GP Singapore 2026: Verstappen domina, Leclerc resiste e Antonelli vede il Mondiale
La pole position conquistata per appena 54 millesimi su Charles Leclerc aveva raccontato di una Red Bull velocissima, ma non irraggiungibile. La gara, invece, ha restituito un’immagine diversa. Max Verstappen ha vinto il Gran Premio di Singapore 2026 con l’autorità di chi sa esattamente quando attaccare, quando amministrare e quando lasciare che siano gli avversari a consumare le proprie opportunità.
Sul circuito cittadino di Marina Bay, il quattro volte campione del mondo ha conquistato la sua prima vittoria a Singapore, la 73ª in carriera, nel giorno della sua 250ª partenza in Formula 1. Un risultato significativo anche per la Red Bull, che dopo il successo del precedente fine settimana in Malesia conferma di aver ritrovato una competitività importante.
Alle sue spalle, Charles Leclerc ha portato la Ferrari al secondo posto, a 7,335 secondi dal vincitore. Un risultato solido, maturato attraverso una gara combattuta e una strategia a due soste, ma che lascia inevitabilmente qualche interrogativo sulle possibilità della SF-26.
Il terzo gradino del podio è andato ad Andrea Kimi Antonelli. E proprio qui il risultato di Singapore assume una dimensione che supera quella della singola corsa: il pilota Mercedes mantiene saldamente il comando del Mondiale e porta a 102 punti il vantaggio sul compagno George Russell.
Tre protagonisti, tre storie differenti. Verstappen che torna a imporre la propria legge, Leclerc che prova a tenere viva la sfida e Antonelli che continua ad avvicinarsi a un titolo che avrebbe un significato storico per la Formula 1 italiana.
Verstappen e Leclerc: il Gran Premio si decide già alla prima curva?
Il primo momento decisivo arriva pochi secondi dopo lo spegnimento dei semafori.
Verstappen parte dalla pole position, Leclerc gli scatta accanto dalla seconda casella. Il monegasco ha un buono spunto e prova immediatamente a sfruttare l’occasione. Il pilota Red Bull, però, chiude con decisione la traiettoria verso la prima curva, mantenendo il comando.
Su un circuito come Marina Bay, dove superare richiede spesso una superiorità di passo importante, conservare la leadership al via ha un valore particolare.
Leclerc non si arrende. Nei primi giri rimane vicino alla Red Bull, arrivando a circa sei decimi di distanza, abbastanza per poter utilizzare l’Overtake Mode e cercare di mettere pressione all’avversario.
Per qualche tornata la Ferrari sembra avere le risorse per contendere il comando. È una fase interessante perché conferma quanto già emerso dalle qualifiche: sul giro secco le differenze tra le due monoposto erano state minime.
Ma la domenica presenta un’altra sfida.
Verstappen comincia gradualmente ad allungare. Al quindicesimo giro ha costruito un margine di 2,6 secondi, sufficiente per alleggerire la pressione e impostare la gestione degli pneumatici secondo le esigenze della Red Bull.
È in questa fase che la gara cambia carattere. Il confronto diretto lascia spazio a una sfida a distanza, fatta di tempi sul giro, consumo delle gomme e scelte ai box.
La Ferrari deve decidere come provare a recuperare terreno senza compromettere la parte finale della corsa. La Red Bull, invece, può lavorare sulla propria strategia da una posizione di vantaggio.

Il segreto della Red Bull: velocità quando serve e una strategia senza sbavature
Verstappen prende il via con pneumatici soft. Una scelta che gli permette di sfruttare la mescola più prestazionale nei primi giri, quando difendere la posizione su Leclerc è fondamentale.
Il successo, però, non dipende soltanto dalla partenza.
La Red Bull riesce a prolungare il primo stint fino al 33º giro, quando richiama Verstappen per montare le gomme medie. Il pit stop si svolge regolarmente e il pilota olandese conserva il comando della corsa.
La strategia a una sosta funziona perché la squadra ha costruito il margine necessario per gestire il momento del cambio gomme senza mettere a rischio la leadership.
Non significa necessariamente che Red Bull disponesse della monoposto più veloce in ogni singola fase. Significa che, nell’arco dell’intero Gran Premio, ha saputo combinare ritmo, durata degli pneumatici e posizione in pista meglio dei principali avversari.
È una differenza sostanziale.
In una gara cittadina non basta essere veloci. Bisogna evitare di ritrovarsi nel traffico, proteggere gli pneumatici quando necessario e reagire agli episodi che possono alterare la strategia.
Verstappen riesce a fare tutto questo, conservando un margine che gli permette di controllare anche le fasi più movimentate della seconda metà di gara.
