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DTM – Alex Zanardi in Bmw, ipotesi affascinante

A cura di Vincenzo Carlesimo

Alex Zanardi, dopo le vittoriose olimpiadi di Londra, ha ancora voglia di rimettersi in gioco nel motorsport.

Il sito tedesco Auto Motor und Sport riporta che il pilota di Castel Maggiore sia già in trattative con Jens Marquardt, team manager del team Bmw DTM, ma il progetto visto l’handicap del due volte campione Indycar è abbastanza complicato.

Nel WTCC, proprio con la Bmw, l’italiano si tolse diverse soddisfazioni vincendo anche alcune gare come Brno(circuito in cui si è sempre espresso ad altissimi livelli)utilizzando un bottone per accelerare sul volante e frenando utilizzando le protesi, ci vorrebbe quindi una vettura DTM preparata alla stessa maniera per vederlo gareggiare anche nel campionato turismo tedesco.

“Se lui(Zanardi) ha deciso di voler gareggiare nel DTM, lo farà con noi nelle prossime gare” – dichiara il portavoce della Bmw, “non abbiamo ancora deciso, ma la risposta non è né un no categorico né un assolutamente sì.”

Marquardt sull’argomento afferma: “Ci sono diverse difficoltà da considerare per un ritorno di Alex in Bmw, sia dal punto di vista strettamente tecnico sia per la sicurezza.”

Il portavoce Bmw considera molto difficile che questo ambizioso progetto si realizzi prima della fine del 2012, probabilmente se le due parti troveranno un accordo Zanardi e Bmw si ritroveranno nel 2013.

Sarebbe bello rivedere Alex in macchina a duellare con gli altri, in un campionato dove ritroverebbe Priaulx e Farfus già compagni di squadra nel WTCC; per ora bisogna solo ringraziarlo per la sua immensa carriera da pilota e le medaglie di Londra, 2 individuali d’oro e quella d’argento con Podestà e Fenocchio nella staffetta mista. Grazie Alex!

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Zanardi alla Treviso Marathon, successo sfiorato.

Treviso Marathon.
Oggi se vuoi stare al passo con i tempi tutto dev’essere scritto in inglese. Si scrive Treviso Marathon, si legge Marca Trevigiana. Terra di radicchio d.o.c., di vini di qualità internazionale, di gente laboriosa, schietta, onesta, fiera.
Gente che vive la sua Terra.
Che conserva nel fiume che l’attraversa da parte a parte una lunga ferita mai rimarginata, nella memoria dei “veci” che resistettero eventi che hanno segnato profondamente la Storia d’Italia.
Dopo la strepitosa vittoria di Venezia, Zanardi porta al debutto tra i lunghissimi rettilinei e le noiose rotatorie che collegano Vittorio Veneto al centro di Treviso,il frutto della collaborazione con l’amico Vittorio,la “PZ1”.
42 Kilometri di aria frizzante, di foschia, di fossi dalle rive bianche di brina, di caminetti fumanti, di cartelli di zone industriali saturati da nomi di ditte che a volerli leggere tutti impiegheresti cinque minuti.
Se si esclude l’ultimo kilometro da percorrere nei sanpietrini del centro città, tra stradine e curve ad angolo retto certamente non ideali per quel tipo di mezzo, il percorso sembra fatto apposta per demolire qualsiasi tipo di record preesistente.

La cronaca della gara vede Zanna partire forte, fortissimo. Il solito Mauro Cattai tenta di mantenere il passo, ma dopo poco più di una ventina di Kilometri a quel ritmo, cede. Solo Paolo Cecchetto, campione europeo della specialità, tiene il passo. Si incolla alle ruote posteriori della PZ1 e non lo molla più. Dopo 41 Km a tutta birra i due entrano nelle mura della città preceduti solamente dalle moto della Direzione Gara.

