Africa e Formula 1: un rapporto controverso tra sorpassi e scontri politici
“Oltre il Cronometro” a cura di Riccardo Marrazzo
Il continente che è riuscito a disintegrare la bolla di cristallo del Circus.
Per raccontare ciò che il continente africano è stato per la Formula 1 bisogna partire dalla fine.
Circuito di Kyalami, Sudafrica, 14 marzo 1993.
Quel weekend segna innanzitutto il ritorno di Alain Prost dopo un anno di assenza, il quale sigla subito una Pole Position al volante della Williams Renault; dietro di lui, l’immancabile Ayrton Senna e un Michael Schumacher in rampa di lancio.
La domenica del “Professore” inizia però in salita.
Sbaglia la partenza, facendosi così passare dal brasiliano, da Schumacher e dal compagno Damon Hill. Dopo qualche giro riesce a rimettersi in carreggiata, agevolato dal ritiro di Hill e da problemi alle sospensioni attive della McLaren di Senna.
Il vero inseguimento inizia al tredicesimo giro, quando svernicia il giovane Schumi e inizia ad intravedere i colori Marlboro della McLaren. Due giri dopo, il francese tenta l’attacco, ma Senna resiste, ingaggiando una trafila di duelli ruota a ruota che dura ben nove giri.
Ventiquattresimo giro.
Prost ha la meglio su Senna, che poco dopo lascia passare anche Schumacher prima della sosta ai box. Il brasiliano riesce poi a tornargli davanti, ma al quarantesimo giro Schumi osa troppo in staccata e colpisce la posteriore dell’avversario; il contatto lo costringe a battere in ritirata.
La gara termina con un acquazzone gestito egregiamente dal “Professore”, con Senna in seconda posizione e un insolito Mark Blundell su Ligier a completare il podio, avvantaggiato dal ritiro dei due terzi della concorrenza.
Quella domenica infatti vede appena cinque monoposto tagliare il traguardo.
Gli albori
Il circuito di Kyalami ha avuto il privilegio di essere percorso dai nomi più blasonati della storia della Formula 1.
Tutto inizia nel 1961.
La prima gara automobilistica svolta sul nuovo Kyalami Grand Prix Circuit è la “9 Ore di Kyalami”, vinta dai piloti rhodesiani John Love e David Gous su Porsche 550 Spyder.
Sei anni dopo, nel 1967, il circuito entra ufficialmente nel calendario di Formula 1 come gara inaugurale, e a vincere per la prima volta è Pedro Rodriguez su Cooper-Maserati
Da quel momento in poi, Kyalami entra nelle grazie di piloti ed appassionati, e viene scelta anche per i test invernali pre-stagione.
Il circuito esplode definitivamente negli anni Settanta.
Proprio qui, nel 1976, gli eterni rivali James Hunt e Niki Lauda scrivono una pagina di storia, tagliando il traguardo uno a poco più di un secondo dall’altro.
Due anni dopo invece, a Kyalami si assiste alla quasi impresa di un esordiente Riccardo Patrese, che porta la sua Arrows in testa alla corsa per alcuni giri.
Sulla stessa pista purtroppo, si è anche consumata una delle tragedie peggiori che questo sport ricordi: l’incidente fatale di Tom Pryce nel 1977, che ha brutalmente stroncato la vita di una giovane promessa oltre che di un malcapitato marshall.
Alle pagine nere di Kyalami, oltre che a questa disgrazia, appartiene anche una serie di eventi ben più profonda e caotica.
Un Circus scosso dalle crisi interne
Siamo negli anni Ottanta.
Lo Stato del Sudafrica è logorato internamente dalla piaga politico-sociale dell’apartheid, regime di segregazione razziale ai danni della maggioranza nera.
L’apartheid porta con sé una devastante crisi interna che tocca l’apice nel 1985, quando in Sudafrica viene istituito lo stato d’emergenza a causa delle incessanti violenze.
Di fronte ad un tale disastro, la Formula 1 capisce che non può di certo restare a guardare dalla sua bolla di cristallo, ma deve prendere una forte posizione.
I primi a farlo saranno le scuderie Renault e Ligier, che su pressioni del governo francese decidono di tenere spenti i motori e boicottare così il Gran Premio.
In seguito, piloti come Niki Lauda e Ayrton Senna sollevano un’interessante questione etica, esprimendo forti perplessità sull’opportunità di gareggiare in un Paese governato da un regime segregazionista. A queste si aggiungono anche i timori per l’incolumità dei piloti, data la possibilità di attentati nei confronti dell’evento.
Nonostante le prese di posizione, entrambi prenderanno poi parte al Gran Premio.
La Formula 1 si trova in qualcosa di decisamente più grande di lei, tanto che è costretta ad abbandonare Kyalami per circa sette anni.
