stato portato al centro medico del circuito dove gli è stata diagnosticata una lussazione al metatarso falangeo dell’alluce destro oltre ad una frattura composta del secondo metatarso. I medici hanno quindi provveduto ad ingessare il piede destro di Lorenzo ma sono fiduciosi sul fatto che Jorge possa essere al via del prossimo GP di Tailandia, in programma sul circuito di Buriram dal 5 al 7 ottobre prossimi.

Immutate le classifiche, con Dovizioso secondo e Lorenzo quarto tra i piloti e la Ducati in seconda posizione tra i costruttori.

Podio di Andrea Dovizioso

Andrea Dovizioso (Ducati Team #04) – 2° 
“La gara di oggi è andata molto bene, considerando anche che ad Aragón di solito facciamo abbastanza fatica e che invece questa volta ci siamo giocati la gara fino all’ultimo giro. Dobbiamo quindi essere contenti perché questa è un’ulteriore dimostrazione del nostro miglioramento. Purtroppo non sono riuscito a contrastare Marquez fino alla fine, perché c’erano delle curve dove andavo più forte io ma in altre parti della pista ero più lento, e quindi non avevo tante carte da giocare. Speravo che lui andasse più in crisi negli ultimi giri e invece proprio in quel momento è stato più veloce di me e questo ha fatto la differenza.”


Caduta di Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo (Ducati Team #99) – ritirato
“Sono davvero deluso e provo molta rabbia per quello che è successo oggi, perché ero convinto di poter fare una grande gara e lottare per la vittoria. Sono partito bene però la linea che ha fatto Marquez, frenando così tardi alla prima curva, mi ha obbligato ad andare lungo ed ha bloccato la mia traiettoria. Per evitare di essere superato dagli altri piloti ho accelerato sullo sporco, la moto mi è partita dietro, e sono caduto. Credo che Marc sia recidivo con questo tipo di azioni: lui non si cura degli altri piloti e lo sa bene. Non ho intenzione di parlare con la Direzione Gara e spero solo che situazioni del genere non si ripetano più nel futuro. Ora dovremo vedere quanto ci metterò a guarire, perchè ho una lussazione ad un dito del piede e un altro fratturato, e spero solo di riuscire ad essere a posto per la Tailandia. E’ un vero peccato andare via da Aragón con un altro zero e per di più infortunato. Sono molto deluso e triste.”

Qualifiche del GP di Aragón: Lorenzo in pole position e Andrea Dovizioso in seconda posizione

Qualifiche del GP di Aragón: splendida doppietta per i piloti del Ducati Team. Jorge Lorenzo in pole position e Andrea Dovizioso in seconda posizione partiranno in prima fila per la gara di domani al MotorLand.

Splendida doppietta ad Aragón per i piloti del Ducati Team. Al termine di un’emozionante sessione di qualifica Jorge Lorenzo ottiene la pole position negli ultimi secondi del turno, segnando il tempo di 1:46.881, davanti al compagno di squadra Andrea Dovizioso, staccato di soli 14 millesimi.

Quella di oggi è la sesta prima fila consecutiva per il Ducati Team, dal Sachsenring in poi, la terza pole position consecutiva per Jorge Lorenzo, ed è anche la seconda doppietta in qualifica per i piloti ufficiali Ducati del 2018, dopo Silverstone.


Ducati Team

Jorge Lorenzo (Ducati Team #99) – 1º – 1:46.881
“Ho aspettato molto per ottenere la mia prima pole position con Ducati, e adesso ne ho già ottenute tre consecutive per cui sono molto contento. E’ stata una qualifica molto strana, con tutti i piloti si stavano aspettando ed io, che ero uscito per ultimo, ero preoccupato per il traffico che ho trovato in pista. Sapevo che avevo solo una possibilità per fare un giro esplosivo, ho spinto al massimo e alla fine, nonostante qualche piccolo errore, ho strappato la pole ad Andrea, che è sempre stato molto veloce oggi. Un’altra doppietta Ducati in qualifica e sono davvero felice per tutta la squadra. Domani la gara sarà un’altra storia, farà molto caldo e sarà dura anche fisicamente. Dovremo capire quale strategia sarà la migliore ma credo che abbiamo un grande ritmo e potremo lottare per la vittoria.”


