Il famigerato debutto di Singapore nel calendario di Formula 1

di 2 commenti

La notte in cui le luci di Marina Bay sono state spente dall’ombra del “Crashgate”.

“Oltre il Cronometro” a cura di Riccardo Marrazzo

La Formula 1, si sa, non avrebbe senso di esistere senza le costanti innovazioni, la ricerca della perfezione e dello spettacolo.

Proprio per questo, per il Mondiale del 2008, il Circus si prepara ad accogliere il GP di Singapore, che vedrà le monoposto gareggiare sul Marina Bay Street Circuit.

Non si tratta di una qualunque gara corsa su un cittadino. Per la prima volta nella storia, la bandiera a scacchi verrà sventolata di notte, con l’imponente skyline ad osservare la scena e le luci artificiali ad illuminare le tortuose curve a 90°. Singapore 2008 sarà infatti il primo Gran Premio notturno nella storia della Formula 1.

Quella gara non rispetta alcun pronostico. Va anzi in scena uno spettacolo fuori dalla norma, che non si accontenta di velocità, strategie ed errori imbarazzanti nella corsia box.

Nella piccola città-stato asiatica si consuma uno scandalo senza precedenti, che getta sulle luci di Marina Bay un’ombra che la perseguita ancora oggi.

Un mondiale che non vuole decidersi

Mondiale 2008.

La McLaren ha tra le mani un vero e proprio diamante, il giovanissimo Lewis Hamilton, reduce da una sensazionale stagione da rookie conclusa da – quasi – campione.

La Ferrari, d’altra parte, non ha nulla da invidiare al team di Ron Dennis, avendo nell’abitacolo il campione uscente Kimi Räikkönen e un Felipe Massa in ottima forma, oltre ad una convincente Ferrari F2008.

Felipe Massa durante il caotico pit stop del GP Singapore 2008

La stagione si apre in Australia.

A Melbourne è dominio assoluto di Hamilton, mentre la Ferrari spreca una ghiotta occasione col campione in carica solo ottavo e Massa fuori dai giochi.

Maranello, tuttavia, riesce a rifarsi nelle quattro gare successive, con Kimi che si prende la vittoria a Sepang e a Barcellona, mentre Felipe si riscatta in Bahrain e in Turchia.

Lewis Hamilton ha però qualcosa di speciale nel cilindro.

A Silverstone, la sua gara di casa, si siede in cattedra e tira fuori una prestazione magistrale sotto il diluvio, col povero Felipe Massa che può solo restare a guardare da un’anonima tredicesima piazza.

All’Hungaroring il motore della F2008 del brasiliano lo tradisce a tre giri dal termine. La vittoria va così al secondo pilota McLaren, Heikki Kovalainen, mentre un amareggiato Felipe Massa si rende conto che per vincere dovrà mettere il coltello fra i denti.

Hamilton è un talento generazionale e si sta sempre di più avvicinando al titolo.

Felipe torna a vincere a Valencia e a Spa-Francorchamps, mentre Monza è il palcoscenico della masterclass di un altro talento generazionale, Sebastian Vettel, al volante di una Toro Rosso strepitosa che lo porta alla prima vittoria di una carriera iconica.

Appuntamento al buio

Quindicesimo appuntamento stagionale, Singapore.

Alla vigilia del Gran Premio, il Mondiale è apertissimo. Lewis Hamilton è al comando con un solo punto di vantaggio su Felipe Massa, mentre Kimi Räikkönen è quarto.

Ma c’è un’altra squadra destinata a diventare protagonista di questo weekend, la Renault.

Nel novembre 2007, il due volte iridato Fernando Alonso fugge dalla McLaren, complici la logorante lotta interna con Hamilton e lo scandalo “Spygate”. Torna così alla corte di Flavio Briatore – Team Principal Renault -, col quale è salito sul tetto della Formula 1 nel biennio 2005/2006.

Ma la livrea e il main sponsor non sono le uniche differenze con la vettura di quel periodo; la Renault R28 non è per niente all’altezza dei top team, nonostante i progressi fatti durante la stagione.

A Singapore le Renault fanno una pessima figura, col – poco – figlio d’arte Nelson Piquet Jr. che viene eliminato in Q1 e Alonso che non riesce a completare la Q2 a causa di un problema tecnico alla sua Renault. I risultati ufficiali lo classificano infatti quindicesimo senza tempo in Q2.

Nelle prime file invece, la pole è firmata dalla Ferrari di Massa, che precede Hamilton di oltre sei decimi; Räikkönen si qualifica terzo al fianco della BMW Sauber di Robert Kubica, mentre Kovalainen è quinto.

La partenza vede Felipe Massa restare comodamente davanti ad Hamilton. Kovalainen e Kubica si toccano, col finlandese che perde posizioni, mentre a centro gruppo Alonso riesce a passare la Toyota di Jarno Trulli, raggiungendo la Top Ten.