La pace riaccende i motori, ma per poco
I primi anni Novanta portano tuttavia una flebile ondata di speranza.
La situazione politica in Sudafrica è in fase di stabilizzazione grazie al lento smantellamento dell’apartheid, iniziato con la liberazione di Nelson Mandela nel 1990.
Pochi anni prima, nel novembre 1986, il circuito di Kyalami era stato sottoposto ad un’ampia riqualificazione della durata prevista di circa quattro anni, dato lo stato fatiscente nel quale ormai versava.
Per la stagione 1992, finalmente è fatta: Kyalami rientra ufficialmente nel calendario di Formula 1, venendo confermata anche per la stagione successiva.
Il rientrante circuito vede il dominio incontrastato di Nigel Mansell al volante della rivoluzionaria Williams-Renault FW14B, forte delle sospensioni attive, che firma la pole position in 1:15.486.
L’edizione del 1993 è invece segnata dalla magistrale prestazione di Alain Prost e dal suo feroce duello con Ayrton Senna, oltre che dalla carneficina di ritiri dovuti a collisioni e guasti vari.

Le prestazioni da campione non bastano però ad assicurare la permanenza di Kyalami anche per le stagioni successive.
Nonostante il Sudafrica sia in una fase di transizione politica, la sua economia locale è fragile e incapace di reggere i costi esorbitanti della Formula 1. Le difficoltà finanziarie degli organizzatori si fanno sempre più evidenti, anche a causa della mancanza di sponsor, tanto da costringere le società promotrici dell’evento ad alzare definitivamente bandiera bianca.
L’appuntamento sudafricano lascia definitivamente il calendario, e a nulla serviranno gli svariati tentativi di riavvicinamento nel corso del Nuovo Millennio, che vedono invece la rapida affermazione di Asia e Medio Oriente.
Il motorsport è un business miliardario, e senza sponsor e investitori, lo si può solo guardare dalla TV.
La recente svolta
Dopo anni di candidature, indiscrezioni e fake news, il 13 ottobre 2026 la Formula 1 pubblica sul suo sito web un annuncio atteso da più di trent’anni: l’Africa tornerà ad ospitare un Gran Premio per la prima volta dal 1993.
Purtroppo per gli appassionati però, soprattutto quelli più attempati, non si svolgerà a Kyalami, ma in Ruanda, che in passato ha già avuto modo di ospitare eventi sportivi come i Mondiali di ciclismo su strada del 2025 e la cerimonia degli “FIA Awards” del 2024.
La Formula 1 ha raggiunto un accordo decennale per la realizzazione di un tracciato permanente a Bugesera, sul quale si correrà il Gran Premio d’Africa a partire dai primi anni del 2030..
Ma la FIA non si è accontentata di un nuovo circuito, infatti a circondare la pista ci sarà un centro polivalente nel quale avranno luogo competizioni motoristiche, spettacoli ed eventi di portata internazionale, il tutto promosso dall’iniziativa “Visit Rwanda” con l’obiettivo di incentivare il turismo e riqualificare il territorio.
Ed è così che la Formula 1 continua a soddisfare le proprie mire espansionistiche, raggiungendo l’ultimo continente mancante in favore di un business sempre più mainstream su scala globale e sempre meno “apice del motorsport”.

FAQ
Quando si è corso l'ultimo Gran Premio di Formula 1 in Africa?
L’ultimo Gran Premio di Formula 1 disputato in Africa si è corso a Kyalami, in Sudafrica, il 14 marzo 1993. Alain Prost vinse davanti ad Ayrton Senna e Mark Blundell.
Perché la Formula 1 lasciò il Sudafrica dopo il 1985?
Il GP del 1985 si svolse durante una fase di forte pressione internazionale contro il regime dell’apartheid. Renault e Ligier boicottarono la gara e diversi piloti, governi e sponsor espressero contrarietà alla partecipazione. La F1 non tornò in Sudafrica fino al 1992.
Chi vinse il primo GP di Formula 1 disputato a Kyalami?
Pedro Rodriguez vinse il Gran Premio del Sudafrica del 1967 con una Cooper-Maserati. Fu anche la sua prima vittoria nel Mondiale di Formula 1.
Quando tornerà la Formula 1 in Africa?
Formula 1 ha annunciato il 13 ottobre 2026 un accordo decennale per disputare un Gran Premio in Ruanda. La prima gara è prevista nei primi anni del 2030, dopo il completamento del nuovo circuito di Bugesera.
Dove sarà costruito il nuovo circuito di Formula 1 in Ruanda?
Il nuovo circuito permanente sarà realizzato a Bugesera e dovrà rispettare gli standard FIA Grade 1. Farà parte di un progetto più ampio dedicato a sport, turismo, infrastrutture e sviluppo commerciale.