Come preventivato il ritmo viene spezzato dai repentini cambi di direzione e dal fondo stradale non certo liscio come l’asfalto fin qui assaggiato. A cento metri dall’ arrivo la gara è decisa.Tra gli angoli in marmo dei palazzi antichi, i marciapiedi colmi di spettatori, i sottoportici e i bar aperti, Treviso oggi sembra una Montecarlo nostrana e Zanardi il suo dominatore assoluto.
Impossibile per chiunque tentare il sorpasso dentro a questo toboga.
Zanna non lo sà, ma dietro l’ultimo angolo si nasconde l’imprevisto.
Distratto dalla moto della direzione gara, che esce dal tracciato seguendo un percorso alternativo, a sessanta metri dal traguardo Alex imposta male l’ultima curva a sinistra. La PZ1 non tiene la strada, la ruota interna si alza, capotta. Improvvisamente l’orizzonte di Paolo, fino a qui limitato dalle lenticolari in carbonio del missile in alluminio/titanio, si apre.
Taglia il nastro d’arrivo a braccia alzate, ben conscio di occupare una posizione che oggi non gli compete.
Li dietro invece Alex si rialza per l’ennesima volta, rimette sulle tre ruote il suo prototipo e si avvia sconsolato verso il secondo posto. Gli ultimi metri vengono percorsi tra sbuffi, pugni agitati all’ aria e mani tra i capelli. Appare evidente a tutti come l’aver gettato nel cassonetto della differenziata ( a Treviso Differenziare è Imperativo ) una vittoria ormai certa, lasci nel Campione di Castelmaggiore il più classico gusto di amaro in bocca.
Poi il podio, le foto, gli autografi, l’abbraccio della gente che gli vuole bene e una voce sopra a tutte provenire da dietro alle transenne, a reclamare la sua attenzione.
“Alex ! Ciao ! sono Pierpaolo, quello della Venice Marathon”
“Quel Pierpaolo ??!! Mi ricordo !!! Aspettami li che dopo vengo”
Mentre butto giù queste poche righe, mia figlia gira per casa con un paio di guanti da corsa odorosi di gomma alluminio e sudore.

Guanti con la G Maiuscola. Dell’ Uomo con la U Maiuscola che quest’anno a Treviso si è limitato a seminare. L’anno prossimo passerà a raccogliere.

http://www.pierpaologelussiphotographer.com/

WTCC – Alex Zanardi annuncia il ritiro

Alex Zanardi

Dopo Nicola Larini anche Alex Zanardi annuncia il ritiro dal WTCC, campionato con il quale era tornato a gareggiare dopo il terribile incidente al Lausitzring nel quale ha perso gli arti inferiori.

Zanardi nonostante avesse rischiato di perdere la vita non ha mai perso la sua passione per le corse e, grazie all’uso delle protesi, è tornato al volante della Bmw dal 2005 ad oggi togliendosi la soddisfazione di vincere quattro gare.

E’ un personaggio che mancherà al WTCC: Alex è stato sempre un esempio per molti per la sua determinazione e la grinta che lo ha reso un pilota unico, che gli ha permesso di conquistare la maratona di Venezia con le wheelchair (delle biciclette per atleti disabili) e con le quali vorrebbe affrontare le Olimpiadi di Londra 2012.

Il pilota di Castel Maggiore nell’annunciare il suo ritiro dal WTCC, non ha parlato di esser interessato ad altre categorie, quindi potrebbe lasciare definitivamente il MotorSport a 43 anni e magari dedicarsi alla nuova carriera Olimpica con le wheelchair.

“Non resterò ancora nel WTCC” – annuncia Alex Zanardi – “E’ un peccato, ma quando si chiude una porta, se ne potrebbe aprire una più grande. Sarebbe fantastico gettarsi in nuove sfide, ma per il momento non ci sono.”

Nel suo palmares restano i due mondiali vinti nella CART in America, dove ha effettuato il celebre sorpasso a Bryan Herta al cavatappi di Laguna Seca, che ormai fa parte della storia delle corse.

Grazie Alex!

Vincenzo Carlesimo

Zanardi conquista Venezia !!!

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Il kilometro è il trentesimo, la salita quella della collina del meraviglioso parco di San Giuliano, il profumo quello dell’aria salmastra della laguna mischiato a quello di qualche cespuglio odoroso. Da quassu’ Venezia sembra vicina, dietro l’angolo. Per Lui oggi niente circuito ripetitivo, nessuna partenza da indovinare, nessun avversario da intimidire a colpi di paraurti sul posteriore, nessuna rete o muretto di cemento armato a dividerlo dal suo pubblico. Solo grinta e forza di volontà. La stessa miscela di elementi che una sera di 7 anni fa lo vide abbandonare l’abbraccio della scomoda sedia a rotelle  per rialzarsi in piedi davanti al mondo intero quando il mondo intero credeva che i piedi non ce li avesse più.

