Category: News Motori

Peroni Race Weekend – Autodromo Nazionale di Monza

L’atteso appuntamento con il TCR DSG Europe ha entusiasmato gli appassionati che hanno potuto seguire la prova con le dirette TV e lo streaming. Dopo aver conquistato la pole al sabato, i fratelli Giacon vincono il primo appuntamento stagionale del campionato, al termine di una gara rocambolesca. Le emozioni arrivano nel finale con l’ingresso della safety car che, compattando il gruppo, contribuisce ad accendere il duello tra Kevin Giacon e Simone Patrinicola del team HC Racing. Quest’ultimo taglia il traguardo per primo, ma la Direzione Gara lo penalizza di cinque secondi per un taglio di chicane alla prima variante in un sorpasso proprio sul giovane pilota della famiglia Giacon. La vittoria va così ai tre fratelli della Tecnodom Sport, con il duo Oliva-Patrinicola che si deve accontentare della seconda piazza finale. Al terzo posto la coppia Dall’Antonia-Piccin del team BF Motorsport, per un podio monopolizzato dalle Audi RS3 LMS TCR DSG.

Fine settimana agrodolce per il diciannovenne Gianalberto Coldani, arrivato a Monza da leader della classifica della 1.6 Turbo Cup, monomarca con Renault Clio RS 1600 Turbo. Coldani, poleman dopo le qualifiche di sabato, non arriva al traguardo in gara-1, favorendo la vittoria di Giacomo Trebbi (4×4 Explorer) davanti a Jaka Marinsek (Lema Racing) e a Pietro Pio Agoglia (CLG Bloise Motorsport). Sorti ribaltate in gara-2, quando è Trebbi a uscire di pista all’Ascari e a compromettere la propria gara con Coldani che conclude al secondo posto, limitando i danni. La vittoria in gara-2 va a Marinsek, davanti al giovane della MC Motortecnica e a Agoglia, che si conferma sul gradino più basso del podio. 

Sorprese anche nella Coppa Italia GT Club. Il pilota del Gruppo Piloti Forlivesi Stefano Valli, su BMW Z4 GT3, conquista la pole position dopo le qualifiche del sabato mattina, ma finisce nelle retrovie in gara-1 dopo un contatto al primo giro. Vince così Andrea Sapino davanti a Riccardo De Bellis e a Nicola Sarcinelli, con tre Porsche 991 Cup 3.8 sul podio. Gara-2 è senza storia: Valli rimane in testa dall’inizio alla fine, tagliando il traguardo con un distacco di oltre 10 secondi su Alessandro Battaglin e Lucio Cosimo Gioffrè, rispettivamente con una Lamborghini Huracan GT3 e una Huracan Supertrofeo Evo.

Nelle serie di supporto, Franco Monguzzi su GTAM si ripete a Monza nell’Alfa Revival Cup, dopo il successo ottenuto nel 2018. Dietro di lui si piazzano Davide Bertinelli e Fabian Körber, anch’essi su GTAM. Podi tutti diversi tra gara-1 e gara-2 della Mitjet Italia Racing Series, con il lituano Jankavicius che si impone nel primo round su Francesco Malvestiti e Claudio Giudice. In gara-2 vince invece Federico Scionti (partito ultimo) davanti a Roberto Benedetti e Alessandro Ferloni.  Infine, nel Porsche GT Club, alla fine delle tre sessioni domenicali alla ricerca del giro perfetto, il più veloce è Federico Reggiani. Seguono Ivan Costacurta e Giovanni Lastrucci.

Photo Davide Crescenzi

Fonte Comunicato Stampa

Monza Rally Show

Crugnola vince tutto

Andrea Crugnola rimane in testa alla gara nella seconda giornata del Monza Rally Show. La Polo del varesino soffre però nelle lunghe distanze contro la Hyundai i20 ufficiale di Dani Sordo che, nella penultima prova di oggi, sembrava aver scalzato l’italiano dalla testa della classifica. Un problema al motore dello spagnolo nell’ultima PS lascia però campo libero all’equipaggio Crugnola-Bergonzi. Il rally del Monza Eni Circuit, grazie all’unica classe di partenti, è molto combattuto.

Andrea Crugnola si prende anche il Masters’ Show. Bis di successi per il varesino che ha vinto questa mattina il Monza Rally Show. La Volkswagen Polo di Crugnola-Bergonzi (4’16.09) ha vinto questo pomeriggio il Masters’ Show nella sfida finale delle R5 contro la Citroen C3 di Luca Rossetti, navigato da Eleonora Mori (4’21.05).

