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ELMS – 4 Ore ritorna a Monza

Sul traguardo della 4 Ore di Monza ha vinto la Oreca 07 Gibson #26 del team russo G – Drive Racing pilotata dal russo Roman Rusinov, il francese Andrea Pizzitola e lo svizzero Alexandre Imperatori, scattati dalla terza posizione e autori di una prova fatta di intelligenza tattica e velocità.

Altro grande vincitore della 4 Ore di Monza andata in scena oggi al Monza Eni Circuit è stato sicuramente il pubblico degli appassionati che fin dal primo mattino ha affollato l’impianto regalandoci immagini che rimarranno indelebili. L’affollato pitwalk e, soprattutto, la sessione autografi e l’ancor più partecipato gridwalk, che si è concluso pochi minuti prima della partenza della gara, hanno dimostrato la passione dei tifosi che hanno potuto ammirare da vicino le 43 vetture Elms e avvicinare i 120 piloti iscritti alla seconda prova del campionato promosso dall’Automobile Club d’Ouest.
La gara è stata ricca di emozioni soprattutto nelle prime ore, dove diverse interruzioni (5 le safety car costrette ad entrare), hanno reso vivace la sfida per il vertice di tutte e tre le classi.

In pole position scattava la #21 Oreca 07 Gibson Dragon Speed che nei primi giri incrementava il suo vantaggio proprio sulla #26 e sull’altra Oreca #29 Duqueine Engineering. Tra le LMP3 ottimo spunto per la #17 Norma M 30 Nissan del team Ultimate che prendeva il comando, mentre tra le GT si imponeva l’equipaggio italiano composto da Fabio Babini e Riccardo Pera coadiuvati dal transalpino Raymond Narac sulla Porsche #80 Ebimotors.

Dopo solo 10 giri la prima Safety Car rimescolava le carte con l’Oreca #26 che guadagnava la leadership approfittando di una doppia sosta della #21.
Dopo pochi passaggi ancora una Safety Car e ai box proseguivano i pit stop con la prima posizione che nella categoria regina, la LMP2, continuava a cambiare passando anche per diversi giri in mano ad un’altra Oreca, la #29, che insieme alla Ligier #22 (United Autosports) e alle Oreca #28 (Idec Sport) e #33 (TDS Racing) si giocava i posti più importanti.

Il momento decisivo della gara avveniva dopo la 5^ safety car: alla ripartenza la #22 comandava, incalzata dalla Oreca #26 che dopo alcuni giri di studio, sferrava l’attacco che le permetteva di riconquistare la vetta della corsa.
Anche nella LMP3, l’ultima ripartenza permetteva dei cambi al vertice con la Ligier #11 Eurointernational pilotata dal nostro Giorgio Mondini e dallo statunitense Kay Van Berlo che si ritrovavano in lotta con l’altra Ligier #2 United Autosports capace di conquistare il primo posto ad un’ora dal termine.

La corsa proseguiva senza grandi scossoni al vertice tra le LMP2 con la #26 capace di incrementare il vantaggio ad oltre 30 secondi sulla #33 del TDS Racing che chiudeva in seconda posizione e la #28 dell’Idec Sport.

Ultimo colpo di scena tra le LMP3 a due minuti dalla bandiera a scacchi quando la leader, la Ligier #2 finiva lunga alla variante della Roggia gettando al vento una sicura vittoria. Primo posto dunque per l’italiano Mondini e Van Berlo davanti alle altre due Ligier #6 (360 Racing) e #3 Idec Sport.

Tra le GT successo invece per la Ferrari F488 del team Spirit of Race pilotata dai britannici Duncan Cameron, Aaron Scott e l’irlandese Matthew Griffin.

Fonte: Comunicato Stampa Monza Eni Circuit
Foto di Davide Crescenzi

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ELMS – il ritorno della 4h di Monza

Ritorna sul Circuito di Monza la 4 Ore di Monza ELMS caratterizzata da continui colpi di scena fino alle ultime battute. Ha vinto la Oreca 07 del team G-Drive grazie all’equipaggio composto dal messicano Memo Rojas, dal giapponese Ryo Hirakawa e dal francese Léo Russel.
Sul secondo gradino del podio è arrivata l’Oreca 07b Dragon Speed condotta dallo svedese Henrik Hedman, dal francese Nicolas Lapierre e dal britannico Ben Hanley. Terza la Dallara P217 High Class Racing con i danesi Dennis Andersen e Anders Fjordbach.