Nemmeno un problema alle comunicazioni radio nel finale modifica il risultato. Il collegamento con il muretto diventa difficoltoso e la squadra ricorre anche alla tradizionale tabella esposta sul rettilineo dei box per trasmettere informazioni al pilota.
Un inconveniente insolito nella Formula 1 moderna, ma che non compromette una vittoria ormai ben indirizzata.
Il dato interessante è che Verstappen aveva costruito la propria sicurezza molto prima dell’ultimo giro. La capacità di trasformare una pole position conquistata per pochi millesimi in un successo con oltre sette secondi di vantaggio racconta quanto sia stata efficace l’esecuzione della Red Bull.
Ferrari, due strategie e due risultati: Leclerc sul podio, Hamilton soltanto sesto
Se la gara di Verstappen è stata relativamente lineare, quella della Ferrari ha avuto uno sviluppo decisamente più complicato.
Leclerc e Hamilton iniziano la corsa con strategie differenti. Il monegasco parte con le soft, mentre il sette volte campione del mondo sceglie le medie.
È una diversificazione che offre alla squadra due possibilità di lettura della gara, ma che richiede anche di reagire rapidamente all’evoluzione degli pneumatici.
Hamilton viene richiamato ai box già al 19º giro per montare un nuovo treno di soft. La scelta gli permette di aumentare il ritmo nella fase centrale, ma lo espone alla necessità di gestire una percorrenza molto lunga con una mescola particolarmente delicata.
Leclerc effettua invece la prima sosta al 25º giro, montando pneumatici medi.
Quando torna in pista, si ritrova appena davanti al compagno di squadra. Hamilton dispone di gomme più prestazionali in quel momento e segnala via radio la perdita di tempo alle spalle della Ferrari numero 16.
È una situazione complicata da gestire: favorire una monoposto avrebbe potuto influenzare la strategia dell’altra, mentre la Red Bull continuava a mantenere il controllo della corsa.
La svolta arriva con la Virtual Safety Car provocata dal problema tecnico di Lance Stroll. Ferrari coglie l’occasione per richiamare Leclerc ai box, permettendogli di affrontare l’ultima parte del Gran Premio con pneumatici più freschi.
Hamilton rimane invece in pista.
La scelta gli consegna temporaneamente una posizione favorevole, ma con il passare dei giri il degrado diventa sempre più evidente.
Al 46º passaggio Leclerc supera il compagno, tornando secondo nella classifica effettiva. Negli ultimi giri Hamilton perde progressivamente prestazione, finendo nel mirino prima di Norris, poi di Antonelli e infine di Piastri.
La bandiera a scacchi lo vede soltanto sesto, dopo essere partito dalla terza posizione.
Il contrasto fra i due risultati è netto.
Leclerc conquista 18 punti e un podio importante. Hamilton ne raccoglie otto, dopo una gara nella quale la strategia non è riuscita a garantire la tenuta necessaria fino al traguardo.
Attribuire tutto alla decisione di non effettuare una seconda sosta sarebbe però riduttivo. Una strategia si valuta anche considerando le posizioni che un pilota avrebbe perso rientrando, il traffico da affrontare e le condizioni delle gomme disponibili.
Resta il fatto che il risultato finale evidenzia una difficoltà concreta: la Ferrari ha trovato il modo di portare una monoposto sul podio, ma non è riuscita a valorizzare entrambe le vetture.
E in un campionato nel quale i punti per il Mondiale Costruttori si sommano ogni domenica, queste occasioni hanno un peso.
Antonelli, un podio conquistato fra problemi tecnici e sorpassi decisivi
Per Andrea Kimi Antonelli, il terzo posto di Singapore rappresenta molto più di altri 15 punti.
Il pilota italiano arriva al via con qualche preoccupazione. Prima della partenza i meccanici Mercedes intervengono sull’impianto frenante, mentre durante la gara il giovane bolognese segnala sensazioni anomale al volante e la presenza di liquido nella zona dei piedi.
Il team attribuisce quest’ultimo episodio a un fenomeno legato all’accumulo di calore e continua a monitorare la situazione.
Antonelli deve inoltre prestare attenzione ai limiti della pista. Dopo alcune infrazioni riceve la bandiera bianca e nera, un avvertimento che lo obbliga a essere più prudente nelle fasi successive.
Non è dunque una gara priva di difficoltà.
Eppure, proprio nel finale, il leader del Mondiale riesce a trovare il momento per cambiare il proprio risultato.
Hamilton, in evidente difficoltà con gli pneumatici, sta difendendo la terza posizione dall’attacco delle McLaren. Norris prova a superare la Ferrari, ma non riesce a completare immediatamente la manovra.
Antonelli sfrutta la situazione, passa il pilota McLaren e si porta all’inseguimento di Hamilton.
Poco dopo completa il sorpasso alla curva 16, conquistando il terzo posto.
È una sequenza importante perché dimostra la capacità del pilota Mercedes di leggere una situazione complessa, individuare l’opportunità e concretizzarla senza commettere errori decisivi.
Norris finirà quarto, Piastri quinto, mentre Hamilton scivolerà fino alla sesta posizione.
Per Antonelli, invece, arriva un altro podio e soprattutto un nuovo passo verso il Mondiale.

Il Mondiale 2026 può decidersi già ad Austin?
Con i 15 punti conquistati a Singapore, Antonelli raggiunge quota 340 nella classifica piloti. George Russell, nono al traguardo dopo essere scattato dalla diciannovesima casella a causa di una penalità legata alla power unit, sale a 238.
Il vantaggio del giovane italiano è quindi di 102 punti.
È un margine enorme, soprattutto considerando che il calendario sta entrando nella parte conclusiva della stagione.
Il prossimo appuntamento è il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma ad Austin dal 23 al 25 ottobre. La possibilità che il titolo venga assegnato già in Texas dipenderà dai risultati del fine settimana e dai punti ancora disponibili nelle gare successive.
Per Mercedes, la situazione resta particolare. La squadra ha il leader del campionato saldamente in testa, ma vede Russell ormai molto distante nella classifica individuale.
Per Antonelli si apre una fase nella quale la gestione potrebbe diventare importante quanto la velocità pura. Quando un pilota dispone di un vantaggio tanto consistente, ogni punto conquistato senza esporsi a rischi inutili può avvicinarlo al traguardo.
Singapore, da questo punto di vista, è stata una gara significativa: anche senza disporre del ritmo per contrastare Verstappen, Antonelli è riuscito a trasformare un fine settimana complicato in un risultato prezioso.
McLaren quarta e quinta: una gara di rimonta senza la velocità per il podio
La McLaren lascia Singapore con il quarto posto di Lando Norris e il quinto di Oscar Piastri.
Entrambi hanno avuto occasioni per inserirsi nella lotta per il podio, soprattutto quando la strategia di Hamilton ha iniziato a mostrare i propri limiti.
Norris è il primo a raggiungere la Ferrari nel finale, ma il suo tentativo di sorpasso non produce immediatamente il risultato sperato. È proprio in questa fase che Antonelli riesce a guadagnare terreno e a inserirsi nella battaglia.
Una volta liberatosi di Hamilton, Norris non riesce a recuperare sul pilota Mercedes.
Piastri, invece, deve fare i conti anche con una foratura lenta che lo costringe a una seconda sosta al 42º giro. L’australiano riesce comunque a recuperare terreno e supera Hamilton nelle battute conclusive.
Per la McLaren il bilancio è quello di una gara positiva sul piano dei punti, ma senza la possibilità di contrastare concretamente la Red Bull per la vittoria.
Dopo il contatto fra i due piloti nella Sprint del sabato, concludere il Gran Premio con entrambe le monoposto nelle prime cinque posizioni rappresenta comunque un risultato utile.
Russell dalla diciannovesima alla nona posizione: una rimonta che non basta
Alle spalle dei protagonisti del podio merita attenzione anche la corsa di George Russell.
Il pilota Mercedes deve scattare dalla diciannovesima posizione in seguito a una penalità per la sostituzione di componenti della power unit.
Su un circuito nel quale i sorpassi non sono mai semplici, il britannico riesce a risalire progressivamente il gruppo.
È già quindicesimo dopo cinque giri e continua a guadagnare terreno nella prima metà della gara, sfruttando sia i sorpassi in pista sia le differenti strategie degli avversari.
La Virtual Safety Car causata dal ritiro di Stroll non gli offre però il vantaggio sperato: Russell effettua la propria sosta quando la neutralizzazione sta terminando, perdendo parte del beneficio potenziale.
Chiude nono, portando a casa due punti.
La rimonta conferma una buona capacità di recupero, ma il confronto con il risultato di Antonelli pesa nella prospettiva del campionato. Mentre il compagno conquista altri 15 punti, Russell ne raccoglie soltanto due.
Il distacco fra i due piloti Mercedes cresce così di altri 13 punti.
