Vincere la “Silver War”: la missione di vita di Nico Rosberg
Quando Rosberg Jr. riuscì a spodestare il re dell’era turbo-ibrida, senza però sedersi mai su quel trono
“Oltre il Cronometro” a cura di Riccardo Marrazzo
La sera del 27 novembre 2016 il circuito di Yas Marina si trasforma nel teatro dell’assurdo.
La coppa da campione di Formula 1, alzata da eroi come Ayrton Senna e Michael Schumacher, si trova incredibilmente nelle mani di quello che molti avevano ormai etichettato come il secondo pilota e non del campionissimo.
Non si tratta però del tipico scudiero accondiscendente, ma dell’ex amico d’infanzia che ora ha tirato fuori gli artigli per compiere una vera e propria missione di vita: far cadere il re dal trono.
Quel pilota è Nico Rosberg.
Nico Rosberg campione del mondo. Poi, il colpo di scena
Quei giorni di (poco) ordinaria follia hanno però in serbo un altro coup de théâtre.
Una volta finito lo champagne, Nico decide che i fan del tempo non fossero abbastanza sotto shock, aggiungendo il carico da novanta.
E così, il 2 dicembre, arriva uno degli annunci più imprevedibili del nuovo millennio: Nico Rosberg decide di appendere il casco mentre è campione del mondo in carica.
“Ho scalato la mia montagna, sono in cima, ed è bello.”
Cinque giorni dopo aver conquistato il titolo, Rosberg annuncia infatti il ritiro dalla Formula 1. La sua spiegazione ruota proprio attorno all’immagine della montagna: diventare campione era stato il suo obiettivo e, una volta raggiunta la vetta, sentiva conclusa quella parte della propria vita.
L’impresa è ormai compiuta.
Finalmente può godersi il panorama dalla cima di quella montagna.
Hamilton e Rosberg: nasce il dream team Mercedes
Gli anni in Mercedes sono stati indimenticabili sia per i motivi giusti che per quelli “sbagliati”.
Il dream team prende vita nella stagione 2013, monopolizzata dai Tori Scatenati guidati da Sebastian Vettel e Mark Webber, la coppia del famigerato “Multi-21”.
Il neonato duo d’argento fa quel che può, con un mezzo veloce sul giro secco ma che tende a mettere duramente alla prova le gomme Pirelli.
I due amici, futuri nemici, chiuderanno la stagione quarto e sesto, preparandosi già al massacro prestazionale che metteranno in atto a partire dall’anno successivo.
2014: l’alba della Silver War
Anno Domini 2014.
L’alba di una Formula 1 completamente rivoluzionata.
Nascono le “power unit”, per buona parte elettrificate e dal sound tuttora discusso e discutibile; il nuovo regolamento dà vita a vetture dal design “audace” – vedasi le Caterham e addirittura le Ferrari – ma soprattutto si ristabiliscono completamente le gerarchie.
La Red Bull del campionissimo Vettel e del neoassunto Daniel Ricciardo è incredibilmente l’ombra di sé stessa e le Ferrari riescono nell’impresa di sovrasterzare e sottosterzare allo stesso tempo.
La scuderia di Brackley, invece, partorisce un vero e proprio capolavoro motoristico.
La Mercedes F1 W05 Hybrid rasenta la perfezione, portandosi a casa un bottino di appena 16 vittorie, 18 pole position, 31 podi e 12 giri veloci. Numeri ufficiali che raccontano meglio di qualsiasi aggettivo il dominio della monoposto tedesca.
Una vera e propria ecatombe di avversari, i quali possono solo restare a guardare ciò che diventerà quasi un campionato monomarca.
L’annata vede un continuo alternarsi di successi fra i due.
Al Gran Premio d’Australia Nico si prende il primo successo stagionale, mentre Lewis viene tradito proprio da quella power unit.
Il britannico però non si fa di certo attendere e, di tutta risposta, sigla un impressionante poker di vittorie consecutive in Malesia, Bahrain, Cina e Spagna.
Nico torna al successo a Monaco e in Austria, poi Lewis ribatte vincendo il suo Gran Premio di casa, venendo successivamente emulato dal tedesco in Germania.
La prima metà di quella stagione è praticamente un passo a due: vittoria di Nico, filotto di Lewis, riecco Nico.
Tutto questo mentre l’atmosfera è ancora, almeno apparentemente, conviviale. I risultati ufficiali della stagione confermano quella sequenza quasi esclusivamente Mercedes, interrotta nella prima metà dell’anno soltanto dalla vittoria di Ricciardo in Canada.
Ma per i due amici d’infanzia è ora di iniziare l’università.
Spa 2014: gli amici diventano nemici
L’ateneo è quello di Spa-Francorchamps, circuito che per decenni è stato uno dei cardini della Formula 1.
Quei due amichetti cresciuti sulle piste di kart sono ora degli uomini.
Degli uomini con una missione.
A Spa avviene il primo vero scontro fra ego d’acciaio, ma questa volta non è solamente mentale.
Una collisione.
Al secondo giro Rosberg tenta l’attacco a Hamilton a Les Combes e il contatto tra l’ala anteriore della Mercedes numero 6 e la posteriore sinistra del britannico compromette pesantemente la gara di Lewis. Mercedes definirà l’accaduto il proprio “worst case scenario”.
Il destino decide che quel giorno nessuno dei due debba prevalere, che gli argini debbano rompersi e che quel titolo non sia fatto per due.