Fonte comunicato stampa Autodromo di Monza

Foto Davide Crescenzi

ELMS – 4H di Monza

Philip Hanson e Filipe Albuquerque scrivono la storia dell’Endurance con la vittoria della ELMS 4 Ore di Monza nel Tempio della Velocità. L’equipaggio della United Autosports ha vinto infatti oggi all’Autodromo Nazionale Monza il titolo 2020 della European Le Mans Series, tagliando il traguardo per primo con l’LMP2 Oreca 07 Gibson #22 nella gara di durata monzese. La coppia può così vantare nel palmares, un trio di titoli che nessun’altro era ancora riuscito a conquistare nello stesso anno: la vittoria di classe del World Endurance Championship, della 24 Ore di Le Mans e della European Le Mans Series.

La scuderia britannica festeggia anche una doppietta perché al secondo posto nella 4 Ore di Monza è arrivato il prototipo #32 di United Autosports condotto da William Owen, Alex Brundle e Job Van Uitert. Il successo è merito anche di un’oculata strategia che ha avvantaggiato il team nei pitstop contro i diretti avversari. Henrik Hedman, Ben Hanley e Charles Milesi della #27 di Dragonspeed USA hanno così chiuso la gara in terza posizione, dopo aver perso il loro vantaggio. Hanson, partito dalla pole, non ha comunque avuto vita facile nei primi giri a causa della pista umida e di un lungo in prima variante che lo ha fatto retrocedere di parecchie posizioni.

Giornata sfortunata invece per G-Drive Racing che, dopo un contatto in prima variante e la riparazione della vettura ai box, è costretta al definitivo ritiro nella seconda ora di gara per ulteriori problemi all’Aurus 01 di Roman Rusinov, Mikkel Jensen e Nyckl De Vries. L’equipaggio era tra i favoriti dopo i precedenti successi all’Autodromo Nazionale Monza.

United Autosports porta sul podio anche la #2 di Wayne Boyd, Tom Gamble e Robert Wheldon nella categoria LMP3 ma solo sul terzo gradino. Ad avere la meglio è stato il team Inter Europol Competition con Martin Hippe e Dino Lunardi dopo un’ottima rimonta a due ore dalla fine della gara. Niko Kari, Nicolas Maulini e l’italiano Jacopo Baratto concludono secondi con la Ligier JS P 320 #11 di Eurointernational. Il titolo di classe verrà assegnato nella prossima gara di Portimao visto la distanza di soli 10 punti che separa la United Autosports dalla Inter Europol Competition.

Stessa sorte per la coppa della categoria LMGTE che verrà decisa in Portogallo. La Ferrari 488 GTE Evo #74 di Kessel Racing condotta da Michael Broniszewski, David Perel e Nicola Cadei è a solo 7 punti di distanza dalla Porsche 911 RSR di Christian Ried, Michele Beretta e Alessio Picarello (Proton Competition). Le due vetture sono arrivate prima e seconda di classe al termine della 4 Ore di Monza. Al terzo posto sul podio troviamo l’equipaggio femminile composto da Manuela Gostner, Michelle Gatting e Rahel Frey di Iron Lynx, anche loro su Ferrari 488. I loro compagni di squadra sono invece stati coinvolti in un contatto con una LMP3 a inizio della seconda ora e non hanno concluso la gara.

La due ore della Le Mans Cup è stata segnata da ben tre safety car in pista e un full corse yellow che hanno sostanzialmente confermato le posizioni in classifica del round precedente, impedendo ai favoriti di festeggiare la vittoria del campionato. Il prototipo #3 di DKR Engineering condotto da Jean Glorieux e Laurents Hörr vince infatti l’endurance monzese ma si trova a soli 25 punti dalla vettura della Cool Racing #37 guidata da Nicolas Maulini e Edouard Cauhaupe, seconda sul podio e anche in classifica.  Sul terzo gradino del Tempio della Velocità sale la LMP3 #26 di Matthias Kaiser e Rory Penttinen del team Graff, confermando così anche il terzo posto nel piazzamento del campionato, a 15,5 punti dalla Cool Racing.

