Rovera recupera fino al quinto posto con la 296 LMGT3: ritmo e strategie a Barcellona
Alessio Rovera risale dalla 13ª posizione e porta la 296 LMGT3 di Vista AF Corse al quinto posto nella 6 Ore di Barcellona; ora il finale di stagione si decide a Monza.
Alessio Rovera ha portato la Ferrari 296 LMGT3 di Vista AF Corse al quinto posto nella 6 Ore di Barcellona, penultimo appuntamento del FIA World Endurance Championship. Dopo i due stint iniziali affidati a François Heriau — impegnato in condizioni di pista bagnata — e allo statunitense Simon Mann, Rovera è salito in vettura durante una fase di virtual safety car e ha compiuto una rimonta consistente sull’asciutto, risalendo dalla 13ª posizione fino alle fasi conclusive della corsa.
La sequenza di pit e la scelta pneumatici
Il cambiamento delle condizioni della pista ha orientato la strategia: Heriau ha dovuto gestire il primo stint sul bagnato, poi la squadra ha scelto la finestra di sosta per passare ai pneumatici slick quando la pioggia non è più tornata. L’ingresso di Rovera in regime di virtual safety car ha ridotto il tempo perso in pit lane e gli ha permesso di effettuare sorpassi efficaci sull’asciutto: un esempio di come la gestione degli stint e la sincronizzazione dei pit siano decisive nelle gare di endurance.
Un problema di regolamento temporaneo
La rimonta non è stata lineare: Rovera è arrivato fino al sesto posto ma, a circa un’ora dalla fine, ha dovuto consegnare nuovamente la vettura a Mann. Per circa due minuti Mann non aveva ancora completato il minimo tempo di guida imposto dal regolamento, situazione poi regolarizzata in pista; l’equipaggio ha concluso al quinto posto e ora somma 64 punti nella classifica iridata.
“Purtroppo devo dire che per l’ennesima volta non siamo stati aiutati neppure da un pizzico di fortuna. E’ la costante della nostra stagione e non posso che essere contrariato. Però sull’asciutto ci siamo comportati molto bene, la Ferrari era competitiva e ho potuto andare all’attacco cercando di guadagnare quanto più possibile. Durante il weekend non è stato semplice trovare una messa a punto ottimale, anche perché il degrado degli pneumatici era piuttosto elevato. Il lavoro di squadra ha funzionato molto bene, così come la macchina, e questa dovrà essere la base dalla quale ripartire per concludere il Mondiale a Monza, davanti ai nostri tifosi, nella maniera che meritano”.
Perché la rimonta racconta l’endurance
Questa tappa mette in luce le dinamiche tipiche delle corse di durata: non basta avere velocità sul giro, servono affidabilità, sincronizzazione dei pit, gestione degli stint e un piano chiaro per gli pneumatici. La combinazione di stint in condizioni differenti (bagnato poi asciutto), il timing della sosta e la capacità del pilota di preservare le gomme pur restando incisivo in attacco sono elementi che pesano quanto i secondi guadagnati in pista.
Per i team, la 6 Ore è una partita a più livelli: il singolo sorpasso può valere poco se poi la gestione degli stint e dei tempi minimi di guida crea penalizzazioni o rischi; al contrario, un buon lavoro di squadra sui pit e sui set-up può trasformare una posizione difficile in un piazzamento utile per il campionato.
Cosa resta e cosa aspettarsi a Monza
Con 64 punti in classifica Vista AF Corse conserva l’obiettivo di salire sul podio finale del mondiale, risultato centrato nelle ultime due stagioni. L’ultimo round sul circuito di Monza si disputerà il 6-8 novembre: la gara casalinga offrirà opportunità di sfruttare il supporto dei tifosi e le caratteristiche della pista, dove contano velocità in rettilineo e gestione dei freni oltre che la resistenza delle gomme.
Per approfondire il calendario e le regole del campionato: FIA World Endurance Championship. Per informazioni sull’Autodromo Nazionale Monza e la 6 Ore di Monza: Autodromo Nazionale Monza. Un riferimento sulla vettura in pista è disponibile anche sul sito ufficiale del costruttore: Ferrari.
Il prossimo appuntamento sarà quindi decisivo per l’equipaggio: la combinazione tra strategia ai box, affidabilità e la capacità dei piloti di gestire stint lunghi sotto pressione determinerà la possibilità di migliorare la classifica iridata nella finalissima di Monza.


Domande frequenti
Perché Rovera è entrato in gara durante la virtual safety car?
Durante la fase di virtual safety car i tempi in pista si comprimono e alcune strategie di pit risultano meno penalizzanti: Vista AF Corse ha sfruttato quel periodo per effettuare il cambio pilota e la transizione dai pneumatici da bagnato a quelli slick senza perdere quanto sarebbe accaduto in regime di gara piena.
Cosa significa che Mann non aveva completato il minimo tempo di guida?
Nel WEC esistono regole che impongono a ogni pilota di completare un tempo minimo in gara. Per circa due minuti, Simon Mann era ancora sotto quel limite quando Rovera gli ha ceduto la vettura; la situazione è stata poi regolarizzata e Mann ha potuto concludere la corsa.
Che incidenza ha avuto il degrado degli pneumatici sulla rimonta della Ferrari?
Secondo il team e il pilota, il degrado è stato elevato: questo ha imposto compromessi nella messa a punto e nella gestione degli stint, obbligando a dosare ritmo e sorpassi per preservare gli pneumatici fino ai pit stop successivi.
Cosa cambia per Vista AF Corse nel finale di campionato a Monza?
Con i punti conquistati a Barcellona l’equipaggio è arrivato a 64 punti: l’obiettivo è agguantare il podio finale nel mondiale. Monza (6-8 novembre) sarà decisiva per posizionarsi in classifica e sfruttare la gara casalinga davanti ai tifosi.