Quel nefasto tredicesimo giro

er i primi dodici giri, la magica notte di Singapore regala ben poche sorprese.

Ma dal tredicesimo giro in poi, ha inizio una pazzesca serie di eventi che trascinerà quella notte nell’Albo Nero del motorsport.

La Renault chiama Alonso ai box per cambio gomme e rifornimento.

Un paio di giri dopo, il fattaccio: Nelson Piquet Jr. perde il controllo della Renault in uscita da curva 17 e va ad impattare contro le barriere.

Entra quindi in pista la Safety Car, con la pit lane inizialmente chiusa secondo il regolamento dell’epoca.

Ironia della sorte, Alonso ha già effettuato la sosta, il che lo mette in una posizione strategicamente perfetta quando il resto del gruppo sarà costretto a fermarsi.

La Safety Car rientra e il resto della griglia si reca ai box, scatenando il caos in pit-lane.

Renault di Nelson Piquet Jr. dopo l'incidente al GP Singapore 2008

Proprio qui, Felipe Massa torna ad essere baciato dalla sfortuna; una volta terminato il pit stop, il sistema semiautomatico Ferrari gli dà erroneamente il via libera, facendo sì che il brasiliano riparta col bocchettone per il rifornimento ancora attaccato alla vettura, mentre i meccanici lo rincorrono lungo la corsia box in una scena surreale.

Felipe torna in pista ultimissimo, con Räikkönen a sua volta fortemente penalizzato dal caos della sosta Ferrari.

Oltre al danno, la beffa: Massa riceve una penalità drive through per unsafe release, mentre Kimi si ritira a causa di un’uscita alla diabolica “Singapore Sling”; Hamilton nel marasma generale riesce invece a piazzarsi terzo.

La gara si conclude con l’incredibile vittoria di Fernando Alonso, , che ha decisamente beneficiato del bizzarro ritiro di Piquet Jr., mentre il podio è completato da Nico Rosberg e Lewis Hamilton; solo tredicesimo Felipe Massa, che vede quindi il britannico consolidare il vantaggio in classifica. Hamilton esce da Singapore con sette punti di margine sul ferrarista.

Ai posteri l’ardua sentenza

30 luglio 2009.

I nodi vengono al pettine grazie ad una deposizione dello stesso Nelson Piquet Jr. alla FIA.

Il brasiliano confessa che quella notte si è schiantato intenzionalmente alla curva 17 nell’ambito di un piano concordato all’interno della Renault per favorire la strategia di Fernando Alonso.

Il conto del “Crashgate” si presenta il 21 settembre dello stesso anno.

Il Consiglio Mondiale della FIA infligge a Briatore un’esclusione a tempo indeterminato dalle competizioni FIA e a Symonds una squalifica di cinque anni, mentre Piquet Jr. beneficia dell’immunità concessa per la collaborazione e Alonso non viene ritenuto coinvolto nell’organizzazione dell’incidente.

La vicenda disciplinare, però, non finisce lì: le sanzioni personali a Briatore e Symonds vengono successivamente contestate e annullate dal tribunale francese, aprendo la strada al loro futuro ritorno nel motorsport.

Molti anni dopo, nel 2024, Briatore tornerà ufficialmente nel Circus come Executive Advisor di Alpine.

Il debutto di Singapore avrebbe dovuto essere ricordato soprattutto per la prima gara notturna nella storia della Formula 1.

Invece, ancora oggi, quelle luci sono inevitabilmente accompagnate dall’ombra di una parola: Crashgate.

FAQ sul Crashgate di Singapore 2008

Perché il GP di Singapore 2008 è entrato nella storia?

Perché fu il primo Gran Premio disputato in notturna nella storia della Formula 1 e il primo appuntamento iridato corso sulle strade di Singapore.

Chi vinse il GP di Singapore 2008?

Fernando Alonso vinse davanti a Nico Rosberg e Lewis Hamilton, dopo essere partito dalla quindicesima posizione.

Cos'è il Crashgate?

È il nome con cui è diventato famoso lo scandalo legato all’incidente intenzionale di Nelson Piquet Jr. durante il GP di Singapore 2008, organizzato per favorire la strategia Renault di Fernando Alonso.

Fernando Alonso sapeva del piano?

Le indagini non dimostrarono il coinvolgimento di Alonso nell’organizzazione dell’incidente e il pilota non venne sanzionato.

Cosa accadde a Felipe Massa?

Massa era in testa quando, durante il pit stop successivo alla Safety Car, ricevette erroneamente il segnale di ripartire con il tubo del rifornimento ancora collegato. Concluse tredicesimo, mentre Hamilton arrivò terzo. Formula 1® – The Official F1® Website

Perché il Crashgate ebbe conseguenze così gravi?

Perché l’incidente fu provocato deliberatamente per alterare l’andamento della gara, trasformando un normale elemento di competizione sportiva in una manipolazione intenzionale del risultato.

2 commenti

Partecipa alla discussione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati.