Kimi Antonelli campione del mondo F1 2026: l’Italia torna sul tetto dopo 73 anni
Kimi sei Campione! Festa grande in tutta l’Italia
“Sfrecciate” a cura di Francesco Bonaccorso
Dispiace rubare a Charles Leclerc il bellissimo soprannome che gli ha dato Carlo Vanzini 7 anni or sono, ma la circostanza lo impone: forse il vero Predestinato è Andrea Kimi Antonelli da Bologna, Italia.
A 20 anni, 2 mesi e 7 giorni è il Campione del Mondo di Formula 1 più giovane di sempre.
Scusate se è poco.
Grazie Kimi

E allora, anche da ferraristi, ti diciamo grazie Kimi.
Grazie perché il tricolore lo hai portato sempre addosso con orgoglio ovunque nel mondo quest’anno, da Melbourne al trionfo mondiale di Città del Messico.
Grazie perché Farina, Ascari e Andretti, che pur ha scelto di rappresentare un’altra nazione ma di nascita era italiano, li possono ricordare a malapena purtroppo solo i nostri padri e i nostri nonni, perché 73 anni sono tanti e hai regalato alla nostra generazione un pilota italiano da raccontare a quelle a venire (ed è solo l’inizio).
Grazie perché, in ultimo e non per ultimo, ti sei dimostrato un campione vero anche fuori dalla pista, mai scorretto e sempre educato con tutti, e quella foto che fa la storia in cui Lewis Hamilton e Max Verstappen ti sollevano sulle spalle sul podio, aggiungendo ai loro 11 titoli mondiali il tuo primo, sta tutta lì a testimoniarlo.
Il destino ha voluto che vincessi con i colori dei nostri più grandi rivali, ma da sportivi e da analisti questo vuol dire solo una cosa: abbiamo tutto da imparare.
Se papà Marco si rivolge a Mercedes per crescere il futuro campione, se è Toto Wolff ad accoglierlo in scuderia a 18 anni dandogli il sedile di un 7 volte campione del mondo uscente, se il suddetto Hamilton e il suddetto Leclerc non hanno una macchina per stare dietro a lui, la colpa è solo della Ferrari.
Ma oggi non è tempo per i processi sommari. Oggi siamo qui per celebrare Kimi.
Da Kimi a Kimi: l’ultima gioia iridata della Ferrari risale a 19 anni fa, con Räikkönen di rosso vestito.
Un Mondiale dominato e strameritato, in primis perché la famosa astronave che guida la guida anche George Russell.
Da sei stagioni in più in Formula 1, 8 primavere in più, super favorito a inizio stagione, teorica “prima guida”: al momento 130 punti in meno in classifica.
Sta tutto qui il capolavoro di Antonelli, che non ha battuto solo la Red Bull di Verstappen, le Ferrari di Hamilton e Leclerc e il campione uscente Lando Norris; ha battuto il compagno di squadra a parità totale di condizione, andando semplicemente sempre più forte di lui, la quintessenza di questo sport.
Andrea Kimi Antonelli ha vinto davvero contro tutto e contro tutti.

La gara
Parte forte come quasi sempre Super Max, che si fa vedere negli specchietti delle rosse già alla fine del lungo rettilineo iniziale. Dietro è bagarre fra le due Ferrari, che finiscono per incappare nell’episodio che segna la gara di entrambi.
Inizialmente Charles si dimostra aggressivo ma corretto, alzando il piede alla seconda curva per evitare guai. Alla prima chicane però, il pilota monegasco arriva a tagliare sull’erba pur di passare il compagno di squadra inglese, dimenticandosi del freno e permettendo a Verstappen di infilarsi davanti a Hamilton, costretto a una correzione che lo rallenta per evitare la collisione con lo stesso Leclerc.
Disastro organizzativo quindi, dato che normalmente Sir Lewis sarebbe potuto essere “risarcito” dalla restituzione della posizione da parte del collega di scuderia, resa irrealizzabile dalla presenza della Red Bull fra di loro “a sandwich”. Al box Ferrari non resta che attendere la sanzione e far andare Charles con “aria pulita” in faccia, che arriva tenera con i 5 secondi che fanno andare su tutte le furie il compagno di squadra.
Per di più la gomma rossa del ferrarista non va oltre il picco prestazionale del vantaggio dei sopracitati 5 secondi stessi, e al primo pit stop contemporaneo permette un capolavoro di strategia agli uomini di Mekies, che passano Leclerc sfruttando la penalità alla perfezione.
