Category: Grand AM

Cosa c’è in TV – Speciale 24h di Daytona

a cura di Marco Borgo

Torna come di consuetudine la tradizionale 24 ore di Daytona, evento di apertura del calendario 2012 della Grand-am series. La gara di durata della Florida quest’anno si preannuncia più combattuta che mai, con i nuovi prototipi pronti a darsi battaglia. Tra questi, proprio gli italiani Angelelli e Papis cercheranno insieme ai loro equipaggi di stroncare il dominio incessante dello squadrone di Chip Ganassi. Novità anche tra le GT, con l’arrivo di Audi R8, della nuova Ferrari 458, oltre a Camaro, Mustang e Viper. Eurosport ha previsto una copertura live davvero interessante per l’Italia: verranno proposte sia la partenza che le prime fasi di gara al sabato sera, mentre si riprenderà domenica dalle ore 18.00 per seguire le ultime eccitanti fasi della classica americana.

Sabato 28 gennaio

Eurosport 2 – ore 21.30 – Diretta partenza da Daytona (fino ore 23.00)

Eurosport – ore 23.15 – Diretta gara da Daytona (fino ore 24.00)

Domenica 29 gennaio

Eurosport 2 – ore 00.15 – Diretta gara da Daytona (fino ore 2.00)

Eurosport 2 – ore 18.00 – Diretta gara da Daytona (fino ore 19.00)

Eurosport 2 – ore 21.00 – Diretta arrivo da Daytona (fino ore 22.00)

Wayne Taylor in IndyCar nel 2012?

Un nuovo team potrebbe entrare in IndyCar nel 2012: il Wayne Taylor Racing, la squadra del due volte vincitore della 24 Ore di Daytona e per cui corre in Grand Am Max Angelelli. Taylor, che da giovane si era cimentato con le ruote scoperte prima di passare alle gare endurance, afferma che l’espansione del suo team nella IZOD IndyCar Series è un obiettivo a cui sta pensando da un po’ di tempo. “La nostra base è in Grand Am con la Dallara-Chevrolet nei Daytona Prototype, e questo non cambierà“, ha detto Taylor. “Ma stiamo lavorando per trovare i finanziamenti per un programma IndyCar nel 2012. L’IndyCar è sul mio radar da un po’. Abbiamo lavorato diligentemente dietro le quinte per unirci alla serie. E’ stata dura trovare i soldi, ma abbiamo anche una buona squadra e, nella direzione verso cui la IndyCar sembra andare, noi vogliamo esserci il prossimo anno. Siamo in trattativa con una società e se firmano con noi questo ci permetterebbe di aggiungere il programma IndyCar. E’ ancora presto, però.” Ricky Taylor, il più grande dei due figli di Wayne, che divide la Dallara-Chevrolet con Max Angelelli in Grand Am, non sembra essere coinvolto nei piani del team. “Sì, Ricky potrebbe andare in IndyCar, ma ad essere onesti non sto cercando di aggiungere un programma IndyCar come meta per uno dei miei figli. Jordan [Taylor] sta facendo molto bene nella categoria Rolex GT, e Ricky ha un ottimo posto sulla nostra Dallara. Mi aspetto che continuino a crescere in quei ruoli in un prossimo futuro, le loro carriere stanno decollando adesso. I nostri piani per la IndyCar sono sempre stati improntati alla creazione di un programma separato da quello della Grand Am e da quello dei miei figli.” Taylor sostiene inoltre che il nuovo regolamento in vigore dal 2012 potrebbe facilitare il loro ingresso nella IndyCar Series. “Credo che abbiamo abbastanza risorse per far bene in IndyCar, un impegno che non richiede una grande quantità di personale o di infrastrutture extra. Il nostro direttore generale, Simon Hodgson, ha una vasta esperienza in Champ Car e IRL, per cui abbiamo le basi per costruire un programma formidabile. Penso che potremmo fare abbastanza bene. Io non mi sto vantando quando dico che ho uno dei migliori equipaggi in qualsiasi serie. Penso che possiamo aggiungere al nostro personale impegno in Grand Am una squadra adeguata per la IndyCar Series.”