Per Lui oggi solo sudore, dolore alle braccia e fiato corto. E bambini che applaudono, donne che salutano, uomini dalla scorza dura e dal cuore tenero, che conoscono la sua storia e lottano contro sè stessi per nascondere occhi lucidi e  groppo in gola. Dopo la salita e il giro della collina, inevitabilmente arriverà la discesa. Una di quelle che non faranno mai la Storia, che in comune con quella dello storico Cavatappi avrà solamente la Laguna.

Veneta, non Seca.

Una discesa che non lascierà nessun avversario di stucco,che non toglierà il fiato. Anzi, te lo farà ritirare, ti farà rilassare per una quarantina di metri. Poco meno di un millesimo rispetto a tutta la Maratona. Oggi sono al Parco con la figlia maggiore e la mia fida fotocamera. Aspettiamo il passaggio del Pilota abbattuto dal Fato e rimesso in piedi dal Carattere, del Padre al quale ho potuto stringere la  forte mano in un freddo pomeriggio bolognese, dell’ Uomo che ha dovuto affrontare salite ben piu’ impegnative di questa.

Improvvisamente una moto della Polizia, un paio di colpi di sirena, un lampeggiante. Alex fa il suo ingresso nel parco con il tostissimo Mauro in scia. Entrambi vanno forte, incredibilmente forte. “Zanna” imposta ogni singola curva con la tipica cattiveria del Pilota, chiudendo ogni possibile porta all’ avversario, tagliando ogni intermedio in testa. Divora letteralmente il saliscendi del Parco in un paio di minuti, lasciando tutti stupiti dal mix di velocità, sofferenza e tenacia dimostrati nel rapidissimo passaggio. Come previsto più di qualcuno tra il pubblico cerca un fazzoletto che non c’è, molti incitano i due, qualcuno scopre  di non aver parole.

Poi il lunghissimo rettilineo del Ponte della Libertà, Venezia e il suo orizzonte sempre piu’ vicino, quattordici ponti e le loro passerelle, Piazza San Marco, l’arrivo da Dominatore assoluto. Con gesti ormai automatici riguardo gli scatti ancora “caldi” di passaggio mentre mia figlia reclama la mia attenzione.

“Papà, ma chi è Zanardi ?”

“Non chi è. Cos’è. Un Uomo con la U Maiuscola, un Pilota con le Palle, un esempio per tutti, un Mito per tanti.”

Anche per Me.

WTCC – GP Imola Gara 2: Yvan Muller batte Tarquini, Gabriele a +9 nel mondiale

Muller Tarquini

Dopo un lunghissimo duello tra Yvan Muller e Gabriele Tarquini, il campione del mondo vince gara due recuperando i punti persi dall’italiano nella prima manche ritornando a –9.

Tarquini non sembrava intenzionato a gestire il vantaggio sul suo compagno di squadra ma ha provato il sorpasso fino all’ultimo giro, anche bussando sul posteriore della Seat numero 1.

Un numero 1 che l’italiano vuole avere sulla sua vettura nella prossima stagione, trovandosi ora in testa al mondiale con 101 punti, contro i 92 di Muller e i 91 di Farfus.

Il brasiliano esce da questa trasferta italiana con un solo punto ottenuto proprio in gara 2 conquistando l’ottavo posto.

A completare il podio ancora una volta la Chevrolet, questa volta quella di Menu, che toglie la possibilità a Zanardi di ottenere il podio nella sua gara di casa.

Il pilota di Castel Maggiore ha completato un buon weekend dove ha ottenuto due quarti posti, restando per tutto il weekend la Bmw più veloce. Il rammarico per Alex è stato non passare il taglio del Q1 durante le qualifiche.

Quinto posto per Jordi Gené, Thompson conferma l’ottimo sesto posto di gara 1 guidando al limite la sua Lada e riuscendo a tenere dietro uno scatenato Rydell che ha provato fino all’ultimo, anche a costo di buttarlo fuori pista, di passarlo.