Il primo atto vede Lewis Hamilton trionfare con 384 punti e 11 vittorie, ma ormai il britannico è diventato un soldato in trincea.
Deve combattere una guerra.
La Guerra d’Argento ha inizio. Non ci si può più guardare indietro.
2015: Hamilton prende il controllo
Se il 2014 accende la Silver War, il 2015 getta benzina sul fuoco.
L’ego d’acciaio del britannico non può certo accontentarsi del secondo titolo mondiale, non con una vettura ancora più dominante rispetto all’anno precedente.
Lewis prende rapidamente il controllo della stagione, mentre il soldato Rosberg Jr. fatica a sfondare la linea nemica.
Hamilton quella modalità “Hammer Time” non la disattiva praticamente mai, tanto che ad Austin si porta a casa il terzo mondiale in carriera con tre gare ancora da disputare.
Nico esce ancora una volta sconfitto.
Ma non può mollare.
Ha una missione di vita da compiere.
2016: Rosberg vuole il trono
I soldati di Brackley sono ormai ai ferri cortissimi.
Il britannico si prepara a difendere il titolo, mentre il tedesco grida vendetta: quel Mondiale deve essere suo.
Nico apre la stagione con un poker di vittorie: Australia, Bahrain, Cina e Russia.
Quattro Gran Premi, quattro successi.
Fin qui tutto regolare. Tipiche scene da Silver War.
In Catalogna, però, il destino decide che la tensione non sia abbastanza alta e che debba ripetersi lo scenario di Spa 2014.
I due soldati si toccano di nuovo, rovinando mestamente le rispettive volate e finendo entrambi fuori al primo giro.
L’escalation è definitiva.
Ora ci si gioca tutto.
Riecco allora Lewis attivare la modalità “Hammer Time”.
Dopo la disfatta catalana, Hamilton reagisce con una serie impressionante di risultati: vince a Monaco e in Canada; Rosberg interrompe la sequenza a Baku, poi Lewis conquista Austria, Gran Bretagna, Ungheria e Germania.
Sei vittorie in sette gare.
Nico, però, non smette di scalare la montagna.
E quando il Mondiale arriva al gran finale di Abu Dhabi può presentarsi a Yas Marina con 12 punti di vantaggio sul diretto avversario.
Abu Dhabi 2016: l’ultima battaglia
Si arriva a Yas Marina e Lewis non può cedere quel quarto mondiale proprio al rivale che per anni ha avuto accanto nello stesso box.
Hamilton vince la gara, ma sa che non basta.
Nelle fasi finali rallenta deliberatamente il ritmo nel tentativo di avvicinare Rosberg a Sebastian Vettel e Max Verstappen, nella speranza che almeno uno di loro riesca a sottrarre al tedesco la seconda posizione necessaria per il titolo.
Non accade.
Hamilton passa per primo sotto la bandiera a scacchi.
Nico Rosberg arriva secondo, ad appena 439 millesimi dal compagno di squadra, ed è campione del mondo di Formula 1 2016.

Il re è caduto.
Ormai il trono è suo.
Eppure Nico quel trono non se lo prenderà mai davvero.
Cinque giorni più tardi se ne andrà.
Lo restituirà idealmente a Lewis, che negli anni successivi continuerà a scrivere la propria storia nel motorsport.
Rosberg, invece, conserverà per sempre quella singola stagione in cui riuscì a fare ciò che si era imposto come missione di vita.
Scalare la montagna. Battere Lewis Hamilton. Diventare campione del mondo. E fermarsi esattamente lì.
FAQ sulla rivalità tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton
Quando Nico Rosberg ha vinto il Mondiale di Formula 1?
Nico Rosberg ha conquistato il suo unico titolo mondiale il 27 novembre 2016 ad Abu Dhabi, chiudendo la gara al secondo posto alle spalle di Lewis Hamilton.
Quanti punti separarono Rosberg e Hamilton nel Mondiale 2016?
Rosberg concluse la stagione con 385 punti contro i 380 di Hamilton, vincendo il titolo per appena cinque punti.
Perché Nico Rosberg si ritirò dopo aver vinto il Mondiale?
Rosberg spiegò che diventare campione del mondo era stato il grande obiettivo della sua carriera. Cinque giorni dopo averlo raggiunto annunciò il ritiro, utilizzando l’immagine della montagna finalmente scalata.
Cosa successe tra Hamilton e Rosberg a Spa nel 2014?
I due compagni di squadra entrarono in contatto al secondo giro. L’ala anteriore di Rosberg colpì la gomma posteriore sinistra di Hamilton, compromettendo la gara del britannico e facendo esplodere definitivamente la tensione interna alla Mercedes.
Cosa fece Hamilton ad Abu Dhabi nel 2016?
Hamilton rallentò il ritmo nelle fasi finali mentre era al comando, cercando di avvicinare Rosberg agli inseguitori. Rosberg riuscì comunque a mantenere la seconda posizione necessaria per diventare campione del mondo.

Articolo molto dettagliato e ben scritto. L’ho trovato molto interessante, per la descrizione dei fatti. Molto bene