Marco Strazzulla

Grand Am – Doppietta Ganassi alla 24 Ore di Daytona

Il Chip Ganassi Racing continua il suo momento d’oro ottenendo una doppietta alla 24 Ore di Daytona. L’equipaggio vincitore è stato quello della BMW/Riley n.01 guidata dai campioni in carica della Grand Am Rolex Sports Car Series Scott Pruett e Memo Rojas, coadiuvati da Joey Hand e Graham Rahal, che ha preceduto di due secondi la vettura gemella di Scott Dixon, Juan Pablo Montoya, Dario Franchitti e Jamie McMurray. Per il team di Ganassi si tratta della quarta vittoria a Daytona, così come è la quarta per Pruett. Il pilota americano è stato capace di risalire dal terzo al primo posto dopo l’ultimo pit stop a 48 minuti dalla fine ed è riuscito a resistere agli attacchi portatigli da Dixon nel finale, conquistando la vittoria. “E’ veramente una cosa impressionante“, ha detto Pruett. “Ottenere una doppietta qui è semplicemente incredibile. La nostra vettura ha completato ogni giro qui a Daytona negli ultimi cinque anni e ha vinto tre volte. Questa è la dimostrazione di ciò che l’organizzazione Ganassi è e della preparazione che ci mette in questa vettura e su questa pista. Sono stati fantastici a rendere le nostre auto pronte per questa gara sin dal mese di ottobre. Sapevamo di avere una macchina forte e dovevamo solo concentrarci sul portarla in corsa per la vittoria. Abbiamo disputato la maggior parte della corsa ad un buon ritmo, ma non abbiamo mai dovuto esagerare ed anche quando abbiamo avuto dei problemi siamo stati in grado di risalire abbastanza velocemente.” Le due vetture di Ganassi hanno totalizzato 420 giri in testa (231 per la n.01 e 190 per la n.02). Entrambe hanno incontrato alcuni problemi durante la gara: la n.01 ha dovuto prima sistemare il cambio alla fine della prima ora e poi effettuare una regolazione al camber; la n.02 ha subito due forature sempre durante la prima ora e poi due danneggiamenti al paraurti anteriore. Una volta risolti questi problemi, le due auto hanno proseguito senza problemi fino al traguardo.

Al terzo posto si è piazzata la Porsche/Riley dell’Action Express Racing guidata da Joao Barbosa, Christian Fittipaldi, Max Papis e JC France, che ha preceduto la Ford/Riley del Michael Shank Racing di Martin Brundle, Mark Blundell, Zak Brown e Mark Patterson. “Il terzo posto ottenuto oggi equivale ad una vittoria“, ha detto il pilota comasco. “Abbiamo davvero fatto un lavoro incredibile. Essere in grado di aprire la stagione con una gara come questa è davvero molto incoraggiante. E’ una sensazione incredibile, per me è stata una delle gare più belle a cui io abbia partecipato.” “Abbiamo messo insieme una prestazione piuttosto sorprendente“, ha commentato invece Brundle. “Io penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro, se consideriamo che eravamo due ex piloti e due gentlemen contro uno schieramento così ricco. Il mio obiettivo era la top 10 sulla griglia di partenza e la top 5 in gara e abbiamo raggiunto entrambi questi risultati, quindi penso che ci siamo coperti di gloria e forse sorpreso non pochi.”

Le prime quattro vetture sono giunte al traguardo separate da appena 3,752 secondi dopo 2566 chilometri di corsa e 721 giri completati. La top 5 è stata chiusa dalla Dallara del SunTrust Racing di Max Angelelli, Ryan Briscoe e da Wayne and Ricky Taylor, rallentata da un contatto che ha avuto quest’ultimo con Montoya nelle prime fasi di gara. La vettura partita in pole position, la Porsche/Riley del Flying Lizard Motorsports, ha perso circa venti giri quando il proprietario del team Seth Neiman si è toccato con una vettura GT, per chiudere poi al ventiduesimo posto per un problema al radiatore. Mai in corsa per la vittoria la Chevrolet/Riley del Bob Stallings Racing di Alex Gurney, Jon Fogarty e il cinque volte campione NASCAR Sprint Cup Jimmie Johnson, rallentata da problemi meccanici e da un guaio alla sospensione, che ha chiuso al quindicesimo posto.

Nella classe GT il successo è andato al TRG Motorsport con la Porsche 911 GT3 Cup guidata da Andy Lally, Wolf Henzler, Spencer Pumpelly, Brendan Gaughan e Steven Bertheau, che hanno completato più di un terzo della gara senza frizione, riuscendo comunque a precedere di un giro la vettura gemella del Miller Motorsport di Bryce Miller, Tim Sugden, Bryan Sellers e Rob Bell e la Mazda dell’attore Patrick Dempsey e di Joe Foster, Charles Espenlaub e Tom Long. “Le ultime 17 ore di guida senza frizione sono state molto difficili, ovviamente“, ha detto Lally. “Quando si perde la frizione e si decide di fare il resto della gara senza di essa significa che non si può commettere nessun errore. Al primo errore in pista resti bloccato. Questo fatto dimostra quanto questi ragazzi abbiano lavorato duro sul cambio e quanto i miei compagni di squadra siano stati bravi per aver guidato in questa situazione così a lungo.”