Andrea Dovizioso (Ducati Team #04)

Andrea Dovizioso (Ducati Team #04) – 2° – 1:46.895 
“Il turno di qualifica è andato benissimo, perché l’importante era ottenere la prima fila e ce l’abbiamo fatta. Con questi tempi tutti così vicini è un attimo ritrovarsi in seconda fila! Il problema è che nella seconda uscita ci siamo trovati tutti insieme e in queste condizioni è molto difficile trovare il tuo spazio. Sono poi riuscito a trovare un piccolo varco e sono stato abbastanza veloce, ma ho dovuto superare Bautista ed ho perso un po’ di tempo. Nonostante questo ho fatto un gran bel crono e quindi sono davvero contento, anche perché la moto funziona veramente bene e per la gara abbiamo un gran bel passo. Domani penso di poter lottare per la vittoria, però la differenza la farà il consumo gomme e dovremo essere bravi a gestire la situazione e a fare la strategia giusta in gara.”

Il XXX Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy

Capoliveri (Isola d’Elba, Livorno), 22 settembre 2018

Il XXX Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy è ancora di Riolo-Floris (Subaru Legacy)

Il XXX Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy è ancora di Riolo-Floris (Subaru Legacy)

Vittoria-bis, per il siciliano Salvatore “totò” Riolo, in coppia con il livornese Alessandro Floris, con una Subaru Legacy, al XXX Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy, uno dei più classici ed ambiti appuntamenti del Campionato Europeo Rally Storici e del Campionato Italiano, penultimo round stagionale di entrambe le serie.

L’eclettico driver di Cerda aveva già chiuso la prima tappa di ieri al comando della classifica nonostante il brivido di una foratura nel finale di giornata, per poi arrivare a sudare freddo nelle prime battute odierne a causa di un problema alla turbina, che proprio durante la “chrono” inaugurale, i 26 chilometri della classica del  “Volterraio” lo aveva relegato al secondo posto, vendendosi sorpassare dal valtellinese Lucio Da Zanche, in coppia con De Luis sulla Porsche 911 SC. Per quest’ultimo, autore di una forte progressione nel finale di prima tappa, la leadership è durata però il lasso di tempo di una sola prova, venendo a sua volta attardato da problemi alla barra stabilizzatrice, per la cui causa ha perso circa 40” scivolando al terzo posto, dietro anche al rimontante “Lucky” (Lancia Delta Integrale).

Riolo si è poi ripreso la testa della corsa ed ha saputo controllare magistralmente la situazione andando a bissare il successo ottenuto nel 2014 con l’Audi Quattro, oltre che aggiudicarsi il quarto raggruppamento, mentre la seconda posizione finale l’ha fatta sua “Lucky”, affiancato da Fabrizia Pons. Per loro un avvio di gara sofferto, per problemi al cambio, portati dietro per l’intera gara, un fardello che comunque non gli ha impedito di tenere il ritmo di vertice sino alla bandiera a scacchi, il cui sventolare in centro a Capoliveri li ha premiati anche come i primi tra gli iscritti al Campionato continentale.

Da Zanche ha chiuso poi terzo, comunque con merito per aver tenuto sempre accesa la fiamma del confronto elbano con grinta e classe, la stessa che hanno avuto i locali  Francesco Bettini-Luca Acri, al debutto con una Lancia Delta Integrale, quarti nella generale ed anche del 4. raggruppamento, protagonisti di una prestazione cristallina che li ha portati anche a siglare il miglior tempo nelle ultime due “piesse”.