Come detto in precedenza Farfus è ottavo e guadagna un punticino, nono Priaulx che invece termina questo weekend con 0 punti conquistati.

Stefano D’Aste vince la gara degli Indipendenti, decimo assoluto precedendo Porteiro (12simo)ed Engstler (13simo).

Vincenzo Carlesimo

Classifica Gara 2: Tempo
1. Yvan Muller (Seat Leon TDI) 21:51.680
2. Gabriele Tarquini (Seat Leon TDI) + 0.312
3. Alain Menu (Chevrolet Cruze) + 4.008
4. Alessandro Zanardi (Bmw 320si) + 4.467
5. Jordi Gené (Seat Leon TDI) + 5.632
6. James Thompson (Lada Priora) + 7.190
7. Rickard Rydell (Seat Leon TDI) + 7.612
8. Augusto Farfus (Bmw 320si) + 8.327
9. Andy Priaulx (Bmw 320si) + 8.827
10. Stefano D’Aste (Bmw 320si) + 9.499
11. Sergio Hernandez (Bmw 320si) + 12.380
12. Felix Porteiro (Bmw 320si) + 12.902
13. Franz Engstler (Bmw 320si) + 13.390
14. Tom Coronel (Seat Leon) + 13.933
15. Jörg Müller (Bmw 320si) + 14.351
16. Nicola Larini (Chevrolet Cruze) + 15.582
17. Robert Huff (Chevrolet Cruze) + 19.759
18. Tom Boardman (Seat Leon) + 30.537
19. Kristian Poulsen (Bmw 320si) + 32.926
20. Kirill Ladygin (Lada Priora) + 37.197
21. Andrea Larini (Seat Leon) + 37.198
22. Fabio Fabiani (Bmw 320si) + 1:24.989
23. Tiago Monteiro (Seat Leon TDI) Ritirato
24. Mehdi Bennati (Seat Leon) Ritirato

WTCC – GP Imola Gara 1: Vittoria di Tarquini, Zanardi fuori dal podio

Tarquini(1)

Gabriele Tarquini vince nel gran premio di casa ad Imola, precedendo il suo rivale del campionato e campione del mondo in carica, Yvan Muller.

Completa il podio Robert Huff, quarto Alex Zanardi autore in ogni modo di una grandissima rimonta partito tredicesimo.

Quinta posizione e, vincitore della gara indipendenti, Tom Coronel che precede il protagonista di giornata James Thompson che riesce a conquistare i primi punti per il team Lada, dopo il tentativo fallito di Jaap van Lagen nella scorsa gara di Oschersleben.

Terminano in zona punti Hernandez e Menu, con lo svizzero che quindi partirà in pole position in gara 2.

Andy Priaulx finisce solo in quindicesima posizione, mentre Farfus in lizza per il mondiale è costretto a ritirarsi dopo quattro giri perdendo punti pesanti in classifica dal duo Seat.

Vincenzo Carlesimo

td>Ritirato

Classifica Gara 1: Tempo
1. Gabriele Tarquini (Seat Leon TDI) 29:31.701
2. Yvan Muller (Seat Leon TDI) + 0.409
3. Robert Huff (Chevrolet Cruze) + 0.842
4. Alessandro Zanardi (Bmw 320si) + 1.457
5. Tom Coronel (Seat Leon) + 3.501
6. James Thompson (Lada Priora) + 5.620
7. Sergio Hernandez (Bmw 320si) + 6.002
8. Alain Menu (Chevrolet Cruze) + 6.390
9. Felix Porteiro (Bmw 320si) + 10.004
10. Tom Boardman (Seat Leon) + 10.346
11. Franz Engstler (Bmw 320si) + 10.819
12. Stefano D’Aste (Bmw 320si) + 11.793
13. Mehdi Bennati (Seat Leon) + 12.329
14. Kirill Ladygin (Lada Priora) + 13.424
15. Andy Priaulx (Bmw 320si) + 13.766
16. Kristian Poulsen (Bmw 320si) + 15.321
17. Fabio Fabiani (Bmw 320si) + 22.432
18. Jaap van Lagen (Lada Priora) Ritirato
19. Andrea Larini (Seat Leon) Ritirato
20. Jordi Gené (Seat Leon TDI) Ritirato
21. Jörg Müller (Bmw 320si) Ritirato
22. Rickard Rydell (Seat Leon TDI)
23. Augusto Farfus (Bmw 320si) Ritirato
24. Nicola Larini (Chevrolet Cruze) Ritirato
25. Tiago Monteiro (Seat Leon TDI) Ritirato

WTCC – Qualifiche Gp Imola: Tarquini guida il gruppo Seat, Zanardi fuori dalla top ten

Tarquini

Gabriele Tarquini ottiene la pole position nel Gp di Imola, capitanando un gruppo Seat che ha occupato i primi tre posti sulla griglia di partenza.

Al secondo posto il campione del mondo Yvan Muller, deciso a riprendersi la leadership del mondiale, terza posizione per Rickard Rydell.

Robert Huff toglie alla Seat e Monteiro la soddisfazione di avere le prime due file occupate dalla vettura iberica.

Dietro il portoghese le due Bmw di Agusto Farfus e di Andy Priaulx, l’altra Seat di Gené e Nicola Larini.

Per un problema al motore Alain Menu non è riuscito a completare nemmeno un giro nella Q2 e sarà costretto a partire decimo, Zanardi partirà in tredicesima posizione.

L’Italiano della Bmw era stato molto veloce nelle prove libere, dove ha ottenuto il secondo ed il sesto tempo ma non è riuscito a passare il taglio della Q1 per tre decimi.

Conferma l’ottima prestazione della seconda sessione di libere James Thompson, ottenendo il quindicesimo tempo.

Appena davanti al velocissimo inglese, in quattordicesima posizione, Stefano D’Aste ottiene la pole degli indipendenti precedendo Porteiro (16esimo) e Coronel (17esimo).

Vincenzo Carlesimo

Classifica Qualifiche: Q1 Q2
1. Gabriele Tarquini (Seat Leon TDI) 1:56.139 1:55.530
2. Yvan Muller (Seat Leon TDI) 1:55.840 1:55.726
3. Rickard Rydell (Seat Leon TDI) 1:55.847 1:55.891
4. Robert Huff (Chevrolet Cruze) 1:56.610

1:56.044
5. Tiago Monteiro (Seat Leon TDI) 1:56.189 1:56.252
6. Augusto Farfus (Bmw 320si) 1:56.393 1:56.257
7. Andy Priaulx (Bmw 320si) 1:56.873 1:56.286
8. Jordi Gené (Seat Leon TDI) 1:56.392 1:56.418
9. Nicola Larini (Chevrolet Cruze) 1:56.704 1:56.522
10. Alain Menu (Chevrolet Cruze) 1:56.972 Nessun tempo
11. Sergio Hernandez (Bmw 320si) 1:57.026
12. Jörg Müller (Bmw 320si) 1:57.121
13. Alessandro Zanardi (Bmw 320si) 1:57.208
14. Stefano D’Aste (Bmw 320si) 1:57.306
15. James Thompson (Lada Priora) 1:57.331
16. Felix Porteiro (Bmw 320si) 1:57.419
17. Tom Coronel (Seat Leon) 1:57.472
18. Mehdi Bennai (Seat Leon) 1:57.787
19. Kristian Poulsen (Bmw 320si) 1:57.962
20. Franz Engstler (Bmw 320si) 1:58.029
21. Tom Boardman (Seat Leon) 1:58.170
22. Jaap van Lagen (Lada Priora) 1:58.388
23. Kirill Ladygin (Lada Priora) 1:58.990
24. Andrea Larini (Seat Leon) 1:59.056
25. Fabio Fabiani (Bmw 320si) 2:02.619

WTCC – Gp Imola Prove Libere 1: Tarquini e Zanardi i più veloci

Zanardi -Tarquini

La prima sessione di prove libere del gran premio di Imola vede come protagonisti i due piloti italiani più esperti e più amati dai tifosi: Gabriele Tarquini ed Alex Zanardi.

Il “Cinghio” ottiene il miglior tempo con 1:56.660 precedendo di poco meno di 3 decimi il pilota di Castel Maggiore.

Terzo tempo per Yvan Muller, in cerca di riscatto dopo la deludente gara di Oschersleben, quarto Tom Coronel con l’olandese che è riuscito a risolvere i suoi problemi di sponsor e potrà quindi terminare la stagione.

Augusto Farfus ha il settimo tempo, Andy Priaulx nella sua peggiore annata da quando gareggia nel Wtcc è tredicesimo, Thompson tornato a guidare la Lada Priora diciassettesimo.

Vincenzo Carlesimo

Classifica Prove Libere 1: Tempo Distacco Giri
1. Gabriele Tarquini (Seat Leon TDI) 1:56.660 12
2. Alessandro Zanardi (Bmw 320si) 1:56.947 + 0.287 12
3. Yvan Muller (Seat Leon TDI) 1:57.030 + 0.370 10
4. Tom Coronel (Seat Leon) 1:57.297 + 0.637 13
5. Augusto Farfus (Bmw 320si) 1:57.370 + 0.710 12
6. Sergio Hernandez (Bmw 320si) 1:57.391 + 0.731 13
7. Jordi Gené (Seat Leon TDI) 1:57.629 + 0.969 10
8. Alain Menu (Chevrolet Cruze) 1:57.631 + 0.971 8
9. Robert Huff (Chevrolet Cruze) 1:57.763 + 1.103 9
10. Jörg Müller (Bmw 320si) 1:57.789 + 1.129 12
11. Nicola Larini (Chevrolet Cruze) 1:57.791 + 1.131 9
12. Rickard Rydell (Seat Leon TDI) 1:57.810 + 1.150 13
13. Andy Priaulx (Bmw 320si) 1:57.872 + 1.212 13
14. Tiago Monteiro (Seat Leon TDI) 1:57.901 + 1.241 12
15. Felix Porteiro (Bmw 320si) 1:58.133 + 1.473 14
16. Stefano D’Aste (Bmw 320si) 1:58.216 + 1.556 14
17. James Thompson (Lada Priora) 1:58.260 + 1.600 11
18. Mehdi Bennani (Seat Leon) 1:58.554 + 1.894 13
19. Franz Engstler (Bmw 320si) 1:58.687 + 2.027 13
20. Jaap van Lagen (Lada Priora) 1:58.874 + 2.214 11
21. Kristian Poulsen (Bmw 320si) 1:59.477 + 2.817 11
22. Tom Boardman (Seat Leon) 1:59.483 + 2.823 12
23. Andrea Larini (Seat Leon) 1:59.611 + 2.951 10
24. Kirill Ladygin (Lada Priora) 1:59.743 + 3.083 12
25. Fabio Fabiani (Bmw 320si) 2:03.932 + 7.272 14

Gonzalo Rodriguez, il sorriso da corsa.