Bergmeister in pole a Daytona

Il Flying Lizard Motorsports, all’esordio coi Daytona Prototype, ha ottenuto la pole position per la 24 Ore di Daytona, in programma sabato e domenica. Ad ottenere il miglior tempo (in 1:40.099) è stato Jorg Bergmeister, pilota ufficiale Porsche e da anni con il team nella categoria GT. “Devo ringraziare la squadra. È la nostra prima volta con un DP, quindi questo risultato è abbastanza impressionante. La mia ambizione era quella di entrare nella top 5, così sono stato davvero sorpreso di aver ottenuto la pole“, il commento del pilota tedesco. Il secondo tempo è stato fatto segnare da Max Angelelli  con la Dallara del SunTrust Racing, staccato di appena tre centesimi. In seconda fila partiranno invece la prima delle BMW/Riley del Ganassi Racing, grazie al tempo ottenuto da Scott Pruett, e la Ford/Riley dello Starworks Motorsport di Ryan Dalziel, mentre la seconda vettura di Ganassi ha ottenuto il quinto tempo con Scott Dixon, staccata di appena due decimi dalla pole position. Da segnalare il nono tempo di Martin Brundle con la Ford/Riley del Michael Shank Racing, davanti ad uno degli equipaggi favoriti, quello del Bob Stallings Racing che comprende anche il cinque volte campione NASCAR Sprint Cup Jimmie Johnson. Nella categoria GT il miglior tempo è stato ottenuto dalla Porsche 911 GT3 Cup del team TRG guidata da Andy Lally, che poi è stata squalificata per una irregolarità tecnica all’alettone posteriore cedendo la prima posizione alla vettura gemella guidata da Dominik Farnbacher. Secondo tempo per la Camaro dell’Autohaus Motorsports guidata da Jordan Taylor. La gara partirà alle 3:30 di sabato, orario della Florida.

I test in vista della 24 Ore di Daytona

Come di consueto, la stagione agonistica americana incomincia con la 24 Ore di Daytona, prova d’apertura della Grand-Am Rolex Sports Car Series. Nei giorni 7, 8 e 9 si sono svolti i test collettivi (il cosiddetto “Roar Before the Rolex 24”) in vista della gara che si disputerà nell’ultimo fine settimana di Gennaio.

Il miglior tempo assoluto è stato ottenuto, nell’ultima giornata di prove, da Ryan Dalziel a bordo della Ford/Riley dello Starworks Motorsport, in 1:39.973. “In questo fine settimana abbiamo dimostrato che siamo competitivi“, ha detto il pilota scozzese, vincitore nel 2010 con l’Action Express Racing. “Stiamo facendo del nostro meglio con quello che abbiamo. Penso che saremmo potuti andare anche più veloce, non ho messo insieme un giro perfetto, e non abbiamo provato un setup da qualifica. Sappiamo che possiamo ottenere di più.” L’equipaggio della vettura (che comprende anche Mike Forest, Colin Braun, Tomas Enge e Jim Lowe) difficilmente però garantirà uniformità nelle prestazioni, e i favoriti restano comunque altri. Ad esempio le due BMW/Riley del Ganassi Racing. Quella dei campioni in carica della categoria Scott Pruett e Memo Rojas, (co-adiuvati in questa occasione da Joey Hand e Graham Rahal) si è piazzata al secondo posto nei test (1:40.329) ha ottenuto il secondo tempo assoluto, mentre la seconda, che presenta un super equipaggio (formato dai piloti NASCAR Juan Pablo Montoya e Jamie McMurray e da quelli IndyCar Scott Dixon e Dario Franchitti), ha girato a circa mezzo secondo di distacco dai primi. “I test sono andati abbastanza bene“, ha detto Montoya. “Abbiamo una buona macchina. Abbiamo fatto molte prove di pit stop e siamo tutti contenti. Non abbiamo cambiato molto sulla vettura, e sia la nostra che anche quella dei nostri compagni sembrano molto buone. Sarà tutta una questione di essere lì pronti a sfruttare le nostre possibilità.

Molto competitivo si è rivelato anche il Level 5 Motorsports, che schiera anch’esso due BMW/Riley, capaci di portarsi al terzo e quarto posto della graduatoria generale, e che con due equipaggi molto solidi (il primo formato da Christophe Bouchut, Luis Diaz, Sascha Maassen, Mark Wilkins e Scott Tucker, il secondo formato sempre da Tucker più i piloti IndyCar Ryan Hunter-Reay e Raphael Matos e da un esperto delle corse endurance come Richard Westbrook) possono puntare alla vittoria. Alle loro spalle si è piazzato il team campione in carica, l’Action Express Racing, con la prima delle sue due Porsche/Riley iscritte, quella affidata a David Donohue, Darren Law, Buddy Rice (vincitori nel 2009) e Burt Frisselle. “Penso che i test siano andati molto bene“, ha detto Donohue. “Abbiamo avuto un sacco di cambiamenti organizzativi all’interno del nostro team, e stiamo cominciando a trarne benefici. Ci siamo resi conto delle differenze nei test, e continueremo a vederli durante tutta la stagione. Abbiamo bisogno di trovare ancora un po’ di velocità, ma la guidabilità va già molto bene. Siamo fiduciosi perché è più facile trovare la velocità se l’auto è facile da guidare.” Sulla seconda vettura del team correrà anche il nostro Max Papis, insieme tra gli altri all’ex pilota di Formula 1 Christian Fittipaldi e da uno dei vincitori dello scorso anno, Joao Barbosa.

La grande incertezza per la vittoria assoluta è dimostrata dal fatto che almeno altri quattro team possono puntare alla vittoria. Il Bob Stallings Racing schiererà una Chevrolet/Riley per i due volte campioni della categoria Alex Gurney e Jon Fogarty e per il cinque volte campione NASCAR Sprint Cup Jimmie Johnson. Il Michael Shank Racing schiererà due Ford/Riley, una delle quali guidata dagli Formula 1 Martin Brundle e Mark Blundell, più una Dallara per l’equipaggio formato da AJ Allmendinger, Michael McDowell e Justin Wilson, che è stata la più veloce delle tre vetture del team durante i test. La Dallara sarà portata in pista come di consueto anche dal SunTrust Racing con l’equipaggio formato da Max Angelelli, Ryan Briscoe e da Wayne and Ricky Taylor, che durante le prove è rimasto però un po’ in ombra. Molto bene è andato invece il Flying Lizard Motorsports, pluricampione nella categoria GT sia in Grand-Am che nell’American Le Mans Series e che a Daytona farà il suo esordio nella categoria prototipi con una Porsche/Riley guidata dal tradizionale equipaggio del team (Jorg Bergmeister, Patrick Long, Seth Neiman e Johannes van Overbeek). “Abbiamo avuto una buona tre giorni e abbiamo visto la macchina andare sempre meglio in ogni sessione“, ha detto Bergmeister, capace di far segnare il quinto tempo nella sessione finale. “Abbiamo anche lavorato molto sul comfort di guida e sui cambi pilota, per fare in modo che avremo meno cose di cui preoccuparci durante la settimana della gara. Siamo stati abbastanza competitivi, e sicuramente la gara si rivelerà interessante.

Nella classe GT il miglior tempo è stato realizzato da Leh Keen, uno dei favoriti, a bordo della Porsche 911 GT3 del Brumos Racing, passato quest’anno di categoria dopo diversi anni tra i prototipi. “Abbiamo simulato un giro di qualificazione e sono riuscito ad ottenere un buon tempo“, ha commentato Keen, che sarà in equipaggi con Andrew Davis, Hurley Haywood e Marc Lieb. “Il team sta lavorando bene e sta riuscendo a spremere il massimo dalla nostra Porsche.” La lotta nella categoria sarà principalmente tra tre marche: Porsche, Mazda e Chevrolet. Tra i team Porsche, molto competitivi sono stati il Burtin Racing, il Paul Miller Racing e il TRG. Molta differenza la farà l’eterogeneità degli equipaggi. Al riguardo, il Paul Miller Racing schiera un buon gruppo di piloti, esperti delle corse endurance: Bryce Miller, Bryan Sellers, Tim Sugden e Rob Bell. Nei test hanno fatto segnare il quarto tempo. Il TRG schiera invece come di consueto numerose vetture, alcune in collaborazione con altre organizzazione. Due di esse hanno fatto segnare il terzo e il quinto tempo. “I ragazzi del TRG fanno un lavoro incredibile“, ha detto Dominic Farnbacher, autore del quinto tempo ed in equipaggio con altri piloti molto competitivi come Andy Lally, Spencer Pumpelly e il pilota della NASCAR Truck Series Brendan Gaughan. “L’avevo già notato in passato, quando eravamo avversari, e ora riesco a vederlo dall’interno. Preparano le vetture molto bene. Sulla nostra vettura abbiamo raggiunto un buon setup per la gara. Sono davvero grato al TRG per avermi dato la possibilità di far parte di esso.

Buoni tempi sono stati fatti segnare anche dalle due Camaro dello Stevenson Motorsports, che può schierare due equipaggi molto competitivi, che includono piloti molto esperti della categoria come Matt Bell e John Edwards su una vettura e Jan Magnussen e Robin Liddlell sull’altra. Meno competitiva sulla carta dovrebbe essere la Camaro del Banner Racing, che però può schierare uno dei migliori piloti della categoria, l’inglese Oliver Gavin. “Si può dire che siamo andati abbastanza bene, considerando che questa è la mia prima volta su una Camaro“, ha detto Gavin, che di solito corre nella ALMS con la Corvette. “Sia il campionato che la categoria GT sono estremamente competitivi. Non vedo l’ora di vedere la lotta che ci sarà.” Più in ombra durante i test sono stati invece i due team di riferimento della Mazda. Il team SpeedSource può vantare l’equipaggio campione Grand-Am 2010, formato da Jeff Segal e Emil Assentato “Sono felice di essere tornato in pista“, ha detto Segal. “Abbiamo pensato molto a come rendere la macchina veloce quest’anno, e sono stato davvero felice di essere tornato finalmente in pista per vedere cosa funziona e cosa no. All’inizio le cose non hanno funzionato come avremmo voluto in termini di velocità rispetto ai nostri concorrenti, ma ogni volta che la vettura scendeva in pista andava un po’ meglio. Io penso che siamo pronti.” Sostanzialmente gli stessi tempi (a circa un secondo dalle Porsche di testa) hanno fatto segnare le Mazda del Dempsey Racing, il team dell’attore Patrick Dempsey che sarà al volante di una delle vetture.

Un ruolo da outsider potrebbe svolgere la BMW M3 del Turner Motorsport che dispone di un equipaggio molto competitivo, formato da Bill Auberlen, Paul Dalla Lana, Boris Said e Matt Plumb. “C’è molta differenza rispetto ad un anno fa“, ha affermato Auberlen, che ha girato a pochi decimi di distanza dalle Porsche. “L’anno scorso siamo stati veloci ma abbiamo avuto alcuni problemi. Adesso conosciamo bene la vettura, sappiamo quanto è veloce e potente e pure affidabile.” Pura presenza faranno invece le tre Ferrari presenti, una delle quali tra l’altro protagonista di un incendio che ne ha compromesso le prove.

Il via della gara è previsto per le 15:30 (orario della Florida) di sabato 29 Gennaio.

GrandAm – Terza vittoria per Pruett e Rojas



Terza vittoria consecutiva per Scott Pruett e Memo Rojas nella GrandAm Rolex Sports Car Series. I piloti della BMW Riley del team di Chip Ganassi si sono imposti nella Bosch Engineering 250 disputata sabato sul Virginia International Raceway. Rimasti in testa per 75 degli 84 giri disputati, i vincitori hanno anche esteso il loro vantaggio in classifica a 21 punti su Ryan Dalziel (sesto in Virginia). “La vettura era veloce e anche quando era difficile da guidare, era comunque veloce“, ha detto Rojas. Aggiunge Pruett: “E’ stata una gara molto difficile, ma questa è anche la nostra miglior pista. Siamo stati molto fortunati qui in Virginia. Qualunque cosa facciamo con il nostro set-up sembra funzionare. Sapevamo di avere una buona macchina, e siamo riusciti a portare a casa la vittoria.” Entrando nell’ultima mezz’ora, la vittoria di Pruett e Rojas è stata messa a rischio da un contatto con una vettura GT che ha danneggiato il loro spoiler posteriore. Quando si è rotto definitivamente, i commissari hanno esposto la seconda bandiera gialla della giornata. Pruett ha commentato l’episodio: “E’ stato un contatto leggero, e non so nemmeno come sia successo. Dopo, l’auto era molto difficile da guidare. Si metteva di traverso ovunque, ma la nostra velocità in rettilineo era comunque buona.” Dopo il restart, a cinque giri dalla fine, Pruett è riuscito a resistere agli attacchi della Ford Riley dell’AIM Autosport di Burt Frisselle, mentre dietro si scatenava il caos per un contatto tra quattro prototipi, tutti comunque in grado di continuare la corsa. Sul traguardo Pruett precedeva di meno di tre decimi Friselle, al miglior risultato in carriera. Terzo posto per la Dallara del SunTrust Racing, con Max Angelelli alla guida in coppia con il giovane Ricky Taylor. Nella classe GT, Andy Lally e Ted Ballou hanno sfruttato un’accorta strategia dei pit stop per portare a casa la vittoria alla guida della Porsche GT3 Cup del team TRG, nonostante un contatto nel finale tra Lally e la BMW di Borcheller. “Abbiamo puntato tutto sulla strategia ai box“, ha detto Lally. “Abbiamo avuto un ottimo restart dopo l’ultima sosta. Questa vittoria è frutto tutto della strategia ai box, ed io ho avuto la fortuna di essere al volante nel finale. Bill (Auberlen) è uno degli avversari più difficili e più puliti, e io ho battagliato con lui nel modo più leale possibile. Ho tenuto la mia traiettoria e lui è andato dalla parte sbagliata.” L’equipaggio Segal-Assentato ha conquistato il secondo posto sulla Mazda RX-8 del team SpeedSource, mentre Edwards-Russell sono giunti terzi sulla corvette del Banner Racing.

GrandAm – In Alabama si impongono Pruett e Rojas

Nel weekend, sul Barber Motorsports Park si è corsa pure la terza prova della Grand-Am Rolex Sports Car Series. La vittoria è andata a Scott Pruett e Memo Rojas, alla guida della BMW Riley del team di Chip Ganassi. La loro gara è stata complicata all’inizio a causa di un pit stop anticipato. Una volta riconquistata la leadership al giro 38 (sui 108 in programma), l’equipaggio di Ganassi ha mostrato tutta la sua forza rimanendo in testa per 69 degli ultimi 71 giri. “Le cose sono andate molto bene per noi“, ha detto Rojas. “Dopo la prima bandiera gialla, ognuno aveva una strategia diversa e siamo finiti in mezzo al gruppo. Mi sono divertito ad effettuare molti sorpassi.” “Memo ha fatto davvero un buon lavoro“, ha sottolineato Pruett. “Il mio unico problema erano le gomme, che hanno reso la vettura difficile da guidare. Ci sono voluti due o tre giri prima che andasse tutto a posto.” In classifica adesso Pruett e Rojas sono in testa con 102 punti, seguiti da Ryan Dalziel a quota 91. In Alabama il secondo posto è andato alla Ford Riley del Michael Shank Racing guidata da Osvaldo Negri e John Pew. “Ho guidato più forte che potevo“, ha detto Negri. “Siamo molto contenti del secondo posto, siamo una buona squadra con una buona attrezzatura.” Dalziel ha invece chiuso al terzo posto in coppia con Mike Forest sulla BMW Riley dello Starworks Motorsport, nonostante un contatto con la Dallara di Max Angelelli. “Il terzo posto ha un sapore agrodolce per noi“, ha detto Dalziel. “Mi sarebbe piaciuto avere avuto l’opportunità di lottare con i leader, ma l’incidente con Angelelli me lo ha impedito.” Il pilota italiano ha invece chiuso al ventiseiesimo posto. Nella classe GT podio interamente occupato dalla Mazda, con il duo SpeedSource di Jeff Segal e Emil Assentato che ha conquistato la vittoria. Il team Racers Edge Motorsports di Todd Lamb e Jordan Taylor ha ottenuto il secondo posto seguito da Jonathan Bomarito e Sylvain Tremblay sulla seconda vettura del team SpeedSource.

GrandAm – Homestead, vince il team Ganassi

Il team Ganassi torna alla vittoria nella seconda prova della GRAND-AM Rolex Sports Car Series, vincendo il Grand Prix of Miami disputato sull’Homestead-Miami Speedway. Il momento decisivo è arrivato a circa 20 minuti dalla fine, quando l’unica caution della giornata ha ricompattato il gruppo e cancellato il considerevole vantaggio che Scott Pruett aveva accumulato su David Donohue. Quando la gara è ripartita, Donohue ha cercato il sorpasso, ma la maggior potenza del motor BMW ha permesso a Pruett di restare davanti e di tagliare il traguardo con appena due decimi di secondo di vantaggio su Donohue. “Non pensavo che ne avessimo abbastanza per batterli“, ha detto Pruett, alla sua 23a vittoria nella Rolex Sports Car Series. “David ha fatto un ottimo lavoro. Lui mi ha tenuto sotto pressione in modo pulito. La vettura scivolava un po’ ma siamo riusciti a tenere la testa della corsa. Sicuramente non volevo vedere le bandiere gialle in quel momento, ma almeno abbiamo reso felici i tifosi. Questa è una categoria in cui c’è una dura concorrenza. Non si sa mai cosa può succedere fino alla bandiera a scacchi. E’ stato molto emozionante, questo è sicuro.” Pruett ha condotto in testa gli ultimi 48 giri dei 129 disputati, mentre Donohue e il suo compagno di squadra, Darren Law, avevano guidato 71 dei primi 80 giri. A completare il podio la Riley motorizzata Chevrolet del Bob Stallings Racing di Fogarty-Gurney, mentre solo sesta la Dallara del SunTrust Racing guidata da Max Angelelli. La vittoria del team Ganassi non è stata comunque esente da polemiche, a causa del contatto che ha visto protagonista alla prima curva del primo giro il compagno di squadra di Pruett, Memo Rojas, con Brian Frisselle (alla guida della Riley Ford del Michael Shank Racing). Rojas non è stato penalizzato dai commissari di gara, nonostante le proteste di Frisselle e del suo team. Nella classe GT, la Mazda RX-8 ha conquistato il primo e il terzo posto, con il team SpeedSource di Jeff Segal e Emil Assentato che ha conquistato la vittoria, mentre terzo ha chiuso il Dempsey Racing con l’equipaggio Keen-Gue. Completa il podio la Camaro GT.R del Stevenson Motorsports dell’equipaggio Davis-Liddell.

GrandAm – 24 ore di Daytona: vittoria a sorpresa dell’Action Express

Con un risultato a sorpresa, il team Action Express ha vinto la 24 ore di Daytona 2010. La squadra è stata creata proprio quest’anno da una costola del Brumos Racing, vincitore lo scorso anno della classica della Florida, di cui utilizza materiale e personale. Il portoghese Joao Barbosa ha guidato la vettura nelle ultime fasi della corsa, compleetando il grande lavoro svolto anche dai suoi compagni d’equipaggio,il tedesco Mike Rockenfeller, il britannico Ryan Dalziel e l’americano Terry Borcheller. Il team esordiente è così riuscito a battere uno dei grandi favoriti della vigilia, il team di Chip Ganassi, secondo al traguardo ad una cinquantina di secondi di distacco con la vettura n.01 di Pruett/Rojas/Wilson/Papis. La gara è stata caratterizzata dalla pioggia iniziale, da condizioni della pista molto difficili e in continuo cambiamento e da basse temperature sepcialmente nelle prime ore del mattino. Qualche problema alla frizione e all’acceleratore verso metà gara ha creato qualche preoccupazione per la Riley-Porsche dell’Action Express. Con quattro ore e 30 minuti dalla fine, Scott Pruett ha iniziato la caccia al leader Dalziel. Il pilota americano ha mantenuto la pressione fino a quando finalmente ha avuto la meglio su Dalziel. A circa due ore e mezza dalla fine Justin Wilson (che aveva preso il volante da pruett) si è dovuto fermare ai box per una sosta per un non precisato problema che ha fatto perdere loro due giri. “È molto strano“, ha detto Wilson. “Quando sono uscito dalla chicane ho sentito uno strano rumore ed un colpo. Così ho pensato che avevamo forato o qualcosa del genere e così abbiamo deciso di tornare ai box e controllare tutto, ma era tutto a posto.” Pruett è poi riuscito a tornare nel giro del leader, ma nelle ultime due ore non è uscita neanche una bandiera gialla che avrebe ricompattato il gruppo e permesso al team di Ganassi di lottare per la vittoria. Terzo posto per il Level 5 Motorsport, con la Riley-BMW di Bouchut/Hunter-Reay/Luhr/Tucker/Westbrook.

Molti problemi per diverse delle vetture favorite. La Dallara-Ford del SunTrust Racing con alla guida Max Angelelli, dopo la pole position, ha ottenuto pure il giro più veloce della gara, ma alla fine per loro c’è stato solo un sesto posto finale. Diversi problemi al cambio, e l’incidente di Pedro Lamy, che ha colpito il muretto dopo un pit-stop, hanno fatto perdere troppo tempo al team diretto da Wayne Taylor. I vincitori dello scorso anno del Brumos Racing non hanno concluso la gara a causa della rottura del motore a cinque ore dalla fine. Ultima apparizione per Hurley Haywood, che chiude qui la sua carriera. Anche i vincitori del campionato 2009, il GAINSCO/Bob Stallings Racing, si sono dovuti ritirare per problemi con la pompa dell’olio, dopo un bel recupero dall’ultimo posto in grigilia causato dall’incidente di Jimmie Johnson durante le prove libere.

Nella classe GT vittoria per la Mazda RX-8 del team SpeedSource guidata da Jonathan Bomarito, Nick Ham, Sylvain Tremblay e David Haskell. Il team vincitore già dell’edizione 2008 ha preceudto di quattro giri la Porsche del TRG/Flying Lizard Motorsports Porsche guidata da Jorg Bergmeister, Patrick Long, Seth Neiman e Johannes van Overbeek. La Mazda vincitrice ha approfittato a circa tre ore e mezza dalla fine di un piccolo problema tecnico dei rivali, che avevano appena preso la testa della corsa dopo che la vettura gemella del TRG, leader della corsa, era rimasta ferma sulla pista senza benzina. Alcuni problemi tecnici hanno invece rallentato la Camaro dello Stevenson Motorsports di Davis/Liddell/Magnussen, in testa a metà gara e quarti di classe alla fine.

Top ten finale:

Pos Num Class CPos Team Car Laps
1. 9 DP 1 Action Express Racing Porsche Riley 755
2. 01 DP 2 Chip Ganassi Racing w/F.Sabate BMW Riley 755
3. 95 DP 3 Crown Royal/NPN Racing BMW Riley 751
4. 75 DP 4 Krohn Racing Ford Lola 735
5. 60 DP 5 Michael Shank Racing Ford Riley 726
6. 10 DP 6 SunTrust Racing Ford Dallara 711
7. 6 DP 7 Michael Shank Racing Ford Riley 707
8. 70 GT 1 SpeedSource Mazda RX-8 707
9. 67 GT 2 TRG/Flying Lizard Motorsports Porsche GT3 703
10. 66 GT 3 TRG Porsche GT3 691

GrandAm – 24 ore di Daytona: aggiornamento a metà gara

Dopo 12 ore di gara, la Riley-BMW n.01 di Papis/Pruett/Rojas/Wilson si trova in testa alla 24 ore di Daytona, approfittando anche del ritiro per rottura del mtore della vettura gemella, dominatrice della prima fase di corsa (139 dei primi 249 giri passati in testa). La gara è cominciata sotto una violenta pioggia, con i primi 8 giri neutralizzati con le bandiere gialle prima che la gara artisse con uno Scott Dixon in grande spolvero. Ma poco dopo la mezzanotte, mentre si trovava in testa con Jamie McMurray alla guida, la vettura n.02 ha dovuto rallentare e cedere la leadership. Pochi minuti dopo, con Juan Pablo Montoya alla guida, la n.02 si è dovuta definitivamente arrendere col motore ko. “E’ stato un triste doversi fermare perché avevamo una macchina molto buona“, ha detto Montoya. “Tutti i piloti del team sono stati in grado di condurre la gara e avevamo la macchina per vincere. Ma queste sono le corse. Venerdì scorso abbiamo cambiato il motore e montato uno nuovo, ma c’è stato un problema con esso e siamo dovuto tornare a quell delle qualifiche. Eravamo un po’ preoccupati, ma sono cose che succedono.”

Allo scoccare della dodicesima ora, solo tre vetture si trovavano a pieni giri: la vettura n.01 di Ganassi in testa, la Riley-Porsche dell’Action Express con alla guida Mike Rockenfeller al secondo posto, e la Riley-Ford del Michael Shank Racing con lla guida A.J. Allmendinger al terzo. Problemi hanno rallentato la vettura vincintrice nel 2009. Quando Darren Law era appena dovuto salire alla guida della Riley-Porsche n. 59, il pilota americano è dovuto rientrare ai box per problemi al posteriore della vettura, perdendo più di 20 giri. In ritardo anche la Dallara-Ford del SunTrust Racing per una serie di problemi, il più pesante dei quali causato da Pedro Lamy, che ha sbattuto a causa delle gomme fredde all’uscita dei box e ha causato la rottura del musetto. La vettura n.10 ha perso in totale una trentina di giri.

Tra le GT, lotta a tre tra le due Porsche del TRG, quella di Bernhard/Dumas/George Jr/Labonte/Pumpelly, e del TRG/Flying Lizard Motorsports, di Bergmeister/Long/Neiman/van Overbeek, e la Camaro di Davis/Liddell/Magnussen, che a metà gara si trova in testa con le due inseguitrici nello stesso giro.