Nessuna corona d’alloro dunque per le LMP3 al termine di una gara spesso interrotta da incidenti e fuori pista, a partire dall’uscita alla Roggia della Ligier #75 di Idec Sport che costringe la Direzione Gara alla prima safety car. Dopo tre minuti dalla bandiera verde, la #11 di Racing Experience rimane bloccata sopra un cordolo dopo un testacoda in prima variante e entra così la seconda safety car. Trascorsi due minuti dalla ripresa della gara, un incidente all’uscita dell’Ascari coinvolge quattro prototipi e porta in pista la terza safety car. Le sospensioni terminano con un FCY all’inizio dell’ultima ora di gara, consentendo poi ai piloti di dare il meglio nei cinquanta minuti rimanenti. Nelle GT3 il podio è formato dalla Porsche 911 #2 di Pzoberer Zurichsee del duo Leutwiler e Andlauer e dalle due Ferrari 488 di Iron Lynx: secondo posto per Tabacchi e Schirò e terzo posto per Piccini e Mastronardi che sono dunque campioni di classe.

Foto Davide Crescenzi

Fonte Comunicato Stampa Autodromo di Monza

Le migliori gomme estive per auto sportive del 2020

Le migliori gomme estive per auto sportive del 2020

Se ancora non avete fatto il cambio gomme estive, un pò per dimenticanza, un pò perché le solite scadenze previste dalla normativa che disciplina l’alternanza tra gomme invernali e pneumatici estivi hanno subito una proroga al 15 giugno 2020 a causa dell’emergenza COVID-19, sappiate che è consigliabile adeguarvi il prima possibile.

Quando si effettua la sostituzione degli pneumatici la scelta delle gomme da montare non è sempre cosa facile già quando si parla di auto normali, figuriamoci nel caso che il cambio gomme riguardi le auto sportive, veri bolidi con tanti cavalli che hanno bisogno di un’aderenza all’asfalto eccezionale, caratteristica che solo le migliori coperture presenti sul mercato possono garantire.

Prima di scegliere quale modello di pneumatici estivi montare sulla propria supercar, magari optando per l’acquisto online su siti specializzati come Gomme Planet per non correre il rischio che l’officina addetta al cambio gomme si trovi sprovvista di quelle specifiche coperture, sarebbe davvero utile dare un’occhiata alla classifica delle migliori gomme estive per auto sportive del 2020 redatta dall’autorevole rivista tedesca Autobild.

Gli esperti della testata, dopo un impegnativo test svolto sotto l’implacabile sole del Texas che ha visto come “protagonisti” 10 diversi pneumatici da 19 pollici, nelle misure 245/35 R19 e 265/35 R19, hanno stilato una graduatoria che ha visto primeggiare le gomme Continental Sportcontact6, risultato forse un pò “favorito” dal fatto che le prove si siano svolte sul circuito Uvalde Proving Grounds della stessa Continental, anche se bisogna ammettere che gli pneumatici vincitori si sono comunque rivelati al top per quanto riguarda le doti dinamiche.

Ecco, dunque, la classifica completa con tutti i pro e i contro di ogni modello di pneumatico.

  1. CONTINENTAL SPORTCONTACT6
    • Pro:
      • doti dinamiche;
      • frenata ridotta in qualsiasi condizione dell’asfalto;
      • stabilità in curva su bagnato.
    • Contro:
      • prezzo;
      • comfort nella media.
  2. MICHELIN PILOT SPORT 4S
    • Pro:
      • guida su bagnato e asciutto;
      • precisione dello sterzo;
      • controllo dell’aquaplaning;
      • distanze di frenata ridotte.
    • Contro:
      • prezzo più alto tra i 10 modelli del test.
  3. GOODYEAR EAGLE F1 SUPERSPORT
    • Pro:
      • stabilità in curva;
      • guida su asciutto;
      • precisione di sterzo;
      • distanza di frenata su asciutto e bagnato;
      • comfort.
    • Contro:
      • rumore;
      • resistenza al rotolamento.
  4. HANKOOK VENTUS S1 EVO²
    • Pro:
      • prestazioni equilibrate;
      • stabili su asciutto e bagnato;
      • poco rumorosi;
      • bassa resistenza al rotolamento;
      • prezzo adeguato.
    • Contro:
      • risposta dello sterzo meno pronta.
  5. VREDESTEIN ULTRAC VORTI
    • Pro:
      • stabilità in curva;
      • buon comportamento dinamico;
      • precisione sterzo;
      • controllo dell’aquaplaning;
      • spazi di frenata ridotti su asciutto;
      • prezzo.
    • Contro:
    • resistenza al rotolamento.
  6. FALKEN AZENISS FK510
    • Pro:
      • precise sul bagnato;
      • distanza di frenata breve su asciutto e bagnato;
      • comfort;
      • prezzo.
    • Contro:
      • sottosterzo su asciutto;
      • resistenza al rotolamento.
  7. YOKOHAMA ADVAN SPORT V105
    • Pro:
      • prestazioni bilanciate e frenata breve su asciutto;
      • maneggevolezza su bagnato.
    • Contro:
      • spazi di frenata su bagnato;
      • resistenza al rotolamento;
      • comfort;
      • prezzo.
  8. TOYO PROXES SPORT
    • Pro:
      • spazi di frenata su asciutto;
      • controllo acquaplaning;
      • prezzo.
    • Contro:
      • sottosterzo su asciutto e bagnato;
      • sterzo meno pronto;
      • comfort discreto.
  9. MICHELIN PILOT SPORT CUP 2
    • Pro:
      • ottime prestazioni su asciutto;
    • Contro:
      • prestazioni su bagnato.
  10. NANKANG NOBLE SPORT NS-20
    • Pro:
      • sicurezza in aquaplaning;
      • prezzo.
    • Contro:
      • spazio di frenata eccessivo su asciutto e bagnato;
      • poca maneggevolezza;
      • resistenza al rotolamento.