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Il ricordo

La vita di ogni uomo è fatta da lacrime e sorrisi. Anche quella di Gonzalo “Gonchi” Rodriguez segue quest’equazione con milioni di sorrisi e una lacrima, purtroppo ineluttabile. Sono trascorsi già 10 anni dalla sua tragica scomparsa. Nessuno ha dimenticato quel tragico 11 settembre 1999, la famosa curva “cavatappi” di Laguna Seca, che ha trasformato in leggenda campioni come Alex Zanardi e Valentino Rossi, gli rese un destino tristemente diverso con la complicità di un muretto troppo vicino alla sede stradale. La sua Lola Mercedes del team Penske (forse per un guasto ai freni) arrivò troppo veloce in frenata puntando il muro protetto da una sola fila di gomme. La monoposto si cappottò nel campo sottostante a ruote all’aria. La scocca della monoposto sembrava aver retto all’urto ma la fortissima decelerazione spezzò l’osso del collo al pilota che non ebbe scampo. Stephen Olvey, il medico della Cart (lo stesso che salvò la vita a Zanardi), descrive con amarezza quel giorno nella sua autobiografia:” Roger Penske, molto scosso, mi pregò di dare la notizia alla famiglia. Per Gonchi il manager dell’Ohio aveva grandi progetti, era rimasto colpito dal suo talento ma anche dall’insolita, per l’ambiente, umiltà. Progetti che era pronto a rimandare in caso di una chiamata dalla Formula 1”. Gonzalo aveva corso col team americano solo la gara di Detroit ma era entrato immediatamente nel cuore dei meccanici e del facoltoso team owner, che mise ha disposizione il proprio aereo personale per riportare la salma in Uruguay.  Le due stagioni successive alla scomparsa l’uruguaiano fu considerato pilota del team. La sua perdita colpì un intero paese. Gonzalo era il personaggio sportivo più famoso. Parole di cordoglio furono espresse dal presidente della Repubblica che proclamò il lutto nazionale, dal sindaco di Montevideo e dall’amministratore delegato della società petrolifera nazionale ANCAP che lo supportava nella carriera. Il Penarol, la sua squadra di calcio del cuore, giocò con il lutto al braccio. A distanza di tutti questi anni le lacrime lasciano il campo al ricordo dei sorrisi del campione sudamericano. Quest’anno in Uruguay per ricordarlo saranno organizzate partite di calcio, un GP sull’autodromo di El Pinar, un timbro postale celebrativo, un premio speciale e in suo onore saranno intitolate strade e piazze. Il tutto all’insegna dello slogan della manifestazione “Segui i tuoi sogni”. La sorella Maria Fernanda lo ricorda come una persona eccezionale, generosa, allegra, onesta, leale, tenace, sincera e positiva, valori che vivono con l’attività della FGR ( Fundacion Gonzalo Rodriguez), che si occupa di aiutare i bambini uruguaiani nell’ambito scolastico, sociale e sportivo. La Fondazione ogni anno assegna un premio il WAA (winning attitudes award) ai migliori piloti e team manager della GP2. L’anno scorso il prestigioso riconoscimento è andato al nostro Giorgio Pantano. Quest’anno il premio sarà nominato “Gonzalo Rodriguez 10 years” e verrà assegnato il 10 settembre a Monza.

la carriera

Gonzalo nacque il 22 gennaio 1971. La sua carriera iniziò a 14 anni con i kart, spinto dal padre Jorge, ex pilota turismo. Divenne presto campione nazionale e poi a 16 anni anche campione sudamericano. Nel 1989 partecipò ai mondiali di kart a Valence in Francia segnando il record del circuito. Dopo aver vinto i campionati nazionali di Formula Renault del suo paese, nel 1992 emigrò in Europa col sogno della Formula 1. Gonzalo scelse la Spagna e il suo campionato di Formula Ford che concluse al secondo posto mettendosi dietro un certo Marc Gene. Per i due anni seguenti si dedicò con risultati incoraggianti alla Formula Renault spagnola ed a quella inglese. Il salto di qualità avvenne nel 1995, Gonzalo si accordò con l’Alan Docking Racing per correre nella Formula 3 inglese. La monoposto era una Reynard motorizzata dal poco competitivo motore Mitsubishi. Nonostante un pacchetto non al top si affermò come miglior rookie dell’anno con diversi piazzamenti a podio e una vittoria a Silverstone. Curioso l’aneddoto della piuma: uno dei meccanici del team inglese gli chiese se lui proveniente dall’Uruguay fosse un indiano? Gonzalo rispose con una grossa risata e subito si fece dipingere una piuma sul casco! Nel 1996 si cimentò nel campionato di F2 inglese (disputato con le Reynard vecchie di un anno della serie europea), con il team Edenbrigde. Doveva essere un anno di apprendistato, invece si tolse molte soddisfazioni cogliendo 4 podi. Per tutti diventò “Speedy Gonzales” e l’adesivo del noto cartoon spuntò sul suo casco. L’anno successivo gareggiò nella serie europea di Formula 3000 col il team Redman & Bright, miglior risultato un sesto posto in un bagnatissimo GP del Nurburgring. Nel 1998 Gonzalo cambiò squadra passando al competitivo team Astromega. Il feeling instaurato con la formazione belga e il suo proprietario Mikke Van Hool fu immediato. Il manager belga ricorda il primo giorno di test a Silverstone: “Gonzalo nonostante la pista umida affrontava la Copse “flat out” (in pieno), risultando il più veloce della giornata. Avevamo capito di avere un campione in casa!”. I risultati, non tardarono ad arrivare in una stagione tutta in crescendo. Restano nella memoria la vittoria di Spa e del Nurburgring, ultima gara dell’anno. La classifica finale vedrà Juan Pablo Montoya vincitore, Nick Heidfield secondo e Gonzalo terzo, rivelazione dell’anno. Il telefono nella sede dell’Astromega cominciò a squillare: i team manager della Formula 1 chiedevano di Gonzalo. Anche l’America da corsa notò il talento dell’uruguaiano. Roger Penske, già sponsor dell’Astromega con il marchio Detroit Diesel, colse la segnalazione dell’amico Brian Redman,  invitando Gonzalo e Mikke Van Hool negli USA. Manager e pilota tornarono con un contratto per correre un paio di gare in Cart e l’opzione per la stagione successiva, Formula 1 permettendo. L’annata 1999 in Formula 3000 cominciò benissimo. Alla seconda gara, Gonzalo vinse, anzi stravinse sul circuito di Montecarlo. La Lola Astromega danzò tra i cordoli del principato di Monaco regalando una gioia incontenibile al team e a tutti i suoi fans uruguaiani. La vittoria ebbe un vastissimo eco mediatico nel suo paese. Gonzalo ormai era un eroe nazionale. La stagione di corse, però, non fu costante. Problemi tecnici lo costrinsero al ritiro in un paio di gare ma riuscì, comunque, a cogliere altri due bei secondi posti, di cui uno a Spa (la sua pista preferita), alla penultima gara dell’anno. Ma era già tempo di esordire in Formula Cart, sul cittadino di Detroit colse subito un punto. Infine quel maledetto “cavatappi” lo rapì dalle corse terrestri per portarlo a quelle celesti. Resta di lui il sorriso “maggico” come direbbe il Mandrake del film “Febbre da cavallo”. Sorriso che non si spegnerà mai.