Il terzo raggruppamento ha confermato sul podio il trio di Porsche 911 SC che aveva comandato nella prima tappa. Hanno vinto Karl Wagner e Gerda Zauner, marito e moglie, con la loro gialla Porsche 911 Sc, secondi anche per la classifica continentale. Seconda piazza per i palermitani Mannino-Giannone e terzi i toscani Marcori-Innocenti, costantemente in crisi con gli pneumatici ma bravi a non perdere il contatto con la testa della categoria. Quarta posizione per il giovane Alberto Battistolli, il figlio di “Lucky”, in coppia con Cazzaro, con la spettacolare Fiat 131 Abarth, che ha così festeggiato al meglio il frsco titolo tricolore “under 30”.In questo questo raggruppamento si era registrata la maiuscola prestazione di un altro equipaggio locale, Volpi-Maffoni, con la VolksWagen Golf GTI, poi traditi dalla rottura della coppia conica quando gravitavano in quinta posizione dopo sette prove disputate.

I senesi Salvini-Tagliaferri, con la loro verde Porsche 911 RS, hanno primeggiato nel secondo raggruppamento. Già al termine della prima giornata avevano un vantaggio di quasi un minuto su Bertinotti-Rondi (Porsche 911 RSr), rallentati ieri da alcuni errori. La coppia piemontese ha poi finito seconda rimanendo in scia dei vincitori,  con terzi – e con un distacco pesante – gli scandinavi Johnsen-Johnsen, pure loro con una Porsche 911 Carrera RSr.

Il primo raggruppamento lo ha incamerato il varesino Marco Dall’Acqua, in coppia con Galli (Porsche 911), con poco più di tre minuti di vantaggio su Parisi-D’Angelo (Porsche 911), e terzi – ed ancora più staccati – Giuliani-Sora con la Lancia Fulvia HF.

Tra i grandi attesi alla gara si sono registrati alcuni ritiri, a partire dallo svizzero Valliccioni (BMW M3), attesissimo dopo il recente ed inaspettato successo di Udine a fine agosto (fermatosi per aver accumulato ritardi a controlli orari), per arrivare al senese Walter Pierangioli, tradito dal cambio della sua Ford Sierra Cosworth durante la prima tappa quando era quinto nell’assoluta generale, finendo poi con il piacentino Elia Bossalini (Porsche 911), ritirato anche lui per il cambio durante la sesta prova, la prima odierna, quando era quarto e durante la prima tappa si era reso autore di una notevole progressione.

Il grande spettacolo del Trofeo A112 Abarth-Yokohama, che qui all’Elba assegnava i punti come se le due tappe fossero altrettante singole gare per consegnare l’alloro del vincitore stagionale, dopo il primo round di ieri andato in mano ai capoclassifica provvisori Scalabrin- Marin, la seconda sfida di oggi ha conosciuto il bis del driver vicentino di Marostica che ha così vinto il monomarca.

Le due gare di regolarità, il celebre “Graffiti” e quella di “Regolarità media”, anch’essa con la titolarità tricolore, sono state vinte rispettivamente da Roberto Ricci-Enio Biasci (A112 Abarth – 30 penalità)e da Paolo Mercattilj-Francesco Gianmarino, su una Porsche 911T, con 120 penalità.

E’ stato un successo a tutto tondo, il Rallye storico di quest’anno, che ha festeggiato al meglio il trentennale, confermando il proprio ruolo di ambasciatore del territorio elbano, portando per l’occasione sull’isola oltre 10mila presenze e ben 15 nazioni rappresentate dai concorrenti in gara.

sempre-piu-italiani-verso-l-auto-elettrica

Sempre più italiani verso l’auto elettrica: Tesla model 3 nella classifica delle auto più gettonate.

L’auto elettrica, nonostante gli sforzi e gli investimenti delle grandi case automobilistiche mondiali, è salita alla ribalta ed entrata realmente tra le opzioni che vengono prese in considerazione prima dell’acquisto di una nuova auto, grazie ad Elon Musk ed il suo visionario progetto che con Tesla Model 3, la nuova auto di Tesla Motors che ha debuttato negli USA lo scorso luglio e che arriverà in Europa nel 2018.

