GP Messico F1: perché le auto usano ali da Monaco e pance enormi
“Questione di Millesimi” a cura di Danilo Pasquale Seminara
Come ogni anno Città del Messico, ci regala uno dei gran premi più interessanti, dal punto di vista tecnico, con la sua altitudine di oltre 2.200 metri infatti, non è solo il circuito più alto della storia della F1, ma anche quello con l’aria più rarefatta di tutto il mondiale.
Che sfide rappresenta per le auto più veloci del mondo? E come cercano gli ingegneri di superarle?
L’aria
L’aria, o meglio la sua densità, è il punto chiave per capire perché Città del Messico sia così particolare e problematica per una Formula 1.
Uno, infatti se in tutte le altre 23 piste del calendario, i valori oscillano in media da 1,18 a 1,22 kg/m³, in Messico invece, sono di molto inferiori, di 0,95 kg/m³ circa, come influenza le macchine, questo fattore apparentemente irrisorio?
Analizziamolo componente per componente.
L’aerodinamica
L’aereodinamica, è la parte tra le più importanti, se non la più importante, per le prestazioni di una Formula 1, e questa come il nome stesso dice, si basa sull’aria, si servono di questa per generare carico aereodinamico che, rende la macchina attaccata a terra e permette di fare le curve alle velocità folli, delle Formula 1.
In queste vetture moderne, questo carico arriva principalmente dalle ali e dal diffusore e, semplificando il discorso solo alle ali, il loro funzionamento è in modo molto semplificato quello nello schema sotto.

I pallini raffigurano le molecole d’aria quando, si trovano in un circuito normale quindi, molte e compatte, e che quindi generano tanto carico, ma anche tanta resistenza all’avanzamento (drag). Cosa succede però quando si arriva a Città del Messico?

Come si nota dalla figura, le molecole d’aria con l’aumento dell’altitudine, sono di meno e sono anche sparse ovvero, hanno meno legami tra di loro, portando conseguentemente, a meno aria che sbatte sulle ali, e quindi meno carico aereodinamico, ma anche meno drag, cosa che, può agevolare, una McLaren con problemi di drag da inizio anno.
Stessa cosa anche se con un principio diverso vale per il diffusore e qualsiasi altra parte aereodinamica, che spinge quindi i team a portare una configurazione ad alto carico, stile Monaco, nonostante i lunghi rettilinei.
Turbocompressore
Il turbocompressore nelle macchine di F1, svolge un ruolo molto importante nella prestazione del suo motore termico, infatti questo, semplificandolo all’osso, comprime l’aria per farne arrivare di più al motore, e migliorare la combustione.
Come influisce l’altitudine su questo componente? Come abbiamo detto il ruolo del turbo è, comprimere l’aria, aumentandone di conseguenza la densità. Cosa succede però quando la densità dell’aria nell’ambiente, è di meno rispetto al solito? Come succede ogni anno il turbo fa fatica, e la fa nel dare lo stesso quantitavo di aria al motore, proprio perché ci sono meno molecole d’aria che entrano nel turbo del normale, finendo nel complesso con meno cavalli.
Questo genera anche un circolo vizioso, infatti meno aria arriva al motore, meno gas di scarico produce, meno gira la turbina.
In questo campo Ferrari, dato il suo turbo più piccolo, come accaduto nel 2023, dovrebbe essere svantaggiata rispetto alle altre squadre, sarà quindi interessante capire come, gli ingegneri Ferrari cercheranno di risolvere questo problema.
Il raffreddamento
Come ultimo ma non per importanza, il raffreddamento, questo è infatti, è forse il più importante di tutti, perché se non studiato bene, il rischio di spaccare un componente è alto, e soprattutto in questa parte dell’anno, c’è il rischio di una penalità in griglia per cambio componenti.
Proprio per questo gli ingegneri, ampliano di molto le vie per il raffreddamento, per cercare di far entrare la stessa aria di quella, che farebbe entrare in un circuito normale.
Qui entra in gioco anche un tema di affidabilità come detto, ed è qui che Mercedes potrebbe preoccuparsi, infatti hanno già dimostrato come le loro macchine siano fragili, e queste condizioni di certo non le aiutano.
Sarà quindi un weekend super interessante, a partire dalle prove libere, non solo per il super match point mondiale di Antonelli, ma anche per vedere come, in queste nuove vetture, gli ingegneri abbiano studiato e applicato in pista, le problematiche espresse prima.
Tecnica e Mondiale si incontrano in Messico
Sarà quindi un weekend estremamente interessante a partire dalle prove libere.
Non soltanto per il grande match point mondiale di Kimi Antonelli, ma anche per osservare come gli ingegneri abbiano affrontato uno dei problemi più particolari dell’intera stagione.
Ali enormi nonostante i lunghi rettilinei.
Carrozzerie aperte per far respirare la power unit.
Turbo costretti a lavorare più duramente.
E vetture che devono trovare un equilibrio fra raffreddamento, carico e resistenza aerodinamica in condizioni che non si ripetono in nessun altro circuito del calendario.
In Messico, spesso, quello che sembra aerodinamicamente sbagliato è proprio ciò che serve per andare forte.
FAQ sulla tecnica del GP del Messico
Perché il GP del Messico è particolare per le Formula 1?
L’Autódromo Hermanos Rodríguez si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare. La densità dell’aria è circa il 20% inferiore rispetto alle piste a bassa quota e questo riduce carico aerodinamico e capacità di raffreddamento.
Perché in Messico le Formula 1 usano ali molto grandi?
L’aria meno densa genera meno carico aerodinamico. Per compensarlo, le squadre utilizzano configurazioni ad altissimo carico, simili a quelle impiegate su circuiti lenti come Monaco, nonostante il Messico presenti lunghi rettilinei.
Perché le pance delle F1 sono più aperte in Messico?
L’aria rarefatta raffredda meno efficacemente radiatori e power unit. Le squadre aumentano quindi le aperture della carrozzeria e le feritoie per far passare una maggiore quantità d’aria attraverso i sistemi di raffreddamento.
L’altitudine fa perdere potenza ai motori di Formula 1?
I moderni motori turbo compensano buona parte della perdita che interesserebbe un motore aspirato, ma il turbocompressore deve lavorare più duramente per comprimere l’aria meno densa. Questo aumenta le sollecitazioni e rende più delicata la gestione termica.
Quali squadre hanno portato aggiornamenti tecnici in Messico nel 2026?
Secondo i documenti presentati alla FIA, McLaren, Red Bull, Ferrari, Racing Bulls, Audi e Alpine hanno dichiarato modifiche per il GP del Messico 2026. Gran parte degli interventi riguarda il raffreddamento.
Perché si dice che in Messico si usano ali da Monaco con carico da Monza?
È una semplificazione utilizzata da anni per spiegare l’effetto dell’altitudine: le squadre montano ali molto cariche, ma la minore densità dell’aria riduce fortemente il carico effettivamente generato.