International GT Open

Hanno dovuto aspettare l’ultima gara della stagione al Monza Eni Circuit per conquistare il punto decisivo che ha permesso loro di guadagnarsi il titolo di campioni dell’International GT Open. Albert Costa e Giacomo Altoè con la Lamborghini Huracan GT3 Evo di Emil Frey Racing hanno ottenuto nel Tempio della Velocità il titolo piloti del campionato e assicurato alla loro scuderia la prima posizione nella classifica dei team.

Il duo ha tuttavia atteso fino a domenica per festeggiare perché Costa-Altoè hanno concluso la prima gara di sabato al quarto posto, ad un solo punto dalla vittoria matematica. Emil Frey Racing ha invece potuto sciogliere già dal sabato i dubbi sul titolo team, battendo gli avversari della Teo Martin Motorsport.

Gara-1 ha dunque portato sul podio, nell’ordine, le Mercedes AMG di Miguel Ramos e Fabrizio Crestani (SPS Automotive Performance) e della coppia Loris Spinelli e Riccardo Agostini (Antonelli Motorsport). Al terzo posto, Oliver Wilkinson e Darren Turner di Optimum Motorsport con Aston Martin. In gara-2 hanno prevalso gli equipaggi Teo Martin Motorsport composti da Martin Kodric e Henrique Chaves e Fran Rueda e Andrés Saravia su McLaren 720s. Ultima sul podio, la coppia Norbert Siedler e Mikael Grenier con Lamborghini.

Fonte Comunicato Stampa Monza Eni Circuit

Photo Davide Crescenzi

BLANCPAIN – La 1° tappa a Monza

Alla fine sul podio la bandiera italiana è sventolata ma i piloti che hanno stappato lo champagne non erano quelli che tutti si aspettavano. La 3H of Monza, prima gara Endurance della Blancpain GT Series, ha coronato infatti una new entry del campionato: la Porsche 911 GT3 R della Dinamic Motorsport guidata da Bachler-Rizzoli-Ashkanani. Una sorpresa per gli stessi driver che sono saliti per la prima volta sull’auto meno di un mese fa.

Gli occhi del pubblico erano puntati sulla Mercedes-AMG di Raffaele Marciello e sulla Lamborghini Huracan di Mirko Bortolotti. Il primo, che condivide il volante con Meadows e Abril, aveva prevalso nelle pre-qualifiche di sabato chiudendo un giro in 1:47.645. A segnare il miglior tempo delle qualifiche questa mattina era invece stato l’equipaggio Bortolotti-Engelhart-Ineichen della Grasser Racing in 2:06.007. Sono stati dunque loro a partire in pole position alle 15, tallonati proprio dalla Mercedes #88 dell’Akka ASP tre posizioni dietro.

La pioggia ha rovinato la spettacolare partenza lanciata della gara, costringendo le quasi 50 vetture dietro la safety car per i primi giri. Alla prima finestra per il cambio pilota, mentre Bortolotti cede il volante a Ineichen, sulla Huracan vengono montate gomme slick. La pioggia però continua a scendere e la vettura perde rapidamente posizioni (verrà poi costretta al ritiro per un problema elettrico). Simile sorte per la Mercedes di Marciello che, condotta da Meadows, scivola infatti in fondo al gruppo.

A quaranta minuti dalla bandiera a scacchi, l’entrata della safety car annulla tutti i distacchi e, di fatto, sancisce quasi l’inizio di una nuova gara visto che tutte le vetture montano gomme nuove e la pioggia smette di cadere. A pochi minuti dalla fine, le tre vetture di testa si rincorrono in appena 7 secondi di distacco.