La “piccola” di casa Tesla, in realtà una berlina più “economica” delle sorelle maggiori, secondo i suoi progettisti dovrebbe rappresentare per milioni di automobilisti, sicuramente per quelli che l’hanno già preordinata, il primo vero punto di svolta nel mercato delle auto elettriche che, nell’arco dei prossimi decenni, sostituiranno quasi totalmente quelle con motori a combustione interna alimentati da carburanti tradizionali.

Nonostante si continuino ad associare a Tesla Model 3 termini come low cost, economica e popolare, che sembrerebbero far presagire numeri da diffusione di massa, l’ultimo modello della company americana ha un prezzo di partenza che si aggira intorno ai 35.000 dollari con una proiezione stimata sul mercato europeo che dovrebbe rendere disponibile la Model 3 ad un prezzo sicuramente superiore ai 40.000 euro, con la soglia dei 50.000 euro lì a portata di mano per un modello full-optional.

Il mercato italiano, seppure più legato rispetto alle altre realtà europee alle auto tradizionali, sembra mostrare importanti segni di apprezzamento verso i nuovi modelli eco-friendly proposti dai vari costruttori, con sempre più italiani che rivolgono attenzioni crescenti verso l’auto elettrica.

Tra le auto più gettonate e desiderate c’è proprio Tesla Model 3, vuoi perché, alla faccia dei proclami che la dipingono come l’elettrica per tutti, alla fine si tratterà di una berlina premium che se la vedrà con BMW Serie 3 e Mercedes Classe C, vuoi perché ha tutto fuorché l’aspetto di un’auto elettrica e, sappiamo bene, come lo stile tocchi le giuste corde dell’animo degli italiani e dei loro desideri.

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Trattandosi quindi, a tutti gli effetti, di un’auto di “lusso” che coniuga stile e prestazioni (ricarica rapida ed autonomia superiore a 300 km), è facile capire che si tratta di un’auto che guarderà ad un pubblico specifico, di certo non quello che acquista vetture utilitarie o tutt’al più di classe media, senz’altro più affascinato dall’idea di compiere il primo passo verso la mobilità elettrica a zero emissioni.

Quindi Tesla Model 3 si ritrova ad essere uno dei modelli elettrici in cima ai desideri degli italiani proprio perché ha un design che colpisce e, nel caso ci si convinca di prendere in considerazione l’acquisto di un’auto elettrica, l’ultimo gioiello di Elon Musk è l’alternativa senza dubbio più accattivante rispetto ad altre marche e modelli più “anonimi” già presenti sul mercato.  

La scelta definitiva di passare ad un’auto elettrica ha spinto tanti (quasi 400.000) a prenotare la Model 3 versando una caparra di 1000 dollari, senza grandi aspettative sulle consegne che, a fronte di incrementi produttivi già in atto, non saranno proprio imminenti.

Se non ci saranno sorprese ed i numeri dovessero continuare ad aumentare, Tesla Model 3 sarà senz’altro la prima auto elettrica che potrà definirsi “di massa”.

guida sportiva

Guida sportiva su strada: quale auto scegliere?

Gli appassionati di auto non possono non aver mai sentito il desiderio di provare una guida sportiva su strada, che possa essere liberatoria, divertente e mettere alla prova il pilota. Ma quale auto scegliere per avere la certezza di affidabilità, sicurezza e piacere della guida? 

Per essere certi di vivere un’esperienza unica e adrenalinica ci sono delle semplici regole da rispettare o, se vogliamo, dei piccoli ma indispensabili trucchi, soprattutto quando si tratta di esperienze che si fanno su strada. Prima di tutto, quindi il primo trucco, è la posizione di guida. Si deve assolutamente stare comodi quando ci si mette al volante, ciò significa avere la giusta distanza tra volante e sedile che dovrà essere minima in modo da poter agire in massima rapidità, cosa fondamentale se si decide di provare l’esperienza della guida sportiva in cui frenate e accelerazioni sono numerosissime. Altra regola è proprio quella del pedale centrale, cioè quello del freno. La guida sportiva necessita di una frenata scalando le marce e non utilizzando spesso il pedale come invece accade con la guida turistica. Il tutto per avere un’ottima padronanza e capacità di controllo del mezzo. Il freno quindi andrà utilizzato il meno possibile perché le frenate brusche porteranno a un’inevitabile riduzione dell’aderenza degli pneumatici sul manto stradale e a problemi di guida che non sono certo auspicabili. 