Dietro di loro un ancora una volta pessimo George Russell, che sperona al via l’altra Red Bull di Isack Hadjar beccandosi una penalità di 10 secondi, che frustra definitivamente ogni sua speranza mondiale e per la gara in atto.
Le possibilità di una rimonta, data la potenza del motore Mercedes, senza dubbio una spanna sopra tutti quest’anno, ci sarebbero pure, ma il pilota britannico ha dimostrato durante tutta l’annata una difficoltà mortifera nei sorpassi in pista, e difatti rimane prevedibilmente stagnante per tutta la corsa, dietro anche alla non competitiva McLaren di Lando Norris di questa stagione.
La gara si accende, non per il sereno Antonelli sempre a ridosso del podio in posizione più che tranquilla per conquistare il titolo – gli sarebbe bastato il nono posto – con l’incidente solitario di Bottas, che causa addirittura una bandiera rossa.
La disastrosa Cadillac della stagione dell’esordio mondiale aggiunge alla collezione anche uno spaventoso cedimento della sospensione anteriore sinistra, che per fortuna non ha conseguenze sul pilota finlandese che si schianta sulle barriere con il retrotreno.
Come se non bastasse, la scuderia statunitense con sede a Silverstone rovina anche la gara dell’idolo locale Checo Perez, fresco di rinnovo, cui un pit stop lentissimo per un problema a una pistola avvitatrice fa perdere l’incredibile tredicesima posizione ottenuta fino a quel momento.
Dopo la botta di Bottas, concedetemi il facile gioco di parole che mi permetto per esorcizzare solo perché, come detto, non ha alcuna conseguenza sull’ex pilota Mercedes, Hamilton decide per la sosta in più per rimontare una gomma rossa più prestazionale, ma la scelta ha il solo effetto di fargli perdere la posizione sul pilota italiano.
Alla ripartenza dalla griglia Leclerc compromette definitivamente la sua corsa, con una frenata lunghissima a fine rettilineo che produce una fumata bianca più lunga di quella di fine conclave.
L’anteriore sinistra è spiattellata inesorabilmente, ed è già un miracolo che il pilota del Principato riesca ad arrivare al traguardo tenendo dietro Norris, guadagnando una quasi inutile quarta posizione finale.
La collisione fra la McLaren di Piastri e la Racing Bulls di Lindblad verso la fine, che fa “decollare” la vettura del pilota della scuderia di Faenza (anche qui per fortuna senza conseguenze) e incredibilmente lascia quasi illesa quella dell’australiano, aggiunge una spolverata di pepe ai giri finali dopo la Safety Car.
Il risultato però non cambia più: Verstappen vince di nuovo dimostrando di essere il più forte in pista quest’anno dopo AKA, nonostante un ottimo Hamilton gli rimanga incollato fino alla fine per comporre il podio più bello che si potesse immaginare.
Lo ripetiamo: quella foto in cui Max e Lewis sollevano il nostro Kimi la ricorderemo a lungo.
È la fotografia perfetta della stagione.
FAQ su Kimi Antonelli Campione del Mondo F1 2026
Kimi Antonelli è Campione del Mondo di Formula 1 2026?
Sì. Andrea Kimi Antonelli ha conquistato matematicamente il Mondiale Piloti 2026 al Gran Premio di Città del Messico, chiudendo la gara al terzo posto dietro Max Verstappen e Lewis Hamilton.
Quanti anni aveva Antonelli quando ha vinto il Mondiale?
Antonelli aveva 20 anni, 2 mesi e 7 giorni quando ha conquistato il titolo il 1° novembre 2026, diventando il più giovane Campione del Mondo nella storia della Formula 1.
Qual era il precedente record del più giovane Campione del Mondo di Formula 1?
Il record apparteneva a Sebastian Vettel, che conquistò il suo primo Mondiale nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni.
Da quanti anni un italiano non vinceva il Mondiale di Formula 1?
Un pilota italiano non conquistava il Mondiale di Formula 1 dal 1953, quando Alberto Ascari vinse il suo secondo titolo consecutivo con Ferrari. Antonelli ha quindi interrotto un’attesa lunga 73 anni.
In quale posizione è arrivato Antonelli nel GP del Messico 2026?
Antonelli ha concluso al terzo posto. Max Verstappen ha vinto davanti a Lewis Hamilton, mentre Charles Leclerc ha chiuso quarto.
Quale risultato serviva ad Antonelli per diventare Campione del Mondo in Messico?
Gli sarebbe bastato concludere al nono posto, indipendentemente dai risultati di Lewis Hamilton e George Russell. Antonelli ha fatto molto meglio, conquistando il podio.