Angelo Sardo

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F1- Tutti d’accordo con Schumacher

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Appena arrivata, la notizia della rinuncia di Schumacher a ritornare in F1, ha scatenato commenti. Quelli dei medici, innanzitutto, d’accordo con la scelta del pilota tedesco, soprattutto considerando gli effetti che gran premi impegnativi come quelli di Valencia, Spa e Monza, potrebbero avere soprattutto sul suo collo, già traumatizzato dall’incidente in moto dello scorso inverno, ma anche quelli degli addetti ai lavori. Suo fratello Ralf, tra i primi a commentare la decisione, ha infatti dichiarato all’agenzia Dpa,”E’ una grande delusione per tutti, ma la decisione di Michael va accettata. E’ assolutamente chiaro che un ritorno stabile in F1 non può avvenire se le condizioni fisiche non lo consentono”. In seguito sono arrivate le parole del principale competitor della Ferrari con il boss della Mercedes Norbert Haug, che non ha nascosto il suo rammarico,” E’ una grossa delusione per tutti coloro che hanno gioito quando hanno apppreso la notizia del ritorno di Michael. La salute però è una priorità. Su questo non c’è alcun dubbio. Era chiaro sin dall’inizio che i risultati degli esami sarebbero stati decisivi”. In ultimo, uno dei personaggi più coraggiosi del motorsport internazionale, Alex Zanardi, che si è anche espresso sulla scelta di Luca Badoer, classe ’71, come sostituto del Kaiser, “Il rientro sembrava una decisione presa più con il cuore che con il cervello. Paradossalmente prendere un ragazzino della Gp2 sarebbe stata la scelta più logica, con poca esperienza ma allenato e con il colpo d’occhio di chi parte sempre in mezzo ad un plotone di trenta assatanti. A Schumacher queste cose mancano da un po’, ma io avevo fiducia che il suo grande talento lo avebbe aiutato a trovare rapidamente certi meccanismi”. 

Sul sostituto del sostituto non poteva mancare il parere della Federazione Spagnola dell’Automobilismo, non proprio soddisfatta delle scelta operata dalla rossa che non ha premiato il suo porta bandiera, “La Ferrari doveva scegliere Genè per sostituire Massa, non Badoer. E’ una delle cose assurde che hanno deciso i responsabili della Ferrari. Genè è preparato meglio visto che ha appena vinto la 24h di Le Mans. E’ la prima volta che un pilota spagnolo centra un simile obiettivo, sarebbe stata una promozione importante per la scuderia italiana”, chiosando alla fine proprio sul pilota veneto,” Non corre da tre anni, Genè è in condizioni migliori. La decisone va accettata anche se non la condividiamo”.