Ad avere la meglio dunque è la Porsche #54 del team reggiano, partita dalla undicesima fila. Ci racconta un emozionato Andrea Rizzoli, appena sceso dal podio: «Sono sincero, non mi sarei mai aspettato di vincere. La partenza è stata difficilissima ma nel corso della gara siamo riusciti a girare veloci.  È un risultato incredibile perché abbiamo avuto solo un mese per provare e preparare l’auto prima dell’inizio della stagione. La strategia dei cambi pilota e delle gomme ci ha premiato. È stato un weekend perfetto e lo ricorderemo per sempre».

Grande rimonta anche per la seconda vettura classificata. La Lamborghini Huracan FFF Racing Team di Caldarelli-Mapelli-Lind chiude infatti risalendo dalle ultime posizioni. Sul terzo gradino del podio, la Mercedes-AMG guidata da Buuman-Stotz-Engel del team Black Falcon.  Le classifiche di classe sono disponibili sul sito www.blancpain-gt-series.com

Fonte Monza Eni Circuit

Foto di Davide Crescenzi

GT Italia al Monza Eni Circuit

il Campionato Italiano Gran Turismo in Brianza ha vissuto il suo penultimo appuntamento stagionale e ha visto mutare, al termine di gara 2, la testa della classifica: al vertice più alto ci sono Daniel Zampieri e Giacomo Altoé con la Lamborghini Huracan di Antonelli Motorsport che ora precedono Stefano Gai (Ferrari 488 team Baldini), oggi solo quarto, di 5 punti, subito dietro l’israeliano Bar Baruch, vincitore sabato di gara 1 insieme a Mattia Drudi, con l’Audi R8 Audi Sport Italia. Questi quattro piloti si contenderanno a fine mese il titolo al Mugello.

Foto di Davide Crescenzi

International GT Open: per BMW e Ferrari una vittoria a testa

International GT Open: per BMW e Ferrari una vittoria a testa, ma dopo Monza è ancora la Rossa a guidare la classifica di campionato

Mikkel Mac e la sua Ferrari, vincendo questo pomeriggio gara 2, si riprendono il comando della generale, respingendo l’attacco della BMW, che si era imposta ieri in gara 1. Un folto pubblico ha affollato l’impianto, tanti appassionati nel ricco paddock. Tutti i risultati delle undici gare in programma.

Monza, 23.09.2018 – L’avvincente battaglia per la conquista del primato nel Campionato International GT Open ha richiamato al Monza Eni Circuit un pubblico numeroso in questo caldo primo fine settimana d’autunno. Oltre alla serie regina del week end, che ha visto un bel duello fra Ferrari e BMW che si sono spartite la posta – con vantaggio della Casa di Maranello che mantiene la testa della classifica piloti con il britannico Mikkel Mac – altre 9 gare di 4 interessanti campionati hanno entusiasmato gli appassionati.

Nell’International GT Open, la BMW M6 #47 del team Teo Martìn si afferma in gara 1 con lo spagnolo Fran Rueda il quale resiste al ritorno di uno scatenato Andrea Montermini che con la sua Ferrari 488 RS Racing #11 alla fine si deve accontentare della seconda posizione a soli 6 decimi – dopo 70 minuti di gara! – dal vincitore. Ma iniziamo il racconto dalla partenza che vede in prima fila proprio la Ferrari #11 con Daniele Di Amato che aveva fatto registrare il miglior tempo nelle qualifiche precedendo di soli 5 millesimi la Lamborghini Huracan #63 Imperiale Racing di Giovanni Venturini. Di Amato difende la testa alla prima variante, nonostante un contatto con Venturini, mentre Riccardo Agostini (Lamborghini Huracan #25 Imperiale Racing), partito in seconda fila con il terzo tempo, si ritrova in fondo al gruppo a causa di un tamponamento subito dalla Huracan #90 Target Racing guidata da Loris Spinelli. Le posizioni sono quindi: Di Amato, Venturini, Damiano Fioravanti (Huracan #12 Ombra Racing), il britannico Tom Onslow-Cole (Mercedes AMG #20 SPS), Bertrand Baguette (Honda NSX #8 JAS), Spinelli, mentre Agostini riesce a risalire varie posizioni.