In pole position era la Oreca numero 39 (team Graff), guidata in avvio dal francese Enzo Guibbert (suo il miglior tempo nelle qualifiche), che mantiene la testa dopo lo spegnimento dei semafori, lasciandosi alle spalle l’altra Oreca 21, del team Dragonspeed condotta dal connazionale Nicolas Lapierre. Seguono la Ligier JS P3 numero 32 dello svizzero Hugo de Sadeleer (Dragonspeed) e la Dallara P217 numero 47 (Cetilar Villorba Corse) con Giorgio Sernagiotto. Nei primi giri risale molte posizioni la Oreca numero 40 (Graff) con il britannico Richard Bradley che raggiunge perfino la seconda posizione: si ferma poi alla prima di Lesmo, riparte ma perde numerose posizioni. Bel duello, destreggiandosi in mezzo ai doppiati, fra la Dallara 47 e la 49, quest’ultima guidata dal danese Anders Fjordbach (High Class Racing).
All’ora di gara, è in testa de Sadeleer. Dopo varie soste ai box, a 2 ore e mezzo al termine, guida il gruppo la Oreca 21 con lo svedese Henrik Hedman, che poi perde posizioni. Prosegue il duello fra le Dallara, condotte ora da Roberto Lacorte e il danese Dennis Andersen, che vale il secondo posto. A metà gara permane un grande equilibrio fra le cinque vetture che si contendono le prime posizioni: sono racchiuse in poco più di quindici secondi. Prima è sempre un’Oreca, ma è la numero 22 guidata dal francese Léo Russel (G-Drive). Seguono la Oreca numero 21 con Hedman e la Dallara numero 47 con Lacorte. Quest’ultima, nei giri successivi, guidata da Andrea Belicchi, dopo aver fatto registrare numerosi giri veloci e dopo aver lottato anche con il portiere campione del mondo Fabien Barthez e la sua Ligier NSP217 numero 23, sale nelle prime posizioni.
Ad un’ora dalla conclusione la battaglia è ancora apertissima, con l’Oreca numero 22 in testa. Gli ultimi 60 minuti di gara vedono un’avvincente gara a 3, fra le due Oreca (la 22 guidata dal giapponese Ryo Hirakawa e la 21 dal britannico Ben Hanley) e la Dallara numero 49 con alla guida il danese Fjordbach. Si susseguono colpi di scena a ripetizione, fra soste per rifornimento e un drive through inflitto a Hirakawa che mantiene però la testa. Fjordbach, anche per un errore alla staccata alla Prima variante, deve cedere il secondo posto a Hanley che negli ultimi tre minuti vola per riprendere il giapponese. Hirakawa fa male i conti con il cronometro e per una manciata di secondi deve effettuare un ultimo giro finale con l’inglese che lo bracca destreggiandosi fra i doppiati. Alla fine l’Oreca del giapponese passa primo sotto la bandiera a scacchi per soli 2,2 secondi. A testimonianza di una gara e di un finale mozzafiato, dopo 132 giri, le prime tre vetture sono racchiuse in soli 7,2 secondi.
Vittorie nella categoria LMP3 per la Norma M30 del team Yvan Muller (equipaggio Capo/Creed) e nella LMGTE per la Ferrari 458 Italia del JMW Motorsport (equipaggio Smith/Fannin/Cocker).

Il programma prevedeva anche le gare del TCR International Series dove in Gara1 ai primi due posti si sono posizionate le due Honda Civic del team M1RA: vittoria per Roberto Colciago che ha preceduto il compagno di team, l’ungherese Attila Tassi. Terzo posto per la Seat Leon dello spagnolo Pepe Oriola (Lukoil Craft-Bamboo Racing).
Gara 2 si chiude con un entusiasmante duello fra lo svizzero Stefano Comini (Audi RS 3 LMS del Comtoyou Racing) e il vincitore di gara 1, Roberto Colciago (Honda Civic del team M1RA), ma ha la meglio il ticinese.

Photo Davide Crescenzi

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Test Ufficiali ELMS a Monza

I Prototipi e le Gran Turismo dell’European Le Mans Series sono arrivati all’Autodromo Nazionale Monza per dei test ufficiali con una sessione di prova anche serale.
Il miglior tempo delle due giornate è stato ottenuto dalla Ligier JSP217 n. 28 del team Idec Sport Racing guidata dal francese Patrice Lafargue (suoi compagni di squadra i connazionali Paul Lafargue, Olivier Pla e David Zollinger).
Il campionato tornerà per la seconda tappa del Campionato a metà maggio (12-14 maggio), dopo l’esordio di Silverstone.

Photo Davide Crescenzi

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ELMS – 29 equipaggi iscritti alla Le Mans Series 2013

MOTORSPORT - EUROPEAN LE MANS SERIES 2012 - 6 HEURES DU CASTELLET / 6 HOURS OF LE CASTELLET - CIRCUIT PAUL RICARD / LE CASTELLET (FRA) - 30 TO 02/04/2012 - PHOTO : FREDERIC LE FLOC'H / DPPI -

a cura di Marco Borgo – Photo DPPI

Prende forma anche lo schieramento dei partecipanti alla Le Mans Series 2013 dopo che nei giorni scorsi erano stati annunciati i team selezionati per la 24 ore di Le Mans e gli iscritti al mondiale endurance (FIA WEC, ndr). Dopo la difficile stagione 2012, ora la Le MAns Series può tentare il rilancio contando su 29 equipaggi iscritti.

Già dall’anno passato la commissione che gestisce la ELMS aveva escluso le LMP1 dalle proprie griglie di partenza, limitando l’ammissione alle sole LMP2 e Formula Le Mans. Scelta rinnovata anche quest’anno con l’adesione di undici team (tra cui il Sebastien Loeb Racing) oltre al team Endurance Challenge (leggasi Oreca Racing) che schiererà tre Formula Le Mans per il suo programma clienti “Arrive & drive”.

Rimangono due anche le divisioni delle GT, con la classe GTE che vede ammesse due Ferrari dei team RAM e AF Corse più una schierata rispettivamente dal JMW e dal Kessel Racing. La Porsche scenderà in pista con i team IMSA, ProSpeed e Autorlando. Presente anche una Corvette C6 del team Larbre.

Tra le GTC troviamo nuovamente due Ferrari (AF Corse) contro una Porsche (Autorlando). Accanto ai due famosi marchi faranno il loro ingresso una Lamborghini Gallardo GT3 del Kox Racing e un Audi R8 LMS portata in pista dal team Momo Megatron.

La stagione 2013 scatterà da Silverstone il 13 aprile, per proseguire poi alla volta di Imola (18 maggio), Spielberg (20 luglio), Budapest (14 settembre) e Paul Ricard (28 settembre).

Entry List

Thiriet by TDS – Oreca 03 Nissan
Greaves Motorsport – Zytek Z11SN Nissan
Boutsen Racing – Oreca 03 Nissan
Murphy Prototypes – Oreca 03 Nissan
Sebastien Loeb Racing – Oreca 03 Nissan
Race Performance – Oreca 03 Nissan
Signatech – Oreca 03 Nissan
Jota Sport – Zytek Z11SN Nissan
DKR Engineering – Lola B11/40 Nissan
Morand Racing – Morgan Judd
Orex Competition – HPD ARX 03b Honda
Endurance Challenge – Oreca 09 FLM
Endurance Challenge – Oreca 09 FLM
Endurance Challenge – Oreca 09 FLM
RAM Racing – Ferrari 458 Italia
RAM Racing – Ferrari 458 Italia
AF Corse – Ferrari 458 Italia
AF Corse – Ferrari 458 Italia
JMW Motorsport – Ferrari 458 Italia
IMSA Performance – Porsche 911 GT3
Larbre Competiton – Corvette C6-ZR1
Prospeed Competition – Porsche 911 GT3
Autorlando Sport – Porsche 911 GT3
Kessel Racing – Ferrari 458 Italia
Kox Racing – Lamborghini Gallardo GT3
AF Corse – Ferrari 458 GT3
AF Corse – Ferrari 458 GT3
Autorlando Sport – Porsche 911 GT3
Momo Megatron – Audi R8 LMS

LMP2   Formula Le Mans   GTE   GTC

FIA WEC – Ufficializzato l’elenco dei team iscritti alla 24 ore di Le Mans 2013

Le Mans 2012

a cura di Marco Borgo

Prende forma lo schieramento di partenza del mondiale Endurance FIA e di pari passo anche la lista dei team invitati alla 24 ore di Le Mans 2013. Tra le LMP1 si rinnova la battaglia tra l’Audi e il suo nuovo rivale costituito dalla Toyota, mentre il team Rebellion se la giocherà con la new entry nella categoria top dei prototipi, il team Strakka racing. Tre le vetture che la casa degli anelli schiererà a Le Mans (e alla 6 ore di Spa, noto banco prova della maratona francese) mentre nelle restanti tappe della stagione avrà due vetture per i due equipaggi composti da Marcel Fassler, Benoit Treluyer e André Lotterer assieme ai veterani Tom Kristensen, Allan McNish e a Loic Duval, promosso a sostituto dell’uscente Dindo Capello. La terza vettura (un Audi R18 ultra) a Le Mans sarà affidata a Lucas Di Grassi, Marc Gené e Oliver Jarvis.

Dopo le prime dichiarazioni in cui annunciava di prendere parte alla stagione 2013 con una sola vettura così come successe l’anno passato, anche la Toyota schiererà due vetture così come fece a Le Mans. Obiettivo dichiarato interrompere il dominio Audi, traguardo non impossibile per un team al debutto che ha già dato filo da torcere al blasonato rivale. Gli equipaggi nipponici saranno composti da Alex Wurz, Nicolas Lapierre e Kazuki Nakajima, mentre sulla seconda vettura saliranno Stephane Sarrazin, Anthony Davidson e Sebastien Buemi. Due vetture a Le Mans per gli svizzeri del team Rebellion, i quali divideranno le due vetture tra mondiale endurance FIA e American Le Mans Series. Una vettura invece per la new entry Strakka Racing, che dalla classe LMP2 passa alla LMP1.

Corposa è invece la classe LMP2 per un totale di 22 vetture al via. Confermati team quali l’OAK Racing, Delta ADR, HVM Status, Lotus, Level 5, Signatech, Greaves, Starworks, Murphy e Pecom racing. Debutta nella maratona francese il team del campionissimo dei rally Sebastien Loeb, oltre al Thiriet by TDS dalla Le Mans Series.

11 vetture nella classe top del GT. Due le Ferrari 458 del team AF Corse più una schierata dal JMW, due Corvette C6, due anche le Porsche 911 del team Manthey e due Aston Martin del Gulf Racing. Sorpresa dell’edizione 2013 il ritorno in pista della Chevrolet Viper con due esemplari dell’SRT Motorsport.

Tra gli amatori sono quattordici le vetture ammesse, per un totale di sei Ferrari 458 (3 AF, 1 Krohn, 1 Extreme SPeed, 1 eight star), due Corvette del team Larbre, quattro Porsche 911 (2 IMSA, 1 Dempsey, 1 Proton) con l’esordio ufficiale del team dell’attore Patrick Dempsey. Due Aston anche nella seconda divisione GT. Il Box 56, storicamente assegnato ad un nuovo modello di veicolo scelto per innovazione tecnologica (nel 2012 fu assegnato alla Deltawing) quest’anno sarà ad appannaggio del nuovo progetto targato Green GT H2.

LMP1
#1. Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron
#2. Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron
#3. Audi Sport North America Audi R18 ultra
#7. Toyota Racing Toyota TS030
#8. Toyota Racing Toyota TS030
#12. Rebellion Racing Lola B12/60 Toyota
#13. Rebellion Racing Lola B12/60 Toyota
#21. Strakka Racing HPD ARX-03c

LMP2
#21. OAK Racing Morgan
#25. Delta-ADR ORECA 03
#26. G-Drive Racing ORECA 03
#27. Loeb Racing ORECA 03
#28. Gulf Racing Lola B12/80
#29. Gulf Racing Lola B12/80
#30. HVM/Status Lola B12/80
#31. Lotus T128
#32. Lotus T128
#33. Level 5 Motorsports HPD ARX-03b
#35. OAK Racing Morgan
#36. Signatech-Nissan ORECA 03
#38. Jota Zytek Z11SN
#40. Boutsen Ginion Racing ORECA 03
#41. Greaves Motorsport Zytek Z11SN
#42. Greaves Motorsport Zytek Z11SN
#44. Starworks Motorsport HPD ARX-03b
#45. OAK Racing Morgan
#46. Thiriet by TDS Racing ORECA 03
#47. KCMG Morgan
#48. Murphy Prototypes ORECA 03
#49. Pecom Racing ORECA 03

GTE-Pro
#51. AF Corse Ferrari F458
#66. JMW Motorsport Ferrari F458
#71. AF Corse Ferrari F458
#73. Corvette Racing Corvette C6.R
#74. Corvette Racing Corvette C6.R
#91. Porsche Team Manthey Porsche 911 GT3-RSR
#92. Porsche Team Manthey Porsche 911 GT3-RSR
#93. SRT Motorsports Viper GTS-R
#94. SRT Motorsports Viper GTS-R
#97. Aston Martin Racing GTE
#99. Aston Martin Racing GTE

GTE-Am
#50. Larbre Competition Corvette C6
#54. AF Corse Ferrari F458
#55. AF Corse Ferrari F458
#57. Krohn Racing Ferrari F458
#61. AF Corse Ferrari F458
#67. IMSA Porsche 911 GT3-RSR
#70. Larbre Competition Corvette C6
#76. IMSA Porsche 911 GT3-RSR
#77. Dempsey – Proton Porsche 911 GT3-RSR
#80. Extreme Speed Ferrari F458
#81. 8 Star Ferrari F458
#88. Proton Porsche 911 GT3-RSR
#95. Aston Martin Racing GTE
#96. Aston Martin Racing GTE

BOX 56 (Nuove tecnologie)
#56. Green GT H2

GP3 – Niederhauser tra GP3 e LMS nel 2013

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a cura di Marco Borgo

Impegno su più fronti per Patrick Niederhauser che oggi ha ufficializzato i suoi programmi per la stagione 2013. Il pilota svizzero ha deciso di continuare ancora con la formazione di Andreas Jenzer nella GP3 series, dopo l’avventura dell’anno passato, mettendo come chiaro obiettivo la conquista del titolo. Parallelamente a questo Niederhauser sta preparando il suo esordio a ruote coperte, precisamente sull’Oreca LMP2 del Race Performance, con la quale dovrebbe correre l’European Le Mans Series e la 24 ore di Le Mans.

WEC – Davidson rientra in pista a Daytona

a cura di Alessandro Roca.images

 

Tutti si ricorderanno di certo il brutto incidente di Anthony Davidson alla scorsa 24 ore di Le Mans, ebbene il pilota Peugeot questa settimana tornerà alla guida di un auto da competizione dopo l’infortunio alle vertebre. Il pilota inglese parteciperà alla sessione di test preparatoria alla 24 ore di Daytona, a bordo di una Coyote-Chevrolet del team 8Star Motorsport che condividerà Stephane Sarrazin, Nicolas Minassian, Pedro Lamy ed Enzo Potolicchio.

Mi sono allenato molto in bicicletta e a piedi e ho avuto la possibilità di provare i simulatori di Formula 1 di Toyota e Mercedes.” Ha dichiarato il pilota: “Ho recuperato completamente dell’infortunio e non temo alcuna ricaduta, quindi affronto questa situazione con tranquillità. Partecipare alla 24 ore di Daytona mi permetterà di scrollarmi definitivamente la ruggine di dosso in previsione dei prossimi impegni con Toyota”.

La Toyota ha rinconfermato tutti i piloti dello scorso anno alla 24 Ore di Le Mans.

Twitter: @AlessandroRoca

LMS

Euro Le Mans Series – In arrivo il team RAM con due Ferrari 458 Italia

a cura di Marco Borgo

New entry per la Le Mans Series del 2013 direttamente da Silverstone. Un nuovo team infatti si affaccia alle competizioni endurance e per farlo ha scelto la Ferrari 458 GTE. La nuova squadra è stata costituita da Dan Shufflebottom, parte dello staff tecnico di Michael Schuacher in questi tre anni in Mercedes F1, e da un socio mediorientale che al momento rimane anonimo. Obiettivo del team RAM sarà la European Le Mans Series, con il dichiarato intento di guadagnarsi l’invito alla 24 ore di Le Mans 2014. Il primo pilota ufficializzato da Shufflebottom è Johnny Mowlem, già pilota Lotus e Ferrari (team Risi). Il vero debutto in pista del team RAM avverrà alla 24 ore di Dubai di gennaio.

 

WEC – Commenti post Le Mans

a cura di Alessandro Roca.

Finita la gara in pista, lo strascico della classica francese è sui media. Ascoltiamo pareri e sensazioni di alcuni dei protagonisti della storica gara di durata:

Dindo Capello: il padovano avrebbe gradito festeggiare il suo 48esimo compleanno sul gradino più alto del podio, e invece si è dovuto accontentare della piazza d’onore, avendo visto le speranze di vincere la gara infrangersi sul muro assieme alla sospensione della sua R18 e-tron, in quel momento condotta da Allan McNish. “Vedere la macchina nel muro è stato un duro colpo, perchè eravamo piuttosto ottimisti. Avevamo un’ottima chance di vincere la gara. Con Allan Abbiamo parlato dopo la gara e devo dire che lo conosco da tanti anni, perchè abbiamo corso insieme diverse volte, ma non l’avevo mai visto così abbattuto” ha dichiarato il pilota italiano, che continua:  “Ho cercato di tirarlo su dicendogli che sarebbe potuto capitare anche a me o a Kristensen. Che si vince insieme o si perde insieme”. Lo sport è anche questo.

Amato Ferrari: si potrebbe dire che ha creato un mostro. Il mostro è il suo team che è riuscito a raddrizzare una gara cominciata decisamente con il piede sbagliato. La vettura con più esperienza, la #51 con l’equipaggio formato da Fisichella/Buni/Vilander ha sbattuto violentemente durante le libere danneggiando in maniera irreparabile il telaio. Un nuovo telaio della 458 Italia è stato spedito dalla sede della scuderia ed è arrivato in tempo per poter gareggiare. L’equipaggio a suon di giri veloci e cercando di minimizzare gli errori è riuscito a passare in prima posizione sotto la bandiera a scacchi. Il team principal, entusiasta ha raccontato la sua esperienza sul tracciato francese: “E’ stato un week-end eccezionale. Vincere a Le Mans con la Ferrari è una grande soddisfazione perché questa è la gara di durata più importante del mondo. La trasferta è iniziata faticosamente, tuttavia la squadra ha saputo reagire sino ad accompagnare i miei tre piloti alla vittoria. Ringrazio anche i bravissimi piloti della vettura N°71 che senza i piccoli problemi avuti avrebbero potuto completare la giornata con una doppietta che era alla nostra portata. Davvero una giornata bellissima”. 

Luca Cordero di Montezemolo: non si è fatto attendere e si è subito congratulato con la squadra e con i piloti. Il presidente ha definito la vittoria come una vittoria tre volte importante: “E’ una vittoria importante, in una gara importante e che è sempre stata importante nella storia della Ferrari. Mi fa inoltre molto piacere aver visto due piloti italiani, Giancarlo Fisichella e Gimmi Bruni, salire sul gradino più alto del podio insieme a Toni Vilander. Questa doppietta conquistata a Le Mans è la dimostrazione della competitività di una vettura straordinaria come la 458. Alla squadra AF Corse, ai suoi tecnici, ai meccanici e, naturalmente, ai piloti vanno i complimenti miei e di tutta la Ferrari.”

Anthony Davidson: il pilota inglese prova ad ingannare la noia postando le foto della sua flebo su Twitter, dove sono piovuti auguri di guarigione da ogni parte del globo. Dovrà rimanere fermo in ospedale sino a mercoledì, dopo di che inizierà il lungo calvario della riabilitazione. I medici hanno dichiarato che ci vorranno più o meno tre settimane prima che il dolore scompaia e circa tre mesi in totale per tornare in forma come prima. L’incidente è stato visto da ogni appassionato di motori, ma il racconto di ciò che è successo dentro quell’abitacolo detto dal protagonista è agghiacciante: ”La macchina si è impennata e si è capottata. Mi sentivo come in un aereo fuori controllo. Sapevo quanto fossero vicine le barriere considerata la velocità a cui viaggiavo e sapevo che sarebbe arrivato lo schianto contro le barriere. Ho chiuso gli occhi e staccato le mani dal volante e un attimo dopo mi sono schiantato nelle barriere. È stata una sensazione terrificante. Ho sentito un pugno violentissimo dietro alla schiena quando la vettura è atterrata sulle quattro ruote.  Ho riaperto gli occhi e ho capito che era ancora al mondo, anche se dolorante. Potevo muovere i piedi e non avvertivo dei danni. So che sarei dovuto restare in macchina, in particolare con il mal di schiena, ma mi ha preso un attacco di panico e di claustrofobia, ho dovuto uscire dalla macchina. È stata davvero una brutta sensazione. Ho spinta la portiera che era aperta e mi sono allungato sulla fiancate in attesa dei medici”. Il fatto che possa raccontare l’incidente è certamente incide di un ottimo livello di sicurezza raggiunto da queste vetture.

Paolo Ruberti: alla terza partecipazione alla classica francese sperava di fare centro e di salire sul gradino più alto del podio, ma si è dovuto ritirare alla 16esima ora per problemi al cambio della sua Porche 997 GT3 RSR: “Entrambe le 997 della nostra squadra sono rimaste in vittima dello stesso problema al cambio, su cui indagheranno i tecnici nei prossimi giorni. Peccato, perché il nostro passo gara si è sempre mantenuto su buoni livelli ed il podio era probabilmente alla nostra portata”. 

Michele Rugolo: Il veneto si è limitato ad un commento molto semplice quanto veritiero. Felice del suo primo podio a Le Mans ha detto: “Come è bella Le Mans vista dall’alto!”. 

Twitter: @alessandroroca

WEC – 24 ore di Le Mans – Podio Audi e forfait della Toyota. Trionfa la R18 e-tron #1

a cura di Alessandro Roca.

Lmp1: Non c’è stata partita come da pronostico. Sin dallo start sotto una leggera pioggerellina, la Toyota #8 è stata prontamente superata dall’Audi #2 di Capello/McNish/Kristensen, andandosi a prendere la terza posizione. Dietro le due Toyota, c’era l’R18 Ultra #4. Tuttavia arrivati alla prima ora, le Audi hanno accusato qualche piccolo problemino e le Toyota sono riuscite ad inserirsi al terzo e quarto posto dimostrando di poter dire la loro. La gara sembrava poter essere più aperta quando l’Audi #2 si è dovuta fermare ai box per un controllo accurato nel retrotreno dove alla fine si è scoperto che un pezzo di gomma era andata a disturbare il bilanciamento dell’auto. Questo stop ha fatto perdere un giro all’equipaggio, che al rientro in pista si è ritrovato in quinta posizione a favore dei due prototipi della casa giapponese che si sono avvantaggiati di una posizione. Nel frattempo tra i privati, il monopolio era del Rebellion Racing, con i prototipi #12 e #13 rispettivamente in settima e ottava posizione. Stava andando tutto molto bene per la debuttante nipponica, sino a che Anthony Davidson è stato toccato in fondo al rettilineo da Perazzini con la Ferrari 458 Italia #81 dell’AF Corse che non si era accorto del prototipo, ed ha stretto la curva per andare a prendere il punto di corda mentre stava subendo il sorpasso del pilota inglese. La vettura di quest’ultimo si è girata ed ha spiccato il volo e si è schiantata sulle barriere, facendo fratturare le vertebre T11 e T12 del pilota. Il contatto ha obbligato la direzione gara a far entrare la safety car. Problemi anche per l’Audi #3 che nella fase di doppiaggio della Porsche 997 del Flying Lizard Motorsports è entrata in contatto con le barriere. Infuriato, il driver Dumas, è sceso dalla vettura ed ha staccato la parte anteriore del cofano per poi risalire a bordo dell’auto e rientrare ai box con la sospensione anteriore destra semi distrutta. Tutto ciò ha permesso al Rebellion di piazzare le sue due vetture in quinta e sesta piazza assoluta. Un contatto anche per Nakajima che ha urtato e sbattuto contro le barriere dopo le curve Porsche la Nissan DeltaWing. Quest’ultima è stata messa KO per la rottura dei braccetti dello sterzo. Il driver giapponese ha avuto seri problemi con l’alternatore che lo ha costretto a delle operazioni ai box che gli hanno fatto perdere parecchio tempo nella speranza di tornare in pista. Le speranze sono sfumate alla 12esima ora, quando la squadra Toyota ha dovuto dire addio alla corsa. Il monopolio assoluto è tornato nelle mani dello squadrone teutonico che, nonostante qualche problemino, ha la testa assoluta della corsa rispettivamente con le Audi #1, #2 e #4 nelle prime tre posizioni. Verso le prime luci dell’alba, l’Audi è ancora saldamente in testa e le vetture del Rebellion Racing in 4a e 6a posizione. Qualche ora dopo l’Audi #1 dopo un bacio alle recinzioni è dovuta tornare ai box per sostituire gomme e cofano posteriore. L’efficenza dei meccanici non ha potuto impedire il sorpasso della vettura gemella #2. Nel frattempo l’R18 Ultra #3 è tornata in quarta posizione superando la Lola B12/60 Coupé del Rebellion Racing. Quando la gara comincia a volgere al termine e mancano poco meno di tre ore dalla bandiera a scacchi, i due alfieri Audi a bordo delle loro R18 e-tron, cominciano a darsi battaglia a suon di giri veloci essendo raccolti in un distacco di alcuni secondi. Nel frattempo il prototipo tedesco #4 guidato da Marco Bonanomi, comincia ad accusare dei problemi di natura elettrica che sono persistiti durante lo stint del compagno Jarvis. Problemi anche per la Rebellion #13 che aveva come pilota Andrea Belicchi: la vettura del team elvetico è stata costretta a oltre mezz’ora di stop a causa di problemi alla frizione. La #12, invece, continua la sua gara senza problemi sino a chiudere in quarta posizione assoluta, e prima tra le vetture private. La gara si conclude con l’equipaggio #1 che va a prendere la vittoria bissando quella dello scorso anno. Vanno segnalati i tentativi da parte di Genè e McNish di mandare a monte la tripletta della casa di Inglostadt con due dritti che hanno danneggiato ad entrambe la sospensione anteriore destra, opportunamente riparate dai tecnici della casa tedesca. Chiude in 11esima posizione assoluta la Lola B12/60 Coupè #13 con Andrea Belicchi al volante.

Non ci sono davvero più aggettivi per descrivere questo team e le loro strabilianti vetture.

1. Audi R18 e-tron quattro #1 – Audi Sport Team Joest – André Lotterer/Marcel Fassler/Benoit Treluyer
2. Audi R18 e-tron quattro #2 – Audi Sport Team Joest – Allan McNish/Rinaldo Capello/Tom Kristensen
3. Audi R18 ultra #4 – Audi Sport North America – Oliver Jarvis/Marco Bonanomi/Mike Rockenfeller
4. Lola B12/60 Coupé-Toyota #12 – Rebellion Racing – Nicolas Prost/Neel Jani/Nick Heidfeld
5. Audi R18 ultra #3 – Audi Sport Team Joest – Marc Gene/Romain Dumas/Loic Duval

 Lmp2: Nella categoria cadetta, le prime fasi della gara vedevano l’OAK Racing in testa con il pilota Olivier Pla al volante della Morgan-Judd #24 precedere Mathias Beche con l’Oreca 03-Nissan #46 del Thiriet by TDS Racing e Soheil Ayari, con vettura del Pecom Racing. Qualche ora dopo cambiano i piloti in seconda e terza posizione: Pla continua a condurre la gara sul compagno di team Leinders sulla Morgan-Nissan #35 e su Ryan Dalziel sulla HPD ARX 03b #44 di Starworks Motorsport. Segue in quarta piazza l’Oreca 03-Nissan #48 del Murphy Prototypes. Qualche ora dopo la vettura #35 prende lo scettro della categoria dalla vettura compagna di squadra, andando a imporre il proprio ritmo su Nicolet con la Morgan-Judd #24 e su Potolicchio con l’l’HPD ARX-03b #44 dello Starworks Motorsport. Il monopolio dell’OAK Racing è interrotto dal Murphy Prototypes grazie ad una lunga sosta della Morgan-Judd #35. Terzo posto ancora per la vettura dello Starworks Motorsports. Alla decima ora è arrivato il colpo di scena: la Morgan-Judd #24 dell’OAK Racing è stata costretta al ritiro per un problema al motore. Alle prime luci del mattino cambiano ancora le posizioni con Ryan Dalziel con l’HPD ARX-03b #44 dello Starworks Motorsports che prende la testa della gara seguito da Soheil Ayari con l’Oreca 03 -Nissan #49 del Pecom Racing. Il sole è sempre più alto sul tracciato francese, e lo Starworks Motorsports mantiene la testa della gara sulla’Oreca 03- Nissan #49. Per l’HPD ARX-03b #33 del Level 5 Motorsports la gara finisce qui. Qualche ora dopo si conclude la gara anche della Lola-Judd della Status #30 e Zytek-Nissan dello Jota Racing. Continua imperterrita con due giri di vantaggio la marcia trionfale dello Starworks Motorsports ai danni delle Oreca 03- Nissan di Thieret by TDS Racing e Pecom Racing.
Si chiude così senza più stravolgimenti la gara della Lmp2, con uno Starworks Motorsports che si è imposto avendo cominciato la sua gara fuori dal podio.

1. HPD ARX-03b #44 – Starworks Motorsports – Vicente Potolicchio/Ryan Dalziel/Tom Kimber-Smith
2. Oreca 03-Nissan #46 – Thiriet by TDS Racing – Pierre Thiriet/Mathias Beche/Christophe Tinseau
3. Oreca 03-Nissan #49 – Pecom Racing – Luis Perez-Companc/Pierre Kaffer/Soheil Ayari
4. Oreca 03-Nissan #26 – Signatech Nissan – Pierre Ragues/Nelson Panciatici/Romain Rusinov
5. Zytek Z11SN-Nissan #41 – Greaves Motorsport – Christian Zugel/Elton Julian/Ricardo Gonzalez

 GTE-Pro: Grande spettacolo sin dalle fasi iniziali della gara con le Aston Martin che vanno a prendersi la leadership con Stefan Mucke alla guida della Vantage V8 #97 seguita dalla Corvette C6 ZR1 #74 e dalla 458 #52 dell’AF Corse. Nella prima mezz’ora della terza ora di gara si è accesa la battaglia tra l’Aston Martin #97, la 458 Italia #51, con al volante Gianmaria Bruni, ed anche la Chevrolet Corvette C6 ZR1 #74. Alla fine della battaglia l’ha spuntata la vettura del team di Amato Ferrari che dopo la sosta ha preso il largo con Giancarlo Fisichella. L’altra Ferrari, la #71, è stata protagonista di un’uscita di pista quando era al volante Oliver Beretta ed ha perso parecchie posizioni. Richard Westbrook qualche ora dopo riesce a riprendere la leadership della gara ai danni della Ferrari #51 che è relegata alla piazza d’onore. Segue in terza posizione la Porsche 997 GT3 RSR #77  del Team Felbermayr-Proton e diretta da Wolf Henzler. La situazione dopo questi cambiamenti rimane piuttosto stabile, salvo vedere l’altra Corvette salire sul gradino più basso del podio virtuale ai danni della Ferrari #59 del Luxury Racing. La gara di classe è stata animata dagli errori commessi dagli equipaggi di Corvette e Ferrari. I piloti dell’auto americana hanno perso la ruota posteriore sinistra andando ad uscire di pista. Le riparazioni del fondo e del diffusore hanno rallentato parecchio la vettura. Anche la Ferrari #51 non è stata da meno andando a sbattere alla chicane Forza ma nonostante i danni subiti la vettura ha saputo mantenere la leadership sulla vettura gemella del Luxury Racing. Poco prima delle ore 6 del mattino, la Porsche #77 del Team Felbermayr-Proton ha alzato bandiera bianca e si è ritirata. Le prime tre posizioni a quell’ora vedevano l’AF Corse con la Ferrari #51 al vertice seguita dall’Aston guidata da Mucke e dall’altra Ferrari del Luxury Racing. Quest’ultima riesce a recuperare terreno ed ad insidiare la vettura gemella dell’AF Corse condotta da Toni Vilander, mentre segue la Aston Martin. Nonostante in un primo momento avesse recuperato, la 458 portata in pista da Amato Ferrari, ha allungato ancora, accumulando un vantaggio di due giri sui diretti inseguitori, ponendo la parola “fine” alle loro speranze.
Lo spettacolo della GTE-Pro si chiude con un capolavoro del team AF Corse e dei suoi piloti che non hanno nemmeno disputato le qualifiche a causa della rottura del telaio durante le libere. Vittoria meritatissima. Peccato per Bertolini/Beretta/Cioci che si devono accontentare del quarto posto.

1. Ferrari 458 GTC #51 – AF Corse – Giancarlo Fisichella/Gianmaria Bruni/Toni Vilander
2. Ferrari 458 GTC #59 – Luxury Racing – Frederic Makowiecki/Jaime Melo/Dominik Farnbacher
3. Aston Martin V8 Vantage #97 – Aston Martin Racing – Stefan Mucke/Darren Turner/Adrian Fernandez
4. Ferrari 458 GTC #71 – AF Corse – Andrea Bertolini/Olivier Beretta/Marco Cioci
5. Corvette C6 ZR1 #73 – Corvette Racing – Antonio Garcia/Jan Magnussen/Jordan Taylor

GTE-Am: Come nella categoria Pro, anche qui l’inizio della della gara ha visto l’imporsi di una Aston Martin seguita dalle due Porsche rispettivamente #79 del Flying Lizard Motorsports e #75 del Prospeed Motorsport. Il battistrada è sta o escluso dalla lotta al vertice per una sosta lunghissima ai box. Questo ha favorito la monopolizzazione dei primi tre posti della classifica che sono andati nelle mani della Porsche. L’ordine delle vetture tedesche è #79, #67 e #88 con a bordo Roda e Ruberti. Come in GTE-Pro, anche nell’Am torna al vertice la Corvette con la vettura #50 davanti alla 458 Italia del Luxury Racing e alla Porsche dell’IMSA Performance. La vettura #79 è stata protagonista di un incidente dopo la curva Indianapolis che le ha fatto perdere la leadership della gara. Per un problema tecnico, la gara perde anche l’Aston Martin #99 e la classifica vede al primo posto la 997 #67 dell’IMSA Performance, la Corvette C6 ZR1 #50 del Larbre Competition e la Ferrai 458 Italia #57 del Krohn Racing. Dopo alcune ore senza cambiamenti al vertice della classifica, ecco che la Corvette si issa in prima posizione mettendo dietro di se rispettivamente in seconda e terza posizione Porsche 997 GT3 RSR e Ferrari 458 Italia GTC. Mentre continua l’avanzata della Corvette del Larbre Competition, la Ferrari #61 dell’AF Corse sbatte contro le barriere facendo colassero il cechi anteriore sinistro che va a prendere fuoco. L’incendio sarà successivamente domato in pit-lane. Corvette e Porsche sono sempre più vicine, seguite a debita distanza dalla Ferrari del Krohn Racing.
La gara si chiude con Michele Rugolo con la Krohn Racing sul gradino più basso del podio.
1. Corvette C6 ZR1 #50 – Larbre Competition – Patrick Bornhauser/Julien Canal/Pedro Lamy
2. Porsche 997 GT3 RSR #67 – IMSA Performance – Anthony Pons/Raymond Narac/Nicolas Armindo
3. Ferrari 458 GTC #57 – Krohn Racing – Tracy Krohn/Niclas Jonsson/Michele Rugolo
4. Porsche 997 GT3 RSR #79 – Flying Lizard Motorsports – Seth Neiman/Patrick Pilet/Spencer Pumpelly
5. Corvette C6 ZR1 #70 – Larbre Competition – Christophe Bourret/Pascal Gibon/Jean-Philippe Belloc
Sono state 24 ore molto intense che hanno saputo incollare gli appassionati agli schermi per non perdersi neanche un minuto di una gara che è più che una semplice competizione automobilistica: è leggenda.
Twitter: @alessandroroca