La classifica del GP Singapore 2026: i primi dieci
| Pos. | Pilota | Scuderia | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Max Verstappen | Red Bull | Vincitore |
| 2 | Charles Leclerc | Ferrari | +7,335 s |
| 3 | Kimi Antonelli | Mercedes | +24,573 s |
| 4 | Lando Norris | McLaren | +40,506 s |
| 5 | Oscar Piastri | McLaren | +49,644 s |
| 6 | Lewis Hamilton | Ferrari | 6º |
| 7 | Liam Lawson | Racing Bulls | 7º |
| 8 | Nico Hülkenberg | Audi | 8º |
| 9 | George Russell | Mercedes | 9º |
| 10 | Isack Hadjar | Red Bull | 10º |
Una classifica che fotografa due realtà differenti: Red Bull e Ferrari protagoniste della lotta per la vittoria, Mercedes capace di capitalizzare con Antonelli e McLaren costretta a inseguire.
Da segnalare anche il settimo posto di Liam Lawson con Racing Bulls e l’ottavo di Nico Hülkenberg con Audi.
Singapore può rappresentare una svolta per la Red Bull?
Il successo di Verstappen assume un significato particolare perché arriva dopo quello ottenuto nel precedente Gran Premio disputato in Malesia.
Due vittorie consecutive indicano che Red Bull ha ritrovato una condizione competitiva importante, almeno sui circuiti affrontati in questa fase della stagione.
A Singapore, inoltre, il risultato è arrivato attraverso un fine settimana di grande efficacia: vittoria nella Sprint, pole position nelle qualifiche del sabato e successo nel Gran Premio.
Il dato più significativo, però, resta la capacità di gestire una corsa che inizialmente sembrava poter offrire alla Ferrari una concreta possibilità di attacco.
Leclerc aveva dimostrato di avere velocità sufficiente per restare vicino a Verstappen nelle prime tornate. Col passare dei giri, però, il pilota Red Bull ha preso il largo, dimostrando una maggiore efficacia complessiva nella gestione della gara.
Sarebbe prematuro considerare queste prestazioni una garanzia di superiorità anche nei prossimi appuntamenti. I circuiti presentano caratteristiche differenti e il comportamento delle monoposto può cambiare sensibilmente in funzione dell’asfalto, delle temperature e delle configurazioni aerodinamiche.
Tuttavia, la Red Bull può lasciare Singapore con una certezza: la competitività necessaria per vincere è tornata, e Verstappen sta sfruttando ogni occasione disponibile.
Da Singapore ad Austin: Verstappen ritrova la vittoria, Antonelli guarda alla storia
Il Gran Premio di Singapore consegna alla Formula 1 due immagini destinate a rimanere centrali nelle prossime settimane.
La prima è quella di Max Verstappen, vincitore nel giorno della sua 250ª partenza, finalmente capace di aggiungere Marina Bay all’elenco dei circuiti conquistati in carriera.
La seconda è quella di Andrea Kimi Antonelli, terzo al traguardo dopo una corsa tutt’altro che semplice e sempre più vicino all’obiettivo più importante della sua stagione.
In mezzo c’è la Ferrari, che ritrova il podio con Leclerc ma lascia Singapore con la sensazione di non aver sfruttato completamente le possibilità offerte dalla terza posizione di partenza di Hamilton.
Ad Austin la Red Bull proverà a confermare il proprio momento favorevole, la Ferrari cercherà di trasformare la velocità in risultati più consistenti e Antonelli avrà una nuova opportunità per avvicinarsi al titolo mondiale.
La vittoria di Singapore appartiene a Verstappen. Ma la storia del campionato 2026, adesso, passa soprattutto dalla Mercedes numero 12.
Chi ha vinto il Gran Premio di Singapore 2026?
Max Verstappen ha vinto il GP Singapore 2026 con la Red Bull, conquistando la 73ª vittoria in Formula 1 e la prima sul circuito di Marina Bay. Charles Leclerc ha concluso secondo e Andrea Kimi Antonelli terzo.
Come si è classificata la Ferrari nel GP Singapore 2026?
Charles Leclerc ha terminato la gara al secondo posto, a 7,335 secondi dal vincitore Max Verstappen. Lewis Hamilton ha chiuso sesto dopo aver perso diverse posizioni nella parte finale della corsa.
Quanti punti di vantaggio ha Kimi Antonelli nel Mondiale F1 2026?
Dopo il GP Singapore, Andrea Kimi Antonelli guida il Mondiale con 340 punti, 102 in più rispetto al compagno di squadra George Russell, secondo a quota 238.
Quando si corre il prossimo Gran Premio di Formula 1?
Il prossimo appuntamento del calendario F1 2026 è il Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, in programma dal 23 al 25 ottobre.
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