Attenzione anche al livello della pressione di gonfiaggio delle gomme che andrà sempre controllata perché ha un ruolo molto importante che è quello di garantire la giusta aderenza sull’asfalto. 

Insomma, movimenti graduali e prontezza sembrano essere gli elementi principali per un’ottima guida sportiva che non per forza deve prevedere l’acquisto di un’auto nuova, ma anzi è consigliabile pensare a un noleggio porsche che permetta all’automobilista di fare esperienza divertendosi e avere un veicolo con ottime prestazioni. Dettagli che non devono essere sottovalutati. 

Per avere su strada i risultati desiderati oltre a mettere in pratica questi semplici (ma indispensabili) trucchi, si dovranno anche conoscere le caratteristiche dell’auto che si sceglie di guidare, come la sua cilindrata, il modello, la resistenza su strada e quanto tempo impiega per accelerare. Conoscere il mezzo è sempre un ottimo punto di partenza.

Mettere in pratica questi trucchi sarà più semplice se si avrà a disposizione un’auto che sia sicura, affidabile e che garantisca prestazioni di alto livello in modo da non incorrere in problemi di qualsiasi entità su strada. 

Se non si è troppo esperti, ma si ama la guida sportiva e non vi si vuole rinunciare, è consigliabile affidarsi agli esperti che sapranno avvicinare l’automobilista nel modo giusto a questo mondo fatto di velocità ed esperienza con lezioni su pista nelle quali insegneranno rapidamente le tecniche che poi si potranno riportare su strada utilizzando al meglio le potenzialità dell’auto.

Puresport: il sogno di vivere una giornata nei panni di un vero pilota diventa realtà

Da un lato vi sono: sicurezza, professionalità e competenza. Dall’altro: adrenalina, divertimento e la possibilità di realizzare un sogno. Queste sono le due anime, ben fuse insieme, di Puresport, società nata nel 2000 e fondata da Rosario Campagna grazie alla volontà di concretizzare l’idea di far guidare auto potenti alle persone comuni. Il sogno di molti di vivere nei panni di un vero pilota è così diventato realtà. Da diciassette anni, infatti, ogni cliente di Puresport può effettuare un giro in Ferrari e in Lamborghini e sfrecciare a tutta velocità tra curve e rettilinei sulle piste più famose d’Italia.

Venti professionisti altamente qualificati fra cui vi sono sia istruttori che addetti alla pista, una decina di macchine e l’esclusiva per il circuito di Monza e Vairano: sono sicuramente questi i tre punti di forza di Puresport per garantire a tutti le persone di provare sensazioni uniche. Anche manager e dipendenti d’azienda si mettono alla prova per vedere di oltrepassare i loro limiti, premiati e spinti a vivere questa esperienza unica in modo che possano fare gruppo, forgiare il loro carattere e prepararsi a oltrepassare le loro paure. Promuovendo così una sana competitività, si infonde ad ogni lavoratore il concetto che nulla sia davvero impossibile, basta volerlo, prepararsi e rimanere concentrati sull’obiettivo.

Con Puresport si possono effettuare anche corsi di pilotaggio davvero unici in quanto ci si ritrova al volante di una Formula 1, Formula WS3000 e Formula 3: si impara a gestire le emozioni, ma soprattutto a incanalare l’adrenalina per continuare a spingere sull’acceleratore con gli occhi puntati sulla strada, curva dopo curva, rettilineo dopo rettilineo. Lo staff didattico di Puresport si assicura che ogni cliente riceva le istruzioni necessarie per divertirsi in totale sicurezza apprendendo le tecniche di base della guida sportiva, si adopera affinché tutti possano vivere una giornata da veri piloti e realizzare così il proprio sogno, imparando qualcosa che li porterà ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, un miglior autocontrollo e una maggior sicurezza. Come se non bastasse la società ha inoltre un proprio Racing Team e ha portato alcuni clienti a gareggiare con le monoposto: dai box alla pista, dalle statistiche alla guida.

I clienti del corso di pilotaggio iniziano la loro giornata con la presentazione dello staff e la consegna dell’ambita tenuta da pilota. Dopo il corso teorico sulla tecnica di pilotaggio, sulla potenza della frenata, sulla gestione della potenza e sull’uso dello sterzo, si può effettuare la prima ricognizione in pista per poi finalmente premere il piede sull’acceleratore. La giornata non si conclude però con il ritorno ai box: ogni pilota che si rispetti si ferma per il de-briefing tecnico e l’analisi della propria esperienza. 

Affidandosi a Puresport si ha la certezza di avere il know how dei migliori professionisti sul mercato a propria disposizione. Nessun dettaglio viene lasciato al caso. Tutto viene attentamente vagliato dagli addetti alla pista e dai piloti. L’equipaggiamento, le macchine e le piste vengono controllate scrupolosamente affinché nulla possa rovinare la magia della giornata.

I rischi legati all’importazione dei pneumatici

Ogni anno, coinvolge tantissimi automobilisti la scelta delle gomme, che spesso, non essendo professionisti del settore, rischiano di acquistare delle gomme non adatte alla propria auto o di qualità scarsa.

Ultimamente, va di moda l’importazione di pneumatici da paesi della zona europea, spesso con la scusa di non pagare l’IVA e risparmiare qualche soldino. Tuttavia, questa pratica comporta qualche rischio. Prima di compiere una scelta di questo tipo, bisogna sempre informarsi molto bene. Del resto, l’illecito a causa del mancato versamento dell’IVA non è da prendere sotto gamba, in quanto si corre il rischio di pesanti sanzioni.

Per la propria sicurezza stradale, i pneumatici sono fondamentali, perché da loro dipende lo spazio di frenata, la tenuta di strada e la stabilità della vettura. Per questo è importante acquistarli attraverso canali sicuri. Coloro che vendono pneumatici su internet, spesso lo fanno allo scopo di aggirare l’IVA e per fare ciò, non emettono fattura.

Tuttavia, non solo chi è titolare di una partita IVA ha diritto alla fattura, ma anche il privato.

Questi sono i motivi per cui la fattura è importante, anche per un privato:

  • In caso di difetto di fabbrica della ruota, senza la fattura non è possibile usufruire della garanzia;
  • Senza fattura, all’acquirente potrebbe essere contestato il reato di mancato versamento dell’IVA in futuro ed essere obbligato a risarcire lo stato con conseguente multa;
  • Senza fattura, la quale attesta di aver versato il “contributo per lo smaltimento del pneumatico”, il gommista potrebbe chiedere di pagarlo di nuovo.

Anche dal punto di vista morale è sbagliato! Acquistare senza pagare l’IVA, contribuisce alla concorrenza sleale e a favorire l’illegalità. Si dice che chi evade il fisco, sia “tre volte ladro”, perché sottrae risorse che potrebbero essere destinate ad enti pubblici come ospedali, scuole e strade; perché utilizza a sbafo le strutture dello stato; ed infine, perché altri cittadini dovranno pagare quello che l’evasore non ha pagato (perché alla fine i conti devono sempre tornare…). Insomma, prima di acquistare pneumatici online, assicuratevi che chi li vende, sia anche in grado di emettere regolare fattura a carico del privato o del titolare di partita IVA.

Hankook, un 2017 all’insegna delle competizioni

L’ultimo tassello arriva con l’accordo a lungo termine siglato con il Gruppo Peroni Race, le cui vetture saranno dotate di pneumatici Hankook: il produttore coreano amplia così la sua presenza nel mondo delle competizioni sportive, che in questo 2017 ha già portato alcuni frutti interessanti, soprattutto nel rally.

Hankook corre in Italia

Ma torniamo subito alla notizia principale: da quest’anno, anzi proprio da questo mese di aprile, e per i prossimi anni la Hankook è fornitore esclusivo di pneumatici per l’organizzatore del motorsport italiano Gruppo Peroni Race. Ovvero, il gruppo che promuove diversi Campionati motoristici, come ad esempio la 3 Ore Endurance Champions Cup, la Coppa Italia Gran Turismo, la 6h di Roma, il Master Tricolore Prototipi, la Entry Cup, e che ospita anche le gare del calendario della Renault Clio Cup Italia e della Lotus Cup Italia.

Attenzione alle competizioni

L’importanza di questo accordo è stata sottolineata da Manfred Sandbichler, direttore degli sport motoristici per l’Europa dell’azienda sud coreana, che nel comunicato diramato dopo la firma ha spiegato come questo nuovo impegno rappresenti una ulteriore conferma dell’importanza che per il brand hanno queste tipologie di gare; inoltre, il vasto assortimento di veicoli, che comprende auto da turismo, auto da corsa GT e auto da corsa storiche, consentirà di tracciare lo sviluppo per le soluzioni che saranno poi proposte anche in versione “stradale”.

Studio per le gomme

Attraverso la partecipazione a questi campionati, infatti, il marchio asiatico trae spunti importanti per il miglioramento e l’ottimizzazione delle proprie produzioni; non a caso, la gamma di pneumatici oggi in commercio, come si può vedere sull’ecommerce di Euroimport Pneumatici, è sempre più ampia e performante, a riprova dell’attenzione che Hankook sta concentrando per offrire ai guidatori soluzioni sempre più all’avanguardia.

Esperienza importante

Anche il Gruppo Peroni Race è entusiasta dell’accordo, come traspare dalle parole del presidente Sergio Peroni, che ha già anticipato come “i primi test e le indicazioni fornite da Hankook ci hanno dimostrato che la qualità dei prodotti e l’assistenza sono assolutamente di prima classe”, aggiungendo inoltre che per il gruppo “è un grande onore poter scrivere dei nuovi capitoli della storia degli sport motoristici con un produttore di pneumatici premium come Hankook”.

Asfalto e sterrato

Questo nuovo passo in avanti di Hankook negli sport motoristici si aggiunge a un impegno che ormai è trasversale, e che si concretizza nella fornitura esclusiva di diverse competizioni, come la FIA Formula 3 European Championship, il DTM, le 24H Series powered by Hankook, le gare di FIA F4 in Gran Bretagna e Spagna, la serie TCR in Germania, Italia, Portogallo e Spagna. Un’attività che non è “legata” soltanto all’asfalto, visto che proprio nel nostro Paese l’azienda asiatica ha deciso di puntare anche sullo sterrato tipico del rally.

L’impegno di Hankook nel rally

Nell’ambito del Campionato Italiano Rally 2017, infatti, Hankook fornisce le gomme alla Peugeot 207 S2000 del team piemontese BalBosca, guidata dal giovane talento Luca Panzani, alla prima esperienza assoluta con una vettura a trazione integrale: nel corso della prima prova, nel tradizionale appuntamento con il Rally del Ciocco, il risultato è stato già molto incoraggiante, con un settimo posto assoluto nonostante alcuni problemi tecnici all’idroguida nel finale di gara.

Panzani inizia col piede giusto

Una prestazione che ha dato una ventata di ottimismo alla squadra, e che ha portato il pilota a dichiarare al termine della gara che “non ci rimane altro che crescere“, spiegando che c’è “una buona base di partenza su cui lavorare e proseguire il trend di questo primo appuntamento. Ottimo il lavoro della squadra, perfetta la sinergia con Hankook e i suoi tecnici, il lavoro fatto a tutti i livelli lo ritengo un buon input per il futuro e sono anche estremamente lusingato di avere potuto portare punti importanti a Peugeot per il Campionato Costruttori”, ha concluso Panzani.