A causa di due uscite di pista fra il 5° e il 10° giro (dell’Audi #96 Optimum e della Ferrari #71 Luzich Racing) interviene due volte la safety car. Di Amato rimane saldamente al comando. All’8° giro Venturini momentaneamente rallenta scendendo al sesto posto, per poi uscire alla prima variante nel corso dell’11° giro innescando nuovamente l’entrata della safety car. Si riparte al 14° giro quando si apre la pit line per i cambi pilota. Durerà cinque minuti in più del previsto proprio a causa della lunga presenza della safety car. A questo punto si ritrova prima la #47 di Rueda, che aveva sostituito il guatemalteco Andrés Saravia, che precede Montermini, la #25 con l’olandese Breukers e la #12 di Stefano Gattuso. Doppio duello fra Rueda e Montermini e fra Breukers e Gattuso. Rueda guadagna un paio di secondi che poi gli consentono di contenere il ritorno di Montermini, così come Breukers riesce a conservare la terza posizione lasciando Gattuso a poco più di 7 decimi di secondo. In quinta posizione la Ferrari #51 Luzich Racing, giunta a Monza da capoclassifica con il danese Mikkel Mac che divide il volante con Alessandro Pier Guidi. Sesto il danese Nicklas Nielsen con la Ferrari 488 #52 Luzich Racing condotta nella prima parte di gara da Eddie Cheever III.

International GT Open

Gara 2 vede in pole la BMW M6 #47 di Rueda che ha al fianco la Ferrari 488  #51 di Pier Guidi. Alla partenza si confermano le loro posizioni, seguiti da tre Lamborghini: la #63 Imperiale Racing con l’olandese Jeroen Mul, la #25 con Breukers e la #90 Target Racing con Alberto Di Folco. La battaglia si sviluppa a suon di giri più veloci che consentono a Rueda di accumulare un vantaggio di 2 secondi circa sugli inseguitori, a posizioni invariate, prima dell’apertura della corsia dei box per cambio pilota. Dopo la girandola dei cambi, al 20° giro, si ritrova in testa la Ferrari #51 con Mikkel Mac che precede la BMW  #47 ora guidata da Saravia. Poi, come prima, tre Lamborghini: la #63 con Venturini seguita dalla #90, con Spinelli, e dalla #25, con Agostini, che hanno invertito le posizioni. Mac accumula un consistente vantaggio, fino a 16 secondi, che viene bruciato dalla safety car resasi necessaria per il recupero dell’Audi R8 #96 di Oliver Wilkinson ferma sul rettifilo prima della Parabolica. Riprende la gara a 8 minuti dal termine ma per poco: nuova safety car per un’altra uscita di pista – la Mercedes #74 dell’austriaco Alexander Hrachowina (HTP Motorsport). Rimane poco più di un giro: grande bagarre ma le posizioni di testa non cambiano. Vittoria quindi per la Ferrari del Luzich Racing, grazie alla quale Mikkel Mac riconquista la testa della classifica del campionato. Al termine, dopo la bandiera a scacchi, uscita di pista con forte impatto contro le barriere per la Mercedes #16 del team Drivex School giunta undicesima: il brasiliano Alan Hellmeister, sempre cosciente, è stato stabilizzato presso il centro medico dell’impianto per poi essere trasportato all’Ospedale San Gerardo.

Fra le monoposto di formula 3 dell’Euroformula Open è proseguito a Monza il dominio in campionato del brasiliano Felipe Dragovich (RP Motorsport) che ha colto in questo fine settimana le vittorie numero 9 e 10 della stagione. In gara 1 Drugovich parte dalla seconda fila, preceduto in prima dai due piloti che soli sono riusciti a conquistare quest’anno, una a testa, le due gare lasciate “libere” dal brasiliano: l’olandese Bent Viscaal (Race), in pole position, e l’argentino Marcos Siebert (Campos Rracing). Al via Viscaal tiene la testa, mentre Drugovich sale al secondo posto. Al quinto giro il brasiliano conquista il primo posto che difende prima da Viscaal, a cui è fatale la prima variante all’11° giro con un’uscita di pista che gli pregiudica la gara, e poi da Marcos Siebert – staccato al termine di più di 4 secondi. Terzo arriva, a 4 decimi, l’austriaco Lukas Dunner (Drivex School), primo fra i rookie. Quarto Leonardo Lorandi (RP Motorsport).

formula 3

In gara 2, Drugovich parte in pole e conserva sempre la prima posizione: dominio totale; gli unici problemi gli vengono posti da Viscaal, al via e alla ripartenza dopo l’ingresso della safety car a un terzo di gara, e da Lorandi prima del 12° giro. Quest’ultimo, particolarmente sfortunato, viene tamponato da Siebert ed è costretto ad arrivare al traguardo – dove giunge sesto – privo dell’ala posteriore. Dietro Drugovich e Viscaal (primo fra i rookie), bella lotta per la terza posizione: arrivano nell’ordine due piloti Carlin Motorsport, lo statunitense Cameron Das e il brasiliano Mattheus Iorio, che precedono tre piloti RP Motorsport: lo statunitense Kaylen Frederik, Lorandi e il brasiliano Guilherme Samala.

Nella TCR Europe doppia vittoria per il francese Jean-Karl Vernay (Audi RS3 Leopard Lukoil). In gara 1 Vernay, partito in pole, si fa sorprendere alla prima variante dallo spagnolo Mikel Azcona (Cupra PCR Sport), ma riprende la testa nel corso del 5° giro. Il loro duello è condizionato anche dall’uscita due volte della safety car e si conclude al suono della Marsigliese. Terzo il britannico Josh Files (Honda Civic Type KCMG). Ottavo un ottimo Fabrizio Giovanardi (Alfa Romeo Giulietta Mulsanne) che aveva preso il via dalla decima fila. Gara 2 vede in pole il portoghese Francisco Abreu con la Peugeot 308 (Sports & You), accanto a lui Benjamin Lessennes a bordo di una Honda Civic (KCMG). Abreu tiene la testa alla partenza, mentre lo svizzero Stefano Comini (Honda Civic Autodis Racing), partito in seconda fila, rallenta e si sfila dal gruppo. Lessennes perde la seconda posizione a causa di un’uscita del serbo Dusan Borkovic (Hyundai i30 Target). Vernay, partito dalla quinta fila, risale inesorabilmente posizioni e conquista il comando all’inizio del 3° giro. La safety car deve entrare un paio di volte, l’ultima a causa di un contatto fra Lessennes e Abreu alla Ascari. Il ricompattamento del gruppo non mette in difficoltà Vernay che vince con mezzo secondo su Files e sull’ungherese Attila Tassi (Honda Civic Hell Energy Racing).

Caterham Cup

Il fine settimana è stato animato anche da due gare della Caterham Cup, vinte da Antoine Miquel e da Henri Bizet e da tre gare del Radical European Master, vinte le prime due da Manhal Allos e la terza da Mark Crader, entrambi del Radical Works Team.

ACI Racing Weekend

Prossimo appuntamento in calendario sarà l’ACI Racing Weekend previsto dal 5 al 7 ottobre quando saranno in pista piloti e vetture del Campionato Italiano Gran Turismo, del TCR Italy Touring Car Championship, oltre a Mini Challenge, Seat Leon ST Cup, Trofeo Abarth Selenia e Supercup. Tulle le informazioni su www.monzanet.it (p.r.)

GP di Aragón: un altro podio per Andrea Dovizioso

GP di Aragón: un altro podio per Andrea Dovizioso che chiude al secondo posto la gara spagnola. Jorge Lorenzo scivola alla prima curva ed è costretto al ritiro.

Andrea Dovizioso ha chiuso al secondo posto il GP di Aragón dopo una entusiasmante battaglia con Marc Marquez, che ha vinto la gara.

Scattato bene dalla prima fila, il pilota romagnolo del Ducati Team è uscito dalla prima curva al comando della gara ed è rimasto in testa fino al tredicesimo giro, sempre tallonato dal pilota Honda, che lo ha poi superato nella tornata successiva. Ripresa la leadership del GP al sedicesimo passaggio, Andrea si è difeso dagli attacchi di Marquez ma ha subito il sorpasso decisivo a tre giri dalla fine ed ha tagliato il traguardo con un distacco di 648 millesimi dal vincitore.

Gara decisamente sfortunata per Jorge Lorenzo, che scattava dalla pole position. Il pilota maiorchino è andato lungo alla frenata della prima curva, finendo sullo sporco, ed ha perso il posteriore cadendo pesantemente dopo un highside. Rialzatosi zoppicante, Jorge è stato portato al centro medico del circuito dove gli è stata diagnosticata una lussazione al metatarso falangeo dell’alluce destro oltre ad una frattura composta del secondo metatarso. I medici hanno quindi provveduto ad ingessare il piede destro di Lorenzo ma sono fiduciosi sul fatto che Jorge possa essere al via del prossimo GP di Tailandia, in programma sul circuito di Buriram dal 5 al 7 ottobre prossimi.

Immutate le classifiche, con Dovizioso secondo e Lorenzo quarto tra i piloti e la Ducati in seconda posizione tra i costruttori.

Podio di Andrea Dovizioso

Andrea Dovizioso (Ducati Team #04) – 2° 
“La gara di oggi è andata molto bene, considerando anche che ad Aragón di solito facciamo abbastanza fatica e che invece questa volta ci siamo giocati la gara fino all’ultimo giro. Dobbiamo quindi essere contenti perché questa è un’ulteriore dimostrazione del nostro miglioramento. Purtroppo non sono riuscito a contrastare Marquez fino alla fine, perché c’erano delle curve dove andavo più forte io ma in altre parti della pista ero più lento, e quindi non avevo tante carte da giocare. Speravo che lui andasse più in crisi negli ultimi giri e invece proprio in quel momento è stato più veloce di me e questo ha fatto la differenza.”


Caduta di Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo (Ducati Team #99) – ritirato
“Sono davvero deluso e provo molta rabbia per quello che è successo oggi, perché ero convinto di poter fare una grande gara e lottare per la vittoria. Sono partito bene però la linea che ha fatto Marquez, frenando così tardi alla prima curva, mi ha obbligato ad andare lungo ed ha bloccato la mia traiettoria. Per evitare di essere superato dagli altri piloti ho accelerato sullo sporco, la moto mi è partita dietro, e sono caduto. Credo che Marc sia recidivo con questo tipo di azioni: lui non si cura degli altri piloti e lo sa bene. Non ho intenzione di parlare con la Direzione Gara e spero solo che situazioni del genere non si ripetano più nel futuro. Ora dovremo vedere quanto ci metterò a guarire, perchè ho una lussazione ad un dito del piede e un altro fratturato, e spero solo di riuscire ad essere a posto per la Tailandia. E’ un vero peccato andare via da Aragón con un altro zero e per di più infortunato. Sono molto deluso e triste.”

Qualifiche del GP di Aragón: Lorenzo in pole position e Andrea Dovizioso in seconda posizione

Qualifiche del GP di Aragón: splendida doppietta per i piloti del Ducati Team. Jorge Lorenzo in pole position e Andrea Dovizioso in seconda posizione partiranno in prima fila per la gara di domani al MotorLand.

Splendida doppietta ad Aragón per i piloti del Ducati Team. Al termine di un’emozionante sessione di qualifica Jorge Lorenzo ottiene la pole position negli ultimi secondi del turno, segnando il tempo di 1:46.881, davanti al compagno di squadra Andrea Dovizioso, staccato di soli 14 millesimi.

Quella di oggi è la sesta prima fila consecutiva per il Ducati Team, dal Sachsenring in poi, la terza pole position consecutiva per Jorge Lorenzo, ed è anche la seconda doppietta in qualifica per i piloti ufficiali Ducati del 2018, dopo Silverstone.


Ducati Team

Jorge Lorenzo (Ducati Team #99) – 1º – 1:46.881
“Ho aspettato molto per ottenere la mia prima pole position con Ducati, e adesso ne ho già ottenute tre consecutive per cui sono molto contento. E’ stata una qualifica molto strana, con tutti i piloti si stavano aspettando ed io, che ero uscito per ultimo, ero preoccupato per il traffico che ho trovato in pista. Sapevo che avevo solo una possibilità per fare un giro esplosivo, ho spinto al massimo e alla fine, nonostante qualche piccolo errore, ho strappato la pole ad Andrea, che è sempre stato molto veloce oggi. Un’altra doppietta Ducati in qualifica e sono davvero felice per tutta la squadra. Domani la gara sarà un’altra storia, farà molto caldo e sarà dura anche fisicamente. Dovremo capire quale strategia sarà la migliore ma credo che abbiamo un grande ritmo e potremo lottare per la vittoria.”


Andrea Dovizioso (Ducati Team #04)

Andrea Dovizioso (Ducati Team #04) – 2° – 1:46.895 
“Il turno di qualifica è andato benissimo, perché l’importante era ottenere la prima fila e ce l’abbiamo fatta. Con questi tempi tutti così vicini è un attimo ritrovarsi in seconda fila! Il problema è che nella seconda uscita ci siamo trovati tutti insieme e in queste condizioni è molto difficile trovare il tuo spazio. Sono poi riuscito a trovare un piccolo varco e sono stato abbastanza veloce, ma ho dovuto superare Bautista ed ho perso un po’ di tempo. Nonostante questo ho fatto un gran bel crono e quindi sono davvero contento, anche perché la moto funziona veramente bene e per la gara abbiamo un gran bel passo. Domani penso di poter lottare per la vittoria, però la differenza la farà il consumo gomme e dovremo essere bravi a gestire la situazione e a fare la strategia giusta in gara.”