Mirko Bortolotti “tagliato” da RedBull

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RedBull, nella persona del suo manager operativo nello young-program Helmut Marko, non ci pensa due volte e “taglia” improvvisamente l’italiano Mirko Bortolotti e molti promettenti giovani delle formule minori, da oggi senza supporti ufficiali. Questo è quanto anticipa il bravo Massimo Costa dal portale Italiaracing e la notizia non può che scuotere tutto l’ambiente motoristico in quanto, oltre al bravo pilota trentino, sono stati appiedati anche Mika Maki, Mikhail Aleshin e Robert Wickens. Ma quello che stupisce, se tutto questo fosse confermato ufficialmente le prossime ore, è la sorte di Bortolotti: un pilota che, oltre ad aver vinto nel 2008 la difficile Formula 3 Italia, ha riscosso molti apprezzamenti da tutto il management di Toro Rosso (tests di Jerez a inizio dicembre scorso), oltre ad aver concluso al quarto posto assoluto la Formula 2 con una macchina non sempre all’altezza. La RedBull ha però confermato nel proprio prestigioso junior-program i piloti Daniel Ricciardo – che ha stupito a dicembre con la RedBull F1 facendo segnare tempi eccellenti al debutto – Brendon Hartley, Jean-Eric Vergne, Daniil Kvyat e il figlio del mito dei rally Carlos Sainz Jr. Quest’ultimo sostenuto da sponsors spagnoli importanti, che ne fanno intuire, se confermerà le buone prestazioni in pista, un futuro nella massima formula molto presto.

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2 commenti

  1. chissà se in ferrari sapendo Bortolotti libero da impegni con altri lo chiameranno per inserirlo nel loro nuovo programma per i giovani piloti…penso possano permettersi di seguire due piloti!
    sarebbe bello ma purtroppo credo che faranno finta di nienti e poi magari sentiremo fra un pò di tempo elogi per un pilota francese allevato dalla rossa, ma con qualche parente italiano che qualche brao giornalista nostrano andrà ad inventarsi per renderlo più italico…per poi piangere per i talenti italiani che non ci sono…

  2. Sul fatto che la Ferrari possa permetterselo, è fuor di dubbio. E’ dimostrato (Hamilton probabimente fu il primo di una lunga serie) che crescersi un campione in casa, a conti fatti costa meno che ingaggiarlo quando già è affermato (es. Alonso).:smile:

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